Perché le settimane hanno sette giorni?

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“Sette giorni…”

Questa frase la ripetono anche i muri, ma la ripropongo per sottolineare l’argomento che sto per proporre oggi. Cosa sto per proporre oggi?

Ci sono sette giorni. Una settimana ha sette giorni. Perché? E perché da Domenica a Domenica ci sono sette giorni e da sabato a lunedì ce ne sono solo due? Eh?

Complotto alieno?

Vediamo un po’.

LUNEDI: A CHE SERVE. Il Lunedì serve per riprendersi. Ne abbiamo già parlato, è il primo giorno e tutto quanto. Ma ciò che non ho detto è che serve a qualcuno per orientarsi su che giorno siamo dopo le sbronze domenicali.

 MARTEDI: IL SUO HABITAT. Il martedì vive soprattutto nelle grandi tangenziali imbottigliato nel traffico. Ecco l’atmosfera esatta del martedi. A meno che non sia “grasso”, allora occupa da solo tutta la settimana, perché grasso.

MERCOLEDI: VIVERE AL CENTRO. Siamo ormai a metà settimana, è il momento giusto per cominciare una dieta senza il trauma del weekend, oppure far fruttare quell’abbonamento in palestra dove non ti conosce nessuno ma versi comunque soldi.

GIOVEDI: VIAGGIO A GIOVE E RITORNO. È il giorno di Giove. Bisogna andare su Giove, tutti i giovedì, e sono sicuro che anche voi ne avete sentito il bisogno. E ora, a meno di non trovare traffico, sono sicuro che entrerete sulla Terra in tempo per il…

VENERDI: IL GIORNO SPOILER. Di solito in questo giorno ci si organizza per il sabato e la domenica, ovvero uscire con gli amici a bere, e fare le foto che poi dovranno testimoniare cosa in effetti fatto in questi giorni perché tu non lo ricorderai affatto. Per chi non ha amici, invece, questo giorno non ha alcun significato, come lo zero elevato a potenza di zero.

SABATO: ANCHE DI LUNEDI SERA È SEMPRE SABATO SERA. Infatti, cosa abbiamo detto finora? Non abbiamo scritto finora: “sabato, sabato, sabato, sabato…” eccetera? E non c’è mai un altro giorno! Che poi, a voler pensarci bene, tutti i giorni sono uguali agli altri, il sole sorge comunque a est e tramonta ad ovest e sono tutti composti da ventiquattro ore… quindi cos’è che cambia un lunedi da un sabato?

DOMENICA: IL GIORNO DEI GOAL. Una volta era così. Tutti piazzati con la radiolina a sentire Tutto il calcio minuto per minuto per sentire, alle quindici, le dirette dai campi.

“Oh, mi dici il risultato di Fiorentina-Foggia?”

“Ma perché non ti compri una radiolina invece di rompere le scatole?”

E invece le rompo le scatole.

Questo è quello che penso. Questo è il motivo per cui la settimana ha sette giorni, e tutti hanno la loro utilità.

“Sì, ma… sette giorni, ok? Potrei venire lì a massacrarti all’istante se preferisci”

Oh… ok.

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Perché ci si saluta?

Ciao, Aven!

Così mi salutano, anche nella vita reale.

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Fa molto America presentare il banner a puntata già iniziata.

Il saluto è micidiale, è un rito. Sono sicuro che siamo tutti d’accordo su questo punto. Inoltre, salutare qui nel sud vale a dire anche fare la vasata, ovvero avvicinare la guancia destra a quella dell’altro che si sta salutando, perché non basta la stretta di mano o agitare la mano come fanno le nobili dell’ottocento.

Perché ci si saluta?

SITUAZIONE 1

Ginopaolo e Fedenico sono amici da tanti anni, tanto da andare in pizzeria anche una volta ogni due mesi, per quanto sono amici. Si scambiano gli auguri pe ri compleanni,. a Natale, a Pasqua e anche per santa Brigida.

“Ciao Ginopaolo!”

“Che piacere, Fedenico!”

