Nell’isola deserta.

lago-verde

Ricordo a tutti che le barche non volano

Quando a Luglio vado al mare, penso soprattutto a quanto sia bello il cocco. È bello? Marrone, peloso, un po’ umidiccio all’interno. Diciamo che non è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi a qualcosa di bello. Una volta sono stato in un’isola deserta. Che poi, le isole deserte non lo sono mai. C’è il cocco, appunto. Il cocco in questione si chiamava Peppoldo e ambiva a diventare una nuvola. “Voglio essere una nuvola” lo ripeteva ogni martedì. “Ehi, le nuvole sono a forma di cocco oggi, non credi?”diceva il mercoledì alla sua amica palma. Il giovedì, invece, stava zitto, perché gli serviva concentrazione per sparare il profumato latte di cocco all’ignaro paguro. “Ahaha, tanto non mi bagni! Io ho una casa!” allora Peppoldo con grande smacco, pensava che il suo universo fosse troppo limitato per la sua carriera. Prese una foglia spaziosa di palma, poi un’altra, e l’attaccò ai lati. “Pss” mi chiese, mentre io mi limitavo a cercare una tintarella. “Ehi tu! Umano! Quali sono i lati del cocco?” “Ma scusa” dissi “non lo sai tu e devo saperlo io? però decisi di rispondere “Il lato di un cocco è inversamente proporzionale all’area di una foglia di palma. Da questo, spiega perché il giovedì viene prima di venerdì”
al cocco cadde un altro cocco in testa. “Ahahah!È il colmo!” esclamò il mare. Al che mi resiu conto che non potevo vivere fra me e il mare, così mi tuffai e venni catturato da un gruppo di cannibali. Venni inserito dentro un grande calderone pieno di acqua non salata, bollente. Sembrava di stare alle terme. “Tu! Verrai mangiato bollito perché hai osato parlare di geometria in un’isola deserta!”
Mi sentii spacciato. Non credevo che la cultura risultasse ad alcuni indigesta! Ma non era finita. Mentre pensavo a lle capitali del sudest asiatico, arrivò planando il cocco volante, fece scendere un filo marrone e peloso sul quale mi aggrappai e venni trasportato via, non prima di aver salutato i cannibali con queste parole “Bye bye! Non disperate, tanto è venerdì, non si mangia carne!”
Non avevo pensato però che Pippoldo arrivò fino in cielo e lì rimase, perché evidentemente sapeva come salire ma non come scendere. “Te lo avevo pur detto che volevo diventare una nuvola!”
Che fare? Ricorsi a ciò che dico sempre nel buio della mia stanza: “Qualcuno ha una candela?” Mi pervenne e caddi in mare, proprio sulla spiaggia assolata di metà luglio, appena in tempo per il festino della mia città.

Annunci

Pierozza e i social media.

Pierozza era stata investita.

Cioè.

Non c’entrava nulla l’automobile, in realtà aveva ricevuto un investitura, che riguardava i suoi particolari poteri.

Il potere di Pierozza era quello di entrare nei social media e di interagire con loro. Stette di fatto che Pierozza usò questo potere per un giorno soltanto, poi non ne parlò mai più con nessuno, nemmeno col suo patrigno, e a lui diceva tutto, visto che era diventato sordocieco.

Per prima cosa entrò su Facebook, trovandolo chiuso. C’era un’enorme porta blu a doppia anta.

“Per prima cosa devi digitare il nome utente e la password” disse la porta. ” È gratis e lo sarà sempre”

“È quel sempre che ti frega” commentò Pierozza, digitando il suo nome utente e la sua password, che qui non divulgo per rispetto della privacy.

Una volta entrata, Pierozza vide Like che camminavano a trenino, link condivisi che si moltiplicavano, commenti pieni di parole che sfrecciavano in ogni dove e soprattutto lo SPAM che stava cominciando ad arrampicarsi su di lei, finendo ben presto per ritrovarsi piena di messaggi sponsorizzati e pubblicitari.

Soprattutto, colorata di un blu orribile. E Pierozza odiava il blu.

“Ma… si può sapere tutta questa confusione?” chiede lei, snervata.

