Ricetta: Cartoccio di pesce senza cartoccio.

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I secondi piatti di pesce sono i migliori perché, secondo il vecchio saggio:

Il pesce non appana

Dove il verbo “appanare” sta appunto nel riempire lo stomaco di cibo senza un domani, per poi smettere di muoverti a causa del grasso del tuo stomaco.

Ma come si fa un ottimo pesce al cartoccio? E soprattutto, che pesce deve essere?

Vediamo come si fa il più classico dei pesci, ovvero il merluzzo col cartoccio. Il merluzzo, come abbiamo visto nel fedele documentario “Le avventure di Isda” ha una sua personalità ben definita e riguarda soprattutto il suo nuotare ed emettere a intervalli regolari bolle dalla bocca, come se volesse parlare ma le sue parole annegano fra le correnti del mare perdendosi nel vuoto cosmico, obliandosi così fra le sabbie del tempo.

Senza perderci in chiacchiere, voglio semplicemente dire che il Merluzzo si presta bene ad essere messo nel forno. Ma, ovviamente, dobbiamo prima sfilettarlo e togliergli le lische.

Mi ricordo di un bambino che disse a sua madre: “Non mi piace il pesce, ci sono le lische” e sua madre gli disse: “E invece te lo mangi lo stesso, gliele ho le lavate le lische”.

Ebbene, facciamo sì che ci siano più pesci e meno lische, tutti assieme crediamo in un mondo ittico migliore!

Per sfilettare il pesce dobbiamo seguire lo scheletro, quindi mi sembra molto semplice da fare.

Ma come? Non hai appena detto che vuoi che le lische si eliminino però poi ti servono per sfilettare?

Ehm… andiamo avanti.

Una volta sfilettato per bene e solo quelli come noi sanno fare, apriamo il forno già riscaldato e infiliamo tutto dentro. Tutto il merluzzo, non vorrei che infilassi anche il tagliere, il coltello e tua nonna, che erano nella stanza.

Dopo una decina di minuti il merluzzo dovrebbe essere pronto. Che poi te lo dice lui stesso, dall’aldilà: “Sono pronto per essere mangiato”.

E buon ap… OH NO HO DIMENTICATO DI METTERE IL CARTOCCIO!

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Tutorial: rispondere a un vero o falso.

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Dì la verità, non sai mai cosa rispondere nell’ora dei test, vero?

Bene, di solito io ho proposto finora domande a risposta multipla nei miei test, ma se un giorno decidessi di indire un vero o falso, voi come ve la cavereste?

Vediamo insieme come partecipare.

  1. Il pilota Tedesco Michael Schumacher, della Benetton, è in odore di vincere il Gran Premio 1994. [V/F]

Bella domanda, vero? E chi se lo ricorda? E poi, siamo davvero sicuri che sia oggi il 1994? Per esserne sicuri, ci tocca controllare il calendario. Ma siccome questo è un test, non abbiamo aiuto di sorta. Dobbiamo andare a logica, sapendo che in tutte le domande c’è una parte della risposta. Sarà vera questa risposta? Io dico di sì, Schumacher lo vedo di belle speranze e probabilmente passerà alla Ferrari.

2. Brian Jones, iconico volto dei Beatles, è stato trovato morto annegato nella sua piscina. [V/F]

Anche qui, non possiamo essere sicuri di niente. Chi sarà mai questo Brian Jones di cui tutti parlano? E soprattutto, chi sono i Beatles?

John, Paul, George e Ringo. Brian mi sa che non c’entra niente. Mettiamo Falso.

3. Il CERN annuncia l’uscita del World Wide Web. È il 26 Maggio 1982 e questa invenzione cambierà le vite di ognuno.

Anche qui questa cosa mi puzza. Il 1982 è noto per vittoria dei Mondiali di calcio da parte dell’Italia, che poi è il solo evento di quell’anno. La nascita di internet è avvenuta molto dopo, iun un altro mese, in un altro anno, in un altro giorno. Falso.

