Tutorial: vivere l’estate.

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In realtà questo articolo è la trasposizione scritta di questa canzone qua. 

“Qualcuno vuole un po’ di estate?”

Questo è lo slogan, preso direttamente dal testo poetico del poeta Lil Angels.

Quindi, vivere l’estate.

L’estate è un modo di pensare, un’idea, il pensiero che tutto possa andare bene e sempre col sole in fronte. E per questo dura solo tre mesi.

Per certe regioni privilegiate comincia già a marzo e finisce a novembre, ma questa è un’altra storia.

Che fare per vivere l’estate, allora?

Non c’è estate senza mare, senza spiaggia, senza gelati.

“Si rimorchia senza pietà”

E ci si prende picche senza soluzione di continuità.

Estate versione mare: si va al mare, ci si fa il bagno che può durare un’oretta o due. Poi si va al chiosco a sbafarsi la bomba calorica che risponde al nome di brioche col gelato, e si torna a casa.

Estate versione città artistiche: si prende il primo volo che capita (fosse anche il Volo 815 della Oceanic) e si va. Che sia Amsterdam, New York, Sydney, Rio de Janeiro, Tokyo oppure Bassano del Grappa comunque vale la penna viaggiare e riempire Instagram di fotografie, con gli hashtag più assurdi.

Estate versione montagna: facciamo che per quest’anno andiamo a vedere le montagne (cit.) e, facendo bene attenzione  alle porte sotterrannee e ai draghi custodi di tesori, possiamo bene apprezzare i panorami e cimentarci negli sci, senza fare però figure barbine.

Estate versione casa: non abbiamo un soldo? Bene, mi fa piacere, perché anche io rientro in questa condizione, quindi credo proprio che passerò l’estate a crepare di caldo e a guardare film e serie tv rigorosamente in streaming, onde cancellarli dalla lunga lista di cose da guardare.

Estate versione amici: Finora abbiamo trattato tutte le varianti dell’estate da soli. Ma se per caso qualcuno di voi HA degli amici a cui non frega un cazzo della sessione estiva e di altre palle al piede, potete fare tutto quello che ho scritto sopra… in compagnia! E magari anche ciarlare e creare conversazioni!

“Aven non è che c’è un filino di polemica nell’ultimo paragrafo?”

No, è notorio che io sia pieno di amici…

No?

Tutorial: come essere promossi a scuola.

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EHY! TEACHER!

Avete tutti presente la canzone dei Pink Floyd, immagino. Se non ce l’avete presente, ascoltatela e tornate qui.

Ora, avendo bene in mente il suono trascinante del brano, possiamo ben dire che la scuola è un argomento predominante. È o è stata parte integrante della nostra vita, ma voglio comunque insegnare ai nuovi giovani (CHE SONO NATI NEL DUEMILA ODDIO QUANTO SONO VECCHIO) come essere promossi.

Dunque, per ottenere la promozione occorrono due cose molto semplici:

  • essere a scuola
  • avere delle materie da studiare

Quindi, ora che ci penso, questo articolo è estendibile a chi studia per l’università e deve dare esami su esami.

Mettiamo ad esempio il Caso A: vuoi essere promosso per la classe successiva oppure per la maturità.

Siamo a giugno, quindi se tutto è andato secondo i miei calcoli dovresti aver già seguito inconsciamente questo tutorial, ma vediamo se ti sei ritrovato nei seguenti punti:

  1. Studia prevalentemente con l’approssimarsi di un compito o di un’interrogazione, tenendo presente che più passa il tempo dalla tua ultima interrogazione, più ci si approssima alla successiva, quindi fai te. Ricorda sempre che occorrono due ore di studio al giorno, tranne la domenica. Il pomeriggio è composto dalle 14 alle 20, quindi se tu studi ad esempio dalle 15 alle 17 hai poi quattro ore e la sera tutta per combattere gli alieni, tornare a casa dalla fine delle lezioni, chiamare gli amici per una riunione di gruppo su whatsapp (ormai non si esce più, diciamolo chiaramente), guardare la serie tv che ti piace tanto, eccetera.
  2. Vieni spesso a scuola. D’accordo, alzarsi così presto non è poi salutare (cit.), ma si dice che se tu vieni a scuola i professori sapranno chi sei e saranno più disposti a promuoverti.
  3. Non dormire, non fare casino e soprattutto con imitare la vecchia strega della prof di matematica mentre spiga. Va bene, è una strega e ricorda lo scarabeo morto che avete ucciso in una complicata notte di agosto tu e i tuoi amici, ma imitarla potrebbe voler dire bocciatura in un futuro prossimo. E noi NON vogliamo questo, vero? Qualcuno potrebbe obiettare che non fare casino a scuola è come non mettere il cacio nei maccheroni, ma noi stiamo raccontando come essere promossi.