“Tu chi sei? Chi ti ha fatto entrare senza ritegno?” chiese un Commento.

“A quanto pare è una super eroina!” esclamò divertita la reazione Ahah.

“Oh! Ma tu ridi sempre?” chiese la reazione Sigh. “No, perché io piango e… AAAAA”

Detto quello scappò via chissà dove a piangere le sue lacrime.

Pierozza non sapeva bene dove recarsi: ogni secondo si condivideva,k ogni millesimo di secondo spuntava un Like e lei era pure senza ombrello.

“Meglio andare su Twitter!”

Su Twitter la gente era più calma, ma appena sbarcata la ragazza dovette schivare un hashtag volante che altrimenti le avrebbe sfracellato la testa a metà verticale.

“Misericordia!” esclamò lei, sudando freddo. “ma… ma… cos’è questo rumore?”

Un frastuono incessante di tweet cominciò a trapanarle le orecchie. C’era stata una volta in cui Pierozza amava il suono degli uccellini, ma quello era cento volte amplificato.

Non poteva stare. Era come il rumore del fax, rumore che lo si conosce se si frequenta un call center.

Non le rimase che Instagram. Lì era molto più bello, c’erano cuori e foto, foto e cuori, nient’altro.

Alla lunga, però, le annoiava. Ogni tanto, peraltro, si pungeva le scarpe per via degli hashtag e aveva il forte sospetto che alcuni utenti la stessero seguendo.

“Perché mi state seguendo?” chiese infine.

“Follow4follow, per esserle utile!”

Ed ecco spiegato il motivo per cui pierozza capì che fare la supereroina non faceva per lei.

Ed era bella.

23318972_2039068159713399_1423775359363489303_n

 

Sakura mi aspettava. Era lì, sorridente, con in mano il suo solito ombrellino rosso.
Ed era bella.
Mi sorrideva ed era bella.
Aveva il kimono ed era bella.
Mi stava dicendo “ciao” ed era bella.
Era il giorno dei mandorli in fiore, e avevo deciso di andarli a vedere insieme. Io ero impresentabile, soprattutto per il fatto di essere ritardo e col fiatone, dopo una lunga scarpinata con salita di interminabili scale compresa.
“Ehm…”
Non avevo idea di cosa dire. Ero totalmente impacciato, mi sentivo di troppo ma allo stesso tempo il suo sorriso era rassicurante.
“Sai, di solito ci si saluta, eh”
Aveva ridacchiato.
“Sì beh, io… io… andiamo?”
Le offrii il braccio. Quando graziosamente cominciavamo ad andare, mi venne in mente tutto quello che ho dovuto penare per portarla fuori!

È stata male, ha lavorato, è andata in Europa due settimane, poi è stata indaffaratissima con un trasloco e infine altri piccoli imprevisti proprio quando credevo che ce l’avessi fatta!
Però poi i mandorli decisero di sbocciare.
È la meraviglia della natura, la vita che si colora di rosa.

 Ad un certo punto, un petalo si posava sulla mia mano.
Lo misi su un lato dei suoi capelli.
“Stai benissimo”
Le sorrisi.
Mi sorrise.
Lei mi baciò, istintivamente, come se lo volesse davvero. Rimasi impalato, stupefatto ed euforico allo stesso tempo. Sapeva di primavera, di mandorlo, ed anch’io risposi fiorendo assieme ai petali che ancora vorticavano fra noi. Ci baciavamo ed eravamo belli.
Era quella la magia dei mandorli in fiore? Era finalmente giunta la primavera, e chissà che cosa ci avrebbe portato.
Bellezza, forze. Sakura, probabilmente.
L’amore, sicuramente.
“Non te lo aspettavi” disse lei sorridendo, mentre vorticava il suo ombrellino. “E ancora non parli”
Non potevo parlare. Ma lei che ne sapeva?
“Ehm…” esitai, senza sapere cosa fare né come rivolgermi. Ero cotto.
Rideva. Il suono ricordava il ruscello lì vicino.
Ed era bella.

Se gli occhi potessero combattere.

“Hai dei begli occhi”

Questo complimenti mi lascia sempre perplesso.