4.  La Juventus vince la sua seconda Champions League. È il 22 Maggio 1996 e Fabrizio Ravanelli solleva l’ambito trofeo davanti a una folla festante. [V/F]

Che forte che è Ravanelli, eh? Il nostro amato capitano! È tutto vero, e anche se ormai siamo in ottobre e nel frattempo abbiamo vinto anche la Supercoppa Europea sono ricordi che sono rimasti indelebili. Tutto vero.

 

Con queste domande spero di avervi chiarito le idee su come affrontare un Vero o Falso senza troppi patemi. Anche se non la sai, ricorda sempre di andarci per logica.

Perché le settimane hanno sette giorni?

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“Sette giorni…”

Questa frase la ripetono anche i muri, ma la ripropongo per sottolineare l’argomento che sto per proporre oggi. Cosa sto per proporre oggi?

Ci sono sette giorni. Una settimana ha sette giorni. Perché? E perché da Domenica a Domenica ci sono sette giorni e da sabato a lunedì ce ne sono solo due? Eh?

Complotto alieno?

Vediamo un po’.

LUNEDI: A CHE SERVE. Il Lunedì serve per riprendersi. Ne abbiamo già parlato, è il primo giorno e tutto quanto. Ma ciò che non ho detto è che serve a qualcuno per orientarsi su che giorno siamo dopo le sbronze domenicali.

 MARTEDI: IL SUO HABITAT. Il martedì vive soprattutto nelle grandi tangenziali imbottigliato nel traffico. Ecco l’atmosfera esatta del martedi. A meno che non sia “grasso”, allora occupa da solo tutta la settimana, perché grasso.

MERCOLEDI: VIVERE AL CENTRO. Siamo ormai a metà settimana, è il momento giusto per cominciare una dieta senza il trauma del weekend, oppure far fruttare quell’abbonamento in palestra dove non ti conosce nessuno ma versi comunque soldi.

GIOVEDI: VIAGGIO A GIOVE E RITORNO. È il giorno di Giove. Bisogna andare su Giove, tutti i giovedì, e sono sicuro che anche voi ne avete sentito il bisogno. E ora, a meno di non trovare traffico, sono sicuro che entrerete sulla Terra in tempo per il…

VENERDI: IL GIORNO SPOILER. Di solito in questo giorno ci si organizza per il sabato e la domenica, ovvero uscire con gli amici a bere, e fare le foto che poi dovranno testimoniare cosa in effetti fatto in questi giorni perché tu non lo ricorderai affatto. Per chi non ha amici, invece, questo giorno non ha alcun significato, come lo zero elevato a potenza di zero.

SABATO: ANCHE DI LUNEDI SERA È SEMPRE SABATO SERA. Infatti, cosa abbiamo detto finora? Non abbiamo scritto finora: “sabato, sabato, sabato, sabato…” eccetera? E non c’è mai un altro giorno! Che poi, a voler pensarci bene, tutti i giorni sono uguali agli altri, il sole sorge comunque a est e tramonta ad ovest e sono tutti composti da ventiquattro ore… quindi cos’è che cambia un lunedi da un sabato?

DOMENICA: IL GIORNO DEI GOAL. Una volta era così. Tutti piazzati con la radiolina a sentire Tutto il calcio minuto per minuto per sentire, alle quindici, le dirette dai campi.

“Oh, mi dici il risultato di Fiorentina-Foggia?”

“Ma perché non ti compri una radiolina invece di rompere le scatole?”

E invece le rompo le scatole.

Questo è quello che penso. Questo è il motivo per cui la settimana ha sette giorni, e tutti hanno la loro utilità.

“Sì, ma… sette giorni, ok? Potrei venire lì a massacrarti all’istante se preferisci”

Oh… ok.

Test: sei un quadrupede?

Cane, gatto, cavallo, giraffa… quanta confusione! Io non ci ho mai capito niente! E magari siete anche voi dei quadrupedi!

