Perché si costruiscono i castelli di sabbia?

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Come tutti sapete, dovrebbe essere estate in questo momento. E cosa si fa in estate?

“Ci si lamenta del caldo”

Si va al mare.

Una volta al mare, è d’uopo portare un secchiello, una paletta e costruire il proprio castello di sabbia, che sarà il tutorial di domani.

Oggi invece spiegheremo perché si costruiscono.Tutti sappiamo che perlopiù i castelli vengono costruirti dai ragazzini, e chi poi diventa adulto ne fa uno sport o una professione. Ho visto “castelli” diventare sirene di sabbia, autoveicoli di sabbia, ventilatori di sabbia e anche sabbia di sabbia.

Quindi, perché?

Ti baciava le labbra e un pugno di sabbia negli occhi miei.

La sabbia ricorre spesso anche nelle canzoni, sì, ma non è questo il motivo. Altrimenti poi passa il messaggio che si costruiscono castelli di sabbia altrimenti l’alternativa è quelli di buttarli in mezzo agli occhi delle persone.

Quindi, perché i castelli di sabbia?

“Più che altro di solito sono solo le torri”

In effetti è vero. Ma a che pro sbattersi se poi a fine giornata devi distruggerlo o comunque la marea te lo porta via? Che sia davvero per il motivo che ci porterebbe a usare la sabbia in altri modi?

Noi, secondo me è per l’atavica convinzione dell’uomo di vivere nel medioevo, quindi si ha bisogno dei castelli, anche solo per rinchiuderci dentro tutti gli insettini che si trovano sulla spiaggia, o, per i più fortunati, persino un granchio.

Immaginate il solito cavaliere sventurato che, in groppa al suo ronzino, deve salvare la principessa rinchiusa in una torre.

E che faccia farebbe se al posto della principessa trovasse… UN GRANCHIO?

Sarebbe lo scherzo del secolo, no? E non solo, il cavaliere poi ci verrebbe a cercare a casa per tagliuzzarci!

Pertanto, è incredibile pensare che non esistano alternative all’uso della sabbia.

“La sabbia se non viene costruita per i castelli poi va a infilarsi nei tartufi di mare, e poi tocca pulirli tutti con lo spazzolino”

E questo direi che chiude il discorso. Non è una cosa che auguro, pulire i tartufi di mare con lo spazzolino.

 

 

Perché si scambiano le banconote?

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Attenzione, non mi riferisco all’avvenimento comunque divertente in cui si scambiano fisicamente banconote dello stesso valore, ma con scambio intendo trasformare i pezzi di carta in metallo.

Capita spesso di avere le banconote in mano e non sapere spenderle. Almeno, a me capita.

Per dire, è capitato quel giorno che dovevo comprare tale libro e avere solo una carta da cinquanta e nessuna moneta.

Tutto baldanzoso, vado ad acquistare il tomo e però la tizia risponde “Non posso scambiare”, perché?

E perché sto parlando dell’impossibilità di scambiare quando in realtà l’articolo si intitola “perché si scambiano“?

Dicevo comunque della mia avventura con il cinquantone in mano.

Vado allora al negozio accanto, chiedendo se cortesemente posso scambiare la carta gialla con pezzi più piccoli.

Il tizio risponde “Ma perché dovresti scambiare? la carta è pur sempre carta, no? Siamo noi che diamo un valore a questi pezzi di carta, proporzionato al numero scritto sopra. Ma se per me un pezzo da 5 vale 500, chi può contraddirmi? E se io i pezzi da 500 li rivendo a 1500, chi può biasimarmi?”

Non capisco niente di quello che dice e quindi cambio negozio, che mi risponde (il negozio): “AAAA CHE SCHIFO LE MONETINE CI STANNO ATTACCANDO TUTTI AIUTOOOO”

Al che capisco che non è giornata.

Terzo negozio, all’apparenza bello calmo e tranquillo, e nel frattempo il mio libro potrebbe già essere stato acquistato da un altro che ha i soldi giusti mentre io faccio la guerra con le monete.

“Sai come si dice, no? La carta vince il sasso”

Sasso? Stiamo parlando di monete!

“Appunto! metallo > ferro > minerale > SASSO”

Urca. Non ci avevo pensato.

Allora torno dalla negoziante di prima, dicendole, puntandole un dito indice contro: “EHI TU! Carta batte sasso!”

Segue una musichetta di suspence proveniente da una radio lì intorno.

“C… che cosa vuoi insinuare?” chiede lei, scioccata.

“Che non puoi rifiutare i miei cinquanta euro! Sono cinquanta euro, dannazione!”

