Le avventure di Isda/48

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Gli squali preferiscono Isda

Come al solito gli Squali non riescono a farsi i fatti propri e, fra un pasto umano e un altro, si ritrovano a fare il punto della situazione.

“Allora, siamo qui per parlare dei pesci spada. Avete visto? hanno una spada sul naso!”

“Sono milioni di anni che hanno una spada sul naso e te ne accorgi ora? No, ma complimenti” dice un altro squalo. “Quello che voglio far notare alle signorie vostre è che c’è un pesce spada… LASER! Ed è anche un bel pezzo di femmina, come può esserlo solo una femmina della sua specie. Che dite, ho qualche speranza con lei?”

Lo squalo innamorato chiede lumi ai suoi compari, ma quelli non sanno come rispondere.

“Non so, voglio chiederti questo: fra una sana cena a base di uomini crudi, e un appuntamento con Isda con cena a base di uomini crudi, tu cosa sceglieresti?”

“Sceglierei fare ottocentomila uova con Isd… ops” lo squalo bianco sbianca. “Ho proprio detto fare figli? Oh no, sono innamorato davvero di Isda!”

Nemmeno a dirlo, ecco che arriva proprio lei, circondata dal suo manipolo di amiche.

“Avete sentito? Pare che gli squali uccidano la gente e si vantino per questo… quanto sono stupidi, ahahaha!”

“Oooh… Isda ci ha detto stupidi…” commenta lo squalo innamorato.

“Appunto! Dobbiamo attaccarla!” esclamano gli altri, che vanno in cerca di qualcuno da uccidere, perché a loro brucia l’insulto.

“No, ma che fate?”

Lo squalo corre verso di loro, ma viene fermato da una balena di passaggio.

Una volta passata quella carovana, non vede più nessuno.

“Ehm… dove siete?” chiede atterrito lo squalo, sia ai suoi amici che alla bellissima Isda.

“Ma come, non hai visto che è successo?” chiede la stella marina. “Isda ha detto che avrebbe ritirato l’insulto se e solo se tu riesci a conquistarla!”

“Ah! facile, allora”

“Sì, ma utilizzando parole che non abbiano le vocali, però!” ridacchia la stella marina.

E adesso?

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Le avventure di Isda/47

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Inutile piangere sull’Isda versata

Le meduse ancora una volta escono sconfitte dal solito duello con Isda, e adesso raccolgono morte e ferite.

“Isda ci maltratta, non è una vera sportiva!” dice una medusa, la quale ha perso il potere elettrico.

“Lo so, lo so…” li cura il Capo Medusa.

“Bisogna fare qualcosa, darle una lezione!” esclama furibonda un’altra medusa. “Qualcuno ha un’idea?”

“Possiamo creare uno zeppelin di meduse e poi creare il più grande fulmine che il mondo subacqueo si sia mai visto!”

“GENIALE!” esclama entusiasta un pesce di passaggio, anche se non si è riuscito ad identificarlo.

“Le parole dei pesci sconosciuti valgono più di qualsiasi cosa, perciò faremo questo e attaccheremo con queste fattezze!”

Il tempo di organizzarsi, di prendere lezioni dalle sardine, che sono campionesse di coordinazione e simmetria, e lo zeppelin più gelatinoso del mondo prende forma, pronto a colpire con un fulmine.

///

Isda sta giocando a scherma con le amiche e qualche sorella quando una grossa ombra copre il fondale.

“C’è brutto tempo fuori” commenta lei, mentre tenta un affondo.

“NO! È UNO ZEPPELIN!”

Isda guarda in alto ed effettivamente uno zeppelin gelatinoso arriva verso di lei.

“Ma cosa… AAAAH!”

Un grosso fulmine colpisce Isda in pieno, facendola diventare alla griglia.

///

“D… dove sono?” sussurra Isda, in preda alla confusione.

“Bentornata fra noi, Isda” saluta un pesce spada. “Isda, io sono tua madre”

“COSA? Ma è impossibile! Come fai a riconoscerci? Siamo migliaia!”

“Silenzio Isda, e adesso bevi questa pozione”

Isda la guarda e in effetti c’è una tazza molto ammuffita davanti a lei, bella calda.

Isda la beve tutta d’un fiato e improvvisamente, sviene di nuovo.

///

“C… cos’è successo?”

“Hai bevuto la Comesichiama troppo in fretta e hai cominciato a fumare come un vulcano”

“Oh… ma come si chiama la Comesichiama?”