“In che senso?” chiedo. “Secondo quale scelta di parole dovrebbe compiacermi questo complimento? Che forse ho gli occhi tipo barocco? Stile gotico? Le pupille come rosoni in una chiesa che ha tale struttura?”

La mia interlocutrice rimane spiazzata. Ci  pensa su.

“Pensa che una volta, a proposito, avevo detto hai dei bei capelli a uno capellone e mi ha cominciato a dire In che senso? Pensi forse che i miei capelli siano ondulati come il mare? Che i fili del mio cuoio capelluto siano affascinanti come le corde di una chitarra? Al che, mi frustro, sai?”

Ciò che mi dice mi lascia indifferente. Se non sa fare i complimenti non è mica colpa mia!

“Sai” dico “dovresti provare a fare un complimento a una parte del corpo che non sia sensibile”

La tizia dice “Ok… hai un bel pancreas”

Il Pancreas tossisce tutto fiero, lo sento dentro di me.

“Visto fegato? Sono più bello di te”

Il fegato dona due euro per una scommessa precedente e io ci penso su. Forse è meglio tornare agli occhi.

“E quale occhio è più bello? Il destro o il sinistro?”

Non l’avessi mai detto… l’occhio destro e il sinistro se la giocano a pari e dispari. “Ehi ehi! Ho vinto!” dice il sinistro, che avevo giocato dispari. Al che il destro, che aveva detto pari, tira fuori la spada laser. “Allora ce la ragioniamo alla vecchia maniera!”

I miei occhi cominciano quindi a duellare. Non deve essere un bello spettacolo, infatti la ragazza che mi aveva fatto quel complimento iniziale dice “Ma io non intendevo scatenare una guerra civile!”

“Troppo tardi” rispondo. L’occhio destro ha come alleati la narice del naso sinistro e l’orecchio destro, mentre l’altro ha convinto il Pancreas, la Milza e uno dei polmoni a combattere con lui.

“Così, se dovessi perdere, almeno mi faccio un panino!” ha pensato.

La ragazza, vedendo i bombardamenti sulla mia faccia, segnati da quella che preferisco chiamare acne) se ne va stizzita. “Ma uno che deve fare per rimorchiare?” chiedo al cuore.

Il cuore risponde “Devi odiare le parole: scrivi parola su un foglio, appendilo e ci giochi a freccette, vedrai che le tipe cadranno ai tuoi piedi”

Già.

A meno che non siano colpite dalla guerra fra gli occhi!

 

 

Booktag di Maggio

636292624466252691-may-shopping-spree-presto-image

Grazie Gaialor per il Tag, vi invito tutti a seguire il suo blog anche solo per il semplice fatto che mi ha pensato 😀

Dunque, che si fa?

1. #shattermetag

Juliette Ferras, personaggio che ti ha commosso: Jean Valjean dei Miserabili
Adam Kent, personaggio testardo come l’inferno: Katniss Everdeen di Hunger Games
Aaron Warner, personaggio che non hai potuto fare a meno di amare: Malocchio Moody di Harry Potter
Kenji Kishimoto, personaggio che vorresti fosse il tuo migliore amico: Pipino e Merry de il Signore degli Anelli
Anderson, personaggio che odi sopra ogni altra cosa: il Grande Fratello de 1984
James Kent, personaggio che abbracceresti tutto il tempo: Arwen Undomiel, de il Signore degli Anelli

2. #cloudsorstarstag

Nuvole o Stelle: Stelle
Inchiostro o Matita: Matita
Raggio di Sole o Raggio di Luna: RAGGIO DI LUNA CHE VINCI LA NOTTE L’OSCURITA
Montagne o Oceano: Oceano
Bosco o Pietra: Bosco
Crepuscolo o Alba: Crepuscolo, in accordo con Arwen Stella del Vespro

3. Un classico #chapterbooktag: il prologo.

Quella de La Guida Galattica per Autostoppisti

4. #5malecharactersidliketobe

  • Gandalf di Lord of the Rings
  • Malocchio Moody de Harry Potter
  • Zapod di La guida galattica per autostoppisti
  • Fingon de il Silmarillion
  • L’assassino de Io uccido

