Thomas. (tra le betulle)

A dire la verità, fra le betulle sto bene.

Ho sempre amato questo posto. È un bosco tranquillo, non molto frequentato e nemmeno troppo lontano dalla città. Ogni volta che posso, vengo qui a riflettere, a pensare, a ricaricare le batterie.

Mentre passo sopra le foglie cadute e ne sento lo scricchiolio, penso agli ultimi avvenimenti.

Thomas mi ha lasciata. Dopo quattro anni intensi, fatti di tutto, ha detto sospirando che è il… com’era? “Momento di aprire un nuovo capitolo della mia vita, e tu non sei prevista”.

Non sono prevista. Come se fossi semplicemente qualcosa con cui riempiere un’agenda.

Adesso sono sola. Be’, tanto sola non direi, visto che ci sono le betulle con me, e questa piacevole brezza che lambisce il mio corpo.

In mezzo a tanta tristezza, nel vuoto nero nasce una domanda: e se fosse anche per me giunto il momento di un nuovo capitolo?

Mentre mi siedo al limitare del bosco, che preannuncia un piccolo laghetto abitato da alcune papere, lascio vagare libera la mia fantasia-

Un nuovo capitolo… dopo tutto questo tempo, quattro anni spesi a dire, a fare, a viaggiare, a urlarsi insulti a vicenda e subito dopo fare l’amore, adesso c’è la possibilità di ricominciare da capo.

Thomas… Thomas è stato importantissimo, sin da quando l’ho conosciuto. Poi però è cambiato, ha preferito altro a me e in effetti c’è poco da stupirsi se alla fine mi ha spiattellato quella frase, in piena mattina, mentre stavo inzuppando i miei biscotti… nella nostra casa.

Ha preso le valigie e se n’è andato. Sono certe notti che non ci dormo, che rivivo questa scena…

Oddio, ho detto “è stato”! Ma allora me ne sto già facendo una ragione!

Ormai non è più questione di chiedersi “Che cosa è successo”, “Ho sbagliato io?” o altre fesserie. Il fatto è avvenuto, punto e basta.

Ed è avvenuto perché lui è uno spirito libero, io sono presa dalla mia carriera di scrittrice e ni sentiva più a suo agio. Lo vedevo, rincasava sempre più tardi e andava via sempre all’alba.

Non poteva essere altrimenti.

Mi rialzo in piedi, e solo adesso mi accorgo che mi sento umida in faccia.

Una papera dice “qua” proprio in questo momento. Beate loro che non hanno pensieri…

In fondo, ho davvero qualcosa per cui piangere? Non posso essere anche io senza pensieri? A ripensarci, Thomas è solo uno stronzo che meriterebbe di fallire, lui e il suo “spirito libero” che glielo suggerisco io dove metterselo, questo spirito libero.

Quindi torno a passeggiare fra le betulle, io e il mio adorato cappotto nero.

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