La madre di Isda però se ne va e si rifiuta di rispondere. Che cosa ha bevuto la povera ragazza?

Le avventure di Isda/46

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Isda ricercata

 “WANTED: ricercata Isda per contraffazione”

Il manifesto, così scritto, recante sotto l’immagine di un pesce spada che potrebbe non essere Isda, comincia giorno dopo giorno a invadere gli scogli subacquei e quindi tutti i pesci sono avvisati della ricerca. Per di più, sotto l’immagine, c’è la segnalazione di una lauta ricompensa, per cui persino i Cannolicchi, che sembrano innocui e ricordano dolciumi,si mettono alla sua ricerca.

///

Isda sbuffa contrariata.

“Ma questa non sono io! Hanno preso l’effigie di un pesce spada qualunque e la spacciano per la mia grazia e bellezza! protesterò con chi di dov… un momento”
Isda le viene in mente che essendo ricercata non può chiedere a nessuno. Chissà di che parla la lauta ricompensa?

Al che, le viene un’idea. Isda non è l’unico pesce spada nel mediterraneo, per cui può contare sulla disposizione di milioni di suoi simili, le è sufficiente spegnere la spada laser che ha sul naso.

Per spegnerla, è molto semplice: basta solo prodursi in un movimento sinuoso. Molto sinuoso.

“Ehi, ma chi è questa bella fanciulla che balla la danza del ventre?”

“Sta’ lontano da me, maniaco!” esclama Isda, riconoscendo uno Scorfano.

Quest’ultimo ridacchia: “Andiamo… so che sei Isda, ti ho riconosciuta dal manifesto. Sei ricercata, quindi cerca di non fare storie e vieni con me, ché devo riscuotere la lauta ricompensa”

Isda è costretta a riaccendere la spada laser per combatterlo, ma lo Scorfano è talmente brutto che ha paura persino di attaccarlo.

“Stai usando un super potere, eh? E va bene!” dice Isda, ma nel frattempo una squadra di polizia di Delfini accorre per catturare la ricercata.

“Ferma, Isda! sei circondata!” urla a gran voce lo sceriffo, utilizzando un megafono che è caduto in mare qualche tempo prima.

“Esci fuori con le mani alzate!” aggiunge un altro Delfino.

“Forse non ti è chiara l’anatomia di un pesce spada, Jack! Dove caspita hanno le mani?” lo riprende lo Sceriffo.

“Chiedo scusa sceriffo, è solo che nei telefilm lo dicono sempre e mi sembrava carino che…”

“Che… niente! Isda!” taglia corto il suo capo. “Vieni fuori con le mani alzate!”

“Ma… ma aveva detto…” pensa fra sé il delfino.

Isda tuttavia risponde alle forze dell’ordine: “Non mi arrenderò senza combattere!”

“Un momento! E la mia lauta ricompensa?” interviene lo Scorfano.

Lo Sceriffo si perplime un attimo, poi risponde: “Be’… una bella spaghettata a base di Isda?”

Al che, lo Scorfano si autoconvince che i Delfini incitino al cannibalismo fra pesci.

Le avventure di Isda/45

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Il buono, il brutto, Isda

La Coda di rospo corre con quanto fiato ha in corpo, cercando di sfuggire alla polizia delfina.

“Fermo! Devi risarcirci!  Hai spaventato la povera Acciughina, e adesso dovrai scontare sei mesi di prigione!”

Ma la coda di rospo non lo fa apposta: ha questo aspetto di natura, e se le acciughe sono facilmente impressionabili non può farci niente.

“Ahahaha! Preso!”

Compare un calamaro che, sparando il proprio liquido sugli occhi della coda di rospo, lo cattura.

“Bravissimo, Calamaro” dice lo sceriffo, il perfido Delfino. Si distingue dagli altri delfini perché ha un distintivo arrugginito caduto in mare da uno sceriffo vero un po’ distratto. “Riceverai una fornitura per un anno di… ma che cosa mangi tu?”

Il calamaro sta per rispondere quando arriva un pesce spada femmina dotata di spada laser.

“Isda! Sei ricercata!” esclama furibondo lo sceriffo, rivolto all’ignara pesciolina. Che pesciolina non è, visto che è enorme.

“Insomma, Delfino, ma cosa vuoi dalla mia vita? Mi fermi ogni volta che mi vedi, non è che ti sei innamorato di me?” chiede seccata Isda.