“Guarda, li prenderei senza colpo ferie, ma poi tu torneresti a casa senza resto e pagheresti un libro di 16 a 50 euro”

Allora mi è toccato cambiare i soldi andando alle Paoline, le suore che gestiscono una specie di libreria di fronte alla Cattedrale di Palermo.

 

 

 

Perché esistono le montagne?

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“Mi ricordo montagne verdi”

“Ti sorridono i monti”

E così via.

Le montagne hanno ispirato schiere di tizi che poi ci hanno scritto su canzoni o poesie o entrambi.

Ma perché esistono le montagne? Il motivo c’è e mi appresto a spiegarlo.

Il fatto è che le montagne si ergono lì per fare da guardia a qualcosa. Che sia una Miniera dei Nani oppure una centrale idroelettrica, non possono essere toccate e chi ci prova…

“Io pensavo che esistessero per i pic nic e le scampagnate!”

Pensavi male.

Inoltre, le montagne innevate sono poco propense alle gite, quanto piuttosto a praticare lo sport invernale degli sci.

“Quindi le montagne servono per gli sci?”

No, ma anche a reggere il cielo. Guardate questo semplice dialogo fra un monte e un altro monte.

“Ehi Montanaro!”

“Dimmi Cucuzzolo!”

“Ma secondo te se noi sparissimo il cielo cadrebbe?”

“Boh, vuoi provare?”

*i due si guardano intensamente*

“Naah, poi mi verrebbe l’emicrania a causa del peso del cielo” dice Cucuzzolo.

“Infatti oh! Ma dimmi: quanto pesa il cielo?” chiede Montanaro.

“MI STATE DANDO DEL GRASSO?” rimbomba il cielo.

Non date al cielo del grasso, è un tantino suscettibile per queste cose.

Un altro motivo per cui esistono le montagne è per fare vedere quanto sono alte nelle cartine fisiche.

Conoscete tutti le cartine fisiche, no? Bene, avrete quindi presente quei triangolini neri che indicano un rilievo, no?

Ecco perché esistono le montagne, per riempire cartine altrimenti mute! E poi, se non fossero segnalate, una macchina qualsiasi andrebbe a sbattere contro una montagna anonima dei Nebrodi e poi vallo a sentire lo sfasciacarrozze!

Infine, vorrei citare la Montagna, pseudonimo di Gregor Clegane, un essere mastodontico e brutale assassino.

Le Montagne quindi esistono per paragonarle a lui, non c’è nessun dubbio.

“Ehi maledetto ti ammazzo non sono una montagna!!!!1!!11111!!!!one!”

No che non lo sei ❤

 

 

 

 

 

Perché il sole è giallo?

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“No Aven il sole è incolore gne gnegne”

Il sole è giallo.

Lo dicono i bambini, che lo colorano in questo modo, e i bambini sono la voce della verità.

Inoltre, ce ne accorgiamo noi stessi vedendolo: il sole è giallo.

Perché?

Poteva essere blu, ma allora si sarebbe confuso col cielo.

Poteva essere verde, ma allora avrebbe emanato clorofilla piuttosto che raggi.

Poteva essere rosso, ma allora avrebbe scopiazzato da qualche sole di Dragon Ball.

Poteva essere grigio, e in effetti quando viene coperto dalle nuvole può darsi che lo sia.

Poteva essere nero, e ad ogni eclissi lo è.

Il sole è giallo perché è cinese ihihihi xd xd

In realtà questo blog è coltissimo e battute di questo genere sono censurate.

Abbiamo visto che il sole poteva avere un sacco di alternative. Così sono andato apposta sul sole e l’ho intervistato.

“Ciao, Sole! Che ne pensi di essere il capo del sistema solare?”

Penso di essere a metà strada di questo assurdo lavoro. Non vedo l’ora di esplodere!

“Già. Ma dimmi, perché sei giallo?”

Hai mai visto una stella gialla? No, vero? Sono incolori!

 “E allora perché i bambini ti colorano di giallo?”

Per farmi vedere in mezzo al disegno! Altrimenti, come potrei vedermi? sai, io sono anche molto esibizionista e mi piace che si parli di me. Sai quella canzone “Come il sole è una stella“… ecco, bellissima. “Di sole e d’azzurro“, complimenti a chi l’ha scritta. “Estate, erano mesi che non usciva il sole“… perfetta, anche se io esco sempre. “La canzone del sole“, poi è il capolavoro.

“Capisco. Qual è il tuo piatto preferito?”

Qualunque cosa sia gialla!