5. #adventurebooktag

Il libro più avventuroso che tu abbia mai letto: L’isola del Giorno Prima
Un libro che hai letto durante un viaggio: Nessuno, ascolto musica durante i viaggi
Un’isola sulla quale ti piacerebbe vivere un’avventura: IN QUELLA DI LOST CHE SE FOSSE UN LIBRO AAA
Quale personaggio famoso (di libro o cinema e tv) sceglieresti come compagno d’avventure? Batman
Di quale personaggio libroso ti piacerebbe vivere la storia? Quella di Gandalf ma mi accontento anche di essere una pianta ma fatemi entrare nella Terra di Mezzo
Quale frase urleresti ai tuoi compagni nel bel mezzo di un’avventura? DON’T PANIC

Taggo:

La Corte

Giochino

Ci sono 26 parole nell’alfabeto. Scrivi una storia senza una lettera a tua scelta.

Per non barare, ho usato random.org e fra 1 e 26 mi è uscito il 23. Sta di fatto che il 23 è la W.

random.org ha parlato, gente.

“E tu cosa vuoi fare da grande, Eustorgio?”

“Mah, io vorrei avere un lavoro ed un tetto sopra la testa… niente di che”

///

Eustorgio è un salumiere. Ogni giorno gli si pongono davanti quesiti fondamentali sul come affettare un salame e se le cosine verdi della mortadella sono veramente pistacchi oppure no. Sapete, fanno finta di esserlo ma Eustorgio si è ripromesso di conoscere la verità quanto prima.

Sta di fatto che Eustorgio lavora dalle nove del mattino fino alle sette di sera, perché la salumeria è un negozio molto richiesto, ha una partita IVA (che lui non è mai riuscito a vedere, neanche su rojadirecta) e fra una vendita e l’altra, deve rispondere agli operatori del call center che non è interessato a qualsiasi informazione veloce che volevano dirgli.

“Signora, è un etto e mezzo, lascio?” chiede.

“No, veramente volevo chiedere se è disposto a ricevere un nostro consulente…” risponde la signorina con la voce da maschio al telefono.

“Ah okay, no!” esclama furioso Eustorgio, chiudendo la telefonata.

Questa è la vita di Eustorgio.

A fine giornata, di quella giornata in particolare, Eustorgio mentre chiude la saracinesca sospira. L’indomani avrebbe ricominciato da capo.

“Ehi, Eustorgio!”

Il saluto di Ginevro lo fa sobbalzare.

“Dimmi, Ginevro”

Ginevro è il cliente più di fiducia che ha, ed è anche un ottimo amico. Si vedono persino ogni tre mesi, progettando uscite che non si realizzano mai.

“Non avevi detto di volere un tetto sopra la testa?”

Eustorgio guarda l’amico perplesso. “Sì, ma… che cosa c’entra”

“ECCOMI!”

Un’altra voce, stavolta femminile, compare sulla scena. Il salumiere si guarda attorno e si chiede da dove provenga.

“Chi sei?” chiede spaventato.

“Tsk, Tsk… ti chiedi chi sei e mi hai cercato per tutto questo tempo? Sono ERNESTA, il tetto sopra la testa!”

Eustorgio, fra le risate dell’amico Ginevro, alza lo sguardo: è vero, c’è un tetto spiovente di mattoni rossi sopra di lui! Con tanto di comignolo!

“Ma… ma…” commenta inorridito.

“Mettiamola così” dice Ginevro, estraendo la sua tegola personale dalla tasca. “Se non altro, non dovrai più prendere l’ombrello”

Eustorgio comprende che la sua vita non sarà più la stessa.

 

 

L’infanzia in un tag

 

il-mondo-di-shioren

Non sono mai andato in triciclo, casomai in bicicletta con il sostegno

  • Usare l’immagine del tag
  • taggare e nominare l’ideatore (Shioren)
  • Elencare usando anche delle immagini almeno 5 giochi/oggetti legati alla vostra infanzia (da 0 a 12 anni max).
  • Nominare, taggare e avvisare almeno 5 amici blogger. La Corte dovresti leggere l’articolo
  • Divertirvi.