“Poseidone me ne scampi, ohibò!” esclama lo sceriffo. “Sei in arresto per possesso illegale di spada laser!”

“COSA? Ma è il mio naso!”

“Ah sì? E allora come mai nessun tuo simile porta con sé una spada laser?”

“E che devo dirti” ribatte Isda. “Tutti i miei simili sono deficienti”

Tutto il mare si ferma a guardare Isda, persino le alghe.

“Hai una bella considerazione dei tuoi simili, e tieni presente che hai migliaia e migliaia di fratelli, quindi offendi anche al famiglia” osserva il buon Calamaro.”Ed io che pensavo di fare un bene alla società catturando questa bruttura!”

“Ehi, come osi?” protesta la coda di rospo. “Devono esistere per forza i pesci belli?”

“Che ne dite di risolverla in un triello?”

La proposta dello sceriffo cade proprio a fagiolo.

“Per una volta hai detto una cosa giusta”

Così, ognuno con le sue motivazioni, Isda, il calamaro e la coda di rospo si ritrovano in uno spiazzale, e molti pesci sono accorsi a vedere.

“Assaggerete la mia spada tanto bistrattata!” esclama il pesce spada, e con uno scatto, frigge il calamaro e la coda di rospo, non lasciando loro il tempo di fare nulla.

“Caspita, scappiamo!” esclamano le sardine, che ignare di tutto compaiono inopinatamente sulla scena.

Ed anche lo sceriffo Delfino, da allora deve pensarci due volte prima di arrestare Isda.

Le avventure di Isda/44

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Un tram che si chiama Isda

Ogni tanto capita che alcuni subacquei fotografino il mondo sottomarino, e ogni volta che succede e Isda è nei paraggi, lei non può fare a meno di mettersi in posa.

“E dai, fotografami tutta!” esclama al primo. Poi ne trova un altro e si mette in posa sexy. sexy come solo un pesce spada laser può esserlo.

Tuttavia, questo suo esibizionismo davanti agli uomini porta con sé anche l’altro lato della medaglia, che nello specifico si chiamano pesci spada maschi, che non vedono l’ora di riprodursi e magari superare il record di ottocento mila uova detenuto da anni.

“Isda, il mio cuore batte solo per te!”

“Isda, notami!”

“Isda, prenderei un tram solo per incontrarti!”

Isda è oltremodo abituata agli spasimanti, ma fra i tanti complimenti che le pervengono quell’ultimo le rimane particolarmente impresso. Lei conosce i tram, ne ha parlato un uomo una volta al suo amico, o amica: Isda non li sa riconoscere, dato che portano tutti le tute blu e i caschi ed è convinta che gli uomini siano proprio così. Anche con la bombola di ossigeno sulla schiena, esatto.

“Sono arrivato in ritardo perché quello stronzo del tram ha fatto tardi!” aveva esclamato un sub a un altro.

“Sì, guarda: i tram fanno quello che vogliono e i ritardi per loro sono prassi. Guarda! Un pesce spada laser, devo fotografarlo!”

Al che, mentre Isda si mette in posa, da quel giorno ha sempre avuto una stima per gli sconosciuti tram, i pesci spada della terraferma; ed è per questo che quel complimento le è rimasto nel cuore, così si ferma e chiede alla platea:

“Okay, chi ha detto tram?”

Siccome Isda è un pesce spada appetibile, tutti alzano la pinna, persino una stella marina.

“Oh… fa niente. Però se becco di nuovo chi ha detto tram, lo sposo”

Questa frase ha per Isda una doppia valenza: se lo trova, può davvero figliarci su e fare un esercito di un milione di pesci spada pronti a combattere per lei, mentre se non lo trova spera intimamente che un sacco di maschi si azzuffino per appropriarsi la citazione e lasciarla un po’ in pace.

“Ok, chi ha detto tram?” si chiedono i pesci, anche se l’eco di ioioio non aiuta.

In mezzo alla folla, un pesce spada arrossisce, ed il naso si illumina.

“Ehi, ma questo è Gregory… il FRATELLO di Isda!” dice uno Sgombro, anche lui invaghito della femmina.

“Beh… uno delle tante migliaia…” cerca di difendersi lui. Ma come spiegarglielo a Isda, che c’è aria di incesto?

Tutorial: costruire un castello di sabbia.

suca

Segui il mio tutorial e guarda che bel castello viene, marcondirondirondello!