“E allora lo vedi che c’è un motivo per cui i bambini ti disegnano di giallo? perché ti piacciono i piatti gialli! Ragazzi, abbiamo lo scoop! adesso andiamo, che sto scoppiando di caldo!”

 

 

 

 

 

Perché la forchetta ha quattro denti?

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Ritorna la tanto attesa rubrica dei perché, con una domanda secondo me molto ficcante!

Tutti usiamo le forchette, anche solo per mangiare gli spaghetti. Ma forse non tutti sanno che hanno quattro denti per un motivo per preciso.

E che io conosco, certo, altrimenti non starei qui a parlarne. Sta di fatto che una volta le forchette avessero tre denti, quindi sfato subito il mito della forchetta dai diciannove denti, che non esiste e se l’è inventato un burlone.

In ogni caso, vorrei porre l’accento una cosa: la forchetta ha QUATTRO DENTI. Che cosa vuol dire questo? Che qualcuno le ha dato un pugno e le sono caduti molti? Certo che no, è solo che la forchetta sa già in partenza che quattro è il numero perfetto per catturare quanti più spaghetti possibile.

Ma sentiamolo direttamente da lei stessa:

“Ho una disputa aperta con gli spaghetti. Sapete, loro credono di essere divertenti essendo tutti mollicci e appiccicosi, pronti per investire tutti i denti. Invece io sono rigido, sapete. E allora, direte voi? Beh, voglio far capire loro che non è tutto oro quel che luccica, ed essere rigido e retto è molto meglio che muoversi senza senso! Per questo mi sono sufficienti quattro dita, perché una serve per tenere ferma l’estremità, le due centrali cantano un inno assordante agli spaghetti e la quarta serve per tenere ferma l’altra estremità della porzione di spaghetti presa in precedenza. Più chiaro di così!”

Una volta appurato questo, possiamo ben dire che la forchetta ha quattro dita in maniera del tutto funzionale a ciò che serve, ovvero catturare gli spaghetti.

“Ebbene che mi dici della carne e di tutte le altre cose che si mangiano con la forchetta?”

Ehm… che ne dici, Forchetta?

“Ho anche da ridire sulla carne. sapete, la carne è così… strana. Npon si capisce quando è cruda, quando è cotta… o perlomeno, io non lo capisco, ma penso che ne sappiano qualcosa in più i denti per questo. In ogni modo, mi dà fastidio il suo modo di porsi. “Ehi, sapevi che prima ero un bovino? E adesso mi hanno tutto rosolato e messo accanto le patatine, che mestizia” e io gli rispondo “E allora? Io ti infilzo lo stesso” E questo è più o meno quello che succede.

Grazie, Forchetta!

 

 

Perché le automobili hanno quattro ruote?

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Va bene, le motociclette hanno due ruote, ma le automobili perché hanno quattro ruote? Solo per portare rispetto al giornalino “Quattroruote” o c’è dietro una storia simpatica che vale la pena di raccontare?

Partiamo dall’inizio. Si dice che la ruota sia stata scoperta all’alba dei tempi dai primi uomini civilizzati, e guarda un po’. Inizialmente la ruota serviva per trasportare meglio carichi pesanti, per poi arrivare all’uso che se ne fa oggi, unendo la ruota stessa con la gomma, pianta che cresce in America e che poi sono riusciti ad esportare ovunque. Infine, arrivò la rivoluzione industriale e l’invenzione delle automobili! Sapete, quelle col motore a scoppio che scoppiava veramente!

Il giorno in cui fu inventata la macchina, non tutti sanno che si discuteva su quante ruote potere mettere.

“Io dico di metterne sei” ha detto Jean Luc, un tizio che ha collaborato con la realizzazione di questa meravigliosa invenzione anche solo con questa frase.

“Ma così sembrerebbe tipo un granchio” risponde il signor Automobile, quello che l’ha invitata. “No, io dico che quattro sono sufficienti”

“Invece se mettessimo cinque ruote di cui una sopra il tettuccio?” ha chiesto il signor Gino, che in effetti è un po’ bizzarro.

“No, ma cosa c’entra? Che state facendo?” si chiede il signor Automobile, nel vedere che molti stanno apprezzando quell’idea.

“Così se dovesse rovesciarsi in un brutto incidente camminerebbe comunque!”

“No! Ascoltate, mettiamone quattro, dai”

“Ideona!” esclama invece il signor Asdrubale,m il quale è un po’ fissato coi cavalli. “mettiamo al posto delle ruote degli zoccoli di gomma! Tanto la potenza del motore si calcola in cavalli, no? E poi stiamo scopiazzandoli in tutto, forse…”

“Appunto! APPUNTO! Metteremo quattro RUOTE, che richiamano le zampe possenti dei cavalli” dice il signor Automobile, e la questione si è risolta in suo favore. Tuttavia, l’idea della quinta ruota è rimasta,. ma solo come scorta.

