Kaden e le Fontane di Luce/ Il tempo

Eccoci giunti all’ultimo focus su Kaden e le Fontane, in cui cercherò di parlare bene della timeline, quindi aspettatevi qualcosa di molto didascalico!

2014: Anno in cui “Kaden e le Fontane di Luce” ha cominciato a prendere forma.

2017: Anno in cui siamo adesso. Va bene, ancora per 48 ore o circa, ma tant’è.

9999: la Terra ha una tecnologia che non riusciamo nemmeno ad immaginare, e nel frattempo ha raggiunto e colonizzato un sacco di pianeti abitabili, finché il suo Impero non ha finito per confinare con un altro impero, quello degli alieni Wergonth.

3 gennaio 10.000: la razza Wergonth arriva sulla Terra, con una flotta bellica in grado di oscurare anche il Sole, tipo le frecce dei Persiani sugli Spartani.

10.000 e anni a seguire: comincia una lotta senza quartiere che interessa tutto il pianeta. Ad un certo punto, tutti sapevano usare un’arma e, fra vittorie e sconfitte, l’equilibrio persisteva, anche se ormai il numero di individui di entrambe le fazioni cominciavano a diminuire notevolmente.

Anno 10.004: si bombardano i continenti, tranne l’Australia, che sotto di sé nascondeva un bunker anti atomico in grado di resistere a lungo all’inverno nucleare, programmato per estinguere per sempre i Wergonth.

Anno 10.004 – 18.000: ottomila anni di inverno nucleare. Sulla Terra non è rimasto più nessun essere vivente e tutto è coperto dai ghiacci. La vita è impossibile. Unico continente rimasto l’Australia, e il genere umano, così come diverse altre specie, passa otto millenni in cattività, perdendo molta tecnologia e mutandosi geneticamente.

Anno 18.000 d. C. circa: Il calendario è azzerato nel momento in cui la vita in superficie torna ad essere possibile. Il genere umano torna a vivere in Australia, che adotta per sé il regno.

Anno 1- 56: vengono costruite le tre Fontane di Luce, monumento che assorbono la luce stessa e la trasformano in energia benefica che garantisce longevità e abbondanza.

Anno 200 circa: sale al trono Re Isaac della Casa Hesenfield, rinchiudendo tutti e i diciotto Draghi esistenti con un incantesimo, liberando l’Australia da quella piaga.

Anno 1951: l’Australia è divisa in tre parti differenti, ciascuna governata da un Re diverso. Re Walter per l’Ovest, Regina Margareth per il centro e Re Anthony per l’Est.

Anno 1999: nasce Abraham Hesenfield.

Anno 2020: l’Armata Rivoluzionaria, capitanata da Shydra Aldebaran e suo marito, accende la miccia per una lunga guerra civile contro i tre Re.

Anno 2021: nasce John Taider.

Anno 2023: Abraham Hesenfield sposa lady Katrina.

Anno 2024: nasce Klose.

Anno 2026: nasce Mary. Nascono anche Caleb e Isaiah Hesenfield.

Anno 2028: nasce Isabel Hesenfield.

Anno 2030: nasce Jakob Hesenfield.

Anno 2032: nasce Josafat Hesenfield.

Anno 2036: nasce Kaden.

Anno 2039: il Mangiacuore uccide la sua prima vittima. Separazione fra lord Abraham e lady Katrina.

Anno 2040: John Taider entra nell’Esercito Reale come cavaliere. Più tardi verrà insignito del titolo di Sir.

Anno 2043: Shydra Aldebaran, alla morte del marito e dei due figli, assume da sola il comando dell’Armata Rivoluzionaria e si dà alla macchia.

Anno 2046: Abraham Hesenfield dichiara guerra alla regina Margareth e muove il suo esercito, capitanato dai giovanissimi Caleb e Isaiah, contro di lei.

Anno 2050: Taider lascia l’Esercito e si unisce ai rivoluzionari. Re Walter impone su di lui una taglia e viene definito Cavaliere Corrotto.

Novembre 2052: Shydra Aldebaran e lord Abraham hanno un incontro sfociato in un duello.

Anno 2053, 21 Maggio: Kaden apre la Fontana dell’Ovest e Re Walter, dopo centodue anni di regno, muore misteriosamente.

 

Il resto è storia…

Annunci

Kaden e le Fontane di Luce/La rivoluzione

Oggi parleremo un po’ dell’Armata Rivoluzionaria, che si contrappone ai tre Re, di cui parleremo nel prossimo articolo.

C’era stato un periodo in cui l’Australia, seppur divisa in tre Regni distinti, era benestante e la popolazione poteva godere di abbastanza diritti, quindi di una Costituzione. Non c’era motivo di combattere.

Tuttavia, più passava il tempo, più i Re si fecero avidi accentratori. Questo, come vedremo, sarà a causa del patto che hanno stipulato con le Fontane di Luce, che hanno conferito loro l’immortalità e la giovinezza, ma al prezzo della follia.

La dittatura non tardò ad arrivare e un giovane Marcus Spensley fondò una società segreta, aiutato dalla fidanzata, Shydra Aldebaran e da altri suoi amici.

L’Armata, con calma e con molte defezioni, riuscì a radunare un esercito dedito alla guerriglie e agli attacchi terroristici, per poi allargarsi con la propaganda una volta divenuti troppi per poter essere sciolti. La lotta per la libertà divenne dunque una vera e propria guerra civile che coinvolse dapprima l’Ovest e in seguito anche gli altri due regni, mentre nel frattempo Spensley e Aldebaran, i due leader di tutta l’Armata, si sposarono ed ebbero due maschi.

