Il genio e la professoressa

“Sai chi mi piace?” chiese la professoressa di storia al genio.

Questi distolse lo sguardo dalle provette e disse “No, come faccio a saperlo? È vero che sono un genio, ma…”

“Della tizia che fa l’inserviente in questa stessa scuola! Mamma mia, è così affascinante!”

“Okay” rispose il genio. “Sono un genio, però non riesco a capire perché non le chiedi di uscire”

“Beh, perché? Come, perché? Perché sbava già per un’altra!”

“Ah. E chi? Pur essendo un genio, non…”

“So che si chiama Gianarmanda” tagliò corto la professoressa.

“Andiamo a ucciderla. Essendo un genio, non so come mi vengono queste cose” disse il genio, che stava cominciando a diventare irritante.

“Bene, allora come possiamo ucciderla?”

“Gianarmanda? Essendo un genio, so rispondere. Già muore lentamente ogni giorno, con questo nome orribile che si ritrova” commentò il genio

“Capisco. Va bene, allora. Andiamo a uccidere qualcun altro, allora?”

“Sì. Benché io sia un genio, devo ammazzare il mio rivale”

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Il rivale del genio dormiva beato.

“Secondo te dovremmo ucciderlo a colpi di laser oppure soffocarlo con uno spray adatto?” chiese la professoressa, coinvolta suo malgrado in quell’avventura.

“E che ne so, purtroppo anche se sono un genio non so proprio tutto” rispose il genio. “Devo pensare”

Improvvisamente arrivò il Tizio, proprio lì in mezzo a loro, con tanto di barba ricolma di cioccolatini.

“È il momento di fare un viaggio nel tempo” annunciò il Tizio, e dopo un grande flash bianco la coppia si ritrovò in mezzo alla campagna.

“Una volta qui era tutta campagna” disse il Tizio, prima di sparire.

“Incredibile, deve essere successa una cosa fisica che, essendo un genio, ho notato ma non so spiegarmi”

“Già, nemmeno io so spiegarmi in che periodo storico siamo finiti” disse la professoressa, vedendo tutti alberi e verde dove prima c’era un appartamento.

Che fare, dunque? Continuare a uccidere o la ricerca di un futuro passato?

Un horror?

La bambina non riusciva a dormire. Da quando ha saputo che i mostri uscivano dagli armadi, ha cominciato a soffrire di insonnia.

Tremava, e rivoli ghiacciati di sudore le imperlavano la fronte colando poi sulle tempie, pur essendo una notte calda di fine giugno.

La paura che qualcuno potesse spuntare dall’armadio, o da sotto il letto, le faceva tremare anche il cuore, che palpitava veloce.

Infine, il cigolio della porta della cameretta spezzò il silenzio notturno, accompagnato da una mano, colpevole di quel rumore.

La bambina sgranò gli occhi, ma nel buio non seppe riconoscere chi fosse il misterioso visitatore. Si coprì interamente sperando che non le succedesse nulla.

Infine, i passi pesanti dell’essere lasciarono intendere una creatura abbastanza grossa, e la curiosità della bambina prevalse su tutto, persino sulla paura.

Un uomo enorme era armato di coltello affilato, e con l’altra mano reggeva una lanterna, che gli illuminava la faccia butterata.

La bambina strillò con quanto fiato poté in corpo.

Sembrava finita per lei, quando a un certo punto il respiro pesante dell’uomo si interruppe per lasciare spazio alla sua parola.

Una voce roca, fonda, come se non fosse stata usata per quanto tempo.

Parole di morte.

“Scusa, sai dov’è il bagno?”

La bambina tremò non poco e balbettò nel parlare: “P-perché v-v-v-vuoi s-sapere dov’è il b-bagno?”

“Beh, avrò anche io dei bisogni fisiologici, no?” osservò il tizio.

“È la s-s-.seconda p-porta a sinistra. E p-p-perché hai u-u-un COLTELLO?”

“Oh, questo?” chiese l’uomo. “Ho fatto a fette un mostro notturno. Va beh, allora buonanotte, eh?”