Scopritelo con questo test.

  1. Quando ti cade una cosa per terra, è subito gattonare.

a) Sì

b) No

c) Non lo so

2. Quando il pallone si incastra sotto la marmitta, ti chini per raccoglierlo

a) Sì

b) No

c) prendo una scopa

3. Devi passare per un cunicolo stretto e…

a) Sì

b) No

c) Guardo il mondo da un oblò

4. Sta per venirvi in faccia una palla gigante 

a) Mi abbasso

b) Mi scanso

c) Sì

5. Mi spingono

a) Sicuramente cado a terra

b) No

c) Non casco mai

6. Devo allacciarmi le scarpe

a) No

b) Porto i mocassini

c) Me le allaccio calandomi

7. È l’ora della pedicure

a) Devo abbassarmi

b) Caspita, che unghia lunghe

c) Motosega

8. Si fa stretching

a) In effetti è difficile toccare le punta dei piedi con le mani

b) In effetti è facile se tu ti snodi

c) No

9. Sì o no?

a) Capra

b) Pantera

c) Fiordaliso

10. Che animale quadrupede preferiresti fra questi tre?

a) cavallo

b) zebra

c) Ippopotamo

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

SEI UNO YES MAN

La tua risposta preferita è il “Si”, sai suonare l’accordo di Si con la chitarra e il SI… lenzio è la tua arma migliore. Ma non vale la pena parlare

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

SEI UN QUADRUPEDE

Di sicuro il tuo mezzo di trasporto preferito non è la moto, e nemmeno la bici. Per ogni cose, devi buttarti a terra, e infatti l’ho esplicato molto bene nel test. Infatti, hai risposto “no” solo per depistarmi, ma in realtà hai mentito sapendo di mentire.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

SEI UN IPPOPOTAMO

Non è che tu hai fatto uno spot di recente?

 

Serenata rap

Continua il nostro viaggio attraverso il vecchiume che ho deciso di riproporre attraverso il blog. È il 24 luglio del 2013 e io… mi annoiavo, ecco.

“MA STAI SCHERZANDO?”

Stan era allibito. Le parole che Gerald aveva appena pronunciato non poteva credere, fino a qualche minuto primo, che un giorno avrebbe potuto dirle.

“No. Tanto lo sai che tu che…” disse Gerald, ma Stan lo anticipò.

“Ma ti rendi conto? Noi che siamo votati al Power Symphonic Gothic Epic Metal polifonico! E tu… tu… tu…”

“Sì. Il tuo genere mi ha stufato”

Gerald voleva proprio far suicidare il suo migliore amico.

“Ma non puoi fare una serenata rap per una ragazza! È inutile!”

Per Stan, il rap era un sottogenere indegno di essere ascoltato. Per l’amico invece, era un genere che andava rivalutato.

A Gerald si erano aperti gli occhi e voleva convincere anche Stan della bontà della sua idea. “Beh, allora tu cosa faresti per una ragazza figa che ascolta Tupac?”

“Tupac che sarebbe? Una ditta di spedizione pacchi?”

“Ma è il più grande rapper…”

“Allora non m’interessa! Mi cercherò un altro chitarrista!”

Detto quello, Stan Trafford vagò per la sua strada. Gerald invece quella sera si ritrovò sotto in via BH 17 a fare quella serenata rap.

“Oh Jenny, sei sempre viva come una pianta, oh Jenny, come una luna e i politici…”

Jenny uscì e gli tirò una padella insaponata in pieno volto, facendo centro. Al buio. Con quattro piani di differenza.

“E non farti mai più rivedere!” urlò, prima di chiudere la finestra.

“Povero Gerald” esclamò un passante, che sapeva come si chiamava il ragazzo infortunato perché l’aveva scritto da tutte le parti, appeso al collo e nei finti piercing. “Sempre così sfortunato”

Gerald e le serenate rap. Da quel giorno, avrebbe lasciato il rap a chi di dovere.