Ecco spiegato ilo motivo. Adesso però NON provate assolutamente a mettere la biada al posto della benzina. Rischiereste di non partire.

 

Perché la serie A ha 20 squadre?

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Non so se vi ricordate, ma una volta la serie A era a 18 squadre, e ancora prima a 16. Era il campionato più bello del mondo, dove tutti assieme giocavano i più grandi campioni dell’epoca e che tutto il mondo ci invidiava. Tutti volevano giocare in Italia, fosse anche per la squadra più provinciale (ad esempio Zico dell’Udinese e Batistuta nella Fiorentina), il che faceva dunque del nostro campionato il più competitivo, quello che, alla fine dell’anno, si assegnava persino il trofeo continentale di turno.

Poi, che successe? Un papocchio che adesso vi racconterò.

Dicevo quindi che la serie A era tranquilla e felice con le sue diciotto squadre. A turno, vincevano tutte, chi lo scudetto, chi la coppa italia, chi il torneo laser dei gabbiani viola a pois.

A un certo punto, però, la serie A stessa viene e dice “Che cosa noiosa, uffa! Voglio fare come gli inglesi e gli spagnoli che hanno venti squadre!”

Tuttavia, non è semplice, perché il numero 18 è un numero molto severo, e non gli piace arrivare alla cifra tonda. Pensateci: uno più otto dà 9, e il 9 è vicino al 10 e quindi si odiano e quindi si lanciano addosso bucce di banane.

Spiegazione molto tirata per i capelli

Ad ogni modo, il cxmpionato inglese, quello spagnolo e quello francese hanno già 20 squadre, mentre in Italia, quella da 18 squadre, moriva di invidia.- Ecco che arriva però il momento opportuno: la serie B del 2004 si è allargata a 24 squadre!

“Ehi B., che hai fatto, indigestione?” chiede la A.

“Eh sì… ho mangiato troppe squadre e ho bisogno che sei te ne debba prendere tu”

La A fa lavorare il suo cervello: ne scendono 4 in B, il che vorrebbe dire che ogni anno si salvano 14 squadre dalla retrocessione. Se però la B ne fa salire 6…

QUATTORDICI AGGIUNTI SEI FA VENTI!

È la realizzazione di un sogno: la stagione 2004/05 conta venti formazioni e…

E il troppo stroppia. Adesso, non c’è bisogno di dire com’è ridotto il calcio italiano, vero?

 

 

Perché si mette il formaggio sulla pasta?

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Dipende quale pasta però. Non osate mettere il formaggio sulla pasta col tonno perché davvero, vi mozzo le dita!

Dunque, il formaggio. Di solito si usa quello grattuggiato reggiano, ma non è escluso che si possa usare anche il pecorino. Ma perché questa usanza? Non bastava forse la pasta in sé? È solo un ingrediente in più?

Vediamo un po’, prendiamo ad esempio la pasta più classica, quella al pomodoro. Cosa serve? Pomodoro, pasta, un po’ di sale per salare la pentola altrimenti la pasta stessa non si può mangiare.

Il formaggio non è previsto.

Oppure, pasta con i cenci. Pasta, ceci, sale, dado (non mi va di farlo a mano il brodo)  e… i formaggio non è previsto, meno che mai nelle minestre.

A proposito di minestra, ho visto persone mettere il formaggio sul minestrone. Ebbene, poi questo stesso si incaglia nelle posate e sul fondo del piatto, e poi è disgustoso levarlo!

Quindi, perché? Ho trovato un paio di risposte e le giro a voi, nel caso non siate d’accordo scrivetemelo con un commento:

a) Perché il formaggio grattugiato è buonissimo

b) Perché due non può fare tre

c) Perché aggiunge un sapore in più fra gli ingredienti e ne bilancia dunque il gusto

d) Perché dovevi pur trovare un tema per l’articolo di oggi

e) Perché altrimenti la pasta viene scondita

Fra queste mi piace di più l’opzione C, che secondo me è anche quella più realistica. Ma c’è anche un’opzione che nessuno conosce, che è quella della neve.

Secondo il piatto, infatti, esiste anche l’agente atmosferico della neve, rappresentata dal parmigiano o dal formaggio che preferiamo, il che mi fa pensare che, forse,. cade anche da noi parmigiano. Avete mai provato ad assaggiare la neve? Potrei avere ragione.

“No Aven, sa di acqua ghiacciata”

Però nevica sui piatti, e nevica formaggio. Ecco perché si mette poi come condimento dei piatti, affinché nevichi.