La guerra proseguiva fra vittorie e sconfitte, ma una volta cresciuti, i due figli della coppia morirono l’uno a poca distanza dell’altro, portati via dalla guerra stessa. Qualche tempo dopo, anche Marcus morì trucidato in un’imboscata in cui anche Shydra venne coinvolta, lasciandole una brutta cicatrice al fianco destro.

Shydra rimasta da sola si diede alla macchia, per poi ricomparire come l’anziana preside di una scuola dell’Ovest. Ma non aveva mai smesso di lottare per ciò in cui ha fondato la sua vita.

Ecco perché, nel vedere l’impaurito Kaden, le tornò una vecchia luce negli occhi, facendola anche tornare attiva e sul campo di battaglia.

Insomma n bel personaggio, e sono contento che sia lei a guidare l’Armata 😀

Beh l’hai creata tu

Oh, lo so ❤

 

 

 

 

Kaden e le Fontane di Luce/Gli Hesenfield

Immagine

Sì, okay, forse non è un lavoro di alta qualità, ma questi sono i mezzi. D’altronde, entrambe le creature ai lati sarebbero nere…

Gli Hesenfield sono una famiglia composta, nel periodo in cui è ambientata la storia di Kaden, da sette componenti. Qui sopra ne vediamo l’emblema, creato appositamente da Re Isaac, Re dell’Australia secoli addietro. Sovrastante il simbolo, sette stelline, uno per ciascun componente.

Ma noi non parleremo della storia degli Hesenfield, perché è sufficiente sapere che ad un certo punto sono caduti in disgrazia ma che adesso stanno tornando potenti.

Lord Abraham: il capostipite, colui che ha effettivamente dato il la alla risalita degli Hesenfield, dalle disgrazie in cui vivevano. Erano nobili decaduti, e lui, con calma e l’ingegno, li ha resi prima ricchi e potenti e poi dotati di un esercito molto potente, in grado di schiacciare i Tre Re. Certo, per fare questo ha dovuto rinunciare alla sua morale (sta a voi scoprire come), ma gli è stato ripagato tutto. È vicinissimo a diventare Re.

Lady Katrina: la moglie di Abraham. Figlia di un facoltoso borghese, ha conosciuto Abraham durante una festa in maschera. Katrina, che non aveva idea di che tipo fosse il lor, lo ha corteggiato e si sono rincorsi, maschere indosso, per i numerosi corridoi della villa di lei. Poi… è successo quel che è successo, e non si spia attraverso lo spioncino delle camere da letto altrui. Insomma, nove mesi dopo, e dopo essersi sposati, nacquero Caleb e Isaiah. Durante quei nove mesi, tuttavia, Katrina vide morire, uno dopo l’altro, i suoi partenti per circostanze bizzarre e misteriose: incidenti, malattie stroncanti e cose del genere, finendo per avere come unici parenti suo marito e i figli che sarebbero venuti. Ad un certo punto, però, Katrina lasciò Villa Hesenfield, per circostanze ancora da chiarire, con la morte nel cuore.

Lord Caleb: il “principe”. No, non quello di Machiavelli, ma proprio “principe” nel vero senso della parola, dato che lui, essendo il primogenito designato, una volta che Abraham diventerà Re a lui toccherà dunque ereditare il regno. E non dite: “Eh, ma non è poi così scontato”, perché fra gli Hesenfield non esiste la parola sconfitta. Sapevate che Caleb trae il nome da questa canzone?

Lord Isaiah: il gemello di Caleb. Minore solo per quaranta secondi, a differenza di Caleb è molto più sfacciato, e non ha idea di cosa sia il galateo, o qualsivoglia buona maniera. Diciamo che Abraham ci ha visto lungo su chi designare l’erede al trono. Ha un rapporto insano con la sua spada, però. Chissà se la sposerà!

Lady Isabel. Semplicemente, la donna più bella del mondo. Alta, formosa, capelli neri, occhi grigi, spietata quando serve e dolce con gli amici: ha tutte le carte in regola per essere e diventare principessa. Tuttavia, non ha avuto la prontezza di capire cosa stesse succedendo alla sua famiglia, e quella piovosa domenica di novembre, è andata via con la madre. Non vede i suoi fratelli da anni e le mancano molto. Poi, decise di comandare una propria truppa, per attaccare Sidney, capitale del Regno Est, e fare di sua madre la regina, in modo da far fare pace fra i suoi genitori, ignorando il piccolo dettaglio che Sydney non era mai stata espugnata. Le piace la danza del ventre.

Lord Jakob. Il terzogenito, un po’ più giovane di Isabel ma comunque abile e arruolabile. Assieme ai gemelli, forma il terzetto leader dell’esercito di Abraham, impegnato a conquistare il Regno Centrale, controllato dalla regina Margareth, e collezionando successi ovunque. A differenza degli altri due, però, è molto più attaccato al nome Hesenfield, convinto che sia sinonimo di giustizia e purezza.

Lord Josafat. Il più giovane della famiglia ha appena 21 anni nel momento in cui la storia parte e il suo compleanno cade il 9 Settembre. È anche a causa sua se Abraham e Katrina hanno convenuto di non poter più vivere sotto lo stesso tetto, ma… perché? E cosa nasconde Josafat, sotto quello sguardo vacuo e quegli affilati denti gialli?

 

E questi sono gli Hesenfield, ovviamente il tutto libero dagli spoiler! E voi? Qual è il vostro preferito?

Kaden e le Fontane di Luce/Taider

Taider è il nome del quarto personaggio principale, facente parte della scorta di Kaden, colui che si occupa della Magia, poiché versato in quest’arte, più che nella spada o nelle frecce.

Sir John Taider non è sempre stato però dalla parte della Rivoluzione, ha avuto infatti un periodo come cavaliere al soldo di Re Walter, sovrano dei territori dell’Ovest.