 

Posta del cuore/19

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Eccoci qui, e chi l’avrebbe mai detto? Nuovo episodio di questa rubrica che sta appassionando molte persone, e altre persone si appassioneranno oggi perché oggi si parlerà soprattutto d scoperte!

Esatto, perché ho intenzione di celebrare il Columbus Day raccogliendo tutte le lettere d’amore che parlano di scoperte!

Cominciamo subito:

Caro Aven, ho scoperto una sedia bellissima. Davvero bella, comoda, e poi vibra… come posso fare per corteggiarla e magari attaccarmi a lei? Per inciso, sono il cuscino”

ciao Cuscino! Be’, ti suggerirei di andare a legarti alla sedia! Così, volente o nolente, dovrà accettarti! dici che così penalizzi il libero arbitrio dlela sedia stessa? ma chiediamolo a lei:

ADORO quando i cuscini si siedono su di me

Visto? Passiamo ad altro:

ciao Aven, sono la tua tastiera. Ebbene, ho un orgasmo tutte le volte che le tue dita mi colpiscono. Aaaah… sìììì… continua…

ODDIO MI STA FACENDO SCHIFO

Caro Aven, sono la tua lametta. Devo dire che ogni volta che mi approccio al tuo collo c’è il mento che mi fa l’occhiolino! Che posso fare per conoscerlo meglio?

Puoi ad esempio, ogni domenica che mi faccio la barba, non ferirlo come fai di solito. sai, di solito non ferire è meglio che ferire, quindi i tagli non sono molto graditi. Fai questo e vedrai come cadrà ai tuoi piedi.

Caro Aven, c’è una cosa che non avevo mai visto e che voglio farti sapere! Sono lo shampoo, e mi sono innamorato del bagnoschiuma. Come posso fare per conoscerlo meglio? Voglio dire, come più che amici…

Ma io so che il bagnoschiuma è impegnato col sapone. Come facciamo? Chiediamolo al sapone!

ADORO avere le relazioni a tre

Va beh, allora nessun problema. Avanti un altro!

Ciao Aven, sono la tua moneta portafortuna da dieci centesimi. voi farmi diventare come il decino di zio Paperone, ma siccome c’è quella caramella alla menta che costa proprio dieci centesimi di cui mi sono innamorata perdutamente, non è che puoi…

NO MAI! Anzi, sì… le caramelle alla menta mi piacciono.

Aven… ma come le tue dita mi colpiscono… mmmhhh… ancora…

ODDIO BASTA

 

 

 

 

Tutorial: andare alle fiere e spendere tutto.

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Questo sono io dopo il giorno passato al Palermo Comicon. Un poveraccio, sì, ma con una valigia piena di desideri esauditi.

Lo scorso settembre si è svolto il Palermo Comicon, un convegno per nerd dove ci si veste in cosplay e si compra tutto quello che c’è da comprare, per poi sparire nel nulla.

La prima cosa da fare è capire dove si trova questo evento. Siccome io sono povero, posso permettermi di andare un giorno solo, anche perché poi in effetti diventa pesante, e in ogni caso la Fiera in questione si trova dall’altra parte della città, rispetto a dove abito. Per riflesso, posso dire che io abito dall’altra parte della città rispetto a dov’è la Fiera. Infine, rispetto a casa mia e la Fiera, la Cattedrale si trova proprio a metà strada o quasi.

Comunque.

Una volta individuata la zona, si decide di andarci con i mezzi pubblici, quindi ci si alza all’alba per essere lì in tempo utile e comprare un biglietto per entrare per primi, e rimanere lì tutto il giorno.

Il giorno perfetto per andarci è infatti il sabato, ché non è il primo giorno e nemmeno l’ultimo, e c’è più gente e magari si può stare anche in compagnia, se uno ha la compagnia. Se invece uno vuole stare da solo, si hanno molte più possibilità. Ad esempio, si può decidere di fare un corso gratis di dama, oppure di… spendere tutto.