Una volta seguiti questi quattro punti, probabilmente avrai una condotta accettabile e una media galleggiante del 6 stiracchiato. Okay,m facciamo media del 5. Tuttavia, come abbiamo detto abbiamo 9 in condotta, il che trasforma sempre il 5 in un 6 e quindi promozione.

Passiamo al caso B adesso, quello degli esami universitari. Come essere promossi?

Stando alle mie fonti segrete, l’università è composta da due sessioni: quella invernale e quella estiva, entrambe cattive e subdole, ma io sto scrivendo per sconfiggerle.

C’è un unico modo, pronunciando l’incantesimo “Devo studiare” a qualsiasi domanda.

A) “Che facciamo, andiamo a bere?”

“Non posso, devo studiare”

B) “Non è che puoi passarmi il sale?”

“Devo studiare”

C) “ODDIO I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE È L’ULTIMO GIORNO DEL MONDO!”

“Ma la prossima settimana ho l’esame! Che palle!”

D) “Caro, non vedo più nostro figlio”

“Oh cara, è sepolto in mezzo ai libri. Chiama lo speleologo e magari riusciamo a estrarlo entro il pranzo di Natale!”

E) Vescica: “Devo pisciare”

“Non posso, devo studiare”

E così via. State tranquilli che se imparate a memoria tutti i libri, tutti gli appunti, se fate ore ed ore di riunione su Whatsapp per dire cosa e come i professori chiedono agli esami registrando persino i rutti dell’insegnante, FORSE  prenderete 18 o anche di più.

Questi sono i due casi! Scegliete quello che vi si addice di più e scrivetemi come vi siete trovati!

Tutorial: ascoltare musica.

Per l’ascolto di questo articolo, consiglio questa canzone qua.

La musica è parte della nostra vita, anzi è la nostra vita. Per ogni momento c’è una colonna sonora.

Quindi, viene da sé che dovevo fare un tutorial su come ascoltare la musica.

Certo, potrebbe anche venire il primo espertone di turno che dice:

“Vinile, puntina e via di sax”

Però le cose sono po’ più andate avanti. Ma di poco, però, non temere. Personalmente ritengo che il grammofono comunque sia superiore al vinile.

In ogni caso.

La musica per essere apprezzata ha bisogno dell’alta qualità, quindi non va bene avere delle casse del tipo “oh no mi strozzi”, quindi organizzatevi bene.

Secondo punto, sono uno di quelli che ha solo due strumenti per ascoltare la musica:

  • lettore CD
  • Walkman

Altri strumenti non servono e durano potenzialmente in eterno. L’unico problema è trovare sempre nuovi auricolari che si adattino ad entrambi, ma a parte questo non c’è problema.

Una volta capita la base, adesso noi ci chiuderemo nella nostra stanza e analizzeremo ciò che dobbiamo ascoltare, che sia l’album nuovo del nostro artista favorito o canzoni estemporanee che ci hanno consigliato.

È un modo. Un altro modo è quello di mettersi su un bus e ascoltare tutta la playlist mentre le immagini della tua vista scorrono sul finestrino, invece di far vedere il normalissimo esterno.

Un terzo modo è quello di infilarsi le cuffie da quiz. Sapete, quelle grosse che hanno un cerchietto che le unisce. Secondo la leggenda, invece della musica parte in automatico Mike Bongiorno a fare le domande.

esiste anche un quarto modo, che in pochi conoscono. Ascoltare la Musica vuol dire anche sedersi lì e vedere quello che ha da dire:

“Io… io ogni giorno vengo assassinata dai gruppi più beceri e più ignoranti della storia! testi fatti male, musica ancora più orribile… io…. io che posso fare? Vivo ogni notte l’incubo di essere trovata e fatta a pezzi! AAAA!”

Non tormentate la Musica. Ascoltatela.

