L’Uomo biscotto e…

L’uomo-biscotto era amato da tutti.

Davvero, dico, non c’era uno che lo odiasse. Persino i celiaci, persino chi seguiva la dieta e mangiava solo integrali… tutti.

Era dolce, era commestibile, e tutte le volte che passava non lesinava di farsi assaggiare, anche da chi era già sazio.

Vi dico che era amato da tutti, dovete crederci.

Quando andava a fare la spesa, nessuno aveva bisogno di comprare i biscotti, perché li aveva già lui pronti.

Quando veniva invitato nelle case altrui, gli ospitanti potevano permettersi di offrire solo il tè, ché i biscotti li portava lui.

Quando presenziava alle feste, nessuno pensava di prendere i biscotti, perché?

Esatto, c’era l’uomo-biscotto, bastava lui e la sua eterna fragranza come se fosse appena sfornato, per sdaziare tutti.

Inoltre, quando due squadre pareggiavano apposta, non si poteva non citare il “biscotto”, ed ecco che veniva lui a spiegare che non c’entrava niente con quella pratica un po’ anti sportiva.

Insomma, lui era amatissimo. Era assurdo pensare di trovare uno che poteva averlo in antipatia.

Quel giorno era domenica. Si sa, i weekend c’è sempre brutto tempo.

Lui stava passeggiando, con la sua solita forma umanoide ma con la pelle a forma di biscotto, con scaglie di cioccolato che lui chiamava nei ma era cioccolato vero.

Il villaggio non perdeva occasione di dargli un morso, salutarlo o perlomeno nutrirsi delle parti non vitali. Lui si limitava a sorridere e a rigenerarsi.

Ad un tratto, però, come ogni maledetta domenica, iniziò a piovere.

“Oh, no! Povero Uomo-biscotto! Adesso si scioglierà!” aveva esclamato la signora Pina, casalinga ficcanaso che guarda caso stava osservando da fuori la finestra il passeggio del suddetto.

In effetti, il povero uomo non era tanto felice di quella situazione. “È sicuramente il mio arci-nemico, il signor Uomo-pioggia, a mandarmi addosso tutto questo quantitativo d’acqua! ma io non mi fermerò davanti a simili facezie! Adesso userò… l’OMBRELLO!”

Seguì un forte rombo di tuono, condito da decine di sguardi attoniti.

Fatto quell’annuncio, al Biscotto umano non rimase altro che aprire il proprio ombrello, disegnato a motivi di gallette.

“Ha! Ben ti sta, brutto pagliaccio!”

E anche quella volta l’uomo-biscotto sconfisse il suo rivale, che rimase con un palmo di naso.

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Posta del Cuore/28

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Salve a tutti e benvenuti, è un immenso piacere per me darvi il benvenuto nel nuovo episodio della Posta del Cuore…

Vediamo un po’ che cosa mi proponete oggi!

Caro Aven, ho una passione infinita per le pecorelle della polvere. Dai, sono così… tenere, e pacioccose! Non viene voglia anche a te di adottarne una?

Ehm… no? Ma questa lettera mi fa tornare in mente il giorno in cui ho visto quella pecorella entrare per sempre dentro l’aspirapolvere. Fu allora che mi resi conto che la canzone del Tempo delle Mele era quella perfetta per indicare le coppie.

Non so Aven, ma se con le mani sbuccio le cipolle, le cipolle che ne pensano? Si possono innamorare delle mani che le spogliano? Te lo chiedo perché una cipolla una volta ha fatto un mugolio di piacere e allora ho smesso subito di toccarla, sono indietreggiato ansimante. Che faccio?

Non lo so, possono essere tante cose: magari si è innamorata della tua mano destra, o sinistra, o addirittura di un dito solo! Non posso dirlo con certezza senza vedere la cipolla e interrogarla.

Ciao Aven, secondo te è d’uopo invitare Rudolph la renna adesso che è Natale? Voglio dire, ha il naso luminoso! Tutti la vogliono come animale da compagnia, no?

Solo se in ballo c’è la mano della tua spasimante. E non chiedermi cosa significa.

Aven, Aven… ma come hai fatto a non prevederlo! Alla fine è successo: l’accordatore si è innamorato di te! Ogni volta che accordi la chitarra manda tutti quei segni rossi perché non si vuole staccare da te! Renditi conto!

Oh, no! E adesso che faccio? Ho poche soluzioni a questo dilemma, e non tutte sono soluzioni semplici. Ad esempio, CAMBIO ACCORDATORE!

E se ti dicessi che la scia della cometa si è innamorata della cometa stessa, come la prenderesti?