 

  1. Le palline pazze

b5a639549197f242f2723b5d87f0ab2a_orig

Quando ero piccolo, giocavo con le palline pazze, senza mai farle cadere dalla mano, rimbalzando sul palmo. Ho acquisito una certa abilità, sapete? La mia preferita era quella a 8 del biliardo.

 

2. Solletico e Bim Bum Bam

Okay, non sono oggetti, ma i loro contenuti sono indimenticabili! Mauro Serio e  Bat Roberto mi tenevano incollati per pomeriggi interi e ho visto qualsiasi cartone animato che proponevano, incantandomi e corrompendo il mio animo, infatti adesso sono un malvagio.

Perché lo era anche Uàn.

3. Otto sotto un tetto e la Tata

Anche questi non sono oggetti nel senso stretto, ma Francesca è stata davvero la mia Tata e Steve è stato l’amico ideale con cui passare i tardi pomeriggi. Devo assolutamente recuperarne gli episodi, ma allo stesso tempo ho paura che qualcosa sia cambiato e ho paura!

4. Come Mai e Certe Notti

Neanche questi sono oggetti ma non potevo non citare due canzoni pilastro degli anni 90. Il capolavoro degli 883, ad esempio, è ancora oggi un inno all’amore (il testo mi aiuterà a confermarlo) e Certe Notti, anche se non ne ho mai vissuta una, è un must per chi suona la chitarra. Tanto Mario riapre… prima o poi.

5. I tappi dei succhi di frutta

521_photogallery@2@foto@immagine_gallery_0

Ecco finalmente un oggetto! I tappi dei succhi di frutta, di cui facevo la collezione. Di queste bandiere, ne ho due su tre e la Cambogia ancora non sono riuscito a ritrovarla. Maledetta, è sfuggita e non ho più potuto ritrovarla. Andrò in Cambogia.

 

 

 

 

 

Come nasce la Birra?

Immaginen

Racconto nato con la collaborazione di Alice Raimondi, alla quale va tutta la mia gratitudine :’)

Ciao.

Sono l’Orzo.

Forse vi ricorderete di me perché sono stato a Gardaland e ho affrontato un estintore volante, ma oggi non racconterò di quest’avventura…

“Eh, come al solito ti vuoi mettere in mostra!”

Silenzio, Luppolo. Torna a rotolare da un’altra parte. Volevo spiegare come sono fatto: cresco dalla terra, vengo rapito dagli alieni, vengo rilasciato da altri alieni, divento un semaforo e vengo messo dentro un grande… un grande che, in effetti?

Barile? Cassa? Container? Valigia? Ornella Muti? Mappamondo?

Qualunque cosa sia non sono figlio della zia e mi tocca essere mescolato e… “Mescolato, tsé! Neanche stessimo giocando a briscola!”

Ti ho detto di fare silenzio, Luppolo. Solo perché sei stato scartato dal casting per i nani di Biancaneve perché ti sei presentato sbronzo non vuol dire che adesso puoi fare il bello, il cattivo e il mezzo tempo.

La fase successiva arriva nel momento in cui… uh?

“AIUTO AIUTO!”

Cosa c’è, caro il mio cassone o qualunque cosa tu sia che mi contenga?

“Ti ho chiamato perché ho bisogno di aiuto. Una cosa da cui può dipendere il desino della birra stessa!”

Il mio pensiero si rivolge immediatamente a un problema tipico che capita spesso in queste occasioni, cioè che è diventato un divano; oppure un divano ha bussato a questo coso di metallo che mi contiene. Così chiedo “Che succede?”

Il contenitore risponde “QUANTO FA TRE PER DUE? ODDIO TI PREGO SE LO SAI DIMMELO”

A sentire questa domanda mi sento Carlo Conti e da Orzo divento liquido e spumoso. Devo rispondere?

Dico al contenitore “Menta piperita, ovviamente! Mi chiedo dove tu sia andato a scuola”

Il contenitore mi fa “Sì, scusa, è la spuma che è troppo bianca e mi distrae!”

Non ho parole. Mi viene voglia di prendere una bella birra per dimenticare… un momento! Sono io la birra! B di Birra! Bevo me stessa!

Bi di Balbuzie! Bi di Babbuino, che è proprio l’animale a cui assomiglia il tizio che sta per bere dal B di Bicchiere, che è la mia nuova casa!

