Calamaio.

“No, senti” sbotta la piuma. “Tu adesso trovi il fondo di te stessa e mi aiuterai a finire questa lettera! Capito?”
Il calamaio si guarda attorno, lui che è fatto circolare. “Ma ho finito! Non c’è più inchiostro da intingere!”
“Allora va’ e riempiti!” Sibila tra i denti la piuma. Qualora ne avesse. “Vuoi o non vuoi che chiediamo la grazia al governatore?”
Il calamaio ci pensa su. “Significherebbe tornare in Inghilterra… Avere un orto tutto proprio… Trovare una moglie… E vedere che piove sempre”
La piuma sospira. “Significa la libertà! Non vogliamo certo concludere i nostri giorni in questa topaia, no? A pelare patate fino a quando ci regaleranno una collana di corsa!”
Sapeva di aver usato argomenti convincenti. “Ma… Impiccherebbero solo il prigioniero. Non anche la piuma e il calamaio con cui ha provato a scrivere la lettera”
“Ma gliela regaleremmo noi” ribatte la piuma. “Vuoi il tizio sulla coscienza?”
“Allora devo proprio farlo” sospira rassegnato il calamaio. Ne getta una come se fosse seppia e la boccetta torna a riempirsi.
“Che strano” commenta il pirata. “Questa lettera ha odore di piscio. Bah, non che mi stupisca, dato il letame in cui sono…”
Fu in quelle condizioni che si diresse verso il governatore, che lesse quel plico anche se in forte debito d’ossigeno.
“La lettera sembra scritta molto bene” disse boccheggiando, cercando di respirare il meno possibile “Ti… ti darò la grazia, basta che me la togli di mezzo”
Una volta decretato quella decisione, corse verso il suo balcone per respirare a pieni polmoni. Era quello il trucco per evitare la condanna a morte.
Ogni volta che veniva catturato, sempre la stessa formula.
“Maestro! Ogni volta una grazia diversa! Ma come fate?” chiese un mozzo, ammirato da come usciva di prigione. Quegli sorrise e gli scompigliò i capelli.
“Passione. È la forza della lucidità. E anche un po’ di inchiostro puzzolente. Funziona qui, funziona lì”
Il mozzo, incantato da quelle parole, decise anche lui di diventare un pirata, ma per prima cosa decise anche di imparare a infilarsi i petardi nella barba, qualora l’avesse avuta.
Quel mozzo divenne Barbanera.

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