La massa del sole/24

Lucrezia Volpone era laureata in tre facoltà, che però cambiavano ogni volta che si presentava. Aveva un fratello, Alessandro, che in quel momento si trovava dentro un manicomio a recitare la parte del matto. Fece una fine indecorosa, come ebbe a raccontare il benzinaio del pianeta delle mozzarelle che si credevano fenicotteri. La sua fine … Continua a leggere La massa del sole/24

La massa del sole/23

L'ospite, in ogni caso, non venne mai. Apollo, comunque, sentiva di stare perdendo tempo e dunque decise di partire da solo verso il pianeta mozzarella. Nessuno provò a fermarlo, nonostante il debito di dobloni, lui riuscì ad approfittare di un momento di distrazione del benzinaio e andare dunque all'interno di quel bel pianeta, composto solo … Continua a leggere La massa del sole/23

La massa del sole/22

Attesero. Giorni dopo arrivò una carrozza trainata da quelli che sembravano cavalli, guidati da un materassino di gomma, simile a quelli che stavano a galleggiare in estate sul mare. "Buonasera" annunciò tutto fiero quello. "Difficile dire se sia giorno o sera nello spazio interstellare" commentò Apollo. "Stai zitto, per favore. È ora di annunciare la … Continua a leggere La massa del sole/22

La massa del sole/21

E non puoi anticipare tu il denaro necessario?" chiese Apollo. "Ma scherzi? Io sono esattamente il gestore di questo luogo messo su un satellite accanto a un pianeta! Sei mai andato al ristorante? Ci sei mai stato? Rispondimi, Frank!" Apollo non sapeva con chi ce l'aveva, anche perché il suo tono stava acquisendo un'angoscia montante. … Continua a leggere La massa del sole/21

La massa del sole/20

"Che bella la tecnologia" commentò, vedendo anche un polpo viola tenere in mano un distributore "Tu esci o entri da un pianeta e vi è subito una stazione di servizio" "Già" rispose il polpo. "Il pieno, vero?" Il polpo in questione si chiamava Fabrizio e prima era un uomo terrestre del pianeta Terra. Divenne un … Continua a leggere La massa del sole/20

La massa del sole/19

"Dovrò scendere a patti con questo confine" dichiarò Apollo. L'aragosta cominciò a schioccare le chele. "Non sei d'accordo, lo so, non c'è bisogno di dirlo ogni due per tre" "Eh? Ma chi ti considera? Io in realtà stavo ballando il tip tap dell'Aragosta. Non senti nell'aria questa musica?" "Aria? Musica? Lo spazio è sottovuoto, scemo" … Continua a leggere La massa del sole/19

La massa del sole/18

Quel che era sicuro dello spazio era che non mancavano mai le balle di fieno. Apollo lo sapeva e andò dritto per la sua strada, cercando di non pensare a quella rivelazione, e spingendosi ai confini dello spazio, dove, si diceva, si tornava semplicemente indietro, come se si fosse in un enorme mappamondo. Infine riuscì … Continua a leggere La massa del sole/18

La massa del sole/17

"In ogni caso non hai capito molto, eh?" la Luna divenne se possibile ancora più isterica. "Mi dà della mozzarella! A me! Che sono il sogno dei poeti e dei navigatori e anche di quella papera al neon che sputa fuoco di fiamme!" "Qua." In effetti un palmipede stava sputando fuoco di fiamme tutt'attorno e … Continua a leggere La massa del sole/17

La massa del sole/16

"Ti do il permesso di cercare questa dannata mozzarella, per tutti i diavoli" Il missile non capì perché stesse parlando in quel modo, ma si divertì alquanto e, chinato il capo, prese a partire, senza il classico countdown ma dimenticando anche di chiedere il permesso alla torre di sorveglianza, meno che mai a Houston, ossia … Continua a leggere La massa del sole/16

La massa del sole/15

"Eppure è strano" La mora selvatica guardò l'orologio: erano le sedici. Se diceva "Ok, l'orario è giusto", si aspettava che, come minimo, fosse ascoltata. Invece non vi era nessuno ad aiutarla, o quantomeno, ad accorrere al suo appello. "Avevo pur detto che la mozzarella spaziale sarebbe stata un'avventura incredibile. Forse, talmente incredibile da non poter … Continua a leggere La massa del sole/15

La massa del sole/14

Stava di fatto che, premendo i tasti giusti delle foglie, si poteva sempre comporre un numero, e le fu risposto con un discreto lasso di tempo. "Pronto, pizzeria Qwiborz, dica" La pizzeria Qwiborz era la più rinomata di tutto il sistema solare. Il cespuglio avrebbe tanto voluto visitarla, ma nessuno ce la portava mai. E … Continua a leggere La massa del sole/14

Le tre del pomeriggio.