La bambina non avrebbe mai dimenticato quella notte. E nemmeno l’uomo, il quale imparò che non si entra nelle camere delle bambine armati di coltellone e lanterna, anche se a lui piacevano tanto.

Purtroppo fare la cacca era diventato quanto mai impellente e non ‘cera stato il tempo per cambiarsi.

 

la lumaca Teresina/21

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Il camion di materassi

Cade su un camion che trasporta materassi, tornata però ad essere una lumaca che prende la rete WiFi.

“E adesso?” csi chiede guardandosi attorno. Il materasso le risponde: “Non provare a interpretare il futuro, guarda piuttosto il presente”

Teresina ha un fremito di paura. Un materasso che parla?

“Tu parli, eh? Mi immagino quando poi gli umani si sdraiano su di te e credono di sentire le voci”

“Ah beh, hanno ragione. E ho ragione anche io, tuttavia, perché non ne posso più, sinceramente, di sopportare tutti quei pesi su di me. Sai che poi alla lunga mi viene lo stampino di quella persona? E poi non sono più piatto, ma rotondo e pieno di bozzi”

“Non deve essere una vita semplice” afferma Teresina “ma d’altra parte non è un mio problema. Devo trovare Erica!”

“Erica? Ma certo, è qui, non lontano da te che dorme” dice il materasso e in effetti Teresina si rende conto di non essere sola, e non distante Erica sta pure dormendo sul materasso e ha già messo un copri occhi per dormire beatamente.

“ERICA! Svegliati! Dobbiamo affrontarci!” esclama Teresina, pronta con la sua personale spada laser.

“Cosa? Eh? Ah sì!”

Erica, seppure un po’ intontita, estrae le sue liane ed è pronta per uno scontro impari, che infatti finisce dopo appena due secondi, vista la potenza strabordante della spada laser.

“Ma come? Io volevo vedere il sangue, uffa!” commenta il materasso, nel vedere Teresina puntare la sua spada alla gola di Erica, ovunque sia la gola in una lumaca.

“Non c’è sangue in noi lumache” borbotta Teresina, indossando i suoi occhiali da sole preferiti. “Solo bava”

“Maledetta!” esclama Erica. “finiscimi, invece di tenermi sulle spine che io stesso ho creato!”

In effetti Erica sta seduta scomoda sui rovi dei rampicanti che ha usato per sostenere la battaglia durata un secondo.

“Io stesso?” chiede Teresina. “non sai nemmeno a che sesso appartieni…”

“Nemmeno tu! Siamo entrambe lumache!”

Teresina se ne ricorda e allora lascia cadere la spada laser. “Oh, è vero… vieni qui, mia Erica amorosa”

E, abbracciatosi, si baciano con la lingua.

La lumaca Teresina/16

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Quando sbavare serve

“Chiedo scusa, non è un nome troppo pomposo?” chiede la lumaca.

“Uhm, hai ragione” dice la Super Aragosta eccetera. “Che ne dici allora di Aragosta della Mezzaluna Calante, regina delle Terre del Nord?”

“Ancora peggio”

“E allora che ne dici di Lady Aragosta delle Nevicate Infernali delle Montagne Perenni?”

“Non ha nessun senso!”

“Ma che stiamo facendo? Tu non dovresti nemmeno esistere!”

L’aragosta attacca improvvisamente Teresina, ma per fortuna lei attiva uno dei suoi superpoteri, ovvero quello di creare doppioni di sé a mo’ di ologrammi e riesce a scampare all’attacco.

“Ahahahah! Che ne dici? E aspetta, ho un altro potere!”

Teresina si ingigantisce e diventa enorme. Dopo averlo fatto, arrivano gli altri due alieni, a cavallo di trichechi.

“Allora! Cos’è questo baccano? Abbiamo catturato l’Uomo Lavico!”

In effetti, Teresina nota che l’uomo lavico è legato e imbavagliato, umiliato a tal punto che nei suoi pensieri quell’uomo ha pure perso la possibilità di avere il nome col maiuscolo.

“Mfmmmfmfffmfmfmf” farfuglia l’Uomo Lavico, ma Teresina adesso è preoccupata, al punto da perdere un po’ di bava da se stessa.