Ecco, questo è quello che ci aspetteremmo tutti, vero? Invece, senza saluto…

“Mio caro Ginopaolo, il BTP Bund è sceso ancora”

“Ah beh, c’era da aspettarselo”

Come vedete, è un po’ butto andare dritto al punto della situazione, che in questo caso è l’economia, ma vediamo allora la

SITUAZIONE 2

La signora Soccorsa è andata dal fruttivendolo per comprare un broccolo.

“Buongiorno Fruttivendolo! Mi serve un broccolo!”

E il fruttivendolo

“No, in realtà sarebbe buonasera, visto che è già passato mezzogiorno”

Ma a te non viene di dire buonasera quando il sole splende in alto, vero? Eppure lo si dice, e si finisce per confondersi dando spago a chi come il fruttivendolo è molto pignolo.

Senza saluti invece:

“Fruttivendolo, un broccolo subito!”

“Ecco signora!”

vedete? Tutto semplice e immediato.

SITUAZIONE 3

“Carlogio se n’è andato senza salutare”

” È un cafone”

Carlogio sta semplicemente questo tutorial, m,a ritrovandosi a un party, se n’è andato senza salutare nessuno andandosene via come un ladro. Gli altri, che non leggono il mio blog, lo insultano senza motivo. Ecco perché, nella situazione senza saluti:

“Ma dov’è Carlogio? Non sarà stato mica catturato dal gabinetto mutante che c’è nel locale?”

“OMMIODDIO DOBBIAMO SOCCORRERLO!”

“No tranquilli ragazzi, se n’è solo andato”

“Ah, meno male. Comunque andiamo dal gabinetto mutante!”

Vedete? Nessuno viene preso per cafone e la serata può continuare senza altre allusioni a Carlogio, spostando l’attenzione sui gabinetti mutanti.

 E NEL FINALE DUE VOLTE I SALUTI! FATELO BENE! GIOCA JOUER!

Quindi ho eliminato anche il Gioca Jouer facendo un favore all’umanità.

Detto questo, non saluto e rimando all’articolo di ieri. Leggetelo ❤

Perché il mezzogiorno è ‘di fuoco’?

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Uno di fronte all’altro, le due pistole più veloci del West si scrutano attentamente.

Molto attentamente. Troppo attentamente.

È mezzogiorno, e il sole è allo zenit. Mezzogiorno di fuoco, per uno dei due: uno dei due, infatti, morirà.

Ma non basta a definire un mezzogiorno “di fuoco”: lo chiederemo a Joe, il barista afroamericano del saloon,

Tutti sanno che i baristi sanno più di quel che dovrebbero, e farci un giretto in quest’orario è quanto di più opinabile si possa dire.

Apriamo con entrambe le mani la doppia porta e subito vediamo attorno a noi gente che fa bisboccia a causa di un baro, un pianista, delle donnine ridacchianti in un angolo e poi… Joe, un omone piuttosto robusto, che al momento sta pulendo un bicchiere con uno strofinaccio.

Allora ci sediamo proprio di fronte a lui. Ci vuole proprio, a mezzogiorno, ripulirsi dell’aria sporca e cattiva di questa città ai confini del deserto roccioso.

“Ehi Joe, fammi un whisky” gli dico perentorio.

“Ehi, ci vai giù pesante eh?” chiede malizioso il barista. Lui sa che gli voglio chiedere qualcosa, sa sempre.

“Sì… o forse no. Dipende da come risponderai a questa domanda.”

Joe mi dà tutta la sua attenzione, anche se il baro di cui vi ho parlato sbatte la testa violentemente contro il bancone, lasciando sangue ovunque.

“Che cosa sai tu del mezzogiorno di fuoco? Voglio dire, perché si chiama così?”

“Che domanda stupida!” esclama Joe, lasciandomi la bottiglia. “Si chiama mezzogiorno perché il sole è nel suo punto più alto, perché deve fare da testimone a ciò che accadrà qui in strada fra due pistoleri. E lasciami dire che non è tanto un discorso di velocità, quanto… di fuoco. Ecco perché”

Adesso mi sento veramente illuminato. È stato molto bello qui, ma adesso è meglio tagliare la corda, prima che venga coinvolto anche io nella rissa!

