La lumaca Teresina/13

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Un enorme disco volante

Teresina la lumaca e l’uomo lavico sono pronti dunque a darsi battaglia in uno scontro fra due scuole giapponesi differenti: il karate e il judo. Il tutto nel grande spiazzale di uno dei due Poli del mondo. I due contendenti si scambiano colpi potenti e veloci, ma alla fine arriva, proprio in mezzo a loro, un enorme disco volante.

Il disco volante si apre, senza nemmeno atterrare, e dall’interno spuntano tre razze diverse di extraterrestri.

“Ma no, dai! Proprio ora che stavamo risolvendo lo scontro!” esclama Teresina.

“Silenzio!” esclama il primo alieno. Stranamente, possiede due teste, di cui una messa dietro alla prima, e infatti continua a lamentarsi sottovoce che non vede niente. “Siamo qui per vedere le piramidi!”

“Molto vero” risponde il secondo alieno, dalla pelle blu ma appena si muove cambia colore. “E siamo qui anche per fare un po’ di casino”

“Cosa intendi? Io pensavo che fossimo qui per fare casinò!” afferma il terzo alieno, dalla faccia che ricorda un crostaceo. Possiede al posto delle mani le chele, tanto per fare confusione fra lui e un’aragosta.

“Certo, potremmo anche farlo, ma in un secondo momento” risponde il primo alieno. “Adesso è il momento di vedere le piramidi! Dove sono? Eh?”

Teresina si volta verso di loro e risponde “Non ci sono piramidi al polo. Ma come invadete la Terra, senza studiarla? Siete dei fessi!”

I tre alieni si guardano a vicenda, scandalizzati da quell’irriverenza. “Una lumaca che risponde in questo modo a tre delle razze più potenti dell’Universo? È imbarazzante! Dovrai essere punita per questo!”

“E come la dobbiamo punire, se non abbiamo ancora nessun casinò dove spennarla?” chiede il terzo alieno, fissato con quell’idea.

“Beh, se pensi di spennare una lumaca, stai messo male” afferma il primo alieno, al quale sta venendo un’emicrania a forza di sentire brusii dalla sua testa dietro. “Piuttosto, dovremmo sfidarla in una gara su Web, visto che le sue antenne prendono il WiFi!”

Teresina si sente scoperta. E lui come fa a saperlo?

Kaden e le Fontane di Luce/18

Capitolo 18

Una volta lasciata la Villa, Kaden si rivolse ai tre compagni, incaricati dalla compianta Shydra Aldebaran di scortarlo in modo da garantirgli la sopravvivenza fino al giorno dell’apertura di tutte e tre le Fontane.

Tuttavia, davanti alla porta del Labirinto, il ragazzo si sentì malinconico, come se un macigno si fosse poggiato sulla sua anima.

In realtà, non poteva certo chiedere a nessuno di loro tre di accompagnarlo anche lì; Abraham era stato molto chiaro: ciò che si trovava dentro quel posto orribile riguardava solo lui e la sua missione.

“Sentite” esordì, un po’ impacciato. “Non siete costretti ad accompagnarmi, siete anche infortunati e…”

“Qualcuno ha detto qualcosa?” lo interruppe bruscamente Klose, “Sul serio, ho sentito una voce piagnucolosa… ragazzi, non è la voce di Kaden, vero? Kaden è diventato più forte da quando siamo partiti”

“E invece mi pareva proprio la voce stupida di Kaden” rispose Mary, un po’ divertita e un po’ estenuata dalle solite paturnie del ragazzo. “È vero, mi manca un braccio, ma credi che io ti abbia perdonato, vero? E poi, ricorda che Shydra non vorrebbe mai e poi mai che noi ti lasciassimo, anche se è la tua volontà… e poi, diciamocelo, è davvero la tua volontà che noi ti abbandoniamo così?”

Kaden sospirò. Era vero, non voleva assolutamente separarsi da quelli che ormai erano divenuti tre amici, pur avendo un’età molto superiore alla sua.

Alla fine entrarono nel Labirinto, venendo accolti da una serie di sentieri separati da cespugli che fungevano da muro.