Tuttavia, anche se si è macchiato di molti assassinii e si è fregiato di molte azioni eroiche, tutto ciò non gli bastava. Era giunto al rango di Capitano quando alla fine, all’ennesimo villaggio bruciato per semplici sospetti su un nugolo di rivoluzionari, gli sono venuti i rimpianti e diverse crisi di coscienza.

Ad un certo punto aveva anche smesso di uccidere e, d’un tratto, smise anche di farsi vedere, rendendosi irreperibile e latitante.

Con una taglia sopra la testa, Taider riuscì a sfuggire alla propria caccia e si presentò, con molti chili in meno e diverse ferite, al cospetto di Shydra Aldebaran, divenuta da poco leader dell’Armata, alla morte di suo marito.

La signora si compiacque e fece di Taider il suo braccio destro, mentre per il mondo egli era ormai diventato il Cavaliere Corrotto, nomignolo che si è diffuso in tutti i territori, e il disonore lo accompagnò per diversi anni.

Infine, arrivò Kaden e l’apertura accidentale della Fontana, che comportò la morte di Re Walter a casa di un arresto cardiaco.

La signora Aldebaran decise di fare di Taider il leader del mini gruppo che avrebbe accompagnato il ragazzo ad aprire anche le altre due Fontane, e al contempo insegnargli la Magia, solo che l’uomo non ha mai ritenuto l’incaricato adatto a compiere arti magiche.

Insomma, l’idea mi è venuta perché mi mancava un uomo simile nella compagnia da dare a Kaden e ala fine la scelta è ricaduta su di lui. Nonostante sia considerato corrotto, è un uomo leale a Shydra, una donna che stima e che ha aiutato per quanto ha potuto! Ha un ruolo importantissimo nella storia e spero che siate d’accordo con me, essendovi piaciuto questo background 😀

 

Kaden e le Fontane di Luce/Klose

Prosegue il nostro focus!

“Kaden e le Fontane di Luce” ci ha tenuto compagnia fino a fine ottobre, e adesso è il momento di chiederci chi sono i personaggi, quantomeno i principali!

Dopo Mary, è il turno di Klose. Il nome è preso palesemente dal cannoniere tedesco, ritiratosi tempo fa e che ha avuto una parentesi anche con la Lazio. Mi piaceva come suonava e l’ho riciclato come nome proprio.

Klose, al contrario di Kaden, ha avuto un’infanzia difficile, sempre sotto i colpi della guerra: suo padre ha combattuto per l’armata reale ed è morto, sua madre dopo questo evento è caduta in depressione finendo per diventare schizofrenica e lui ha sempre cercato di cavarsela da solo.

Tuttavia,m in mezzo a tutte queste problematiche ha dovuto pensare a crescere anche una sorella, ma il suo temperamento mite e cordiale gli ha permesso di affrontare di petto i problemi della vita e alla fine prendere la decisione di unirsi ai rivoluzionari, questo perché è sua convinzione che se non ci fosse stata la guerra, suo padre non sarebbe morto, al che ha cominciato la sua vita da ricercato.

Il suo rapporto con Kaden è molto più mite rispetto a Mary: se la ragazza, infatti, ha deciso di prenderlo in antipatia perché lo ritiene inadatto alla missione (aprire le Fontane), Klose invece è molto più democratico e ha deciso di dargli una possibilità persino con l’arco!

Inoltre, nel gruppo dei protagonisti è colui che si procaccia il cibo a lunga distanza. La passione per l’arco è una cosa abbastanza recente, nata quasi per caso, quando gli hanno dato un arco in mano ha fatto subito centro e da allora non ha più smesso. Di fare centro? NO, di allenarsi.

Voglio dire, non è mica Legolas, potrà capitare di sbagliare anche per lui. Sbaglierà davvero? Non vi resta che vederlo all’opera!

 

Kaden e le Fontane di Luce/Mary

Continuiamo il nostro viaggio sulle verità nascoste della mia fantasmagorica saga! Oggi faremo luce sul personaggio di Mary, ovvero com’è venuto fuori, chi è e tutte le curiosità che hanno fatto di lei… lei.

Allora, partiamo subito col dire che Mary non è un nome a caso. In effetti, in ogni storia che scrivo deve esserci almeno una che si chiama Mary o Maria, questo per motivi puramente cattolici.

Mary, che se dovessi usare un prestavolto in modo da farvela avere ben chiara in mente potrebbe assomigliare ad Ana Lucia della serie tv Lost, è sempre stata una spadaccina, sin dall’origine del personaggio. Ha una spada che conserva come se fosse fidanzata con lei, e ho subito pensato che dovesse essere cinica e in rotta col mondo intero. Infatti, come carattere non è propensa alle affettuosità o agli abbracci, che evita come la peste. Quando si è trattato di dover proteggere Kaden, su ordine del capo dell’Armata Rivoluzionaria, non si è tirata indietro: questo perché in Kaden ci ha visto molto di suo fratello minore, morto in circostanze troppo assurde per poterne parlare.

Ciò non toglie ovviamente che, nel momento in cui ha avuto a che fare con lui, lo ha giudicato come una piattola insopportabile e del tutto incapace di combattere. Effettivamente, se fosse stato per lei lo avrebbe lasciato crepare sin da subito! Però non poteva permetterselo, visto che Kaden è il solo a poter aprire le Fontane. E non solo, oltre al compito di proteggerlo le è stato assegnato anche il ruolo di maestra! Questo perché Kaden si è rivelato incapace di usare l’arco e allora la squadra di protezione del ragazzo ha optato per fargli usare la spada.

I giorni di allenamento sono per la storia un segreto, perché in ogni caso non serviva a molto per la trama, ma ciò che posso dire è che Kaden si è sentito insultare, e parecchio, quando non lo facevano nemmeno a scuola.