Tutti i tuoi risparmi, i soldi dei nonni, gli stipendi, tutto convertito in borse, gadget, tazze di PacMan doppioni, cibo a quantità industriale e manga.

A fine giornata, avremo speso tutto, e solo allora piangeremo lacrime amare. Tuttavia, la soddisfazione di avere un angolo nerd per la casa sarà senza pari, fino al giorno in cui affitteremo uno stand tutto nostro e venderemo i libri che abbiamo scritto.

Fino ad allora, continueremo a spendere.

“Ma abbiamo già zero euro!”

ABBIAMO? DOBBIAMO VENDERLO!

 

Perché ci si saluta?

Ciao, Aven!

Così mi salutano, anche nella vita reale.

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Fa molto America presentare il banner a puntata già iniziata.

Il saluto è micidiale, è un rito. Sono sicuro che siamo tutti d’accordo su questo punto. Inoltre, salutare qui nel sud vale a dire anche fare la vasata, ovvero avvicinare la guancia destra a quella dell’altro che si sta salutando, perché non basta la stretta di mano o agitare la mano come fanno le nobili dell’ottocento.

Perché ci si saluta?

SITUAZIONE 1

Ginopaolo e Fedenico sono amici da tanti anni, tanto da andare in pizzeria anche una volta ogni due mesi, per quanto sono amici. Si scambiano gli auguri pe ri compleanni,. a Natale, a Pasqua e anche per santa Brigida.

“Ciao Ginopaolo!”

“Che piacere, Fedenico!”

Ecco, questo è quello che ci aspetteremmo tutti, vero? Invece, senza saluto…

“Mio caro Ginopaolo, il BTP Bund è sceso ancora”

“Ah beh, c’era da aspettarselo”

Come vedete, è un po’ butto andare dritto al punto della situazione, che in questo caso è l’economia, ma vediamo allora la

SITUAZIONE 2

La signora Soccorsa è andata dal fruttivendolo per comprare un broccolo.

“Buongiorno Fruttivendolo! Mi serve un broccolo!”

E il fruttivendolo

“No, in realtà sarebbe buonasera, visto che è già passato mezzogiorno”

Ma a te non viene di dire buonasera quando il sole splende in alto, vero? Eppure lo si dice, e si finisce per confondersi dando spago a chi come il fruttivendolo è molto pignolo.

Senza saluti invece:

“Fruttivendolo, un broccolo subito!”

“Ecco signora!”

vedete? Tutto semplice e immediato.

SITUAZIONE 3

“Carlogio se n’è andato senza salutare”

” È un cafone”

Carlogio sta semplicemente questo tutorial, m,a ritrovandosi a un party, se n’è andato senza salutare nessuno andandosene via come un ladro. Gli altri, che non leggono il mio blog, lo insultano senza motivo. Ecco perché, nella situazione senza saluti:

“Ma dov’è Carlogio? Non sarà stato mica catturato dal gabinetto mutante che c’è nel locale?”

“OMMIODDIO DOBBIAMO SOCCORRERLO!”

“No tranquilli ragazzi, se n’è solo andato”

“Ah, meno male. Comunque andiamo dal gabinetto mutante!”

Vedete? Nessuno viene preso per cafone e la serata può continuare senza altre allusioni a Carlogio, spostando l’attenzione sui gabinetti mutanti.

 E NEL FINALE DUE VOLTE I SALUTI! FATELO BENE! GIOCA JOUER!

Quindi ho eliminato anche il Gioca Jouer facendo un favore all’umanità.

Detto questo, non saluto e rimando all’articolo di ieri. Leggetelo ❤

Posta del cuore/18

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Eccoci giunti a un nuovo episodio della Posta del Cuore, che ormai è riuscito a diventare un appuntamento fisso e quindi vi ringrazio per aver fatto sì che questa rubrica non chiudesse.

Ciao Aven! Mi piace uno. Ebbene sì, ogni tanto ti scrive una ragazza! Come posso approcciarmi al numero 1 senza irritarlo?