“Secondo te da dove dovremmo passare?” chiese Mary a Taider.

Taider rispose, concentrandosi sul vento. Quell’arte era importante, più delle altre: permetteva di volare, di creare onde d’urto forti come quella che aveva usato Caleb, di utilizzare il senso dell’orientamento e indicare la strada giusta, che in tutti i labirinti è una e una sola.

“A sinistra, Mary” disse, dopo un lungo momento di riflessione.

Kaden tuttavia obiettò: “A sinistra? Non mi piace… ha un’atmosfera strana, come se dicesse sto per ucciderti

Taider tuttavia fece spallucce. “A dire la verità, anche gli altri sentieri mi davano la stessa tua sensazione” senza aggiungere altro.

Mary sospirò. Non aveva mai capito perché Taider dovesse parlare sempre in quel modo, riducendo al minimo le possibilità di dialogo.

Lo aveva conosciuto in tempi relativamente brevi, quando era stata chiamata dal Capo della Rivoluzione, Shydra Aldebaran, qualche settimana prima che il viaggio iniziasse.

“Tu, il Cavaliere Corrotto e Klose siete i miei migliori condottieri. Vi siete distinti sui campi di battaglia gestendo la Rivoluzione. Adesso mi serve qualcuno che si tenga pronto. Anche quest’anno la mia professoressa di Storia e Storia dell’Arte porterà la sua scolaresca a tentare di aprire la Fontana Lind. Te la senti, in caso ci riuscissimo, di accompagnare chi ci riesce ad aprire le altre due?”

Quello aveva detto, guardandola dentro come nessuno aveva fatto mai. Ma Mary in quel periodo aveva ancora la lingua biforcuta e aveva risposto: “Se non è un completo inetto, sarei lieta di accompagnarlo o accompagnarla. Ti ho mai detto che Tenebra è la migliore spada che abbia mai acquisito?”

Ma Shydra aveva sospirato e l’aveva invitata gentilmente fuori dal suo studio.

Quella era la vecchia Mary, erano altri tempi, tempi in cui poteva permettersi di fare la spocchiosa e poter fare il bello e il cattivo tempo. Poi era accaduto che, nel momento in cui la sua carriera in cui sembrava proprio essere all’apice, per un maledetto incidente aveva perso il braccio destro, e non era mancina.

Osservare il braccio spezzarsi e cadere banalmente a terra le aveva ricordato che non si viveva per sempre, e prendersela con Kaden non avrebbe cambiato le cose.

Se la Guerra e la Libertà le avessero richiesto di dare il suo braccio più caro in cambio della pace, lei non avrebbe mai esitato… o meglio, quello era che pensava.

Ma adesso? Adesso era una mancina forzata, con Tenebra che non funzionava a dovere.

Fra un pensiero e l’altro finirono in uno spiazzale abbastanza ampio, dove si diramavano tre uscite, una meno raccomandabile dell’altra.

“E adesso dove si va?” chiese Mary, ma prima che Taider potesse rispondere, dalla via a destra entrarono due Plexigos modello Canguro e da sinistra tre Demoni.

Mary non riusciva a crederci: davvero la Guerra Nucleare aveva modificato così fortemente gli animali?

Somigliavano molto a pipistrelli giganti, ma con una testa umanoide al posto di quella usuale. Mary dovette abbandonare Taider ed estrarre Tenebra dalla destra del fodero.

“Riesci a combattere, Taider? Dimmi di sì.” Mary aveva il cuore in gola, ma Taider era scomparso.

Che fosse scappato? I Plexigos non potevano averlo ucciso, perché non sembrava avessero attaccato… beh, meglio così, si disse, perlomeno aveva pensato alla sua pelle.

Qualcosa dentro il suo cuore tuttavia si spezzò. Come aveva potuto? Davvero contava così poco per lui? E quello che c’era stato fra di loro? Tutti gli abbracci e le confidenze?

Non era servito a niente, Taider l’aveva abbandonata in balìa di quegli errori della natura interessandosi solo di se stesso.

E fu con l’ira triste che squarciò i busti dei Demoni, muovendo Tenebra con una precisione millimetrica. Per la prima volta la sua sinistra era perfettamente in controllo.

