Il genio e la professoressa

“Sai chi mi piace?” chiese la professoressa di storia al genio.

Questi distolse lo sguardo dalle provette e disse “No, come faccio a saperlo? È vero che sono un genio, ma…”

“Della tizia che fa l’inserviente in questa stessa scuola! Mamma mia, è così affascinante!”

“Okay” rispose il genio. “Sono un genio, però non riesco a capire perché non le chiedi di uscire”

“Beh, perché? Come, perché? Perché sbava già per un’altra!”

“Ah. E chi? Pur essendo un genio, non…”

“So che si chiama Gianarmanda” tagliò corto la professoressa.

“Andiamo a ucciderla. Essendo un genio, non so come mi vengono queste cose” disse il genio, che stava cominciando a diventare irritante.

“Bene, allora come possiamo ucciderla?”

“Gianarmanda? Essendo un genio, so rispondere. Già muore lentamente ogni giorno, con questo nome orribile che si ritrova” commentò il genio

“Capisco. Va bene, allora. Andiamo a uccidere qualcun altro, allora?”

“Sì. Benché io sia un genio, devo ammazzare il mio rivale”

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Il rivale del genio dormiva beato.

“Secondo te dovremmo ucciderlo a colpi di laser oppure soffocarlo con uno spray adatto?” chiese la professoressa, coinvolta suo malgrado in quell’avventura.

“E che ne so, purtroppo anche se sono un genio non so proprio tutto” rispose il genio. “Devo pensare”

Improvvisamente arrivò il Tizio, proprio lì in mezzo a loro, con tanto di barba ricolma di cioccolatini.

“È il momento di fare un viaggio nel tempo” annunciò il Tizio, e dopo un grande flash bianco la coppia si ritrovò in mezzo alla campagna.

“Una volta qui era tutta campagna” disse il Tizio, prima di sparire.

“Incredibile, deve essere successa una cosa fisica che, essendo un genio, ho notato ma non so spiegarmi”

“Già, nemmeno io so spiegarmi in che periodo storico siamo finiti” disse la professoressa, vedendo tutti alberi e verde dove prima c’era un appartamento.

Che fare, dunque? Continuare a uccidere o la ricerca di un futuro passato?

La lumaca Teresina/24

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L’ultimo capitolo

La lumaca Teresina ha un solo potere: prendere la linea WiFi.

Dopo aver creato diverse uova con Fridwulfo e avergli fatto creare un sacco di uova anche a lui, Teresina si è ritrovata di nuovo davanti quel famoso bar in cui tutto è cominciato.

Gli studenti sono ancora tutti lì a interrogare i propri smartphone sulla vita, l’universo e tutto quanto, proprio loro, quelli che erano entrati nel bar all’inizio di questa stessa storia.

“Non posso ancora credere che qualcuno abbia chiamato il proprio router Teresina paga” afferma la ragazza.

Teresina finalmente si decide di rispondere loro, dopo tutto quello che ha passato da quando ha i superpoteri. “Chi dovreste ringraziare per avervi protetto da una minaccia aliena? Eh? Non sono forse io?” urla piuttosto adirata.

“Oh, ma che bella lumachina!” esclama la ragazza, toccando le antenne di teresina e facendole di conseguenza ritrarre, col solo effetto di farle tornare alla lunghezza originaria.

Teresina capisce che gli umani non comprendono il suo linguaggio, e c’è da dire che aveva parlato in un perfetto italiano.

O semplicemente non l’hanno sentita! Teresina ha un attacco di ansia.

“Beh, però sentiranno il mio cannone laser… uhuhuh” dice Teresina, estraendo il suo cannone dalla conchiglia… o perlomeno, cercando di farlo.

Purtroppo, però, il cannone tarda ad arrivare. Teresina allora prova il potere dell’invisibilità, ma anche quello non funziona.

Teresina si rende conto di aver perso tutti i superpoteri, e stavolta, crede, per sempre: era passata davanti a quel bar, quindi è logico che anche ciò che è successo poi va a finire in quello stesso luogo.