Certo, se non ci fosse l’abusiva spuma candida…

 

 

Lovely Tag

df6b8e3ebdb338f139d7544d91fa7b71

VENIAMO SUBITO ALLE REGOLE

  • Rispondere alle domande del tag (le troverete tutte insieme per facilitarvi il copia/incolla di seguito)
  • Usare l’immagine del Tag
  • Nominare e taggare il creatore del tag e chi vi ha nominati – Per me La Corte e  Shio
  • Sono consentite fino a 3 risposte per argomento e possono essere affiancate a immagini
  • Taggare 10 amici blogger e avvisarli
  1.  Il vostro Lovely letterario: autori o autrici che con le loro qualità vi fanno battere il cuore attraverso i loro romanzi. JRR Tolkien e Douglas Adams sono grandi artisti, più che scrittori e devo loro tutto. Tutto, altro che JK Rowling, che non si ricorda quello che ha scritto lei.
  2. Il vostro Lovely sportivo: personaggi legati al mondo dello sport, che siano ancora in attività o in vita non importa, basta che sono riusciti a farvi sognare con le loro imprese. Beh, ne citerò uno per sport: Alessandro del Piero, Michael Jordan, Michael Phelps, Usain Bolt e Roger Federer. Trofei ne abbiamo?
  3. Il vostro Lovely cinematografico: attori o attrici che si sono guadagnati un posto d’onore nella vostra top ten cinematografica (magari raccontando anche con quale interpretazione). Jim Carrey (Ace Ventura, Una settimana da Dio, Scemo+Scemo, Truman Show), Anne Hathaway (Les Mis, Principe azzurro cercasi, Il diavolo veste Prada), Paolo Villaggio (devo proprio scrivere che film ha fatto?), Lena Hadey (eh beh come attrice è straordinaria, dalla moglie di Leonida a Cersei Lannister), Ian McKellen (Il mio Gandalf e Magneto preferito).
  4. Il vostro Lovely musicale: il cantante, la cantante, il gruppo, il cantautore/trice che vi fa sognare con la loro musica. Billie Joe Armstrong, Lzzy Hale, Tony Kakko, Chris Bay e Tobias Sammet. mi piace anche Annalisa
  5. Il vostro Lovely fumettistico: I vostri idoli fumettistici! Da La Pimpa a Bonelli a Toriyama, chiunque abbia fatto breccia nel vostro cuore e per questo sono diventati i vostri preferiti. Dragon Ball e One Piece sono i miei favoriti forever and ever e voglio assolutamente scrivere una storia come sa fare Oda
  6. Il vostro Lovely serial TV: gli attori che hanno fatto battere il vostro cuore (scrivete anche la serie che hanno interpretato così possiamo guardarla se interessati), ma mi raccomando, solo attori di serie TV. SOPHIE TURNER del trono di spade mi fa battere il cuore anche se è una 96 e sta con quello dei Jonas Brothers. Io boh
  7. Il vostro Lovely teatrale: Il teatro, il grande teatro e i suoi grandi interpreti, che siano di prosa, di musical o di danza classica il discorso non cambia, basta che vi hanno emozionato. Mi ha emozionato Matteo Setti e la sua esibizione per il musical Notre Dame de Paris, ma anche Manuel Frattini (Pinocchio nel musical dei Pooh), peraltro anche il tizio protagonista di American Idiot Musical che non ricordo come si chiama… che professionalità eh? John Gallagher jr.
  8. Il vostro Lovely televisivo: I personaggi della TV italiana che non vi stancate mai di seguire, ovviamente se la seguite xD non ce ne sono molti… ma credo la Gialappa’s Band su tutti LOL
  9. Il vostro Lovely fantastico: Il personaggio di fantasia che più amate. Non l’attore o l’attrice che lo interpreta, ma proprio il suo personaggio, esempio Harry Potter 😉 Gandalf, Ninfadora Tonks, se devo dirne un terzo dico Tony Stark.
  10. Il vostro Lovely di sempre: Colui o colei che hanno superato le barriere del tempo, che nonostante gli anni che passano, continuate a seguirlo ed a amarlo come il primo giorno (o che avete amato e ora non c’è più).