Che quando la cometa si disintegrerà, saranno dolori per tutti.

 

 

Ricetta: arancine con tutto.

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LE ARANCINE SONO FEMMINE

Detto questo, possiamo iniziare col nostro trattato.

Sappiamo tutti come si preparano le arancine, non starò certo a ripetere come si fanno. Stavolta, però ne prepareremo una e una sola, quella definitiva.

Ebbene, sì. Prepareremo l’Arancina con TUTTO dentro.

Non è un’impresa impossibile. Io ce la farò. Tu, leggendomi, ce la farai. Insomma, possiamo farcela.

La panatura, il riso e poi l’interno.

Ricordiamo che deve entrarci tutto, quindi prepareremo una pallina di riso dalle proporzioni bibliche.

Veramente, dobbiamo perlomeno raggiungere l’altezza dell’Empire State Building e raggiungere il volume di… un sacco gigante.

All’interno di questa arancina deve entrarci tutto. Ma vediamo con ordine come fa ad entrarci tutto. Fate attenzione a questo passaggio fondamentale:

Per prima cosa cominciamo con i batteri, poi con gli insetti minuscoli, vivi o morti non importa.

Quindi fate attenzione alle coccinelle che portano fortuna.

Dopodiché, pensiamo a convincere ad entrare tutti gli insetti volanti. Basterà mettere una finestra dentro l’arancina e farci passare la luce. Verranno tutte, e sbatteranno sul vetro.

Dopo gli insetti, tocca ai ragni. Dal ragno comune domestico alle tarantole più velenose, fino alla sexy Vedova Nera.

Dai ragni, possiamo inserire gli anfibi e i rettili. Fate attenzione a non accoppiare le lucertole con i camaleonti, è facile confondersi.

Dai rettili, passiamo infine ai mammiferi. Non fate avvicinare questi ai tanti tipi di veleno che contengono i rettili, potrebbero morire., Va bene, dopo dobbiamo mangiare l’arancina, ma sarebbe meglio che non succeda l’irreparabile prima del previsto.

Una volta inseriti gli animali, è tempo di inserire le piante, e poi i nostri oggetti, tutto quello che abbiamo creato in cinquemila anni di storia. Piramidi comprese.

Infine, dopo aver inserito TUTTO dentro, e ricordando che i veleni che abbiamo inserito non fanno alto che insaporire la nostra arancina, non dobbiamo far altro che MANGIARE la suddetta arancina.

Buon appetito!

Aven come facciamo a mangiare questa arancina gigantesca?

Poi devi prendere il bicarbonato per digerirla.

Ma lo abbiamo messo dentro l’arancina, con tutto il barattolo dentro!

Ops…

Test: che fiocco di neve sei?

E soprattutto, sei un fiocco di neve?

Vediamo adesso, subito, dal momento che sta nevicando.

  1. Ti vedi bianco come il latte?

a) No, rosso come il papavero

b) No, viola come le viole

c) No, blu come i puffi

2. Ascolti le playlist piuttosto che gli album?

a) No, ascolto solo i citofoni

b) No, ascolto solo il rumore della pioggia

c) No, ascolto solo le monete

3. Da piccolo facevi le raccolte di figurine?

a) Sì, ma lo faccio ancora oggi

b) Avevo l’album di figurine di Lupin

c) Sì, solo che le figurine le facevo io con le foto tipo stalker

4. Hai un account Instagram?

a) No

b) Sì ma faccio solo le stories

c) No

5. Ti conosco: hai una lavastoviglie a casa ma non vuoi ammetterlo.

a) Lupo Mannaro

b) Provincia di Sassari

c) In realtà ho un’ammissione ma non voglio lavastoviglie

6. Prometto di amarti e onorarti, finché…

a) Non finisce lo champagne

b) Non ne trovo un altro più bello che problemi non ha

c) Non pensi di ammalarti

7. Che cosa ne pensi del Natale?

a) Oddio lo adoro!

b) La vera domanda è: che cosa pensa il Natale di me?

c) Curricula

8. Secondo te, i manga giapponesi:

a) Sono sempre esistiti

b) In realtà sono cinesi

c) Non li so leggere, c’è sempre scritto fine all’inizio

9. Da quant’è che non vedi il sole?

a) Non vedo il sole da quando sono nato, visto che se lo vedessi mi accecherei

b) davvero, oh! Ultimamente fa solo brutte giornate

c) Lavagna

10. Ultima domanda: sei uno spazzolino da denti?

a) Ma il test non era sui fiocchi di neve?