Teresina sospira. È dunque questo il destino delle lumache? Creare sollazzo agli umani? No, perché la ragazza non ha ancora finito di coccolarla, facendola salire sul suo dito e dicendole un sacco di parole stupide.

Teresina sospira. Dopotutto, lo stress causato dai superpoteri non è nulla dalla carie che le sta venendo in quel momento.

Teresina sospira. Ma sì, in fondo, domani è un altro giorno.

Teresina sospira. Ma sì, domani avrebbe ottenuto l’abbonamento 4G, altro che WiFi.

La lumaca Teresina/23

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Quello giusto

Fridwulfo osserva Teresina come non ha mai osservato nessun’altra lumaca nella sua vita. “Adesso assaggiami, dolcezza bavosa”

Teresina non se lo fa ripetere due volte e si accavalla su di lui, pronta anche per figliare e sicura anche di far figliare anche Fridwulfo e fare tante uova. Improvvisamente, però, arriva una voce che chiede la domanda che non si dovrebbe fare alle lumache, ed è precisamente la seguente:

“Siete lumache o chiocciole? Dal punto di vista tassonomico siete specie diverse”

La coppia rimane folgorata da quella voce e Teresina chiede aiuto con lo sguardo a Fridwulfo, che sicuramente, se è quello giusto, ha la risposta. Teresina si accontenterebbe di una risposta salace, purché si chiuda la bocca del tizio che li sta osservando con la lente di ingrandimento.

Tuttavia, la lumaca nera non sa cosa rispondere.

“Secondo me, direi che siete chiocciole” prosegue la voce imperterrita.

“Allora non sei quello giusto!” dichiara Teresina. “Perché non gli rispondi qualcosa? Mi sta mettendo in crisi! Io volevo essere una lumaca, non una chiocciola!”

“Ma le lumache sono le zingare della nostra specie. Non hanno nemmeno una casa!” risponde Fridwulfo, anche lui colto nel panico.

“Oh, ma allora sei quello giusto!” esclama Teresina, con gli occhi a cuoricino.

“Secondo me le lumachine si sposano benissimo con il pomodoro” afferma la lumaca nera gigante, lui che non ha questi problemi, perché non abita nella città dove in estate mangiano i gasteropodi.

“Oh, ma allora non sei quello giusot…” mormora delusa Teresina.

“Le lumache odiano il sale! Che schifo il sale!” esclama allora Fridwulfo.

“Sei quello giusto, oddio!” Teresina torna ad essere ringalluzzita.

“Beh, non è che Fridwulfo sappia cosa vuole dalla vita, si contraddice da solo” dice un filo d’erba di passaggio in quel momento.

“E tu chi sei? Che ne sai tu di me che sono fatto di cioccolato?” chiede Fridwulfo, ergendosi in tutto il suo orgoglio e Teresina non può che ammettere che sì, in effetti ognuno ha quel che si merita.

La lumaca Teresina/20

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Teresina e gli elicotteri

Teresina non ne può più. Per quanto cerca di uscire da quel maledetto labirinto, non può farcela perché Erica continua ad ampliarlo. Ha già raggiunto un’ampiezza ragguardevole anche tenendo presente il fatto che si sta parlando di lumache. Persino qualche umano si è accorto di questa struttura e ha trovato divertente farsi un selfie.

Al che, Teresina deve trovare una nuova tattica per rispondere a quei soprusi.

“Idea!” esclama a un certo punto, illuminandosi. “Diventerò un elicottero!”

Teresina non sa nemmeno come mai gli fosse uscita questa idea, e nemmeno perché chiama se stesso per un uomo.

In ogni modo, diventare un elicottero, per lei, è molto semplice: le sarebbe bastato chiamare il WiFi e scaricare il file winrar “Elicottero.exe”, e ovviamente bypassare il solito avviso scemo del WinRar, che crede di essere simpatico e infatti nessuno lo calcola mai.

Non lo fa nemmeno Teresina, la quale ignora il solito messaggio richiedente denaro e scarica il file che consentirà alla lumaca di diventare un Elicottero, cosa che avviene dopo uno specifico download, che, come tutti i download, si è fermato un buon quarto d’ora sul novantanove percento.