Attenzione, quando si parla di relazione amorose con i numeri. Soprattutto, fate attenzione ai numeri 1, che sono boriosi e con un alto senso dell’ego! Quindi, l’importante è farlo fesso riempiendolo di moine e vedrai che sarà tuo!

Aven mi dai qualche consiglio per rimorchiare?

Certo! Dunque: innanzitutto devi avere una carrucola, poi devi fissare bene il gancio del tuo rimorchio all’auto e vedrai che non cade più! Al che, buon viaggio!

Ah, ma forse tu volevi sapere come approcciare le ragazze… dipende. Sei un numero 1?

Caro Aven, mi sono venute le farfalle nello stomaco. Anzi, mi vengono ogni volta che la guardo, ogni volta che la vedo arrivare. Le ho chiesto di uscire una domenica, e lei mi ha risposto “Ora vediamo”, quindi picche. Ho cercato di dimenticarla ma niente, ancora ci sono farfalle! Che posso fare?

Una bella spruzzata di DDT e passa tutto. Sullo stomaco, ovvio, mica sulla ragazza.

Ciao Aven! Che ne dici se mi dovesse  capitare di innamorarmi del  panino  col prosciutto  e la maionese? Eh? Posso chiedergli di uscire e così nutrirmi di lui per strada? Eh?

Eh… domanda difficile, a cui non so rispondere senza pensare al panino stesso. Ebbene sì, siamo rivali…

ciao aven! Puoi darmi qualche suggerimento per un primo appuntamento? Voglio dire, è vero che essendo il primo bisogna portarla al ristorante e ordinare un primo?

Sì, è verissimo! Inoltre ti consiglio di ordinare anche un brodo per entrambi, in modo da guardarvi negli occhi al posto di mangiare! Buon non-appetito!

 

E per oggi chiudiamo la rubrica 😀

Ricetta: torta al cioccolato senza torta.

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Oggi ho voglia di dolci, quindi prendo dallo scaffale le uova, lo zucchero e accendo il forno, perché ho intenzione di fare una TORTA!!

*pe pe peee*

Senza sapere come farla.

Dunque, non deve essere molto difficile. Siccome la vogliamo al cioccolato, immagino che il cioccolato sia un elemento preponderante di questa ricetta. Poi il cioccolato mi fa: “Ehi,! Non starai per caso pensando di inserirmi in una torta, vero?”

Io gli rispondo: “Be’, quella era l’idea! Ma come mai me lo chiedi?”

“Te lo chiedo” mi risponde lui “perché oggi non ho voglia di finire in una torta! per quanto mi riguarda, puoi fare una torta al cioccolato… senza torta!”

Ah.

Beh. Direi allora che è il momento di aggiungere un nuovo livello nella nostra sfida alla guida Michelin, alla quale ho chiesto una stella da darmi, sulla fiducia. Quindi, la prima cosa da fare è pendere il cioccolato che abbiamo preso e… mangiarlo. Per quanto riguarda la torta, possiamo anche non farla, o comunque usare i miei ingredienti preferiti, ovvero le uova immaginarie, la farina invisibile e il forno spento.

Sbattiamo le uova immaginarie dentro una ciotola, poi impastiamo la farina invisibile con le mani pulite e mettiamo tutto nel forno spento. Certo, essendo spento e vuoto non è che io possa orientarmi quando e se la torta è cotta, ma d’altra parte se la torta deve essere fatta d’aria una ricetta devo comunque inventarmela.

Ebbene, passati dieci minuti dove possiamo anche suonare una chitarra, apriremo il forno spento e una ventata freschina ci sbatte sulla faccia.

“Toh! La torta è pronta” dico, rivolgendomi al cioccolato ormai digerito. Lui mi guarda soddisfatto, e anche io lo sono. Sapete che il cioccolato lascia delle sostanze che provocano l’allegria?

Al che, posso mangiare la torta, con la mia forchetta fatta con le dita.