Photo by Miguel u00c1. Padriu00f1u00e1n on Pexels.com Succedono così tante cose alle tre del pomeriggio che potrei stare qui a raccontarle tutte e riempire i miei pensieri così. Invece, c'è un fatto di cui voglio parlare, accaduto proprio alle tre del pomeriggio. C'è un colle, vicino Gerusalemme. All'incirca nel 30 dopo Cristo era occupato dai … Continua a leggere Le tre del pomeriggio.

La massa del sole/13

Le more selvatiche, e Frank non faceva eccezione, tendevano a sbuffare sonoramente. Ogni giorno di ogni ora le si potevano trovare a sbuffare. O forse era solo la brezza del vento che interveniva. In particolare, a Frank non piaceva quell'atteggiamento. L'atteggiamento della frasca che lo coinvolgeva in qualsiasi sua supposizione. "Non mi piace" scandì ben … Continua a leggere La massa del sole/13

La massa del sole/12

Le K potevano ben dirsi soddisfatte del loro stagno fatto di peli, e il mago ex barbuto le guardava corrucciato, quando improvvisamente una di loro si impigliò nel groviglio. "Se ci fosse un gatto" commentò quella K "mi avrebbe sputato. Ti pare igienico, eh? Ti pare igienico?" "Dovremmo studiare un po' cosa è igienico e … Continua a leggere La massa del sole/12

La massa del sole/11

Il binario non aveva capito le intenzioni del lavandino e del mago verde, ma non era tanto d'accordo. "Devo trovare un modo per fuggire da questi due folli" pensò. "C'è qualcuno di voi che vuole aiutarmi?" Le parallele di ferro sapevano che le stanghette di legno non vedevano l'ora di usare le proprietà di quel … Continua a leggere La massa del sole/11

La massa del sole/10

Era un assolato pomeriggio primaverile. Pino il Lavandino decise, proprio quel momento, di prendere coraggio e cominciare a sgocciolare. "Tanto, non dovrei dare fastidio a nessuno: voglio dire, il rumore è così minimo che non mi si sente!" Così, cominciò ad aprirsi leggermente e, una giocicolina dopo l'altra, l'acqua prese a scorrere facendo un rumore … Continua a leggere La massa del sole/10

La massa del sole/09

Fu allora che compresi il senso della vita. Io e la K non saremmo mai stati soli ad affrontare i fenicotteri, anche perché arrivo uno space shuttle. Era grosso, è l'unica cosa che riesco a dire per descriverlo. La prima cosa che mi chiese fu "Che ci fa un uomo a cavallo di una K?" … Continua a leggere La massa del sole/09

La massa del sole/08

E, infine, accadde: un'immagine nitida nella mia testa che mi ricordava che un giorno sarei rimasto all'interno di una bara, per sempre, con accanto una mano che non era la mia, che mi era stata data perché un giorno ero caduto su un marciapiede poco curato. La K interruppe quel viaggio fantastico rispondendo con semplicità … Continua a leggere La massa del sole/08

La massa del sole/07

Non solo, proseguii imperterrito: "Un Koala vestito di Kevlar chiamò Kevin per andare a fare un giro in kayak" La K annuì. "Allora sei pronto" "Per fare cosa?" "Hai intenzione di guardare un lago in eterno? Guarda che cadaveri dei nemici non passano, quello è il fiume" Ed era vero. Se mi fossi aspettato di … Continua a leggere La massa del sole/07

La massa del sole/06

Quello che era incredibile era la capacità di rendere reali le cose che immaginavo. In quei giorni benedetti della primavera, anche le primule mi spernacchiavano, se casomai andavano in quei campi. E stava di fatto che ci andavo, perché era una tappa obbligatoria prima del lago. Oltre la città dove abitavo c'era un lago. Non … Continua a leggere La massa del sole/06