“Che fai? Non lo salvi? O non puoi?” chiede sarcastico l’alieno con due teste, mentre la testa dietro implora un po’ di visuale.

“Maledetti” dice Teresina. “Io stavo facendo i fatti miei e adesso sono impelagata in questa avventura”

“Pazienza” dice l’Aragosta Aliena, ché prima era Alieno Aragosta. “Ognuno ha quel che si merita”

Afferra un coltello enorme e si avvicina alla lumaca, ma proprio mentre sta per fare il primo passo si accorge di non riuscire a muoversi.

“Oh, miseriaccia! Il trucco più vecchio del mondo!” esclama l’aragosta aliena. Teresina ridacchia: la sua stessa bava ha impiastricciato le zampe dell’alieno e adesso è costretto sulla sua posizione. Adesso è la lumaca ad essere in vantaggio, così estrae dalla sua casetta il cannone laser e comincia a colpire tutti indiscriminatamente, persino i trichechi che, poverini, non c’entrano nulla.

La lumaca Teresina/15

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Teresino

“Teresina! Non ti facevo una rapitrice!” esclama stupefatto l’alieno aragosta, una volta giunti dentro una caverna del Polo.

“Lo sono appena diventata” dichiara la lumaca “perché voglio attirare i tuoi colleghi in una trappola”

“Colleghi? Non facciamo lo stesso lavoro. Ad esempio io sono un elettricista, l’alieno a due teste è un impiegato di banca e l’alieno cangiante colore è un commesso”

“Voglio dire, siete colleghi di invasione però, no?”

“Anche quello è sbagliato” la corregge l’alieno. “Vero, vogliamo vedere tutti e tre le piramidi, ma per tre motivi differenti. Ad esempio io le voglio vedere perché uno dei miei antenati ha partecipato alla loro costruzione, l’alieno colorato le vorrebbe tingere di arancione fluo e l’alieno  due teste vuole conoscere le sfingi per farsi dire qualche indovinello difficile. Adesso spiegami perché mi hai rapito, dunque”

Teresina si trova spaesata e piuttosto infreddolita. Non si aspettava che nelle grotte facesse più freddo che fuori. Al che, spiega: “Non so più perché ti ho rapito. L’ho fatto, punto.”

“Non dovresti rapire gli alieni a casaccio, teresina.”

Una voce profonda compare improvvisamente da dentro la grotta.

“Chi sei? Cosa vuoi?” chiese la lumaca, guardando verso l’altro, ma in realtà dovrebbe guardare verso il basso, perché a parlare è stata un’altra lumaca.

“Mi chiamo Teresino e non ho nessun superpotere, ma sono molto saggio” dichiara Teresino. “E per questo ti dico: guardati dal rapire gli alieni”

“Silenzio!” esclama Teresina, ed estraendo una pistola a raggi laser lo disintegra senza colpo ferire. “Adesso disintegrerò anche te!”

Teresina colpisce l’alieno aragosta, facendolo diventare un ottimo secondo piatto. La lumaca ridacchia e pensa di nutrirsi della povera vittima, ma improvvisamente quello stesso piatto si rialza.

“Aspettavo proprio che tu mi colpissi” sibila l’aragosta “perché solo morendo potevo evolvermi al mio secondo stadio, ovvero la Super Aragosta Vendicatrice!” Ahahahaha, non mi fermerai!”

La lumaca Teresina/14

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Tre alieni e una Teresina

Teresina non aveva mai visto tre alieni così diversi tutti assieme.

“Non dovreste nemmeno esistere” afferma. “Gli Alieni sono grigi, e voi non siete grigi!”

“Ah, no?” dice il secondo Alieno, il quale fa una piroetta prendendo il colore succitato. “E adesso che mi dici? Eh? Sei ammirata, vero?”

Teresina viene spiazzata per la seconda volta in un minuto. Non capita spesso da quando ha scaricato tutti i super poteri. Che fare, dunque?

“No, non sono ammirata e presto ti distruggerò, riducendoti in così tante piccole briciole che anche un posacenere sembrerà troppo grande per contenerti!”

Tutti fischiano ammirati. A Teresina non manca il coraggio! Ma un’altra voce si unisce alla sua, ed è quella dell’Uomo lavico.

