L’iris, la banana, l’arancina.

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C’era un’arancina che il giorno di santa Lucia poteva essere scambiata per tante altre che, una dietro l’altra, veniva presa e azzannata.
“Chissà” prese a dire.
“Chissà cosa?” chiese la sua vicina di posto.
“Secondo te può funzionare un’arancina alla banana?”
Tutto lo scomparto si fermò a guardarla, catturando l’attenzione perfino di una Iris al forno, tuppo compreso. Quest’ultimo prese a suonare come uan sirena, lampeggiando raggi di ricotta tutt’attorno.
“Beh, chiediamoglielo, sembra molto figo!” esclamò infine, poi, sollevandosi, prese con sé l’arancina ribelle e muovendosi come un disco volante andarono nel portafrutta.
L’atmosfera che videro non fu molto promettente. Era vero che quei due erano piatti uno salato e uno dolce, ma il portafrutta sembrava assoggettato perché le mele, le pere, le arance stavano omaggiando una banana seduta in cima a un monticciolo di uva.
“Salutate il perfido Lord Banana!” esclamò lui, tutto contento.
“Oh” commentò l’Arancina. “Per fortuna, mi dovevano ancora riempire” poi si rivolse direttamente a lui “Mi scusi, ma sa se per caso ha mai incontrato del riso nella sua lunga e inimitabile carriera?”
“Riso… uhm, molto interessante” commentò lui. “Si può dominare? Se sì, che esca i tasselli; se no, centro frustate”
“Tasselli?” chiese l’Iris alla frutta. Una fragola suggerì “È per giocare a Domino, sai, dominante, no?”
“Già” commentò l’Arancina. “Ebbene, ti sfiderò! Però se vinco libererai questa frutta!”
“E sia!”
“Sia lasciala cantare” rispose, non capendo, la povera arancina. Insieme giocarono, effettivamente, a Domino, e vinse l’arancina, mentre la Iris poverina venne mangiata in quanto ora di spuntino.
Povero tuppo! Ma non smise mai di dare l’allarme come una vera sirena farebbe.
“Ma questo gioco non finisce mai…” commentò borbottando la palla di riso. Il perfido, in quanto perfido, rise sguaiato.
“Certo! Io Domino! I tasselli sono infiniti! Non finiremo mai!”
La risata si prolungò. L’arancina, dal canto suo, pensò che averlo dentro di lei avrebbe avuto un sapore…
Perfido.

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