La sabbia, dovremmo saperlo tutti, è composta da piccolissimi granelli impossibili da contare.

Allora, a cosa serve, a parte infilarsi nelle scarpe da mare di gomma? Ma a farci i castelli, no?

“Scusami Aven ma io ci faccio sculture con la sabbia”

Invece io ho ancora 5 anni e ci farò i castelli, okay?

Dunque, per prima cosa occorrono:

  • una paletta
  • della sabbia (ce n’è quanta ne vuoi in una spiaggia)
  • il mare
  • un secchiello

Una volta ottenute queste tre cose, possiamo riempire la sabbia umidiccia dentro il secchiello. Probabilmente verrà qualcheduno a dire “E che è, stai cercando di mettere tutta la sabbia dentro quel secchiello? EH?”

E tu risponderai: “Sì, ma solo quella che mi serve”, così zittirai il troll e continuerai ciò che stavi facendo, ignaro dei bambini schiamazzanti che a riva ti tirano l’acqua gelida addosso e credetemi, col caldo è un trauma terribile.

Una volta riempito tutto il secchiello proveremo a fare quello che va fatto, ovvero capovolgerlo.

“Ma come? Abbiamo perso un’ora a riempirlo e adesso dobbiamo capovolgere il secchiello?

Sì, perché altrimenti la torre non esce. E noi vogliamo che esce, non è vero?

Quindi, è molto semplice. Basta mettersi in modo che non ci siano bambini schiamazzanti pronti a calpestare il tuo capolavoro e abbastanza lontano persino dai giocatori di Schiaccia Sette (giochino che ti passi il pallone con le mani e al settimo passaggio schiacci sopra l’avversario per eliminarlo, spesso anche fisicamente), e poi smuovi un po’ il secchiello con la paletta.

Immagina di essere di fronte a un bimbo che dorme ma che deve andare a scuola. Il primo pensiero è lanciarli una cosa in testa, no? Invece noi lo smuoveremo con delicatezza.

Ed ecco che la delicatezza fa al caso nostro anche col secchiello di sabbia. Una volta smosso un po’ rimuoveremo l’involucro di plastica e vedremo che almeno la torre. Vedete che bella? E possiamo anche metterci una conchiglia sopra!

“E per quanto riguarda le mura?”

Le mura sono sciocchezze, basta saperle comporre con le mani come fa la tizia famosa di quel film tutorial su come preparare i vasi. Solo che se quella era argilla, qui parliamo di sabbia, ma la sabbia bagnata ricorda un po’ l’argilla.

Spero sia stato tutto chiaro!

Passiamo alle FAQ:

“Aven ho creato la torre ma un pallone è caduto sopra il mio capolavoro!”

Un po’ come la Morte Nera e Alderaan.

Perché si costruiscono i castelli di sabbia?

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Come tutti sapete, dovrebbe essere estate in questo momento. E cosa si fa in estate?

“Ci si lamenta del caldo”

Si va al mare.

Una volta al mare, è d’uopo portare un secchiello, una paletta e costruire il proprio castello di sabbia, che sarà il tutorial di domani.

Oggi invece spiegheremo perché si costruiscono.Tutti sappiamo che perlopiù i castelli vengono costruirti dai ragazzini, e chi poi diventa adulto ne fa uno sport o una professione. Ho visto “castelli” diventare sirene di sabbia, autoveicoli di sabbia, ventilatori di sabbia e anche sabbia di sabbia.

Quindi, perché?

Ti baciava le labbra e un pugno di sabbia negli occhi miei.

La sabbia ricorre spesso anche nelle canzoni, sì, ma non è questo il motivo. Altrimenti poi passa il messaggio che si costruiscono castelli di sabbia altrimenti l’alternativa è quelli di buttarli in mezzo agli occhi delle persone.

Quindi, perché i castelli di sabbia?

“Più che altro di solito sono solo le torri”

In effetti è vero. Ma a che pro sbattersi se poi a fine giornata devi distruggerlo o comunque la marea te lo porta via? Che sia davvero per il motivo che ci porterebbe a usare la sabbia in altri modi?

Noi, secondo me è per l’atavica convinzione dell’uomo di vivere nel medioevo, quindi si ha bisogno dei castelli, anche solo per rinchiuderci dentro tutti gli insettini che si trovano sulla spiaggia, o, per i più fortunati, persino un granchio.

