La massa del sole/24

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Lucrezia Volpone era laureata in tre facoltà, che però cambiavano ogni volta che si presentava. Aveva un fratello, Alessandro, che in quel momento si trovava dentro un manicomio a recitare la parte del matto.
Fece una fine indecorosa, come ebbe a raccontare il benzinaio del pianeta delle mozzarelle che si credevano fenicotteri. La sua fine consisteva nell’assistere impotente a ciò che aveva fatto lei stessa, ossia far cadere un barattolo.
Dunque si nascose, divenne una vera e propria latitante, cercando di far perdere le sue tracce. Conobbe anche il suddetto benzinaio, al quale raccontò la sua storia, aggiungendoci anche un lavandino dotato di rubinetto. Uno che rubava ed un inetto, chi era peggio?
“Molto interessante” sorrise il benzinaio, ma in realtà non gliene fregava nulla. Dunque, fu d’uopo menzionarla in quel contesto.
Apollo voleva davvero restituirgli i soldi, quali che fossero, ma ancora non sapeva molto bene quanto dargli. Né chi fosse la cara Lucrezia. Si accommiatò e andò a cercarla.
Sulla Terra tutto era rimasto invariato, ma un ragazzo si stava credendo un faraone senza motivo.
“Dov’è?” si chiese.
Un ragazzo apparve davanti a loro. Era Alessandro.
“È buffo” esordì “pensare che cerchiate mia sorella. Eppure ne ho la sensazione”
Un extraterrestre e uno shuttle parlavno in italiano con un italiano dotato di varano e pappagallo, in Egitto. Gli chiedevano della sorella. Qualcuno avrebe potuto anche dire che non era normale, ma era la vita.
“Infatti, ti chiediamo dove si trova” disse Apollo. “Ci serve per un prestito”
“Non l’avrete mai” riflettè Alessandro. “Non posso permettere che mia sorella finisca nelle mani di due squilibrati”
“Non ci sono squilibrati, qui” fece notare il benzinaio, facendo roteare i suoi tentacoli. “Devi cercare con noi tua sorella”
E fu così che andarono a cercarla. Sarebbe stato impossibile, ma lui che ne conservava il sangue ce l’avrebbe fatta.

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