Rimanevano solo i Plexigos, i quali non avevano ancora attaccato, Mary si stava chiedendo per quale ragione. Poi capì: avevano paura dei Demoni.

Infatti, dopo aver eliminato l’ultimo di quella specie, i modelli Canguro si avventarono su di lei come api sui fiori.

La ragazza ebbe molta paura, ma non poté fare altro che parare i colpi che le pervenivano, poiché un attacco diretto era impossibile.

I Plexigos modello Canguro erano abilissimi nel saltare e colpire l’avversario improvvisamente, quindi l’unico modo per affrontarli era sempre girare su se stessi e fare attenzione utilizzando molti più occhi di quanto la Natura avesse dato a disposizione della donna.

Il che non era facile; anche se era molto migliorata con la sinistra, non avrebbe mai raggiunto i livelli che aveva con la destra.

Uno dei due Plexigos la colpì con un colpo di coda alla schiena, che la spinse ben oltre lo spiazzale, intraprendendo la via centrale fra le tre uscite e facendola atterrare faccia a terra dopo svariati metri, tutti coperti in pochi secondi, quando invece a piedi ci avrebbe impiegato qualche minuto.

Fortunatamente non era molto doloroso, pensò Mary, anche se avvertì di stare sanguinando sul volto. Si poteva rialzare.

Doveva utilizzare la magia, o non avrebbe avuto altrettanta fortuna in seguito.

Com’era che diceva Taider? “La magia sta dentro di te, devi solo trovarla

Così le aveva detto, quando si erano ritrovati a parlare delle tecniche molto utili in battaglia, ma che erano privilegio di pochi.

Certo, la magia di uno stupido! Come aveva fatto a non capire che lei si era innamorata di lui?

E lui, come il più codardo fra i codardi, l’aveva abbandonata al suo destino. Non era nemmeno da Taider! Forse aveva capito di non avere speranze?

O forse era stato rapito da una terza presenza? Lo riteneva più probabile, che non quella sporca villania. O forse non riusciva nemmeno a credere che Taider non era così coraggioso come credevano.

Lo chiamavano Corrotto, e pensò di aver capito perché, pur preferendo rimanere nell’ignoranza.

Anche se si era rialzata, dovette ben presto tornare a terra, ma con il viso rivolto  verso l’alto, tuttavia fu costretta a chiudere gli occhi, perché un Plexigos era riuscito ad atterrarla di nuovo assumendo una posizione di vantaggio su di lei, bloccandola a terra.

Il suo fetido alito arrivava tutto sulle narici. Era chiaro che, pur avendo gli occhi chiusi, era sopra di lei, indeciso su come farla morire.

Nel frattempo l’altro urinava indifferentemente sui suoi capelli.

Non poteva accettare tutto quello, ma non aveva abbastanza braccia per poter sollevare quel mostro da sopra il suo corpo.

O forse poteva comunque?

Mary vide una delle orribile mani piene di artigli avvicinarsi, costringendo il mostro ad allontanarsi e quindi lasciare a lei un minimo di movimento. Errore, questo, che Mary sfruttò, riuscendo con la forza che possedeva a rotolare e far cadere il Plexigos a terra e alla fine liberarsi e, sollevata Tenebra con la mano sinistra, ne uccise due dimostrando comunque una grande abilità.

Prima uno, quello che le aveva urinato addosso; gli mozzò la testa dopo aver schivato un fiotto di raggi laser; e poi l’altro, a cui squarciò il petto come aveva fatto con i Demoni.

Era stato come dare due ganci destri, con la differenza che la sua spada era ben più temibile.

Le era venuto in mente, per un attimo folle, di conficcarsi l’arma nel moncherino come se fosse stato un braccio, ma sapeva che non era possibile ed era assurdo il solo pensarci. Tuttavia, si rese conto che, quando si rischiava la vita, la mente – la sua mente forse- si lanciava in pensieri tragici e senza senso.

Ridacchiò, invece, nel figurare se stessa con Tenebra sostitutrice del braccio destro… l’avrebbero chiamata donna d’acciaio o qualcosa di simile.