Così prendo il mio cavallo e cavalco col cappello in testa verso le terre inesplorate, in attesa di una nuova avventura.

 

 

Perché i piselli sono verdi?

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Immagino che tutti abbiamo visto almeno una volta dei piselli, no?

Ebbene, che cosa sono? Sono dei legumi verdi, in grado di essere usati come ingredienti per la pasta. E badate che devono essere proprio verdi, perché se sono gialli sono ceci, se sono bordeaux sono fagioli e se sono bianchi sono fagioli di spagna. Se sono verde chiaro sono ovviamente fave.

Ma perché piselli sono verdi? Che cosa dona loro questo colore? E perché è proprio questo e non un altro?

Vediamo un po’. I piselli nascono un sacco di tempo fa, e non avevano un colore. A dire la verità, non avevano nemmeno una forma.

“Comunque, voi piselli dovreste essere tondi. Voglio dire, tutti gli altri legumi hanno una propria forma quindi hanno lasciato a voi la forma più classica” era stato detto loro dalla piantagione in persona.

“Molto vero” risposero in coro i piselli, e divennero sferici. Rimaneva il problema del colore. Forse non tutti sanno che in quel periodo i piselli erano blu.

“Dai Aven, è troppo anche per te!”

Ti giuro che non sto scherzando.

Erano blu ed erano fiero di esserlo. Ad un certo punto, però, questo loro essere blu fu osteggiato non poco dal mare.

“Io sono blu, non questi stupidi!”

I piselli si offesero e cambiarono colore, giallo. Allorché arrivò un signore, tal Pierfulvio, che li vide e disse: “Ehi, quanti bei soli!”

L’esclamazione di Pierfulvio mise in agitazione tutta la comunità di piselli, che fu costretta a cambiare colore, nel qual caso il nero.

“Comprate questi piselli neri della Sbregozia! Ottimi per le zuppe!”

E in effetti per un po’ nessuno ebbe niente da ridire, almeno finché non nacque la leggenda dell’Uomo Nero, quella che serve per spaventare i bambini che non vogliono andare a letto.

“Guarda che chiamo l’uomo nero, eh!”

Allora i bambini si misero a ridere, perché pensavano che l’uomo nero mangiasse piselli e ne dava anche a loro la notte.

Rimase solo un colore, il verde. Finora devo dire che nessuno si è mai lamentato…

 

Perché il settebello è bello?

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Prendete un mazzo di carte. La prima carta che trovate è sicuramente il SETTE DI DENARI, vero?

Se ho indovinato, ho fatto la prima magia della mia vita. Ma adesso concentriamoci sul sette di denari.

Questo è chiamato anche “sette bello”. Ma perché è “bello”? Forse perché i denari sono belli da guardare?

In realtà la questione è molto più profonda e parte dal seme di Coppe. C’è stato quell’uomo che al mercato vide questa coppa e fa al mercante:

“Scusi, quanto costa questa coppa bella?”

E il mercante:

“È bella? Accidenti se è bella! Costa sette denari!”

Il compratore sgrana gli occhi dallo stupore e dice:

“Sette? Bello!”

Ed ecco spiegato perché il sette è bello. Ma il sette è bello anche per sette motivi:

  1. Perché a scopa vale un punto
  2. Perché per un punto Martin perse la cappa
  3. Perché la cappa e la spada sono un genere letterario molto figo
  4. Perché Figo è stato un ottimo giocatore
  5. Perché un giocatore prende i big money
  6. I Big money sono oggettivamente belli
  7. Sette milioni non sono mai male

Sette argomenti inoppugnabili. Vediamo il primo: il punto della scopa annulla il punto che il tuo avversario ha fatto ad esempio attraverso il numero di carte. Quindi state 1-1 ed eventualmente 2-1, perché se hai il settebello spesso hai anche il maggior numero di carte denari, quindi sei in vantaggio.

Il secondo punto, ahimè, Martin perse la cappa. O era la K? E quindi come fa a perdere una K? Che per caso si mette le gambe ed esce per strada e fa le sue robe, le robe di kappa?