 

 

 

Tutorial: riempire una valigia.

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Quest’uomo era normale prima di leggere questo tutorial

Mettiamo caso che siamo in partenza. Cosa si fa? Non si riempie forse la valigia? Quindi, mi stupisco che io non ne abbia ancora parlato, ma non temete: rimedio oggi all’errore.

Innanzitutto la prima cosa da dire è che bisogna avere una valigia a portata di mano, altrimenti questo tutorial non funziona.

Dove dobbiamo andare?

Se dobbiamo andare sull’Isola di Lost, credo che non serve nemmeno una valigia. Se invece la nostra destinazione è un luogo reale, dobbiamo procurarcene una capiente.

A proposito: quanto deve essere capiente la valigia?

Questo quesito ha senso perché se dobbiamo mancare solo tre giorni allora è sufficiente un borsone, altrimenti occorre la valigia del tizio in foto.

Cosa dobbiamo metterci?

Questa è la domanda cruciale: cosa mettere nella valigia? Innanzitutto credo vestiti, perché girare nudi oppure sempre con lo stesso vestito è valido solo per gli anime o i manga. Poi è sempre un bene portare sapone, shampoo, bagnoschiuma, e lo spazzolino da denti. Ma più di tutte, una cosa è fondamentale, quella che tutti i viaggiatori, gli autostoppisti e insomma tutti gli appassionati di viaggi sanno che VA messa e anzi non va nemmeno tolta dalla valigia.

NON DIMENTICATE L’ASCIUGAMANO.

Questo è il requisito fondamentale e il senso di tutto l’articolo. L’asciugamano è fondamentale: che sia per coprire il capo durante una giornata torrida po per coprirvi durante i gelidi inverni nordici o anche solo per usarlo come tappeto volante nei crepuscoli persiani, dovete portarlo con voi, altrimenti il viaggio non ha senso e potete starvi a casa.

Da questo possiamo ben dire cosa mettere ancora nella valigia: le mutande, le calze, le lamette per tagliarci… la barba, un paio di dinosauri, le cuffie, il lettore cd, il lettore mp3, le batterie, una batteria, la chitarra elettrica, pillole per il mal di testa., il vaccino contro la rabbia, quello contro il tetano, un po’ di petrolio nel caso di mancanza di benzina, i re magi, le pizze, il cibo, l’acqua e il gas per cuocere i suddetti cibi.

Secondo me possiamo anche mettere una bombola di elio, anche solo per fare le vocine divertenti durante il viaggio sul mezzo di trasporto.

Ma l’asciugamano è importante.

“ma così viene fuori la valigia di Mary Poppins”

Non si è mai veramente pronti agli imprevisti.

Tutorial: parlare senza voce.

“Cause I cannot speak, I lost my voice”

Così cantava un famoso menestrello sul finire dello scorso millennio. Ebbene, mettiamo caso che uno, a causa delle influenze primaverili, rimane senza voce? Come fa a parlare?

Muovendo le labbra, esatto! E non importa se non esce nessun rumore, questo tutorial spiega come parlare senza l’ausilio della voce, e vedrete che discorsi!

Per fare questo occorrono due labbra e una buona eloquenza, in modo da farsi capire anche col labiale. Ad esempio se parli velocemente non si molto adatto per questo tutorial. Bisogna sillabare anche la parola CASA, altrimenti io capisco “australopiteco” come nel contesto:

“Sai, il cugino di mio cugino ha cambiato casa”

Io capisco quindi australopiteco e quindi mi congratulerei con lo sconosciuto per questa magnifica scoperta sui primitivi.

Seriamente, meglio muovere le labbra in maniera lenta, chiara e concisa. Partiamo dalle cose semplice:

Frase “Ciao, come va?” 

È importante in questo caso far capire che si usi una E nella parola “come”, perché è facile nel labiale confondere la E con la A e mettere in imbarazzo l’interlocutore che capisce “coma” e corre in ospedale a mandare dei fiori a … nessuno, perché avrebbe solo  capito male.

Frase “Passami il sale”

Questa frase è ricca di S, una delle frasi più semplici da distinguere perché la si pronuncia stringendo i denti. Quindi o è questa o è una T, ma siccome non siamo Maurizio Costanzo che diciamo “pattami il tale”, sappiamo che si tratta del sale.