Ma ci teneva davvero, ad avere un soprannome… come Taider?

“Dannate creature” commentò Mary, sentendosi improvvisamente stanca. L’aria era pesante e una certa nebbia peggiorava la vista. Ma dov’era Taider? Doveva cercarlo oppure proseguire per la propria strada?

Corse più in fretta che poté, quando a un certo punto, svoltando a destra, vide in fondo a quel corridoio una figura che si stava accasciando a terra, sotto una figura che galleggiava a mezz’aria.

“KADEN!” urlò Mary, decisa a salvarlo prima di morire lei stessa.

Più andava avanti, più si facevano strada idee orribili nella sua testa. Perché salvare Kaden? In fondo, anche lui era un uomo come Taider: esattamente come aveva fatto lui, anche il ragazzo se fosse stata lei a dover essere salvata, l’avrebbe abbandonata… mentre l’angoscia le opprimeva il petto, pensò che tutti gli uomini erano uguali. Persino Klose, lui che in ogni caso si definiva coraggioso, lo avrebbe fatto.

Mentre quei pensieri si facevano strada, Mary tornò a guardare Kaden apparentemente svenuto… o morto. E cosa avrebbe voluto dire la sua morte? Le Fontane non si sarebbero più aperte e il sacrificio di Shydra sarebbe stato vano.

Era sicura di poterlo permettere?

Mary capì improvvisamente che forse c’era sotto un incantesimo, ma quei pensieri si facevano più insistenti, e fu con un grande sforzo fisico che riuscì a staccare le mani appiccicose di quello spettro dalla gola del ragazzo.

“Muori, stronza!” esclamò, e con una torsione del busto la tagliò orizzontalmente, facendolo così sparire in una nuvola di fumo.

“Miseriaccia, che cavolo era?” si chiese, controllando le condizioni del povero ragazzo. “Tu stai bene, no?”

Kaden tuttavia era ancora in uno stato di profonda prostrazione. “No che non sto bene. Faccio schifo, sono un essere inutile!”

Mise un pugno a terra, Kaden. Non voleva più convivere con se stesso. “Mi spieghi perché mi hai salvato? Quella era mia madre, che giustamente voleva portarmi con lei in un altro mondo!”

“Non era tua madre” rispose Mary, fiatoni. “Chiunque o qualunque cosa fosse, non era tua madre. Qui forse siamo in un Corridoio della Negatività o un nome del genere, che ci fa pensare cose a cui non dovremmo e farci crollare psicologicamente. Andiamo a cercare Taider e Klose”

Kaden rimase perplesso. “Taider non era con te?”

“No” rispose Mary sbrigativa e col cuore in gola, ed insieme superarono quel corridoio.

Girarono e girarono, ma sempre a vuoto. Senza il Cavaliere Corrotto, buona parte dell’orientamento era andato in fumo.

Avrebbero potuto girare alla cieca per millenni, forse, e non ne sarebbero mai venuti a capo, finché non accadde.

Una figura a quattro zampe spiccava dalla sommità delle frasche che delimitavano quel posto maledetto.

Faceva un buon odore di lavanda, Kaden la riconobbe quando l’essere cadde in quella stessa posizione come un gatto.

A differenza dell’ultima volta, era vestito semplicemente, con una tunica nera come la morte che aveva negli occhi.

“Il Mangiacuore” sentenziò Kaden. Mary sbiancò, per quanto bianca già fosse.

Kaden si chiese se stavolta lui e lei fossero pronti ad affrontare un mostro simile e si disse che era giunto il momento di utilizzare Giustizia.

Sempre che il Mangiacuore li avesse risparmiati per così tanto tempo da potergli permettere di estrarla dal fodero.

Era più inquietante, Josafat, adesso che era pulito e profumato. La differenza di quando era sporco di sangue era evidente e terrificante.

“Chi mai si prenderebbe la briga di pulire una creatura come questa?” si chiese Mary, cercando di non pensare al fatto che lei stessa aveva offerto la sua spalla a un idiota.