“Non sarà da sola” dichiara. “Io le darò una mano!”

Tutti fischiano anche lui ammirati. Da uno scontro ad armi pari è venuta fuori una semi amicizia. Nel senso che da un lato è amicizia, dall’altra parte non si sarebbero più frequentati dopo quell’avventura.

Teresina, fra i suoi molteplici poteri, adesso è diventata un’ottima spadaccina, avendo scaricato una guida pratica sull’argomento, intitolata “Spadaccini oggi: guida pratica per le lumache”; e quindi estrae dalla sua bava una spada fata di questo materiale. L’Uomo lavico invece sta creando delle sfere di fuoco con le mani, da sparare eventualmente sugli alieni, i quali però non sembra avessero voglia di combattere.

“Non combatteremo” afferma il terzo alieno, quello che somiglia a un’aragosta. “O perlomeno, non lo faremo fintantoché non ci farete vedere le piramidi”

“Allora non avete capito! Non arriverete mai a capire dove si trovano, perché noi vi riporteremo a casa!”

Teresina li attacca con la sua spada, ma l’alieno aragosta non fa altro che sollevare una delle sue chele e tagliare la spada fatta di bava, che cade tutta a terra impiastricciando il ghiaccio.

“Visto? Non puoi competere con noi” dichiara il secondo alieno, quello che cambia colore.

“No? Beccati questo!” L’Uomo lavico lancia una granata di lava in faccia al nemico, che quindi adesso è un po’ più caldo di prima.

“Scelta sbagliata” risponde l’alieno colorato “perché quando i colori si riscaldano io… io…”

L’alieno comincia a sudare.

“Ebbene? Cosa succede quando i colori si riscaldano?” chiede il primo alieno, quello con due teste.

Ma non ottiene risposta, perché ad un certo punto Teresina rapisce l’alieno aragosta e vola via.

La lumaca Teresina/12

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Teresina e il karate

“Ma guarda un po’ se dei trichechi di passaggio dovevano mettermi a soqquadro la casa… meno male che ho il potere rigenerante” pensa Teresina, mentre rovistando fra i suoi superpoteri trova anche il rigenerante, col prezzo che poi le toccherà risistemare i mobili.

Teresina è adirata. “Trichechi! Potete avermi eliminato una volta, ma non per sempre! Vi sconfiggerò tutti e cinque!”

I cinque si mettono a ridere nella loro maniera strana e uno di loro chiede, fra le risa, anche di altre specie artiche spettatrici tutt’attorno: “E come pensi di farcela, se anche una pallonata ti elimina? Eh? Come pensi?”

“Semplice, sfodererò i miei colpi di karate!”

Tutti si stupiscono, ma Teresina non scherza: si toglie la pelliccia di peli per mettersi un costume più adatto e comincia a menare colpi all’impazzata, sia con zampe che è riuscita a fabbricarsi, sia con le antenne, che ricordiamo prendono la linea WiFi anche in quelle terre sperdute.

I cinque trichechi vengono facilmente sconfitti, data la velocità dei colpi che infligge, non lasciando il tempo di sfoderare le armi laser che i trichechi pure hanno.

“Non è finita, Teresina, te la vedrai con me! Super palla micidiale!”

Il primo tricheco messo al tappeto si è ripreso subito e prova a lanciare una palla micidiale sulla lumaca, ma Teresina stavolta si fa trovare pronta e, sfoderata una sciabola da chissà dove, taglia quel pallone in due.

“Ma come? Adesso come faremo a giocare?” si chiedono alcuni pinguini, ai quali piaceva giocare al gioco del calcio. Nessuno però risponde loro.

“Come vedi, i miei poteri sono infiniti, quindi vi conviene arrendervi” dichiara Teresina, in pieno delirio da adrenalina.

“Giammai! Sono qui fra i miei amici ghiacciati e darò loro una mano!”

Una voce irrompe sulla scena, seguita poi da un misterioso figuro nero dalle venature laviche.

“Oh, no! è l’uomo lavico che cerca vendetta!” esclama la lumaca. “Ma adesso che so il karate posso farlo a pezzi quanto mi pare!”