Non saprei dire, ce ne sono tanti e tali nomi che potrei parlarne all’infinito: ho amato ragazze, amo ancora persone, e poi c’è qualcuno più in alto di me a cui devo tutto, ma questa è un’altra storia…

 

 

Taggo TE che stai leggendo!

La Ropa Sucia/142

Immagine

Ciò che Pepa non sapeva era che la situazione stava decisamente precipitando alla casa del Boss, proprio dov’erano imprigionati i suoi figli. Ad esempio pedro aveva intenzione di evadere, e aveva scelto il momednto in cui Ramòn Fernandez avrebbe investito Jùan, in una cerimonia fin troppo pomposa per un solo bambino.

Aveva pensato a tutto, persino la peculiarità del suo compagno di cella, el tiburòn, sarebbe stata utile.

Una campana, da lontano, segnava mezzogiorno. Chissà di quale giorno, chissà di quale mese, chissà di quale anno. Poi Pedro ricordò: era il 1984.

Andò dunque vicino alla porta, mentre il figlio dei Gutierrez borbottò qualcosa.

“Stai zitto, tiburòn” disse Pedro. “noi due, oggi, scriveremo la storia”

Si sentiva coraggioso. Non gli capitava una cosa del genere da tantissimo tempo: era stato impantanato come prigioniero di Marìa, la procace giardiniera, e non aveva avuto modo di far parlare di sé. Pertanto, si era pentito di aver perso tempo e adesso intendeva sconfiggere Fernandez e suo fratello, proprio a casa sua, proprio in quel momento.

“È il momento” aveva detto qualcuno da fuori. Per fortuna i muri di quella catapecchia erano fragilissimi e si sentiva tutto.

“È il momento”disse Pedro, così si diresse verso una piccola finestrella e, dopo aver semplicemente spaccato il vetro con una grossa trave che provvidenzialmente si trovava lì, si calò giù, trovandosi all’aperto.

“Tu” Pedro si rivolse al suo ex compagno di cella “Dovrai dare l’alalrme. Sai come si dà un allarme, vero?”

El tiburòn sudò freddo. Avrebbe implicato alzare la voce… come avrebeb fatto?

“Dovrai distrarre gli aguzzini del Boss, mentre io, con questa fionda che Jùan mi ha prestato, colpirò in testa il Boss, e lo consegnerò alle autorità, opportunamente legato e imbavagliato. Quegli stronzi non credono mai a niente se non gli si presentano loro prove inconfutabili”

Così, fidandosi di lui, Pedro andò verso l’altro lato della catapecchia. Tutto era immobile, persino il vento.

Improvvisamente, mentre passava davanti una finestra, sentì una voce.

“Pedro! Ma sei scappato?”

Era Analisa, che assieme a Rosa, la chica formosa, e el loco, erano anche loro in cattività, ma non erano scappati.

“Sì, è ora di chiudere questa storia ridicola” disse Pedro, sprezzante.

“Ma avevamo detto di inserire Jùan nel clan dei Neri proprio per trovare chi ha derubato l’argenteria di Carlo V!”

A Pedro cadde il mondo addosso. Era vero, si disse, bisognava pur trovare l’argenteria di Carlo V.

“E allora cosa suggerisci di fare?” chiese dunque.

“Aspettare” disse Rosa. Era sua sorella o no? E da quando era diventata formosa?

“Aspettare… cosa?” disse Pedro, ben attento a non guardare la scollatura della chica.

“Il pullman” disse lei. Pedro si spiazzò e si voltò, perché aveva sentito chiaramente il rumore di un pullman che si fermava.

Era veramente pazzesco che la base di uno dei più pericolosi clan dell’Argentina si trovasse proprio di fronte alla fermata di un autobus. Pedro considerò che Fernandez fosse veramente supido. O un genio del male.

Si mise nei suoi panni: aveva ragione lui, si disse, certe volte scocciava camminare e prendere i mezzi poteva essere molto utile per rapire persone o carpire discorsi.

In quella, dal pullman blu scese una donna molto piacente dall’aria preoccupata.

“Mamma!” esclamò el loco.

E la lavatrice continuava a girare…