Insomma, questa è Mary: burbera, collerica, sarcastica, ma dal buon cuore e sono stato molto contento che abbia accettato di accompagnare Kaden in questo viaggio.

Kaden e le Fontane di Luce/Le Fontane

Terzo appuntamento sui focus riguardo Kaden e le Fontane! Oggi parliamo delle… Fontane.

Dunque. La prima cosa che bisogna dire è che sono tre, collocate per l’Australia: una al centro, una a Ovest e una a Est.

Le Fontane sono state costruite, e volute, dagli uomini che hanno cominciato a ripopolare il continente dopo il lungo inverno nucleare a cui sono stati sottoposti per diecimila anni. Dopodiché il mondo non è più stato lo stesso: ci sono state nuove specie animali, ad esempio. Il verde si è scolorito, ad esempio. Molti cibi presentavano ancora cattivi odori, ad esempio.

Almeno finché non sono state erette le Fontane. L’uomo, capace di adattarsi a tutto, aveva scoperto in sé il modo di fare magie… direte, come? Semplicemente, era l’anno 9999 l’ultimo in cui si ebbe una tecnologia abbastanza al di là di ciò che possiamo immaginare. In ogni caso, molti potenti Stregoni costruirono in quindici anni delle Fontane che catturassero la luce del Sole, in modo da poterla convertire in energia benefica.

Guarda caso, gli effetti si videro subito: la gente viveva felice, si nutriva in maniera sana e le Fontane garantivano abbondanza e longevità, tutto sotto il controllo del Re di turno.

Tuttavia, ai tempi di Kaden le Fontane si sono misteriosamente spente. Ciò è successo (lo vediamo nel Prologo) perché i tre Re, i quali avevano anzitempo spartito la nazione australiana in altrettante parti, per assicurarsi il dominio perpetuo legarono il potere incredibile delle Fontane a loro stessi. Per cento anni il popolo non poté beneficiare della Luce e quindi, ridotti alla fame, si imbracciarono le armi, dando il la a una guerra civile, che vedeva i rivoluzionari del popolo da un lato, e l’esercito del Re dall’altro.

Poi Kaden accese una delle tre Fontane, e da lì è storia…

Mi riservo dal dire come mai mi è venuta questa idea, da cosa ho preso ispirazione *ahahaha* ma posso assicurarvi che l’idea dell’Australia è vecchissima e… e chissà se sia davvero l’unico continente rimasto!

Kaden e le Fontane di Luce/Kaden

Secondo appuntamento con l’approfondimento sulla storia che ci ha accompagnato per 40 settimane!

Parliamo di Kaden, quindi. Chi è?

Partiamo dalla domanda più semplice. Kaden ha diciassette anni all’inizio della storia e frequenta il liceo. Ha una famiglia piuttosto serena ma molto povera, a causa della lunga guerra civile che sta costringendo l’intera Australia alle armi. Il fatto è che nella città dove vive la guerra è solo una parte delle tre guerra distinte che si stanno svolgendo, una per ogni sovrano.

Dovete sapere, infatti, che l’Australia non è più un regno unito, ma è stato diviso in tre parti, e Kasden si ritrova sotto il dominio del Re dell’Ovest.

Ancora per poco, però, perché in una gita scolastica alla quale non avrebbe dovuto nemmeno partecipare, lui apre… la Fontana di Luce, ovvero ciò che tiene in vita il Sovrano stesso, visto che si era legato a lei con la magia! Voglio dire, ha ottenuto l’immortalità e l’eterna giovinezza, ma adesso è morto.

Kaden, in preda alla confusione, si ritrova al centro della delicatissima missione, ordita da tempo dalla… Preside del suo liceo, che in realtà altri non è che il capo dell’Armata Rivoluzionaria, che resiste al dominio tirannico del Re! Pazzesco, vero?

Ad accompagnarlo saranno Klose, un arciere; Mary la spadaccina e Taider, il massiccio tuttofare asso della magia.

L’idea per Kaden mi è venuta quasi per caso: volevo un personaggio che ha i suoi dubbi, ha continuamente paura ma che fosse un brutto soggetto in condotta. Infatti ne farà passare di cotte e di crude alla sua scorta.

Kaden è il ragazzo della porta accanto, che però è riuscito ad aprire una delle Tre Fontane, quando nessuno ci era mai riuscito. È questo di cui nessuno riesce a capacitarsi: perché Kaden ha aperto la Fontana?

Forse potete rispondere voi stessi, leggendo…

Kaden e le Fontane di Luce/ La storia

Benvenuti al sabato di Kaden! Credevate che la storia fosse finita, eh?

Beh, in effetti… è finita. Per chi la volesse leggere c’è nel menu il link che vi porta a tutti i capitoli raccolti.

Oggi, a sostituzione della storia in sé, voglio riciclare il sabato, da oggi fino a quando non avrò esaurito gli argomenti, per parlare un po’ sulla storia stessa, che come qualcuno avrà dedotto è la mia prima seria in assoluto, e con seria intendo non demenziale.

Cercherò di dire quello che devo dire senza fare spoiler.

Dunque, tutto inizia con Kaden, un ragazzo dalla pelle olivastra (tipo quella di Obama). Kaden non ha un background molto sviluppato, ma quello che volevo per lui era un nome africano e la pelle come Carlo Conti. Poi, ha continuato a non avere un background poco sviluppato, perché comunque per l’inizio della storia non serve a nulla dire che ha una famiglia. se non ce l’avesse avuta, l’avrei detto. Dal che, se ne può dedurre che ha una situazione familiare abbastanza tranquilla, sempre entro i limiti di una guerra civile, che fa da sfondo alla vicenda.