La massa del sole/05

Siccome il capitolo precedente era durato un centinaio di parole in più, notai che c'era stata un'interferenza nel cielo. Le nuvole avevano segnato un segnale di divieto. Mi chiesi cosa potesse significare. Non aveva neanche la patente, per cui non sapevo riconoscere i fischi ed i fiaschi. Non era con me che bisognava parlare di … Continua a leggere La massa del sole/05

La massa del sole/04

Insomma, la città in cui vivevo era fatta di centri commerciali, uova, farina, un po' di pan grattato e delle scaglie di cioccolato. In estate, poi, sembrava davvero di stare in un forno, anche se non c'era davvero il forno, era solo un modo di dire come un altro. Ero affacciato alla finestra, che dava … Continua a leggere La massa del sole/04

La massa del sole/03

Mi ricordo quando eravamo ragazzi e scorrazzavamo per le campagne. Vent'anni dopo, la suddetta campagna era diventato uno squallido parcheggio per un altrettanto squallido centro commerciale pieno di negozi e cose da comprare, pieno anche di commesse con i pattini a rotelle, tutte intente ad andare da un posto all'altro che si estendeva in lungo, … Continua a leggere La massa del sole/03

La massa del sole/02

La nave segnalò la sua presenza con uno sbuffo forte e chiaro. Mi sembrava un'ottima giornata, e lì dove vivevo c'era sempre qualcuno che sorrideva e le cose andavano essenzialmente bene. Nessuno di noi poteva pensare di insultare qualcuno, non ce n'era motivo. In effetti un oggetto dalla forma triangolare comparve sulla mia finestra. "Tu … Continua a leggere La massa del sole/02

La massa del sole/01

"Ops" Caddi per terra, in mezzo alla folla indifferente. Ero inciampato nei miei stessi piedi oppure lo aveva fatto apposta. Solo in un secondo momento mi accorsi che c'era una scanalatura sul marciapiede. Una piccola, invisibile scanalatura. Mi stupii dell'incuria, perché lasciare quel piccolo neo in una città altrimenti perfetta? Forse per ricordare a tutti … Continua a leggere La massa del sole/01

Racconto a catena/30

"Vedi" spiegò Cheope, con il suo fare saggio che contava più di quattromila anni di ozio. "Tutto è iniziato quando regnavo." Il varano sbuffò. "Ma qui non ci sono zanzare. Con cosa inganno il tempo?" "Stai zitto! Fa' spiegare a Cheope la sua vita, di sicuro è un bell'inedito!" "Devi sapere dunque che ai miei … Continua a leggere Racconto a catena/30

Racconto a catena/29

"Il segreto è che non c'è nessun erede" Il ragazzo se lo aspettava. In fondo, era venuto in Egitto per andare al mare, qualunque cosa abbia detto o non abbia detto il varano. Ma anche il suo dentista si era espresso in quei termini. Quando gli aveva rivelato infatti dei suoi progetti, riguardo il passare … Continua a leggere Racconto a catena/29

Racconto a catena/28

Fatto stava che il Nilo era anche andato dal suo dottore per spiegargli il motivo per cui era diventato verde. "Stavo giusto rispondendo al nuovo Alessandro" esordì, il Nilo, seduto sulla solita poltrona da psicologo "Quanto improvvisamente diventai verde. Non verde speranza, non verde invidia, ma di un verde che non riuscii mai a quantificare. … Continua a leggere Racconto a catena/28

Racconto a catena/27

Il continente nero non era poi così nero. La sabbia, le belle giornate, il caldo, il verde delle palme. Nessuna di quelle cose era nero. Alessandro partì dunque per l'Egitto. Il varano gli aveva rivelato che cercavano proprio lui per riaprire una biblioteca sottoposta a un incendio tantissimi anni prima, e quindi atterò con dovizia. … Continua a leggere Racconto a catena/27

Racconto a catena/26

Il varano non sapeva cosa fare. Certo, Alessandro gli aveva dato tutto. Un nome, Genoveffo. Una teca dentro cui respirare e tenersi a temperatura ambiente. Del cibo. Delle mosche sempre pronte. Aveva notato che ogni qualvolta apriva la finestra, una di quele scorbutiche arrivava per invadere quella casa, e lui la catturava immantinente. Gli aveva … Continua a leggere Racconto a catena/26

