Nastro.

“Questo posto sta diventando troppo piccolo per tutti e due”
Le parole della cassetta non erano affatto casuali. Era vero, il posto stava diventando piccolo per tutti e due.
“Uff” sbuffò il nastro. “Devo proprio chiamare la matita?”
“Chiama chi vuoi ma fa’ in fretta”
Il nastro fu dunque costretto a disturbare la matita.
“Scusa?”
“Non ora Alfredo, sto disegnando quasta natura morta”
“No davvero, devi venire perché ti sto chiamando”
La matita, a quel punto, si fermò perplessa. “E da quando in qua una cassetta ordina a una matita cosa deve fare?”
“Da quando dobbiamo ascoltare la musica!”
Calò un silenzio gelido. Un tuono fece il suo rombo e scappò via.
“Molto bene” sussurrò la matita. “Allora ti dimostrerò che la musica oggi non serve. Ho già capito perché ti servono le mie prestazioni e, notizie dell’ultima ora, non ne ho voglia”
Il nastro non era mai statao tanto furibondo. “Ah, è così? Allora ti farò assaggiare la mia tecnica finale! Spara legumi in azione!”
Da entrambi gli oblò vennero fuori metri e metri di nastro, che nessuno avrebbe mai immaginato potessero entrarci. Un po’ come l’intestino: un minuscolo spazio vitale e così tanto materiale.
La matita venne legata e imbavagliata come una mummia e avendo vistol’effetto ottenuto, quel malvagio rise.
“Adesso non fai più la spavalda, vero?”
“Oh mio Dio! Adesso come mi libero?”
“Che c’è? Sembri davvero preoccupata” sussurrò una voce.
“Oh, Temperino di Babbo Natale, per fortuna sei qui!”
“Non sono Babbo Natale, ma una semplice renna”
“Oh semplice renna, sei arrivata! Liberami, orsù!”
La semplice renna, pur essendo molto umile e schiva, liberà con le sue corna la povera impigliata e il nastro esplose.
“Beh, adesso non si può più ascoltare quell’arte che è la musica” osservò il temperino a forma di renna.
“Ma, d’altro canto, chi usa più le cassette?”
Nessuno, pensò la matita. Eppure c’era qualcosa che non andava. Lei si era liberata grazie allo spirito natalizio, era vero, però…
“Perché si era arrabbiata tanto? Io stavo solo facendo una natura morta”
“E allora non farle, no?”
Il ragionamento del temperino non faceva una grinza. Il suo disegno, però, ne aveva parecchie.
“Vabbè, cancelliamo e vediamo di produrre la neve con i trucioli” dichiarò.

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