Frase “Il movimento rotatorio della Terra dura un anno”

Questa è una frase un po’ più scientifdica e difficilmente applicabile in un contesto quotidiano, a meno che non si dialoghi con uno scienziato. Inoltre, come periodo è molto difficile perché la farse è lunga e bisogna essere molto precisi altrimenti viene quello che dice:

“Non ho capito niente”

E bisogna ripetere da capo. Ma, a ripensarci, anche dire “Non ho capito niente” è molto difficile, perché la N è confondibile con la M e si fa un pastrocchio.

Insomma stiamo attenti e, una volta risolte le magagne, potremmo:

  • suggerire alle interrogazioni
  • parlare senza farci beccare dalle orecchie invadenti
  • non conosco altri usi

Buona fortuna!

 

Tutorial: non vedere l’ora.

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Un tipo che non vede l’ora che ogni giorno l’articolo di Aven esca.

“OMMIODDIO ADESSO ESCE L’ARTICOLO DI AVEN ODDIO ODDIO”

Questa è la reazione che mi piacerebbe aveste quando esce un mio articolo, ma mi accontento.

Non vedere l’ora è qualcosa che non dovrebbe accadere soprattutto ad un appuntamento. No, perché poi se non vedete l’ora poi non sapere che ore sono e venite in ritardo, quindi questo tutorial fa proprio per voi.

Cosa occorre?

  • Un orologio
  • Due occhi o anche uno solo
  • Un orario preciso

L’orologio può essere analogico, nel senso che presenta ben tre lancette di cui una va velocissimo, un’altra va un po’ più piano e l’altra va lentissima e non si usano più da decenni, perché adesso ci sono gli orologi digitali, ovvero quelli che hanno i numeri scritti sopra ed eventualmente anche la data, la temperatura e anche una dedica del signor Swatch.

Ci sono poi gli orologi a cucù, quelli che ad ogni ora spunta un cucù che ti fa venire un infarto sopratutto quando sogni che perdi tutti i denti.

Per quanto riguarda gli occhi, possono essere grigi, azzurri, castani, neri, a pois, con due pupille oppure a spirale o anche a trattino. Ma quale che sia la forma o il colore, servono per vedere.

L’orario preciso, infine, è quello che viene comunicato dall’organizzatore dell’evento. “Alle ore 11 esce il mio articolo”, questo è quello che dico. Con qualche eccezione.

Non vedere l’ora comporta quindi di dimenticare il suddetto appuntamento e poi, quando si giunge sul mio blog,. il mio articolo è già bello che pubblicato, e quindi non è escluso che io possa dirti qui e ora “Sei in ritardo” e tu puoi dirmi “un lettore non è mai in ritardo, né in anticipo. Legge solo quando intende farlo”, e in quel caso non solo mi hai appena chiuso e parcheggiato, ma probabilmente hai molto in comune col sottoscritto.

Questo è quello che capita a chi non vede l’ora., piuttosto, l’ora vediamola, che non fa male ed è gratis.

“Veramente gli orologi a meno di 20 euro non li trovi”

Vabbé.

Tutorial: suonare l’air guitar.

Secondo me questo articolo potrebbe anche chiudersi vuoto. Come si può, infatti, spiegare come si suona l’air guitar in parole povere? Servono anni di pratica, di esercizio, di sangue sui polpastrelli, e poi finalmente riuscire a fare la cover di Jingle Bell senza sbagliare un accordo.

In ogni caso, noi proveremo lo stesso. Innanzitutto per eseguire correttamente una session di chitarra occorrono due mani. Ovviamente, reggeremo quella che sembrerà una chitarra, ma in realtà sarà soltanto aria (air guitar non per niente).

Il braccio sinistro deve stare abbastanza lontano ma non troppo disteso, mentre il braccio destro deve essere posizionato più o meno sul fianco destro, con la mano che sembra che dica “ok” ma regge il plettro d’aria.

In questa posizione proveremo a muovere le dita della mano sinistra come se cambiassimo in maniera velocissima accordi, magari aiutandoci con una canzone a vostra scelta. se volete essere più spericolati, possiamo anche provare a muovere la mano sull’asse d’aria sinistro, in modo da avvicinarla al fianco e poi rispedirla subito lontano, ma non troppo distesa come abbiamo detto. Non esistono chitarre così lunghe!

mentre con la destra continuiamo a fare su e giù all’altezza del fianco, cominciamo ad aumentare la velocità di esecuzione, finché non verrà fuori una cosa tipo speed metal, ma nel caso in cui vogliamo pizzicare solo una corda, possiamo farlo, e ci toccherò perciò alzare la mano destra di un pochino e muovere solo il pollice, sempre tenendo la mano in posizione di OK come se reggesse il plettro.