Racconto a catena/25

"Magico" Era quella la prima parola che veniva fuori dal papiro dopo tremila anni. "Magico" ripeté il fiume. Il Nilo, uno dei fiumi più lunghi del mondo. Anzi, era stato sorpassato dal big match col Rio delle Amazzoni. "Non sai proprio che altro dire?" Il papiro fece l'offeso. "Mi apreva di aver visto degli alieni, … Continua a leggere Racconto a catena/25

Racconto a catena/24

"Si fa presto a dire tutori della legge" disse il portapenne. Nessuno lo ascoltò, tranne il condizionatore. Era pur sempre luglio. Il condizionatore aveva dei tubi che portavano dritti dritti fino alle piramidi. La voce corse, corse, corse ancora. Una piramide, non so se fosse stata di Cheope o di quell'altro scienziato, ascoltò e recepì … Continua a leggere Racconto a catena/24

Racconto a catena/22

Luca Bastioni era sempre stato un uomo che faceva sempre le stesse cose: giocava a calcetto, lavoirava in ufficio, alcune volte mangiava, altre beveve, poi dormiva otto ore a notte. Ogni notte. Anche di sabato, o di domenica. Insomma, Luca Bastioni era veramente esemplare. L'unica cosa che nessuno riusciva a capire era la sua passione … Continua a leggere Racconto a catena/22

Racconto a catena/21

L'Islanda era, in quel periodo, una nazione in cima all'Europa, quella in cui vi erano i fiordi e alcune persone giravano col cappotto, altre senza. L'Europa in questione era composta da Germania, Gallia, Svezia, Olanda, e quant'altro. Alcuni alieni discesero tramite la loro navicella in quel paese freddo, o tiepido. Non sapevano cosa li avrebbe … Continua a leggere Racconto a catena/21

Racconto a catena/20

"Reginaldo! Guarda questo audio!" Reginaldo si mise le mani sulla faccia. Ne aveva diverse, dato che era un alieno. "Eriberto! Ma che stai dicendo? Si possono osservare gli audio? E da quando?" Eriberto doveva ammettere che forse il collega aveva ragione, però disse lo stesso "Beh, da quando siamo alieni, ossia da quando siamo nati, … Continua a leggere Racconto a catena/20

Racconto a catena/19

"Scoop sensazionale! Il forno è... caldo! Andiamo subito a intervistarlo" I guantoni da forno avevano appena terminato un master in giornalismo e, una volta sentito dal ferro della teglia, ossia che la teglia era composta da ferro, andarono a disturbarla. Uno dei due aveva un microfono a forma di cono gelato, come se volesse darlo … Continua a leggere Racconto a catena/19

Racconto a catena/18

"Finito." La lasagna era finita. "Adesso è il momento di andare a verificare il mio forte sospetto" dichiarò il Sei. Sua madre, che era il numero Tre, gli chiese "Che forte sospetto, tesoro mio?" "Qualcuno ha rubato i carrelli e ha dato la colpa all'insegna dei surgelati, che tanto amavo e infatti era innocente" "Sorpresa, … Continua a leggere Racconto a catena/18

Racconto a catena/17

Il Sei stava ancora cercando i carrelli quando squillò il telefono. Si trattava di sua madre, il Tre. "Cosa vuoi per pranzo?" Cosa voleva per pranzo? Ma lui viveva da solo, nella sua casa. Non viveva certo con sua madre da almeno sei anni. Forse voleva invitarlo? E per quale ragione? "Lasagne al forno, madre." … Continua a leggere Racconto a catena/17

Racconto a catena/16

"Non posso credere che a lui sia stato raccontato tutto quello che sapevo sul mondo. È... inammissibile?" "Sesquipedale, vecchio mio" disse un altro garofano. "Che vuoi farci, qui siamo fiori, non filosofi" "Non sai neanche cosa significa, sesquipedale!" esclamò il primo garofano. "Io ti parlo della busta e tu mi butti addosso fertilizzante!" "Alla menta" … Continua a leggere Racconto a catena/16

Racconto a catena/15

Il gabbiano doveva pur ottenere giustizia, o ragione, o entrambe le cose da qualche parte. Andò per prima cosa al commissariato dei gabbiani, che era vicino il banco di spezie. Era molto curioso che avessero messo un luogo di legge vicino il banco di spezie, ma quello era e lui non si lamentava mai. Al … Continua a leggere Racconto a catena/15