Probabile.

Luis Felipe de Madeira Figo è stato un giocatore portoghese che per un po’ ha militato nell’Internazionale di Milano, conseguendo fra l’altro uno scudetto senza avversari (2007) e perdendo la finale degli Europei in casa contro la modesta Grecia (2004). Ciò nonostante, lo ricordiamo perché… boh, mi va di parlare di calcio, e del calcio che fu.

E poi ci sono i denari, che mi permetterebbero di comprare questo dominio e finalmente avere la mia autonomia per comandare l’Universo Galattico assieme a Palpatine e…

“Aven, guarda che adesso c’è il Primo Ordine con a capo Lord Snoke”

COSA? FARABUTTI!

 

Perché Aven ha un blog?

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“Aven, ma tu hai blog? Wow, non lo sapevo! Dove ti è venuta questa idea?”

Già.

Dove mi è venuta questa idea? Ecco che nasce l’articolo che risposte definitivamente a questa domanda.

Dovete sapere che milioni di anni or sono un principe di una lontana galassia decise di far incrociare se stesso con una tastiera.

“Così mio figlio sarà capace di elaborare testi senza pensarci” disse fra sé. Ebbene nove mesi dopo nacque Gftrwe, il bimbo che al posto della faccia aveva una tastiera QWERTY.

Attenzione, però, solo queste lettere. Tutte le altre le aveva disseminate sul corpo. Inizialmente, il bimbo non aveva idea di che cosa potesse fare e cominciò a comunicare tramite QWERTY.

Ad esempio: “Qw! Re t we qq!” Voleva dire “mamma, voglio la cioccolata”; anche se sua madre era una tastiera e in effetti poteva anche somigliare a una barretta.

E fu così che il bimbo divenne “Colui che mangiò sua madre per un errore di comunicazione“, e il principe dovette insegnargli le vocali perlomeno.

A quel punto Gftrwe partì per la Terra, trovandola semideserta e ancora elevata all’antica magia cinese e degli aztechi, dove imparò l’arte dell’alfabeto muto, anche se molto spesso aveva a che fare solamente con gente che aveva molto senso dell’umorismo e le prime cose che imparò furono le parolacce.

Divenuto adulto, Gftrwe tornò nel suo pianeta e disse al suo babbo, ormai divenuto Re: “Re, ma come mai Aven ha un blog?”

Il Re rispose: “Non lo so, figlio. Potrei dire di me stesso: perché ho un regno? E non saprei comunque rispondermi. Oppure, perché hai la faccia così strana? O anche, perché la maionese si mette sulle patatine, e non accanto? Ci sono tante domande a cui non posso rispondere”

O non poteva o non voleva, pensò il figlio. Allora ne dedusse che Aven ha un blog per cazzeggiare e la risposta piacque a tutto l’Impero galattico.

Perché si costruiscono i castelli di sabbia?

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Come tutti sapete, dovrebbe essere estate in questo momento. E cosa si fa in estate?

“Ci si lamenta del caldo”

Si va al mare.

Una volta al mare, è d’uopo portare un secchiello, una paletta e costruire il proprio castello di sabbia, che sarà il tutorial di domani.

Oggi invece spiegheremo perché si costruiscono.Tutti sappiamo che perlopiù i castelli vengono costruirti dai ragazzini, e chi poi diventa adulto ne fa uno sport o una professione. Ho visto “castelli” diventare sirene di sabbia, autoveicoli di sabbia, ventilatori di sabbia e anche sabbia di sabbia.

Quindi, perché?

Ti baciava le labbra e un pugno di sabbia negli occhi miei.

La sabbia ricorre spesso anche nelle canzoni, sì, ma non è questo il motivo. Altrimenti poi passa il messaggio che si costruiscono castelli di sabbia altrimenti l’alternativa è quelli di buttarli in mezzo agli occhi delle persone.

Quindi, perché i castelli di sabbia?

