Ricetta: Tortellini mutanti.

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I tortellini, come abbiamo visto nella vecchia storia “Dante il tortellino gigante“, mutano. Ecco perché, per la prima volta nella storia di questo blog, proveremo anche a cucinarli, in modo che non mutino più e possiamo anche mangiarli, senza che ci cresca all’interno del nostro stomaco, una piantagione di tostapane.
In effetti, in estate tutti noi mangiamo almeno una volta al giorno il melone verde, vero? Ecco perché, poi, una volta ingoiati i semi, cresce la pianta. Non vogliamo che crescano altre piante, vero?
I tortellini funzionano allo stesso modo. C’è chi sa prepararli perché ha visto centinaia di volte il video di Bruno Barbieri che li prepara a regola d’arte, ma io vorrei fare un passettino in più e intervenire sul ripieno, che è quello che fa mutare.
Prendiamo innanzitutto della mollica, intendo il pan grattato. Riempiamo le mani ben bene di questo prodotto e lo mettiamo chissà dove.
Poi, andiamo a lavarci le mani. Non vorremmo camminare e nuotare con questo coso impiastricciato, vero?
Adesso lasciamo perdere il tortellino, che non è nemmeno stagione, e andiamo a consumare una bella granita laggiù al parco che sappiamo noi.
Che sia alla menta, mi raccomando.
Una volta consumata la granita alla menta, possiamo anche riflettere su cosa abbiamo combinato.
Il tortellino vuoto, purtroppo, non lo differenzia dagli altri tipi di pasta, quindi non siamo sicuri che poi qualcuno lo riconosca. Facciamo una prova.
Pasta al pomodoro. Due cloche diverse.
“Vieni, Piergiorgio!”
Piergiorgio Asparago è uno dei più rinomati ignoranti sulla piazza. Sul serio, non sa nulla di nessun argomento.
“Assaggia questo piatto”
“Molto buono” dice lui. Chissà se è vero.
“Che pasta hai appena mangiato?” dovrai chiedere.
Piergiorgio Asparago ci pensa su e dice “Boh, spaghetti?”
Vabbè, per lui sono tutti spaghetti.
“Peccato che questi siano tortellini!”
“Oh, non li avrei mai distinti, sono identici”
“Hai assaggiato anche l’altro piatto?”
“Eh, direi, non fai altro che parlare!”
Visto?

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