Parafango.

“Certo, la strada è molto lunga”
C’era sempre un motivo di lamentarsi delle strade, il parafango aveva ragione. Un giorno era dissestata, un altro giorno era piena di curve, l’altra volta aveva un sacco di pozzanghera. Adesso era lunga.
“Cosa possiamo fare per passare il tempo?”
“Proprio tu me lo chiedi, faretto?”
Era stupito, lui. Eppure mi sembrava una domanda come tutte le altre.
“Diremo alle ruote dove sono i suoi bastoni”
Ridacchiai, anche se a posteriori non so spiegare perché mi venne da ridere. “Oh sì, ti prego, facciamolo”
Intanto la macchina proseguiva il suo viaggio.
“Ruote? Quattro ruote motrici?”
Quelle si coinvolsero, soprattutto quelle posteriori.
“Che succede? Avete bisogno di noi?”
“Ci stavamo chiedendo dove fosse il vostro bastone”
Come previsto, quelle si spaventarono non poco. Si guardarono allarmate, e preoccupate rivelarono: “In ogni caso, non verrei a chiederlo a noi”
Ciò che dissero era una situazione non da poco perché noi volevamo vedere i bastoni ma le ruote non ce lo permettevano.
Improvvisamente la macchina schizzò sul fango, e il parafango si sporcò di ogni cosa.
Io seppi cosa era successo in realtà.
“Screanzate che non siete altro!” esclamò furibondo. “E così, per una persona che vi fa una domanda voi rispondete lanciando una notevole quantità di fango su di voi?”
Fecero una pausa.
Risposero “Sì. Crediamo che sia abbastanza appropriato”
“Una reazione molto diplomatica, devo dire” commentai.
“Spero che tu sia sarcastica, cara freccia”
“Non mi chiamo freccia! Mi chiamo INDICATORE DI DIREZIONE, e se ti sento nominare ancora una volta la parola con la F riceverai anche da me qualcosa che non vorrei mai vedere!”
Seppi di aver fatto centro con quegli argomenti. Tuttavia, il parafango non si arrese.
“Allora! Vogliamo vedere questo bastone o no?”
“Non sai neanche tu se vuoi vederlo” ribatterono le ruote, ma quegli rispose “Una volta eravamo io, l’ABS e l’airbag. Stavamo andando a spasso quando riuscimmo a scorgere una carrozza passare tra le stelle. Poi siamo dovuti scappare perché un grosso tentacolo acchiappa macchine era appena sbucato dal tombino. Ci stava proprio mettendo i bastoni tra le ruote”
“E noi cosa c’entriamo?” chiesero quelle. Io, di contro, cominciai a ticchettare. In fondo, ero una freccia.

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