“Sì? E io ho imparato le mosse di judo! Vedremo chi la spunterà!” risponde l’uomo lavico. A quel punto, all’Uomo pinguino viene in mente un’idea.

“Questo scontro me lo voglio proprio godere. Mi preparerò una tisana, con dei biscottini della fortuna” dice. “Vuoi partecipare anche tu, donna ghiacciata?”

Ma la donna ghiacciata si scioglie a causa della lava, causando emozioni da parte dell’uomo lavico, il quale sa di esserle entrato nel cuore.

La lumaca Teresina/8

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Il tapiro che crea violenti tornado

Il millepiedi si sente offeso dalla definizione che Teresina ha dato di loro.

“Semi sconosciuti, eh? Ma come? Credevo che tu fossi l’amica di tutti!” esclama piagnucolante.

“No, veramente ho difficoltà anche sa riconoscere i miei fratelli come tali” risponde lei. “Purtroppo non li ho mai conosciuti e peraltro noi lumache siamo tutte irrimediabilmente identiche! Maledizione!”

“Capisco, ma non spiega il motivo per cui siete venuti qui a tediarmi” interloquisce il tapiro.

“Devo sconfiggerti!” esclama Teresina, estraendo diverse spade più grandi di lei sperando di poterle afferrare.

“Ahahahah! E pensi di riuscirci con una spada per umani? Povera illusa! Guarda cosa so fare col mio naso!”

Aspettandosi del grosso muco, Teresina prepara un grosso fazzoletto, ma in realtà il tapiro ha un asso nella manica inaspettato, ovvero quello di lanciare violenti tornado dalle sue narici, che quindi fanno volare via la povera lumaca chissà dove, o perlomeno per un po’ di tempo si è visto solo un accumulo di bava volare via accompagnata da un fazzoletto.

Poi, infine, Teresina arriva su un cratere molto spigoloso che dà direttamente su una colata di lava.

“Accidenti, sono finita in un vulcano! Questo vuol dire che non posso più aiutare i millepiedi ma devo salvare me stessa!”

Nel frattempo il fazzoletto che l’aveva trasportata fin lì cade sulla lava e ne viene bruciato. Subito dopo, dal magma fuoriesce un omino rosso e fiammeggiante.

“Sono l’Uomo lavico” si presenta. “Dalla faccia, si direbbe che sei infuriato” constata Teresina, che non ha capito il pericolo in cui si trova.

“Lo sono. Perché mi hai dato un fazzoletto? Come fai a sapere che sono raffreddato? Eh? E pensi che io non possa guarire anche da solo? Ma io ti incenerisco!”

Sta per compiere una strage, quando starnutisce e manda dalla bocca un sacco di lapilli che vengono prontamente parati da Teresina usando il superpotere del ghiaccio.

“Così si scioglie il ghiaccio e non io!” esclama tutta fiera.

“Povera sciocca! Non sai che stiamo facendo di tutto per non far sciogliere i ghiacciai?”

Teresina viene ghiacciata da quell’affermazione.

La lumaca Teresina/7

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Quando il Tapiro ha fame

Lo scontro con il pesce spada Isda finisce in un pareggio e Teresina torna sulla terra.

“Non ti dimenticherò mai, valida avversaria” dice, mentre il sole tramonta sul mare. È il momento di vivere una nuova avventura, dotata di nuovo dei suoi superpoteri.

Lentamente, ma inesorabilmente, Teresina compie la sua strada, girovagando per i sentieri, per i campi, e fotografando il tutto e postandolo su quel social network pieno di foto, dato che adesso ha sempre il WiFi disponibile.

Dopo essere stata soddisfatta e riempita di commenti, arriva a disturbarla un mille piedi.

“Teresina, abbiamo bisogno del tuo aiuto!”

“Cosa c’è, essere grottesco?”

Teresina non è abituata a parlare gentilmente.

Il millepiedi non ci fa caso e dice “Ah, sono grottesco perché ti riferisci alle mie molteplici gambe che ricordano una grotta? Molto simpatica! In ogni caso, c’è un grosso tapiro che sta minacciando la nostra comunità! Dice che vuole MANGIARCI tutti! Fai qualcosa!”