Kaden, quindi, è uno studente che va in gita scolastica nella città di Perth, ma non è la Perth di oggi. Siamo infatti nell’anno 20.000, e l’umanità è tutta confinata dentro il continente australiano, semplicemente perché sotto quel suolo esiste un bunker sotterraneo dalla tecnologia avanzatissima, che è servito per nascondere gli umani stessi da una massiccia invasione aliena, avvenuta diecimila anni addietro dagli eventi narrati.

Dopo un lungo inverno nucleare, risultato del bombardamento mondiale che è servito a spazzare via la minaccia, ecco quindi arrivare nel 20.000, molto regredito rispetto a come ce lo si aspetta. Forse troppo regredito.

Comunque, dicevamo di Kaden, che quindi ha questo background e non deve stupire se la città di Perth ha adesso il monumento chiamato “Fontana di Luce”, che illumina magicamente la porzione Ovest dell’Australia, esattamente come fanno altre due Fontane, collocate al centro e ad Est dell’Australia.

Un momento, ho detto illuminano? In realtà sono spente, perché tre Re malvagi (due re e una regina) hanno inglobato il potere benefico delle Fontane per loro, finendo per spegnerle e riducendo alla fame il popolo.

Tuttavia, per un motivo assai misterioso, Kaden riesce ad accenderle. Non lo aveva previsto, non sapeva che si potesse fare (erano cento anni che le Fontane si presentavano in uno stato di fatiscenza) e tutta la scolaresca ha paura dell’evento.

Nello stesso istante che la Fontana ha ripreso a funzionare, il Re legato ad essa ha un arresto cardiaco e muore, nel bel mezzo di una riunione con gli altri due sovrani.

Questa è la trama, o perlomeno il capitolo 1 molto in sintesi. Non me ne vogliate, ma avevo avuto questa idea e ho deciso di proporla. Nel prossimo episodio parleremo meglio di Kaden, perciò non  mancate 😀

Kaden e le Fontane di Luce/Finale

Capitolo 38

Kaden alternava momenti di ansia a momenti di sicurezza, soprattutto quando trovava sagome enormi che scambiava per la Fontana, ma altro non erano che scogli molto grossi. Nel frattempo, il Leviatano lo rincorreva.

“Ehi, tu! Gira al largo, se non vuoi assaggiare la furia dei Tridenti!” lo avvisarono i guardiani, ma Kaden non si scompose, anche perché non capì ciò che dissero, e convinse persino il mostro marino dietro di lui della sua intenzione a schiantarsi.

“Tranquilli, si schianterà” disse il capo delle guardie. “A questa velocità non può più nemmeno cambiare direzione”

E invece, con una mossa a sorpresa, Kaden innalzò il sottomarino strisciando la parte inferiore sulle alghe, e scavalcando dunque il confine sotto lo sguardo attonito delle guardie, che nel frattempo dovettero anche fare i conti col Leviatano, che invece si infranse perdendo i sensi.

E Kaden la vide: proprio davanti a lui, la Fontana Chemchemi giaceva sguarnita, malinconica e ricoperta di alghe e plancton.

“Ci dovrebbe essere un qualcos… eccolo!” Kaden notò un grosso pulsante arrugginito nella parte frontale della fontana e lo premette col “muso” del sottomarino.

Sopraggiunse una fortissima scossa, a seguito dell’azione compiuta da Kaden, che incredulo assistette all’apertura dell’ultima Fontana, così ben protetta eppure aperta esattamente quanto le altre.

Ad ogni modo, il terreno su cui la Fontana poggiava cominciò a spaccarsi dal resto, e nel frattempo che la struttura si liberava delle immondizie che la opprimevano, il tutto cominciava a prendere quota, come se fosse un’isola a sé stante.

Kaden si accertò che la luce cominciasse a zampillare e scoppiò in lacrime.

Ce l’aveva fatta. Contro ogni previsione, era riuscito ad aprire le due Fontane, dopo aver aperto la prima con estrema facilità.

Intanto, in quel di Sydney, mancava pochissimo all’Incoronazione e Re Anthony osservava la sua capitale imbattuta dal balcone, respirando l’aria fresca del dopo pioggia.

“Ci siamo quasi. Altre settantadue ore e riuscirò a essere Re, dopo centodue anni. Avrei dovuto fare così anche centodue anni fa e appropriarmi delle Fontane, invece di scendere a compromessi. In ogni caso, ciò che fatto è fatto, e sono comunque arrivato a questo punto senza l’aiuto di nessuno. È tutto pronto? Avete srotolato il tappeto rosso?” chiese ai servitori.

“Sì, Maestà. Partirete alle ore undici e cinquantacinque esatte dal fondo del castello, per giungere davanti al trono a mezzogiorno in punto. E sarà allora che vi proclamerete Re giurando sulla corona” disse il gran maestro. In teoria, avrebbe dovuto essere lui l’incaricato a far indossare la Corona al Re, ma trattandosi di una cerimonia di auto incoronazione il gran maestro venne relegato a compiti meno gravosi.

“In ogni caso, Caleb Hesenfield può soltanto assistere alla sua disfatta. Nemmeno lui è riuscito a scalfire le mura, e poi che senso ha avuto vestirsi di stracci? Non ha senso, vero?”

“No, mio Signore” disse il Gran Maestro.

“Notizie dalle Mura? Quanti ne abbiamo eliminati?” chiese Anthony al capo della guarnigione, ma non occorse che quegli desse una risposta, poiché si sentì una fortissima esplosione e un boato di proporzioni colossali, il cui fumo successivo fu ben visibile dal balcone del Palazzo Reale, costringendo Anthony a uscire per vedere.

Non poté credere ai suoi occhi.

Le Mura erano state aperte. La truppa di Caleb Hesenfield era entrata a Sydney.