Una volta completato il download, Teresina l’elicottero esce fuori da quel labirinto da incubo e comincia a sparare raggi laser a raffica alla povera Erica, che è costretta a fuggire usufruendo delle sue liane e attaccandole in modo che potesse dondolare come fa Tarzan.

L’inseguimento coinvolge tutti i grattacieli della metropoli, uno dopo l’altro, elicottero contro liane, mentre gli incroci e i vialoni si susseguono, e i laser che mancano puntualmente Erica, la quale riesce a salvarsi all’ultimo momento cadendo in  un vicolo pieno di cassonetti.

Teresina si guarda attorno, avendo perso di vista Erica, allora chiede lumi a un grattacielo.

“Scusami Gratty, hai per caso visto Erica?”

E il palazzo risponde: “Allora, punto uno, non mi chiamo Gratty, ma Grattacielo. Punto secondo, non so nemmeno chi cavolo sia questa Erica. Punto terzo, adesso per il fatto di avermi disturbato, ti scaglio un fulmine dal mio parafulmine!”

Il fulmine colpisce Teresina l’elicottero e anche lei cade su…

La lumaca Teresina/19

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La dea dei fulmini

Teresina quel pomeriggio aveva deciso di spenderlo tutto facendo l’altalena su un parco sperduto, quando improvvisamente una voce l’attacca dietro di lei.

“Allora? Vuoi volare più in alto?”

Teresina lo riconosce, è l’Alieno a due teste venuto a prendere la sua testa. Quella di Teresina.

Nel senso che non ha certo bisogno di una terza testa, ma l’alieno a due teste è venuto a prendere la testa di Teresina perché ce l’ha con lei a causa della sconfitta subita al Polo.

Possiede anche una pisola carica.

“Maledetto! Sei venuto dal Polo fin qui per…”

“Prendere la tua testa, esatto” afferma l’alieno. “Adesso non parlare, devo ucciderti”

“COSA? Impossibile, io sono Teresina, la dea dei fulmini!”

Con grande stupore dell’extraterrestre, Teresina si concentra ed emette scariche elettriche dalle antenne che ha già di default.

I fulmini che fuoriescono da lì sono dunque molto più forti di quanto ci si aspetta da una giornata serena come quella e l’alieno viene abbrustolito e poi mangiato dalla lumache e da altre sue simili. No, perché sa di lattuga.

“Sono molto contenta di ciò che è successo” commenta infine Teresina, sazia e satolla. Che vuol dire anche “sazia”, ma mi andava di scriverlo.

“Hai ragione” commenta Erica. “ma saprai cimentarti nel mio labirinto?”

Erica fa fuoriuscire dalla bocca un sacco di erbacce dove racchiude Teresina in un complicato labirinto, dove non si può uscire se non si conosce la soluzione.

“Oh no! E adesso dove devo andare? Ah già! Io estraggo bava, basterà circolare per tutto il labirinto e vedere dove sono già passata per non passare due volte nella stessa via!”

In ogni caso, non è stato sufficiente per risolvere il labirinto, perché Teresina ci ha impiegato parecchie ore e diversi minuti per completarlo tutto. Inoltre, Erica, continuava a sputare erbacce ampliando la sua costruzione, quindi anche se Teresina dovesse risolverlo, ci sarebbe stata sempre un’altra soluzione.

Improvvisamente spunta dal nulla l’Uomo Lattuga. “E io? Qual è il mio ruolo in questa storia?”

Erica risponde: “Fatti mangiare”

E l’Uomo Lattuga si fa mangiare.

La lumaca Teresina/18

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Erica

“Ciao, Teresina. Sono Erica, la lumaca col potere di creare rampicanti ovunque voglio”

Teresina sbuffa di nuovo. E meno male che sua padre/madre aveva detto che si trattava di un amico maschio! Poi le viene in mente che il sesso nelle lumache è molto relativo e allora si rivolge ad Erica.

“Cosa vuoi?”