“Più che altro di solito sono solo le torri”

In effetti è vero. Ma a che pro sbattersi se poi a fine giornata devi distruggerlo o comunque la marea te lo porta via? Che sia davvero per il motivo che ci porterebbe a usare la sabbia in altri modi?

Noi, secondo me è per l’atavica convinzione dell’uomo di vivere nel medioevo, quindi si ha bisogno dei castelli, anche solo per rinchiuderci dentro tutti gli insettini che si trovano sulla spiaggia, o, per i più fortunati, persino un granchio.

Immaginate il solito cavaliere sventurato che, in groppa al suo ronzino, deve salvare la principessa rinchiusa in una torre.

E che faccia farebbe se al posto della principessa trovasse… UN GRANCHIO?

Sarebbe lo scherzo del secolo, no? E non solo, il cavaliere poi ci verrebbe a cercare a casa per tagliuzzarci!

Pertanto, è incredibile pensare che non esistano alternative all’uso della sabbia.

“La sabbia se non viene costruita per i castelli poi va a infilarsi nei tartufi di mare, e poi tocca pulirli tutti con lo spazzolino”

E questo direi che chiude il discorso. Non è una cosa che auguro, pulire i tartufi di mare con lo spazzolino.

 

 

Perché si scambiano le banconote?

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Attenzione, non mi riferisco all’avvenimento comunque divertente in cui si scambiano fisicamente banconote dello stesso valore, ma con scambio intendo trasformare i pezzi di carta in metallo.

Capita spesso di avere le banconote in mano e non sapere spenderle. Almeno, a me capita.

Per dire, è capitato quel giorno che dovevo comprare tale libro e avere solo una carta da cinquanta e nessuna moneta.

Tutto baldanzoso, vado ad acquistare il tomo e però la tizia risponde “Non posso scambiare”, perché?

E perché sto parlando dell’impossibilità di scambiare quando in realtà l’articolo si intitola “perché si scambiano“?

Dicevo comunque della mia avventura con il cinquantone in mano.

Vado allora al negozio accanto, chiedendo se cortesemente posso scambiare la carta gialla con pezzi più piccoli.

Il tizio risponde “Ma perché dovresti scambiare? la carta è pur sempre carta, no? Siamo noi che diamo un valore a questi pezzi di carta, proporzionato al numero scritto sopra. Ma se per me un pezzo da 5 vale 500, chi può contraddirmi? E se io i pezzi da 500 li rivendo a 1500, chi può biasimarmi?”

Non capisco niente di quello che dice e quindi cambio negozio, che mi risponde (il negozio): “AAAA CHE SCHIFO LE MONETINE CI STANNO ATTACCANDO TUTTI AIUTOOOO”

Al che capisco che non è giornata.

Terzo negozio, all’apparenza bello calmo e tranquillo, e nel frattempo il mio libro potrebbe già essere stato acquistato da un altro che ha i soldi giusti mentre io faccio la guerra con le monete.

“Sai come si dice, no? La carta vince il sasso”

Sasso? Stiamo parlando di monete!

“Appunto! metallo > ferro > minerale > SASSO”

Urca. Non ci avevo pensato.

Allora torno dalla negoziante di prima, dicendole, puntandole un dito indice contro: “EHI TU! Carta batte sasso!”

Segue una musichetta di suspence proveniente da una radio lì intorno.

“C… che cosa vuoi insinuare?” chiede lei, scioccata.

“Che non puoi rifiutare i miei cinquanta euro! Sono cinquanta euro, dannazione!”

“Guarda, li prenderei senza colpo ferie, ma poi tu torneresti a casa senza resto e pagheresti un libro di 16 a 50 euro”

Allora mi è toccato cambiare i soldi andando alle Paoline, le suore che gestiscono una specie di libreria di fronte alla Cattedrale di Palermo.

 

 

 

Perché esistono le montagne?

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“Mi ricordo montagne verdi”

“Ti sorridono i monti”

E così via.

Le montagne hanno ispirato schiere di tizi che poi ci hanno scritto su canzoni o poesie o entrambi.

Ma perché esistono le montagne? Il motivo c’è e mi appresto a spiegarlo.