“Non ci posso credere… maledizione!” esclamò Anthony, battendo i pugni sulla balconata di pietra. Poi volse il suo sguardo adirato verso i suoi servitori. “Come me lo spiegate? Eh? Ero stato assicurato che non ci sarebbe stato nessun problema a fare a fette quei due bastardi, e adesso me li ritrovo sotto casa!”

Sapeva che avevano annientato ogni difesa e Caleb sarebbe davvero venuto a… bussare di lì a poco.

“Mio Signore, siamo esterrefatti quanto voi” disse il capo della guarnigione. “Eludere la guardia di Kraken l’Angusto…”

“Esatto! Kraken l’Angusto! I Draghi, creature invincibili… ma io lo distruggo!” ed estrasse la spada, pronto a vendere cara la pelle. “Almeno ditemi che Kaden delle Fontane non era a Sydney!”

Né il gran maestro né il capo della guarnigione seppero come rispondere, al che ci pensò uno dei capi della polizia cittadina.

“Mio Signore, era stato avvistato con una donna somigliante a Mary la spadaccina attorno alle Mura e forse si è infiltrato fra i canali di scolo…”

Anthony pensò solamente a quanto poco teneva a vivere quell’uomo e si adirò ulteriormente, ma non lo diede a vedere esternamente. Non gradiva che la sua festa fosse guastata da quei due maledetti.

“E allora trovateli, e badate di farmeli vedere morti. Giaceranno al mio cospetto il giorno della mia Incoronazione, entrambi legati ad un palo”

“E sia” rispose il soldato, sparendo dalla scena. Anthony cercò di trovare nella sua mente il bandolo della matassa, pur sapendo che non c’era. Confidò dunque in un’ultima difesa disperata del palazzo, utilizzando i pochi sopravvissuti già sconfitti nell’assedio e le guardie personali di stanza nella fortezza e diede tale ordine.

“Dobbiamo batterli…” disse Anthony, facendosi vestire della migliore armatura, con una spada scintillante al fianco. “Ucciderò Caleb umiliando la famosa Mezzanotte, la sua spada… ahahaha, la mia non ce l’ha nemmeno, un nome!”

Ciò che lo preoccupava, una volta sistemato l’esercito dando l’ordine di barricare le vie principali, era Kaden delle Fontane, che si era dimostrato più sfuggevole di un’anguilla. Era anche sfuggito alle fiamme del Signore dei Draghi…

Un brivido percorse il corpo del sovrano. “Sta’ tranquillo” si disse. “Vincerai, me lo sento. Un ragazzino non può distruggere le basi di un Regno più brillante che mai”

Si girò verso l’orizzonte marittimo e ciò che vide non gli piacque per nulla, tanto che cominciò a sudare freddo. Tanto per essere sicuri, si avvicinò al binocolo e riconobbe i vessilli che stavano arrivando al porto, annunciandosi con colpi di cannone.

Quei vessilli. Quello stemma. L’odiato scudo a sei strisce sorretto a destra da un leone, a sinistra da un grifone, trafitto verticalmente da una spada in secondo piano e in cima… tre stelle. Tre stelle? Erano sempre state sette… Gli Hesenfield piangevano delle morti?

“Maestà! È appena arrivata una notizia urgente dal Porto!” esclamò una guardia, senza nemmeno farsi annunciare, così com’era ordine del Re per le notizie urgenti.

“Sì, le ho viste anche io le navi di Isaiah Hesenfield. Spero vivamente che quel maledetto bastardo voglia rendermi omaggio!” disse, pur non pensandolo e sentendosi in realtà mancare il terreno sotto i piedi, ma il soldato scosse la testa.

“No, signore! Abbiamo catturato e ucciso una ragazza che sappiamo per certo che abbia parlato con Kaden delle Fontane, regalandogli anche un sottomarino! L’abbiamo torturata e uccisa con la pistola!”

Anthony era sbigottito. “Ma che… chi era costei? E perché non l’ha denunciato? E quando l’avete presa?”

“Non lo sappiamo, signore! La notizia risale a quattro ore fa, signore! Adesso stiamo pattugliando il porto!” esclamò il soldato.

Il Re arricciò le labbra, dando un secondo sguardo alle navi. Di sicuro la lentezza delle notizie era qualcosa al quale rimediare. Avendo tutte le truppe assiepate attorno alla fortezza, sarebbe stato facile per gli uomini di Isaiah Hesenfield impadronirsi della città dal mare, a meno che…

Improvvisamente si sentì una seconda esplosione, meno colossale della precedente, ma molto più vicina, perché tutto il palazzo tremò come se fosse stato scosso dalle fondamenta.

“Mio Signore! Mio Signore!” furono le urla concitate. Re Anthony capì e scese personalmente ad accogliere l’ospite.

Finalmente ebbe di fronte l’odiato volto, così somigliante al padre. Caleb Hesenfield, vestito solo di uno straccio che gli copriva le parti intime, ferito in più punti e sudato come non mai, accompagnato da una fanciulla di una bellezza soffocante vestita in abiti leggeri, di verde.

“Sei tu” disse Anthony. “Inchinati al tuo Re, maledetto!”

“È finita” sibilò Caleb, puntando Mezzanotte e mettendosi in guardia. “Gli Hesenfield tornano a comandare, ed è tempo per l’Australia di risollevarsi, dopo duecento anni di tirannia! Arrenditi, hai perso! Isaiah arriverà al porto a momenti, forse qualche ora… è riuscito a mandarmi un messaggio ed è in viaggio! Nel frattempo, io mi sono portato avanti. Ti è piaciuto il Colpo della Fenice, la Tecnica Arcana del Fuoco? Era l’unico modo di risolvere la situazione. Persino Kraken si è complimentato con me, anche se mi ha distrutto il vestito e debilitato non poco”

“Morirai, Caleb” disse Anthony. “Non c’è bisogno di combattere. Io sono riposato, tu no. Io sono immortale, tu no. Infilzerò la tua testa su una picca e Isabel sarà mia schiava per sempre”

“Vediamo se sarai immortale anche con una freccia sulla tempia!” esclamò Isabel, puntando l’arco.