b) Sì, devo fare coming out

c) Non credo, anche se a volte odoro di menta

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

Sei un fiocco di neve di tipo DENTRICE! Attento, non “dentice”, che quello è un pesce, ma dentrice. Questo denota la tua capacità di condensarti quando c’è freddo e cadere in maniera fastidiosa oppure no a seconda dell’umidità. Quindi sei una persona umida? Non lo so, è il test che lo dice!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Sei un fiocco a ROSETTA! Esatto, le rosette che trovi in qualsiasi panificio! Bello caldo, pronto per essere sfornato e in generale soddisfacente al palato! Non male!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Se la NEVE TONDA! Quella classica, quella che si usa per disegnare e per fare i pupazzi di neve! Questo vuol dire che sei una persona classica e infatti giri ancora con la tuba e le ghette!

Aven guarda che ci sono anche altri tipi di fiocchi di neve

Impossibile, tre opzioni, tre risposte.

Posta del Cuore/27

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Benvenuti! Benvenuti in questo nuovo mirabolante episodio della Posta del Cuore! In questo momento siamo tutti in trepidante attesa delle feste natalizie, vero? E non solo, si comincia anche stasera per la veglia dell’Immacolata! Burraco e spaghettata per tutti?

In questo clima di festa, però, non dimentichiamoci delle persone che amiamo, come testimoniano le lettere di questa settimana.

Ciao Aven, secondo te vale la pena invitare la mia ex per il veglione di questa sera?

Beh, se vuoi adattare il clima di famiglia col tempo che c’è fuori, fai benissimo.

No guarda che la mia ex è una vacca

In questo caso la mungi, ci fai la mozzarella e continuerete a mangiare pizza all’infinito!

Caro Aven, buon Natale a te e famiglia!

OH NO È GIÀ COMINCIATA AIUTO

Aven, ho un sacco di problemi! Abbiamo già montato l’albero ma… mi fa gli occhi dolci e io quasi quasi sto per cedere alla sua corte! Che posso fare?

Prova a spostare quelle due palline che sembrano occhi, dai. Pensa ad invitare il tuo albero al cenone della Vigilia. Va bene che sta nell’angolino come gli asociali, ma farlo sedere accanto a noi mi pare anche troppo, vero?

Caro vecchio mio, sono innamorato delle montagne e vorrei far loro un regalo. Che ne dici di un pandoro?

Te lo sconsiglio. Le montagne innevate sembrano già pandori, no?

Caro Aven, Natale con chi vuoi! E io voglio una bella teglia di pasta al forno, non so tu

SOTTOSCRIVO

Sono le Picche e mi sono innamorato dei Fiori. Che faccio?

Non fargli vedere il tuo 2 e stai a posto. Vedi, questo messaggio capita proprio a fagiolo perché dicevo che stasera si giocava a burraco, per cui l’amore fra i semi delle carte è un argomento interessante e avvincente

Ciao Aven! Noi giochiamo a Baccarà, facciamo male? E, a proposito, mi sono innamorato delle mie forchette

Sarà un piacere quando affonderai loro nei cibi e mangerai, no?

 

Perché la misura di lunghezza è il metro?

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Vogliamo chiarire che non ce l’ho con il metro. Ma,. effettivamente, cosa cambia se noi misurassimo i metri in litri, ad esempio?

In realtà cambia, e lo dimostrerò con questo articolo, descrivendo l’unità di misura maggiore fino alla più piccola.

Kilometro: il kilometro vale mille metri. Non si sa come, ma per lui è importante che ad ogni mille metri debba comparire. È il più grande fra i suoi fratelli e indica la strada, la velocità e anche il tempo, nei giorni dispari, per cui non chiedetegli che tempo deve fare martedì, per favore.

Ettometro. L’ettometro vale cento metri. Nessuno lo chiama mai così, ma mi ricordo dalla scuola elementare che ha pure lui un suo nome e il simbolo è hm. Da ciò se ne deduce che è un tipo molto fashion.

È difficile da capire

Decametro. Come dice la parola stessa, il decamero vale dieci metri. Mettete dieci metri uno di fronte all’altro e otterrete un decametro. Poi toglieteli via: dieci metri non sono nemmeno lo spazio da casa mia al cassonetto. Insomma sono un’unità di misura inutile e qui davvero, c’è da chiedersi il perché non usare il kilobyte.

Metro. Esistono due tipi di metri: il metro per sarti, che io cos’è e come funziona, e il metro come unità di misura, che vale cento centimetri. Io ad esempio sono alto un metro e altri settantotto centimetri, secondo la mia carta d’identità. Ma, nella sua lunga esperienza, il metro ha la passione per la corsa. Chi non ha mai sentito parlare della corse dei cento metri?