Racconto a catena/14

Il campanile torreggiava fiero in mezzo alla città. Mentre la barca si chiedeva se nel mare esisteva un senso unico, l'orologio commentava quel dialogo ridendo. Rise undici volte, proprio come aveva designato l'orario convenzionale. "Il sole non è ancora allo zenit" disse la lancetta dei secondi. Per me, le undici sono durate un secondo" "Ah, … Continua a leggere Racconto a catena/14

Racconto a catena/13

"Sei per uno sei" La voce della rete da pesca impanicò tutti gli elementi della barca a motore del povero pescatore, C'erano palline, c'era un'ancora, forse, e c'era un'ancòra, come in certi stati del primo Facebook. "Sei per due dodici" La rete sospirava. Stava scrivendo sul suo diario segreto rosa quanto amava quel numero. Uno … Continua a leggere Racconto a catena/13

Racconto a catena/12

Non era il momento. Il Sei ricordava quella strana sporca storia. Si trovava al bar, lui, uno scarafaggio e Jack Nicholson. A un certo punto, mentre lo scarafaggio prendeva un'arachide, vide il famoso attore seduto proprio al tavolo accanto. "Dobbiamo chiedergli un autografo?" Il Sei guardo uno dei lampadari appesi. Si poteva capire quando era … Continua a leggere Racconto a catena/12

Racconto a catena/11

E dunque ci fu un sassofono che riecheggiava nell'aria. Alcuni barboni si stavano scaldando al fuoco, acceso dentro qualcosa di simile a un bidone. Il vicolo era sporco, gretto, ancora più sporco e sei ratti correvano verso l'interno delle grondaie. Ben presto, quello stabile avrebbe avuto bisogno di una derattizzazione. Il numero sei, facendosi caldo … Continua a leggere Racconto a catena/11

Racconto a catena/10

Vedete, il fatto era che il Sei era un numero con cui si poteva fare tutto. Era scomponibile in tre per due, che, peraltro, era il Mondo Convenienza, ossia il supermercato dove si andavano a comprare gli alimenti e, ogni tanto spuntavano anche prodotti per la casa. Quale casa, non si sapeva, perché il sei … Continua a leggere Racconto a catena/10

Racconto a catena/9

Il fatto era che essere un citofono, a quei tempi, significava mangiare schifezze, guardare la televisione senza mai accenderla e poi andare a dormire senza effettivamente andare a letto. Tutto ciò riguardava il citofono di quel palazzo. "Secondo te cosa c'era scritto?" chiese un campanello all'altro. "Dentro la busta, intendo" "Oh, dobbiamo chiederlo a Maria" … Continua a leggere Racconto a catena/9

Racconto a catena/8

La busta era stata messa lì per un motivo. Una sera, quando tutta la strada era rimasta in silenzio perché scandalizzata dall'elevato numero di minuti che si prendeva il semaforo rosso per scattare al verde, una figura nera si aggirava di soppiatto. John Magongo proveniva dal Kenya. Gli piaceva fare scherzi, in quel periodo, ma … Continua a leggere Racconto a catena/8

Racconto a catena/7

L'asciugamano uscì fuori dall'impianto. L'impianto cominciò ad allontanarsi, fino a diventare invisibile. L'asciugamano cominciò a preoccuparsi. Perché era diventato invisibile? Che era successo? "Abbiamo solo svoltato, Buchanan" disse il borsone. Il bagnino che aveva preso in giro il suo collega per quella strana sciarpa stava girando le chiavi dentro la toppa. Era solo un portone, … Continua a leggere Racconto a catena/7

Racconto a catena/6

Nel frattempo il povero collo del bagnino avrebbe voluto avere un po' affetto in più, o in ogni caso essere liberato dalla povera sciarpa. "In ogni caso lo dico io" esordì il collo. L'indumento fece finta di niente. Cominciò anche a fischiettare" "E va bene. Adesso posso contrattaccare. Non diremo più come ti chiami, magari … Continua a leggere Racconto a catena/6

Racconto a catena/5

In effetti il bagnino pervenne proprio il giorno dopo, il lunedì. Aprì la sua piscina preferita, ovvero quella dove lui stesso lavorava, e vi trovò una sciarpa assurdamente bagnata, dato che era rimasta a mollo per tutto il giorno e anche la sera. per di più, una dele finestre messe in alto era aperta. "La … Continua a leggere Racconto a catena/5