Tuttavia Anthony ridacchiò e si rivolse a quei pochi ancora fedeli al Re. “Ascoltatemi tutti! Caleb Hesenfield…”

Tu-tum.

Re Anthony sgranò gli occhi, che sbiadirono.

Si portò una mano sul petto, incredulo come mai nella vita.

Sentì appena la terra muoversi sotto i suoi piedi, quando infine anche le sue gambe cedettero. Il Re cadde a terra, vagamente cosciente che qualcuno aveva dato l’allarme.

Il suo cuore si era fermato e ormai gli rimanevano solo pochi secondi di vita.

Voleva dire qualcosa di sensazionale, che potesse essere ricordato per altri mille anni, e fu con grande sforzo che biascicò: “S-sono… il… Re…”

E chiuse gli occhi per sempre, lui che Re non lo era mai stato, lui che non aveva mai riconosciuto l’autorità degli Hesenfield, di Caleb Hesenfield, figlio di Abraham, il quale adesso troneggiava di fronte a lui, nudo eppure comandante; a differenza dell’usurpatore, vestito dei suoi migliori vestiti eppure morente.

Mentre Re Anthony dunque moriva e Caleb sollevava Mezzanotte in aria proclamando la fine della guerra, Kaden si vide circondato dalle truppe del reame delle Sirene, dopo aver aperto la Fontana, la quale proseguiva il suo viaggio verso la superficie.

“Fermo lì! Sei accusato di intrusione nel Reame delle Sirene e di distruzione di un reperto storico!”

Kaden non capì assolutamente niente di quello che gli stavano dicendo, in quanto parlavano una lingua nettamente differente, tuttavia il messaggio era talmente chiaro che il ragazzo decise di riprendere quota, intento a tornare anche lui in superficie.

“Mi dispiace non potermi trattenere, ma c’è gente che mi aspetta, lassù”

Non aveva finito di formulare la frase che si rese conto che era finita. Era finita, aveva compiuto la sua missione e Caleb probabilmente in quell’istante stava prendendo possesso del Trono che era stato dei suoi antenati. Gli venne da ridere.

E adesso? Che cosa avrebbe fatto? Che ruolo avrebbe avuto, lui, nel nuovo mondo che stava per nascere?

E soprattutto, chi lo stava aspettando? Caleb, forse? Il nuovo Re lo avrebbe accolto con grandi onori. E poi Isabel, la donna più bella del mondo, e adesso Principessa. E infine Mary, l’amica di sempre, che stava vegliando su di lui…

E  poi, doveva ricercare i suoi genitori, ancora a Perth. Sì, c’era ancora qualcuno per cui valeva la pena lottare e quindi cercò di escogitare qualcosa che lo potesse far tornare. Il problema stava nel capire come.

Ma prima che l’angoscia lo pervadesse, evitò un attacco di un tritone e poi di un altro.

Ciò che sapeva Kaden era che doveva mantenersi in vita, perché le speranze di tutti erano riposte in lui, e dunque doveva vivere.

Così, lentamente ma inesorabilmente, risalì la china, veloce come il vento e deciso più che mai a dire la propria anche adesso che la sua missione era conclusa.

Sapeva che la superficie era ancora lontana, ma lui non vedeva l’ora di riabbracciare il sole, pentendosi di aver amato il mare.

Era pieno di pericoli, ostile e spettrale, e non riusciva a capire come mai l’avesse amato così tanto.

Fra un colpo e un altro, i tritoni stavano cercando di ammaccare il sottomarino in modo da guastarlo, e alcune volte Kaden non poteva evitare l’impatto, pur usando la strategia di cambiare spesso direzione, che tanto bene aveva funzionato all’andata.

“Maledizione!” esclamò il ragazzo, al limite dell’esaurimento nervoso. “Queste bestie non vogliono lasciarmi andare! E dire che ormai sono lontano dal loro reame!”

Ma, come si rese conto successivamente, i Guardiani del Reame non abbandonavano l’osso solo perché questo se ne andava.

“Non può rimanere impunito!” esclamò il Re dei Tritoni, Torsk I l’Invincibile. “Abbattetelo! Fate qualcosa! Che non torni mai più in superficie!”

Kaden si vide dunque schierati una cinquantina di Tritoni soldati, posti come a formare un muro, in cinque file orizzontali da dieci.

“Cazzo! E spostatevi!” tuttavia, per quanto Kaden provasse a spostare il proprio mezzo, i tritoni seguivano qualsivoglia direzione e non lasciavano nessun varco scoperto.

“Volete le maniere forti? E sia!” rispose Kaden, ormai completamente in trance agonistica. Vedeva il traguardo a portata di mano e non sarebbero stati dei pesci inutili a portarglielo via.

Sì, perché qualunque cosa fosse successa in futuro, a Kaden sarebbe andata bene. Insomma, sarebbe diventato un eroe e non vedeva l’ora di conoscere cosa si provava.

E pertanto, impose al sottomarino un ultimo grande sforzo e sfondò la “rete” di soldati in modo da passare a tutta velocità, uccidendone quindi quattro, sfondandoli con lo stesso muso del sottomarino che aveva aperto la Fontana, che ormai era tornata in superficie a fare bella mostra di sé, zampillando luce imperterrita.

“Ahahahaha! Fottetevi, pesci maledetti!”

E cantò vittoria, Kaden, senza sapere che tuttavia non aveva ancora fatto i conti con la creatura leggendaria, il Leviatano, che ripresosi dallo scontro con le mura, era tornato a cercare il suo obiettivo e dunque riuscì a tornare appena in tempo per sbarrare la strada al ragazzo.