Decimetro. A dispetto delle attese, “decimetro” non vuol dire dieci metri, ma 0,10 metri, scritto così. Un po’ più piccolo, ma non abbastanza trascurabile.

Centimetro. E qui i maschietti come me saranno un po’ in difficoltà… eh, quante battute sui centimetri! Si sprecano, proprio!

Millimetro. Anche qui, secondo voi la locuzione “Fuorigioco millimetrico” da dove proviene? I millimetri si trovano nelle squadrette, inoltre, sono così precisi che si usano anche nei proiettili. Che tipi puntigliosi! meglio non averci a che fare.

 

Ed ecco spiegato il motivo per cui ci si misura in metri! È un’allegra famigliola, ma… CHI USA I DECIMETRI ME LO SCRIVA, VI PREGO!

Tutorial: avere i capelli.

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Io di sicuro non posso parlare. O meglio, questo tutorial serve anche a me.

Sono stempiato. Faccio finta di no, ma in realtà è così.

Per ovviare a questo problema, mi sono messo di buona lena e, studiando, ho capito come fare per farsi crescere i capelli in maniera del tutto pulita.

METODO A

Procuratevi dei semi di capello dal fruttivendolo più vicino e metteteli sugli spazi vuoti del vostro cranio. Badate che vanno messi bene, altrimenti cascano e non abbiamo fatto niente.

Innaffiate tre volte al giorno, facendo loro prendere un po’ di sole. Dopo qualche settimana, è matematico che qualcosa verrà fuori.

METODO B

Comprate una parrucca e mettetela ogni volta che potete. In tutto questo tempo i bulbi capillari saranno invidiosi e diranno “Ma scusa, ma allora noi che ci stiamo a fare?” e cominceranno a crescere spontaneamente.

METODO C

C come Capelli! Riempite di C il vostro cranio o i punti dove volete far crescere i vostri capelli e vedrete che verranno fuori! Questo perché i vostri stessi celi si sentiranno motivati dalle molteplici C che ci saranno!

METODO D

Andate da un vostro amico capelluto. Sappiamo tutti che ha bisogno di dormire, vero? Ebbene, vi intrufolerete nella sua camera in piena notte … ZAC! Con l’ausilio della forbice che spero non abbiate dimenticato a casa, avrete tagliato i suoi folti capelli e adesso potrete legarveli in testa con un cerchietto. Se qualcuno chiederà, è il copricapo che indossano gli arabi.

METODO E

C’è anche un quinto metodo, quello super segreto, e che conosco solo io perché appunto mi sono messo di buona lena e ho affrontato sfide inenarrabili, frequentato i pub più torbidi e camminato nei vicoli più spenti e puzzolenti. Alla fine di questa odissea posso ben dire che i capelli ce li abbiamo sin dalla nascita e, se li curiamo e trattiamo bene, non cadranno, perché si sentiranno coccolati.

E chi li ha persi non per incuria?

ha altri quattro metodi a cui rivolgersi!

Amarcord/fuoco

Questa volta è il turno del fuoco. Non c’entra la canzone di Eros.

È molto interessante.

Mi è sempre piaciuto vedere le fiammelle dalla base blu sotto le pentole.

Fanno un bell’effetto fotografico, e oserei dire che sono anche vagamente ipnotiche.

Chissà, se potessero pensare, quale sarebbe la loro vita.

Sicuramente sarebbero un po’ stufe di sparire e riapparire a comando, solo perché uno stupido essere umano, come io in questo momento, deve cuocere due uova al tegamino.

E sicuramente saranno anche annoiate dal dover sempre cucinare qualcosa per noi.

E mai un ringraziamento, una gratificazione, nulla.

Ecco. Questo sarebbe il loro pensiero.

Del resto, la storia del fuoco si perde nella notte dei tempi, e ci ha sempre umilmente servito, ad eccezione di quando anche lui si ribella e ci uccide tutti.

Ed è un po’ anche la mia vita.

Sempre lì, a proteggere gli altri che danno tutto per scontato, come ad esempio la mia ragazza, che mi tratta da servo.

E, esattamente come queste fiammelle che si riflettono attraverso i miei occhiali, mai gratificazione alcuna.

Abbiamo il destino in comune.

Se poteste parlare, sareste d’accordo con me.

Solo che io non posso scherzare con voi, altrimenti poi chi la sente la mia principale? L’utilizzo delle mani è fondamentale in fotografia.