“Piuttosto brusca” commenta Erica. “Voglio che tu sappia che non puoi riposarti, perché avrai ritorsioni dagli alieni. Me l’ha detto l’Uomo Lattuga”

“Gli Uomini/Lattuga non esistono” risponde Teresina. “E poi, che ne vuoi sapere tu, che hai un potere totalmente inutile?”

“Come osi?” ribatte indignata Erica.

“Ma dai, che senso ha avere il potere di creare rampicanti quando le lumache salgono anche in verticale?”c chiede Teresina, senza pietà per i poteri degli altri, ignorando comunque il fatto che anche lei ha questo potere, visto che lo ha scaricato.

“Ho impiccato un sacco di persone così!” esclama Erica, andandosene arrabbiata. “Oh, ma mi vendicherò per essere stata insultata!”

Detto quello, va dunque dai tre alieni, che comunque non sono stati uccisi ma solo svenuti, per essere colpiti da un laser di debole potenza. Assieme a loro, nel covo segreto, c’è anche l’uomo lattuga, che a Erica sta molto simpatico e soprattutto commestibile.

“Allora” dice Erica mangiucchiando il suddetto Uomo/Lattuga “So dove si trova Teresina, volete eliminarla?”

“Certo che voglio eliminarla, ma voglio anche vederla” afferma l’alieno con due teste, dove quella che ha parlato è ovviamente quella dietro.

“Io… in realtà non voglio eliminarla, dato che mi ha fatto evolvere” considera l’alieno aragosta, o l’0aragosta aliena.

“E a me non interessa, io voglio solo vedere le piramidi” dice l’alieno cambiante colore.

Eruca sbuffa. “Ecco! Queste sono le piramidi e buon pro ti faccia!”

L’alieno le vede per la prima volta attraverso un album fotografico che Erica ha eseguito durante la sua permanenza in Egitto, scattandosi un selfie su ogni singola piramide lì presente.

“Oh… ah! Bellissime” commenta, dopo aver visto Erica mettersi persino le corna in modo da sembrare una lumaca/toro.

“Uomo-Lattuga, tu che ne pensi?” chiede infine la lumaca, in modo da avere un secondo alleato.

“Va bene” risponde lui, mentre perde un altro dito. Erica ha sempre fame. “Attaccheremo Teresina”

 

la lumaca Teresina/17

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Liquidare un amico

Teresina sa bene che l’avventura tra i ghiacci le sarebbe rimasta scolpita nella sua memoria come “L’avventura fra i ghiacci di Teresina la lumaca”. Insomma, le sarebbe rimasta nel cuore.

Nel momento in cui lo racconta all’amico Fredorzo, costui risponde “Bene, hai intenzione di farne una serie tv?” e Teresina ne rimane perplessa.

“Perché dovrei? Perché, dovrei?” chiede, consapevole che una virgola può cambiare tutto il senso di una frase.

“Beh, perché se volessi vedermelo è sempre meglio che leggere un libro”

Quelle parole bastano a Teresina per disintegrare l’amico Fredorzo, riducendolo in cenere con il suo cannone laser, che ormai porta sempre con s, perché non si sa mai.

Dal Polo è tornata alla città, e non è stato semplice. Sua madre, Graborgia, che comunque poteva anche chiamarsi Freberto e nessuno se ne sarebbe accorto dato che le lumache sono ermafroditi, le ha proprio chiesto “Come sei riuscita a tornare alla civiltà moderna simile a una giungla che se rimanevi al Polo facevi più bella figura?”

Teresina non ne vuole però parlare, perché è stato un viaggio incredibilmente faticoso, dove ha lasciato un sacco di bava e usato moltissimi super poteri. Innanzitutto, dopo aver colpito tutti col suo raggio laser, ha guardato un po’ la mappa che ha scaricato da internet e ha visto che era possibile prendere una nave di lì a poco, così ha contattato una Renna Taxi tipica del Polo ed è andata lesta verso l’imbarcazione, dove si è imbucata illegalmente. Tanto, essendo lumaca, nessuno l’ha notata. Per buona evenienza e per non litigare coi topi, ha usufruito del potere dell’invisibilità. Una volta giunta in quella che si è rivelata essere l’Africa, ha contattato una giraffa di sua conoscenza e grazie a lei è riuscita a tornare in Europa, mettendosi su una jeep.