“Come sei serio Aven! Stai spiegando la chitarra in maniera impeccabile”

La musica è una cosa serie, molto seria, non si può prendere sottogamba.

Una volta quindi imparato le basi, possiamo fare della nostra air guitar ciò che vogliamo, ovvero suonarla in verticale, dietro la testa (ricordandoci sempre delle proporzioni) e persino con i denti (anche se quello è difficile). Vedrete che spettacolo! Adesso non vi resta che contattare un air bassista e un air batterista e fare una vostra air band che spaccherà… nulla, perché suonate l’aria.

 

Tutorial: indossare le calze.

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Uno che sa tutto sulle calze

Aaaah, le calze! Non biasimo chi sceglie di non indossarle, preferendo i mocassini come se fossimo in barca. Indossarle è complicatissimo e penso proprio che ci voglia un tutorial per chiarire la questione!

A proposito, non mi sono dimenticato che oggi è il primo maggio, quindi auguri a tutti e buona scampagnata.

Dicevamo delle calze. Prendiamone due dal cassetto e vediamo subito che sono spaiate, vero? Questo perché la prima cosa da sapere sulle calze è che misteriosamente divorziano, anche senza motivo apparente, e tocca sempre riaccoppiarle, ma nella maggior parte dei casi ci si ritrova sempre e solo con un esemplare.

Non ci sanno stare proprio in compagnia.

Una volta che siamo riusciti a trovare la compagna, che racconterà un divertente aneddoto riguardante la lavatrice, la molletta e il piano di sotto, dobbiamo guardarci i piedi. Quanto sono scalzi! Urge assolutamente indossare le calze, perché camminare scalzi non è igienico.

Come fare allora? Le calze sono oblunghe e il piedi invece si presenta ad angolo retto, quindi occorrerà ripiegare più volte l’estremità aperta della calza.

Dopodiché, e dopo aver ridotto le calze a un grumo bucato, infiliamo il piede e vedrete come starà al caldo. Stesso discorso vale anche per l’altro piede.

“Un momento io ci ho trovato caramelle e cose appiccicose”

Probabilmente hai messo il piede dentro la calza della Befana cinque mesi dopo. Complimenti.

“La mia calza si è bucata mentre la mettevo e adesso ho un buco non indifferente”

In quel caso conviene buttare la calza, se non si è abbastanza abili a cucire lo strappo o rattopparlo.

“Io indosso fantasmini in questo periodo”

Quelle non sono vere calze, e poi sono quelli che si perdono per primi nella lavatrice.

“Secondo te c’è qualcuno che non sa indossare le calze?”

Chissà. Io sono qui per spiegare come si fa, ed eventualmente lanciare la moda delle calze al contrario, ovvero quelle indossate col disegno all’interno della gamba.

Tutorial: fare una pausa.

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Sono uguali, è solo una tua impressione che quello sia più piccolo.

“Che bello fare le pause”

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Chi di voi, fra un articolo e l’altro di questo blog, non fa mai una pausa? S a cosa state pensando, la vita è una noia fra ufficio/scuola/università/uscite con i soliti noti.

Vi ci vuole una pausa: bene, allora, visto che è un argomento che non ho ancora toccato creerò un tutorial adatto a questa esigenza!

PAUSA CAFFÉ

Alcuni mesi fa andava di moda il tormentone “Buongiornissimo!!! Kaffèèèèèèè????” per prendere in giro tutte quelle immagini brutte che la gente adulta si scambia su facebook e che danno fastidio da vedere. Tuttavia, il caffè, estrapolato da questo contesto e vedendolo per com’è, è un ottimo viatico per poter fare una pausa, magari accompagnato da un’ottima ciambella.

PAUSA PUB

Una pausa un po’ più lunga può essere vista nella pausa pub. Tu te ne vai con l’amico/a in questo locale, bevi un gingerino per stare leggero/a, e nel frattempo discuti degli argomenti più inutili di questo mondo, e riderci su. Poi chissà, magari ne esce fuori pure qualcosa di divertente!