Il fatto è che le montagne si ergono lì per fare da guardia a qualcosa. Che sia una Miniera dei Nani oppure una centrale idroelettrica, non possono essere toccate e chi ci prova…

“Io pensavo che esistessero per i pic nic e le scampagnate!”

Pensavi male.

Inoltre, le montagne innevate sono poco propense alle gite, quanto piuttosto a praticare lo sport invernale degli sci.

“Quindi le montagne servono per gli sci?”

No, ma anche a reggere il cielo. Guardate questo semplice dialogo fra un monte e un altro monte.

“Ehi Montanaro!”

“Dimmi Cucuzzolo!”

“Ma secondo te se noi sparissimo il cielo cadrebbe?”

“Boh, vuoi provare?”

*i due si guardano intensamente*

“Naah, poi mi verrebbe l’emicrania a causa del peso del cielo” dice Cucuzzolo.

“Infatti oh! Ma dimmi: quanto pesa il cielo?” chiede Montanaro.

“MI STATE DANDO DEL GRASSO?” rimbomba il cielo.

Non date al cielo del grasso, è un tantino suscettibile per queste cose.

Un altro motivo per cui esistono le montagne è per fare vedere quanto sono alte nelle cartine fisiche.

Conoscete tutti le cartine fisiche, no? Bene, avrete quindi presente quei triangolini neri che indicano un rilievo, no?

Ecco perché esistono le montagne, per riempire cartine altrimenti mute! E poi, se non fossero segnalate, una macchina qualsiasi andrebbe a sbattere contro una montagna anonima dei Nebrodi e poi vallo a sentire lo sfasciacarrozze!

Infine, vorrei citare la Montagna, pseudonimo di Gregor Clegane, un essere mastodontico e brutale assassino.

Le Montagne quindi esistono per paragonarle a lui, non c’è nessun dubbio.

“Ehi maledetto ti ammazzo non sono una montagna!!!!1!!11111!!!!one!”

No che non lo sei ❤

 

 

 

 

 

Perché il sole è giallo?

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“No Aven il sole è incolore gne gnegne”

Il sole è giallo.

Lo dicono i bambini, che lo colorano in questo modo, e i bambini sono la voce della verità.

Inoltre, ce ne accorgiamo noi stessi vedendolo: il sole è giallo.

Perché?

Poteva essere blu, ma allora si sarebbe confuso col cielo.

Poteva essere verde, ma allora avrebbe emanato clorofilla piuttosto che raggi.

Poteva essere rosso, ma allora avrebbe scopiazzato da qualche sole di Dragon Ball.

Poteva essere grigio, e in effetti quando viene coperto dalle nuvole può darsi che lo sia.

Poteva essere nero, e ad ogni eclissi lo è.

Il sole è giallo perché è cinese ihihihi xd xd

In realtà questo blog è coltissimo e battute di questo genere sono censurate.

Abbiamo visto che il sole poteva avere un sacco di alternative. Così sono andato apposta sul sole e l’ho intervistato.

“Ciao, Sole! Che ne pensi di essere il capo del sistema solare?”

Penso di essere a metà strada di questo assurdo lavoro. Non vedo l’ora di esplodere!

“Già. Ma dimmi, perché sei giallo?”

Hai mai visto una stella gialla? No, vero? Sono incolori!

 “E allora perché i bambini ti colorano di giallo?”

Per farmi vedere in mezzo al disegno! Altrimenti, come potrei vedermi? sai, io sono anche molto esibizionista e mi piace che si parli di me. Sai quella canzone “Come il sole è una stella“… ecco, bellissima. “Di sole e d’azzurro“, complimenti a chi l’ha scritta. “Estate, erano mesi che non usciva il sole“… perfetta, anche se io esco sempre. “La canzone del sole“, poi è il capolavoro.

“Capisco. Qual è il tuo piatto preferito?”

Qualunque cosa sia gialla!

“E allora lo vedi che c’è un motivo per cui i bambini ti disegnano di giallo? perché ti piacciono i piatti gialli! Ragazzi, abbiamo lo scoop! adesso andiamo, che sto scoppiando di caldo!”