È a tutto questo che Teresina sta pensando, mentre sua madre/padre continua a schioccare le dita per farla rinsavire e tornare fra gli umani. “Ehi, sei ancora fra noi? C’è un tuo amico che vorrebbe chiederti una cosa”

Teresina sbuffa. Cosa vorrà mai? Denaro? Un appuntamento galante? Un’estorsione?

La lumaca Teresina/16

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Quando sbavare serve

“Chiedo scusa, non è un nome troppo pomposo?” chiede la lumaca.

“Uhm, hai ragione” dice la Super Aragosta eccetera. “Che ne dici allora di Aragosta della Mezzaluna Calante, regina delle Terre del Nord?”

“Ancora peggio”

“E allora che ne dici di Lady Aragosta delle Nevicate Infernali delle Montagne Perenni?”

“Non ha nessun senso!”

“Ma che stiamo facendo? Tu non dovresti nemmeno esistere!”

L’aragosta attacca improvvisamente Teresina, ma per fortuna lei attiva uno dei suoi superpoteri, ovvero quello di creare doppioni di sé a mo’ di ologrammi e riesce a scampare all’attacco.

“Ahahahah! Che ne dici? E aspetta, ho un altro potere!”

Teresina si ingigantisce e diventa enorme. Dopo averlo fatto, arrivano gli altri due alieni, a cavallo di trichechi.

“Allora! Cos’è questo baccano? Abbiamo catturato l’Uomo Lavico!”

In effetti, Teresina nota che l’uomo lavico è legato e imbavagliato, umiliato a tal punto che nei suoi pensieri quell’uomo ha pure perso la possibilità di avere il nome col maiuscolo.

“Mfmmmfmfffmfmfmf” farfuglia l’Uomo Lavico, ma Teresina adesso è preoccupata, al punto da perdere un po’ di bava da se stessa.

“Che fai? Non lo salvi? O non puoi?” chiede sarcastico l’alieno con due teste, mentre la testa dietro implora un po’ di visuale.

“Maledetti” dice Teresina. “Io stavo facendo i fatti miei e adesso sono impelagata in questa avventura”

“Pazienza” dice l’Aragosta Aliena, ché prima era Alieno Aragosta. “Ognuno ha quel che si merita”

Afferra un coltello enorme e si avvicina alla lumaca, ma proprio mentre sta per fare il primo passo si accorge di non riuscire a muoversi.

“Oh, miseriaccia! Il trucco più vecchio del mondo!” esclama l’aragosta aliena. Teresina ridacchia: la sua stessa bava ha impiastricciato le zampe dell’alieno e adesso è costretto sulla sua posizione. Adesso è la lumaca ad essere in vantaggio, così estrae dalla sua casetta il cannone laser e comincia a colpire tutti indiscriminatamente, persino i trichechi che, poverini, non c’entrano nulla.

La lumaca Teresina/15

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Teresino

“Teresina! Non ti facevo una rapitrice!” esclama stupefatto l’alieno aragosta, una volta giunti dentro una caverna del Polo.

“Lo sono appena diventata” dichiara la lumaca “perché voglio attirare i tuoi colleghi in una trappola”

“Colleghi? Non facciamo lo stesso lavoro. Ad esempio io sono un elettricista, l’alieno a due teste è un impiegato di banca e l’alieno cangiante colore è un commesso”

“Voglio dire, siete colleghi di invasione però, no?”

“Anche quello è sbagliato” la corregge l’alieno. “Vero, vogliamo vedere tutti e tre le piramidi, ma per tre motivi differenti. Ad esempio io le voglio vedere perché uno dei miei antenati ha partecipato alla loro costruzione, l’alieno colorato le vorrebbe tingere di arancione fluo e l’alieno  due teste vuole conoscere le sfingi per farsi dire qualche indovinello difficile. Adesso spiegami perché mi hai rapito, dunque”

Teresina si trova spaesata e piuttosto infreddolita. Non si aspettava che nelle grotte facesse più freddo che fuori. Al che, spiega: “Non so più perché ti ho rapito. L’ho fatto, punto.”