“Sfonderò anche te, non temere!” sibilò Kaden, l’adrenalina padrona della sua mente.

Un’altra accelerata, un’altra sola, e Kaden avrebbe potuto respirare di nuovo.

Tuttavia, con un ultimo colpo, il sottomarino non rispose più ai comandi.

Kaden, da estasiato che era, divenne impaurito e nel panico.

“E adesso che succede?”

Il suo cuore prese ad accelerare. Premeva a più riprese la leva che tanto lo aveva aiutato, girando la ruota del timone, ma stavolta il sottomarino sembrava morto.

Ed ecco che lo sentì, la dolce voce della Morte chiamarlo, dopo averlo cercato per tutto quel tempo.

Torsk, che vide la brusca fermata del sottomarino, sogghignò visibilmente soddisfatto.

“Ottimo, la fortuna gira sempre a favore dell’Invincibile. Non è vero, mia cara?”

La regina era adorante. “Sì, mio tesoro” e si baciarono appassionatamente.

Kaden avrebbe gradito avere un ultimo appello, ma ben presto si rese conto che ormai non vi era più scampo e cominciò a piangere, stando comunque ritto in piedi e tenendo in mano la ruota del timone.

Le fauci del Leviatano si spalancarono, pronto ad ingoiare ragazzo e sottomarino in un solo boccone.

E lui che si chiedeva cosa avrebbe fatto una volta in superficie! Adesso, non era più il momento di pensarci. Sorrise sereno invece, mentre la luce che il sole stava facendo filtrare dal mare spariva, occlusa dalle fauci del Leviatano, che lo ingoiò con un unico movimento e tornò da sé a difendere le mura del Reame delle Sirene.

Epilogo

Dopo la morte di Kaden, Isaiah Hesenfield, dapprima auto nominatosi Re dei territori dell’Ovest, invase con una flotta di dieci navi da guerra la capitale dell’Est, New Sydney, e la espugnò in meno di un giorno, sbaragliando i combattenti affranti dalla perdita del loro Re.

Pertanto, al posto dell’Incoronazione di Anthony, venne incoronato Re dell’Australia unita Caleb Zacharias Abraham Hesenfield, che decise di governare al massimo delle sue forze, aiutato dai principi Isabel e Isaiah, suoi fratelli e sue colonne.

 

Gli occhi verdi gli brillavano di gioia, ma dentro di sé era triste. Quanto gli era costato il Trono! E quel ragazzo, Kaden, che si era sacrificato nell’aprire l’ultima Fontana, che adesso risplendeva al largo della capitale e fungeva a memoria imperitura della sua missione.

Così disse: “Giuro di essere sempre fedele alla Corona e di proteggere con tutta la mia mente, tutta la mia anima e tutte le mie forze il popolo che mi è stato dato di governare e inoltre di collaborare in pace con il reame dei Centauri. Dio possa essermi testimone!”

Con quelle parole venne acclamato Re, il primo dopo centodue anni riconosciuto da tutti. Fu Isaiah a incoronarlo, utilizzando la Corona che da duemila anni giaceva sulle teste dei sovrani. Era un preziosissimo manufatto, degno di un Re: il circolo in oro incastonato di pietre preziose, il tutto arricchito da tre vette simili al circolo, che confluivano sulla sommità nella Pietra Regale, che era un prezioso a forma di globo di cui si ignorava la tipologia.

In merito ai Draghi, caddero tutti misteriosamente non appena la Fontana Chemchemi raggiunse la superficie, formando un isolotto proprio davanti alla capitale. Caleb suppose che i poteri del risveglio erano legati a quelli del Re, e dunque i loro destini erano legati, ma quella teoria non convinse tutti.

Infine, portando nel suo cuore il ragazzo più ricercato del Paese il quale aveva preso il fondale sottomarino e notando che non riemergeva dalle acque, il nuovo Re rese successivamente omaggio a Kaden “delle Fontane” della famiglia Oberhaft in una cerimonia a parte, nominandolo Barone alla memoria e dedicandogli una statua in piazza.

Venne anche istituita una giornata di lutto ogni anno per ricordare tutte le vittime della guerra civile.

“So bene che non è facile ripartire” disse Caleb, dopo aver giurato fedeltà al regno. Portava il lutto al braccio nonostante i ricchissimi abiti che indossava, i vessilli della sua Casa sventolanti fieri nel cielo e Mezzanotte cinta al fianco, e indossavano la fascia anche Isabel e Isaiah. I pensieri del Re erano rivolti anche a Mary la spadaccina, la quale non aveva voluto sapere di abbandonare il Porto e adesso viveva lì, gozzovigliando alla taverna Il Pesce Innominato e passando il resto del tempo a fissare il mare dal porto.

Pensando a lei, deglutì e ignorando l’emozione mista ad angoscia, disse sicuro: “Adesso, tutto ci sembra decadente e in rovina, e la morte opprimente ci lacera l’anima. Tuttavia io sono convinto che, se ognuno fa qualcosa di buono, allora si può fare tanto. Ricostruiamo questa nazione, aiutati dalle Fontane di Luce, e facciamola più forte e bella di prima!”

Quel discorso vibrante convinse la popolazione che Caleb sarebbe stato un grande Re, un Re che aveva conosciuto la sofferenza e la disperazione e si era presentato nudo a reclamare il Trono.

E così le Tre Fontane di Luce non furono mai più deturpate, garantendo la pace e la prosperità alla Nazione risorta.

 

E con questo chiudo! Grazie, grazie mille a tutti quelli che mi hanno seguito in questo esperimento. Se non vi è piaciuto, credete che non s’è fatto apposta ❤