 

Perché la Pepsi e la Coca Cola sono diverse?

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Allora, da una parte abbiamo la Pepsi. Dall’altra parte abbiamo anche la Coca Cola.

Qui è nera, e se versata fa le bollicine. Qui… pure, nera e con le bollicine.

La Pepsi è blu, con un rimando rosso nel simbolo. La Coca Cola è rossa.

“Dammi la Coca Cola”; “Si chiama Pepsi”.

Diremmo a questo punto che sono perfettamente identiche, e invece dalla regia mi dicono che sono diverse e in questo articolo, credetemi, scoprirò il perché.

Insomma, chi di non ha mai avuto la sensazione che se si invertissero le rispettive etichette nessuno noterebbe la differenza?

“Eh ma la Coca Cola ha l’ingrediente segreto”

Ah, già. Che poi, io per certo essere polvere di ossa umane, ma non posso dirlo apertamente.

Ma allora, perché sono diverse? Da che cosa lo si può dedurre? Che sia semplicemente l’ingrediente segreto?

“Aven sono diverse perché si chiamano in modo diverso”

Eppure c’è qualcosa che mi sfugge. Voglio provare a chiederlo a loro. Scusa Pepsi, come mai ti senti diverso dalla Coca Cola? Oppure sei semplicemente una Coca Cola che non ce l’ha fatta?

“Tsé, casomai è la Coca Cola che è una Pepsi che non ce l’ha fatta”

Potrebbe dirmi lo stesso anche lei.

“Sì ma io sono blu! Ti pare! Il blu è il colore del cielo, del mare, di tutte le cose che sono positive!”

E il rosso è il colore della passione e dei sentimenti forti. Beh, se la metti sul piano dei colori iniziano ad essere diverse…

“Vero? E vorrei aggiungere anche che  noi abbiamo un supereroe, chiamato Pepsiman e che non tutti conoscono! Leggendaria è la sua battaglia contro il suo acerrimo nemico, l’Uomo Broccolo, il quale lo sconfigge solo grazie al suo superpotere, il brutale Spara schiuma! Non so se la Coca Cola possa dire altrettanto!”

Però la Coca Cola ha dato il rosso a babbo natale, e poi c’è l’ingrediente segreto…

“È un falso storico!”

Okay, allora hai ragione, siete diverse!

“Ma… non hai spiegato niente!”

 

 

Perché si starnutisce?

Etcì!

Non avete sentito anche voi? L’articolo ha appena starnutito!

Questo potrebbe causare un evento a catena: starnutirò anche io oppure sarete voi a farlo? oppure non starnutirà nessuno perché magari l’articolo ha solo un po’ di allergia da cambio di stagione e quindi deve solo soffiarsi il naso?

Ma voglio dire, perché alla fine si starnutisce?

  1. Cambio di stagione
  2. Il pelo del gatto
  3. Influenza
  4. Allergia alla polvere
  5. Una piuma che balla sul naso
  6. Un pizzicorino dovuto agli odori piccanti
  7. Quando si piange copiosamente

E dopo tutto questo elenco, cosa fuoriesce dalla bocca?

a) Batteri

b) Virus

c) Acqua verde giallo o trasparente

E non è finita, perché dopo lo starnuto interviene il signor Fazzoletto, il quale accoglierà tutto il muco dentro di sé, opportunamente soffiato dal naso.

Sentiamo una testimonianza:

“Qualche giorno fa riposavo dentro il pacchetto Tempo assieme ai miei fratelli. A un certo punto però ho sentito il tipico rumore di chi starnutisce e allora ho avuto paura, visto che peraltro ero il primo della lista. Ebbene, sono stato estratto e… *sniff* tutto il muco si è depositato dentro di me! Al che sono stato piegato e poi riposto in attesa di un nuovo riuso! È una vita orribile, quella di noi fazzoletti” *piange*

Non piangere, povero fazzoletto. Eccoti un fazzoletto.

“Ma che cavolo fai! È come parlare di corde in casa dell’impiccato, no? O offrire bistecche a dei maiali! Cosa sei, scemo?”

Ho capito, ma se siete così comodi e bianchi e profumati, che posso farci.

Comunque sia, stiamo sviando il discorso. Perché si starnutisce?

Per i sette motivi di cui sopra?

Per colpa degli alieni?

Per colpa di chi, chi, chi, chi, chicchichirichi, stanotte voglio stare acceso e dire sempre di sì?

No, secondo me si starnutisce per dare fastidio ai fazzoletti. Tanto, hanno tutto il… tempo che vogliono.