“Non dovresti rapire gli alieni a casaccio, teresina.”

Una voce profonda compare improvvisamente da dentro la grotta.

“Chi sei? Cosa vuoi?” chiese la lumaca, guardando verso l’altro, ma in realtà dovrebbe guardare verso il basso, perché a parlare è stata un’altra lumaca.

“Mi chiamo Teresino e non ho nessun superpotere, ma sono molto saggio” dichiara Teresino. “E per questo ti dico: guardati dal rapire gli alieni”

“Silenzio!” esclama Teresina, ed estraendo una pistola a raggi laser lo disintegra senza colpo ferire. “Adesso disintegrerò anche te!”

Teresina colpisce l’alieno aragosta, facendolo diventare un ottimo secondo piatto. La lumaca ridacchia e pensa di nutrirsi della povera vittima, ma improvvisamente quello stesso piatto si rialza.

“Aspettavo proprio che tu mi colpissi” sibila l’aragosta “perché solo morendo potevo evolvermi al mio secondo stadio, ovvero la Super Aragosta Vendicatrice!” Ahahahaha, non mi fermerai!”

La lumaca Teresina/14

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Tre alieni e una Teresina

Teresina non aveva mai visto tre alieni così diversi tutti assieme.

“Non dovreste nemmeno esistere” afferma. “Gli Alieni sono grigi, e voi non siete grigi!”

“Ah, no?” dice il secondo Alieno, il quale fa una piroetta prendendo il colore succitato. “E adesso che mi dici? Eh? Sei ammirata, vero?”

Teresina viene spiazzata per la seconda volta in un minuto. Non capita spesso da quando ha scaricato tutti i super poteri. Che fare, dunque?

“No, non sono ammirata e presto ti distruggerò, riducendoti in così tante piccole briciole che anche un posacenere sembrerà troppo grande per contenerti!”

Tutti fischiano ammirati. A Teresina non manca il coraggio! Ma un’altra voce si unisce alla sua, ed è quella dell’Uomo lavico.

“Non sarà da sola” dichiara. “Io le darò una mano!”

Tutti fischiano anche lui ammirati. Da uno scontro ad armi pari è venuta fuori una semi amicizia. Nel senso che da un lato è amicizia, dall’altra parte non si sarebbero più frequentati dopo quell’avventura.

Teresina, fra i suoi molteplici poteri, adesso è diventata un’ottima spadaccina, avendo scaricato una guida pratica sull’argomento, intitolata “Spadaccini oggi: guida pratica per le lumache”; e quindi estrae dalla sua bava una spada fata di questo materiale. L’Uomo lavico invece sta creando delle sfere di fuoco con le mani, da sparare eventualmente sugli alieni, i quali però non sembra avessero voglia di combattere.

“Non combatteremo” afferma il terzo alieno, quello che somiglia a un’aragosta. “O perlomeno, non lo faremo fintantoché non ci farete vedere le piramidi”

“Allora non avete capito! Non arriverete mai a capire dove si trovano, perché noi vi riporteremo a casa!”

Teresina li attacca con la sua spada, ma l’alieno aragosta non fa altro che sollevare una delle sue chele e tagliare la spada fatta di bava, che cade tutta a terra impiastricciando il ghiaccio.

“Visto? Non puoi competere con noi” dichiara il secondo alieno, quello che cambia colore.

“No? Beccati questo!” L’Uomo lavico lancia una granata di lava in faccia al nemico, che quindi adesso è un po’ più caldo di prima.

“Scelta sbagliata” risponde l’alieno colorato “perché quando i colori si riscaldano io… io…”

L’alieno comincia a sudare.

“Ebbene? Cosa succede quando i colori si riscaldano?” chiede il primo alieno, quello con due teste.

Ma non ottiene risposta, perché ad un certo punto Teresina rapisce l’alieno aragosta e vola via.