Immaginate il solito cavaliere sventurato che, in groppa al suo ronzino, deve salvare la principessa rinchiusa in una torre.

E che faccia farebbe se al posto della principessa trovasse… UN GRANCHIO?

Sarebbe lo scherzo del secolo, no? E non solo, il cavaliere poi ci verrebbe a cercare a casa per tagliuzzarci!

Pertanto, è incredibile pensare che non esistano alternative all’uso della sabbia.

“La sabbia se non viene costruita per i castelli poi va a infilarsi nei tartufi di mare, e poi tocca pulirli tutti con lo spazzolino”

E questo direi che chiude il discorso. Non è una cosa che auguro, pulire i tartufi di mare con lo spazzolino.

 

 

Le avventure di Isda/41

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Isda e il tempio maledetto

Isda si sente perseguitata.

Tanti, troppi pesci spada in preda agli ormoni dovuti alla stagione dell’amore le stanno dando la caccia.

Va bene, ha avuto la vacanza col pesce palla ed è stato piuttosto interessante indire un torneo clandestino di pallavolo, ma adesso, proprio alla fine della vacanza, è cominciata la stagione degli amori.

Per questo motivo, onde non farsi trovare, si apposta fra gli scogli cercando di non farsi vedere, ma con scarsi successo. Il fatto è che le stelle marine non riescono a farsi gli affari propri e annunciano, tramite i pesci trombetta, l’ubicazione degli esemplari femminili di pesci spada e quindi va sempre a finire che è costretta a sorbirsi tutti i tipi di corteggiamento stupidi che hanno in serbo gli uomini per lei.

 Oggi, ad esempio, Isda sente un sibilo, come di qualcuno che la stia chiamando.

“Isda! Isda! Cerca di venire!”

“Che vuoi, Ghiozzo?”

Il Ghiozzo sogghigna. “C’è qualcosa che devo mostrarti assolutamente” dice, sapendo che solo in questo modo attira l’attenzione della ragazza.

Passate due ore, non si era ancora arrivati.

“Ebbene, dove mi stai portando?” chiede Isda spazientita.

“Al Tempio Maledetto, che è anche la mia casa e quella della mia famiglia” risponde il Ghiozzo, che sicuramente non è un tipo scaramantico.

Dopo un’altra ora di nuoto, ecco finalmente il tempio circondato da colonne e il tetto spiovente.

“Vedo che ciascuna di queste colonne è segnata da un trattino… che significa?” chiede il pesce spada.

“Oh, sono tutti i pesci morti disintegrati per aver osato varcare la soglia” risponde il ghiozzo. “Ma poi mio padre ha scoperto che si trattava di una Sogliola Radioattiva e l’ha sconfitta a colpi di tosse. Aveva un catarro in quel periodo che non hai idea”

“Eh, il catarro è forte” commenta Isda, perplessa.

Arrivati nella stanza del Ghiozzo, che è decorata con un arazzo raffigurante una balena sputante fuoco, quest’ultimo tira fuori una scatola di legno molto impregnata di muschio. La apre e rivela una boccetta di profumo.

“Oh, molto utile sotto il mare usare un profumo” commenta Isda.

“Silenzio, ed usalo. È il profumo Anti-Maschi che ricorda loro di stare lontano! Funziona sicuramente!”

Isda se lo prova e ringraziando il pesce esce fuori.

Neanche il tempo di uscire che una miriade di maschi pesce spada e anche qualche merluzzo le si fionda addosso, spingendo Isda a giurare vendetta.

Le avventure di Isda/37

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Isda e il re delle triglie

Quel giorno Isda sente suonare le trombe dei pesci trombetta e i tamburi e, spinta dalla sua naturale curiosità, va a vedere di che si tratta.

“Fate largo! fate largo al nostro Re!”

Isda ne deduce che sta arrivando un Re in quelle lande. In effetti il pesce Re di triglia arriva bardato di un drappo porpora, un po’ scolorito a causa del mare.

“Ebbene” annuncia infine il Re, sedendosi su un trono intagliato sulla roccia. Isda sente qualcosa di familiare: aveva fatto lei stessa quel trono per sedersi quella volta che non le andava di nuotare. Maledetti abusivi!

“Siamo qui riuniti per dichiarare guerra…” annuncia il re di triglia. Isda si incuriosisce: rissa in arrivo fra quelle acque torbide?

“… alla poco democratica razza dei Merluzzi Imperatore. Come osano usurparmi?”