Per non parlare della mia morosa, la quale non sopporta le ustioni, né vederle negli altri.

È un destino avverso, il vostro, lo so.

Asociali e prive di gloria.

Ma questo è lo scotto, nessuno sa fare a meno di voi.

Posta del Cuore/26

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Eccoci qui! Oggi è il mio onomastico, ma è anche giovedì, per cui la Posta del Cuore di oggi avrà a che fare con i santi del giorno!

Vediamo cosa ne viene fuori.

Ciao Aven! Sono il citofono. Ho un’attrazione per l’attaccapanni. Secondo te cosa posso fare per conquistarlo?

Domanda interessante, questa! La risposta affonda le sue radici dall’alba dei tempi, in cui i citofoni non esistevano, ma esistevano gli attaccapanni. Oh, non vorrete dirmi che nel Medioevo i mantelli venivano buttati per terra? In ogni caso, ciò che sto dicendo implica che ci sia parecchio age gap fra te e il suddetto attaccapanni. Ce la farai a conquistare la sua maturità o ti lancerà addosso i vestiti che ha di sopra?

Caro Aven, sono il braciere. Ho un certo interesse per la carne! Voglio dire… lei nuda si stende su di me… e io… divento focoso… sai cosa intendo, per focoso? Ecco, quello. Come fai a resistere a un pezzo di carne che si poggia su di te, e che aspetta di essere cotta di te stesso? Non puoi, no?

Hai ragione. O forse no. Dipende! Non hai pensato al fatto che la carne si mangia?

Questo matrimonio non s’ha da fare

Lo so, lo so. Ma tanto io non devo sposarmi, quindi la cosa non mi tange!

Caro Aven, sono l’imbuto. Secondo te ho delle possibilità con lo sturalavandini? Voglio dire, stura i lavandini! Geniale! Come si fa a conquistarlo?

Prova la carta della competizione. Insomma, porti a cena lo sturalavandini e gli dici “Sai, non tutti possono stare con me. Faccio una severissima selezione e poi solo i migliori finiscono alla fine dell’imbuto”. Boom, presa.

Ciao Aven. Sono un gabbiano. Dici che se esterno i miei bisogni fisiologici sullo scoglio che mi piace è amore?

Solo se lo scoglio poi non si lamenta. E la maggior parte delle volte gli scogli non parlano.

E per oggi è tutto! Continuate a mandarmi lettere, io risponderò sinceramente ❤

 

Ricetta: Zuppa di pixel.

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Questo stesso articolo è fatto di pixel, ma vi consiglio di non assaggiarli, altrimenti non riuscirete a leggere ciò che sto per divulgare.

I pixel sono quella roba che compone appunto una pagina web, un monitor, tu stesso sei fatto di pixel e non lo sai.

E adesso ti insegnerò a cucinare. Come si prelevano quindi i pixel?

Dobbiamo innanzitutto spaccare un monitor che non funziona più, e pesare quindi le briciole che ci servono, per poterne fare una zuppa.

Vediamo subito che le briciole che abbiamo preso dal monitor sono fatte esse stesse di briciole, quindi ci viene facile metterle in una pentola di acqua calda. E non solo, vedremo che il brodo così creato crea sapore a sedici milioni di colori.

Non sto scherzando. Proviamo ad assaggiare il brodo, se non ci credete, chiedendolo al nostro famoso chef Pix El:

Quando faccio la zuppa che mi ha reso famoso in quattro continenti su cinque, di solito aspetto. Aspetto che il brodo, che deve bollire dsvvero, si impregni di pixel e poi assaggio. Questo è un trucchetto che ho imparato con l’esperienza, perché ovviamente i pixel vogliono un po’ di tempo per rendersi conto di esistere. Ed ecco, io assaggio. Cavolo, è buonissimo!

Ma… sei diventato di pixel!

È l’unico effetto collaterale. Però c’è il vantaggio che se devi denunciare verità scomode i media non dovranno più coprire la tua faccia, visto che ci hai già pensato tu stesso.

Visto? E ci sono anche altri vantaggi! Mangiare pixel in questo modo, tramite zuppa, ti permetterà di:

  • Cancellare dalla tua realtà tutte le cose che non ti piacciono, che saranno pixellate;
  • Quella vecchia megera della tua prof di matematica la smetterà di scrivere complicate equazioni, che saranno pixellate;
  • Sarai in grado di sparare pixel dalle dita;
  • Quando la tua ragazza ti lascerà (ti lascerà), tu potrai mandarle a casa un mazzo di fiori pixellato. tanto ti ha lasciato, che ti frega?

Mi hai quasi convinto

Visto?