PAUSA ASOCIALE

Contrapposta alla pausa pub, c’è la pausa asociale. Leggere un libro (Le avventure del puntatore o del pentagramma), giocare ai videogame (Pac Man), fare una maratona di serie tv (Lost) o ascoltare l’ultimo album del vostro gruppo power metal preferito (I Freedom Call) sono tutti passatempi decisamente migliori che spendere soldi per un gingerino che poi nemmeno puoi mangiare tutte le arachidi perché fa troppo “morto di fame”.

PAUSA WEEKEND

Le pause cominciano ad allungarsi, e se la vostra mente è proprio stanca, ci vuole un bel fine settimana (venerdì sera/domenica a mezzanotte) ottimo per andare fuori porta, al mare/montagna/lago/ad uccidere qualcuno o cose simili. Vuoi mettere farsi un selfie davanti al monumento scagazzato di turno piuttosto alle lamentele che la vita ti offre?

PAUSA ESTIVA

Estate = Mare. Che sia Maiorca, Caraibi, Miami, la Polinesia o il mare di Mondello a fine maggio/giugno la pausa di tre settimane non ce la leva nessuno. Staccare il cervello lontano dai problemi e non pensare a NULLA tranne che all’ombrellone, a quale posto scegliere per non essere troppo lontani dal mare, ma porca miseria sono tutti occupati, i bambini che schiamazzano, COCCOBELLO e il mare agitato.

PAUSA ETERNA

La pausa più lunga di tutte. Così bella e rilassante che nessuno è finora mai tornato.

 

Tutorial: usare i trucioli con fantasia.

 

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NB: le matite non si temperano da sole, occorre una mano che tiene la matita e l’altra che rotea il temperino come indicato in figura.

Aaaah, le matite! fedeli compagne! Praticamente inesauribili, richiedono solo, ad intervalli regolari, una spuntatina ed oggi vedremo appunto come si esegue un corretto riciclaggio dei trucioli, ossia l’immondizia delle matite, gli scarti, ciò che odiamo al mondo e che dava fastidio ala nostra amica.

In questo articolo abbiamo già visto come temperare una matita, e per far finta di non stare copiando da me stesso oggi spiegherò come usare i trucioli, argomento in quel frangente solo sfiorato.

Abbiamo dunque lasciato i trucioli cadere mestamente nel cestino, ma se uno vuole farne un uso alternativo che può fare?

Beh, ci sono diversi modi semplici per usare i trucioli, e qui di seguito elencherò i cinque migliori:

5. Farci un film. Pensateci bene: Harry Potter e il truciolo che sapeva troppo sarà un film che sbanca i botteghini, o anche Breaking Truciolo, una serie tv cult che tutti guarderanno.  Inoltre, siccome noi non ci facciamo mancare niente, faremo una fusion fra queste due serie e proietteremo Trucioli fantastici e dove trovarli, ovvero nei migliori cestini.

4. Costruire una montagna. Chi di voi non ha mai avuto la brillante idea di fare una montagnetta davanti la porta di casa, in modo che nessun visitatore indesiderato possa entrare? Ebbene, raccogliendo un sacco di trucioli è possibile! certo, poi quando toccherà a voi uscire sarà un po’ problematico, ma di questo ne parleremo in un altro tutorial.

3. Metterli come sorpresa nell’Uovo di Pasqua. Visto che ormai ci approssimiamo a questa festività, suggerisco di fare uno scherzetto ai vostri amici!vedrete come la prenderanno bene nel vedere tutti questi trucioli colorati al posto del solito pacchetto montabile della Kinder!

2. Disseminarli per casa. Al secondo posto di questa speciale classifica suggerisco di usare i trucioli come segna via per chi si perde a casa. Fidatevi, è successo.

  1.  Lanciarli come coriandoli. I coriandoli sono forse l’invenzione più inutile della storia. Ebbene, perché non la rivalutiamo usando i trucioli al posto dei coriandoli? Cosicché, al prossimo bambino che a Carnevale vi spruzza la schiuma da barba in faccia, lanciamo loro i pezzettini di legno che si conficcano nell’occhio e li fanno diventare radioattivi! Eh? Eh?

“Questa era cattiva, Aven”

Lo so.