Segue un boato di approvazione e applausi, persino le cozze battono le loro valve per farsi sentire, anche se in realtà sarebbero poco utili in battaglia, visto che non sempre si schiudono.

“E come pensi di combatterli? I Merluzzi Imperatore hanno decine di razze dalla loro parte, ad esempio i ciccioni pesci palla” si intromette Isda, pensando di intervenire perché dopotutto la sedia è la sua.

“Isda!” esclama il re delle triglie, riconoscendo il pesce spada più famoso della zona. “Ci piacerebbe moltissimo se ci aiutassi nella nostra battaglia. Più che altro ci necessita la tua spada laser!”

“Eh, lo avevo capito” dice Isda. “Allora? Andiamo a fare il sedere rosso ai Merluzzi?”

Segue un boato convinto e tutti assieme vanno.

“Dove stiamo andando?” chiede Isda al re delle Triglie.

“Ma dal Merluzzo Imperatore, no?” risponde quegli, leggermente agitato.

“Sì okay, ma dove si trova?” insiste Isda, la quale pensa all’immensità del Mar Mediterraneo, che per inciso parte dallo Stretto di Gibilterra e si snoda verso oriente fino alle coste del Libano e dell’Israele

“Dove si trova? Tu chiedi dove si trova? Pensavo che lo sapessi, no?”

Isda scuote la testa e tutta la truppa si ferma. Dove bisogna andare per recapitare il Merluzzo Imperatore?

Le avventure di Isda/36

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Isda scrive e legge

Isda non è mai stata una che ha paura. Nuotando nell’infinito mare, sfida chiunque a duello e molte volte vince lei, altre volte viene presa a pernacchie e altre volte ancora viene brutalmente sconfitta e conficcata in un oblò di un relitto, com’era successo una volta.

D’altra parte, nel mondo subacqueo di oggi è importantissimo tenere gli occhi bene aperti, e infatti quel giorno Isda vede, con la spada laser accesa, una scritta su un cartello. Tuttavia, non è tradotta nella lingua dei pesci, ma in quella umana, che Isda non capisce.

“Dannazione” commenta, sforzandosi di non ridere della lettera G, che è la più strana di tutte, “e voi volete dirmi che questi segni sono parole?”

“Certo che sì!” esclama entusiasta il Tonno. “e da oggi parte il corso di scrittura e lettura per pesci, che ho organizzato io stesso! Perché SO leggere e scrivere, voi no!”

“Appena scopro che non è vero ti uccido” sussurra Isda. Poi ad alta voce dice “Bene, dove posso frequentare?”

“Ma qui, ma qui. Sono corsi individuali che possono essere sostenuti sul momento. Prendi ad esempio questo scoglio”

“EHI” urla una stella marina, dato che il tonno l’ha cacciata malamente per farsi spazio.

“Scusa stella marina, dobbiamo imparare e visto che non hai le mani al massimo puoi fungere da cancellino” dice il Tonno.

“Vaffanculo!” esclama disgustato la stella marina, e avrebbe voluto fare un gestaccio col medio, ma non può. Le tocca solo andarsene con tutta la dignità possibile per una stella marina.

Rimasti soli con solo alcune bivalve ad ascoltare, il Tonno dice a Isda “Adesso calma e focalizzati sullo scoglio. Scrivi piano piano, seguendo le mie istruzioni, in fondo si tratta solo di tracciare qualche linea e vedrai che saprai fare anche la G! Okay?”

Isda annuisce e tutta sudata prova a fare esattamente come dice il suo maestro. Infine viene fuori una scritta dai caratteri troppo larghi e piena di dislivelli, ma grammaticalmente corretta.

“Okay” dice il Tonno, soddisfatto dopo sedici ore di fatica, con in aggiunta anche il modo di leggere. “vediamo adesso come te la cavi a interpretare le lettere”

Isda si concentra e scandisce bene le sillabe: “Uhm… una S… Sc… Sce… sc si legge “sh”, vero? Scem… scemo… ch… “chi” si legge chi, questo lo ricordo… scemo chi… leg… ahahah, e dai, queste g… SCEMO CHI LEGGE! CE L’HO FATTA! HO SCRITTO SCEMO CHI LEGGE! SCEMO… chi…”

Isda si rende conto del senso di ciò che ha scritto e si adira non poco. “Tonnoi? Che cosa mi hai fatto scrivere?”

Ma Ii tonno è già andato via.