“Caspita! Ma è orribile! Devo proprio fare qualcosa!” esclama Teresina, sputacchiando bava da tutte le parti.

“È proprio quello che dico anche io! Devi fare qualcosa!” ripete il mille piedi, inorridito da tutta quella bava.

“Già, farò qualcosa non preoccuparti” lo rassicura Teresina. “C’è solo una cosa che mi sfugge”

“Sì, dimmi” chiede incuriosito il millepiedi.

“Che cos’è e com’è fatto un Tapiro?”

Il Millepiedi si sente preso in giro e, dimostrando una forza d’animo impareggiabile, prende Teresina di peso e la porta nel luogo della minaccia, facendo bene attenzione a non essere spiaccicato dalle macchine vaganti in autostrada.

Un bambino dalla vista molto acuta, indica col dito quella strana scena alla madre dicendo: “Mamma, guarda! Un millepiedi trascina sulle spade una lumaca! Che bellezza!”

“Non dire stupidaggini Alfonso” risponde lei, chiudendogli il finestrino in faccia.

Ad ogni modo il millepiedi e Teresina arrivano infine al cospetto del Tapiro, che ridacchiando stava spaventando tutta la comunità col suo naso molliccio e semovente.

“Tapiro! Non mangerai i miei semi sconosciuti millepiedi!”

Il tapiro guarda perplesso Teresina e ridacchia. Si preannuncia uno scontro interessante!

La lumaca Teresina/6

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Teresina si butta al mare

Teresina va dunque alla città delle cozze, situata sugli scogli.

È pieno di cozze. Ma proprio che il numero raggiunge almeno le tre cifre.

Teresina, che sopporta poco l’umido e ancora meno il sale, si mette a cercare i suoi poteri in mezzo a quelle bivalve che non sono altro.

“Scusa, Cozza?” esordisce Teresina, cercando di concludere la missione il prima possibile.

“EHI! PIANO CON I TERMINI!” urla la Cozza, che tale è ma non vuole essere chiamata così, da quando gli umani le hanno appioppato un brutto paragone.

“Scusami… tu, bivalva nera dal cuore gommoso” si corregge Teresina. “Ho bisogno di trovare i miei poteri. Non ditemi che sono caduti in mare perché sarebbe poco consono alla mia natura”

“Cioè?” chiede la bivalva.

“Mi scioglierei”

“Ah, ok” dice la Cozza. “In ogni caso, non occorre che tu cada in mare, ci penserà Isda il pesce spada a recuperare i tuoi poteri, visto che sono proprio caduti nelle profondità degli abissi”

Isda, sentendosi nominata a sproposito, sbuffa. Mai che gliene vada bene una!

D’altro canto anche Teresina sbuffa. Mai che gliene vada bene una! E adesso deve affidarsi a un pesce spada per vedere recuperati i suoi poteri!

Si fa sera, si fa notte e sorge il nuovo mattino, ma Isda non è ancora sbucata.

“Allora? Che sta facendo?” chiede Teresina, arrivata al limite della pazienza.

“Un attimo di pazienza, Isda deve pure sollazzarsi coi tuoi poteri, no?” dice la Cozza, un attimo prima di essere catturata da un pescatore di passaggio.

Infine, mentre Teresina aspetta, sorge un secondo e un terzo giorno. Finalmente, al quattordicesimo, un pesce spada sbuca dalla superficie dell’acqua.

“Eccomi puntualissima” dice Isda, rilasciando un sacchetto nero della spazzatura.

“Puntualissima? PUNTUALISSIMA? Ma io l’ammazzo!” esclama Teresina, cercando di tuffarsi per uccidere Isda, e in effetti adesso che ha di nuovo i poteri può farlo senza subire danni.

Dal canto suo il pesce spada accoglie con entusiasmo la sfida, estraendo la sua personale spada laser.

“Ti disintegro, maledizione!” esclama, combattendo ad armi pari contro una lumaca dotata di tutti i superpoteri scaricati da internet, compreso quello di diventare lei stessa una spada laser, i cui colpi rimbombano sul naso di Isda e creano agitazioni sotto il mare.