30 day writing challenge #30

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I tuoi alti e bassi del mese

In questo mese ho avuto degli alti dei bassi: mettiamo qui una top five per ciascuno:

ALTI

a) L’Empire State Building, uno degli edifici più alti del mondo. Questo sì che è alto! Cavolo, avete visto quanto? Dobbiamo tutti vederlo piegano la nuca all’indietro, altrimenti non rientra nel nostro campo visivo. Si trova a Nuova York e consiglio a tutti una visitina

b) Sua Altezza Imperiale il principe Naruhito del Giappone. Il Giappone per chi non lo sapesse è un Impero, e quindi è guidato dall’Imperatore, e anche se in effetti i giapponesi sono bassini lui è un’altezza Imperiale. Miseriaccia, portiamogli rispetto!

c) Il Monte Everest, il picco più alto dell’Himalaya. E se non è alto lui, ditemi che cosa è alto! Poche persone sono riuscite a conquistarlo, ed io non sono uno di loro. Anzi, a dire il vero non sono nemmeno mai stato nell’Himalaya. So però che è un monte molto alto, anche troppo, e regge il mondo.

d) Alto e glorioso Dio, illumina il cuore mio. Dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta. Non fa così il canto? E non c’è forse scritto alto?

e) Comune di Alto. Il detto paesino conta 119 abitanti e si trova in provincia di Cuneo, in Piemonte. Un bel villaggio circondato dallo stupendo paesaggio delle Alpi. Visitabili le grotte, il castello (una casetta asociale) e la festa patronale è dedicata a san Michele arcangelo.

BASSI

a) Tyrion Lannister, terzogenito di Lord Tywin e fratello di Jamie e Cersei. Arriva a Grande Inverno in occasione della decisione di Re Robert di nominare lord Ned Stark Primo Cavaliere dei sette Regni. È basso, e possiamo immaginarlo con le fattezze del mitico Peter Dinklage.

b) Il basso elettrico. È un mezzo molto importante nelle band e serve ad essere pizzicato e accompagnare la melodia. È dotato di quattro corde. Di solito i bassisti sono i più anonimi nelle band, a parte ovviamente Roger Waters e Steve Harris. Ah, e un certo Paul McCartney.

c) Il bassotto, un tipo di cane che ha ispirato la Banda Bassotti, personaggi di Paperopoli. È un cane basso, oblungo e abbaia e fa quello che vuole, ma soprattutto non è un alano.

d) Paesi Bassi, altrimenti noti come Olanda. Ma sì, il paese dei tulipani, di Van Basten e dei mulini a vento!

e) Frodo Baggins, un Hobbit della Contea al quale viene affidato dal parente Bilbo un misterioso Anello, che si dice sia proprietà nientemeno dal malvagio Sauron, che appunto lo sta cercando per riaverlo. A lui toccherà, aiutato dal saggio Istar Gandalf, andare a distruggerlo. Ah, gli Hobbit sono alti quanto un braccio umano, quindi sono… bassi.

E voi? Quali sono i vostri alti e bassi?

30 day writing challenge #29

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Quali sono i tuoi obiettivi per i prossimi 30 giorni?

Questa è una domanda piuttosto semplice. Dunque, oggi è il 31 maggio, quindi i prossimi 30 giorni sono tutti quelli di giugno.

E cosa si fa a giugno?

a) Si va a mare

b) si va a mare

c) si va a mare

d) si va a mare

Se avete scelto D, esatto, siete come me, gente che va al mare! Quindi va da sé che andremo in questo posto e farci una sana nuotata, e dopo questa mangeremo una bella brioche col gelato, condita con panna e un biscottino sopra!

Per quanto riguarda questo blog, invece, c’è un appuntamento importantissimo, che chi c’era l’anno scorso conosce già.

È mia abitudine, il 21 giugno, di mettermi al computer e scrivere VENTIQUATTRO storie, proprio così, una dopo l’altra, per pubblicarle ogni ora, per tutto il giorno del solstizio d’estate. Non ho ancora deciso quale argomento trattare, ma aspettatevi di sicuro una storia di ventiquattro capitoli, dato che l’anno scorso ho scritto ventiquattro storie e non mi va di fare la stessa cosa.

Il tutto sempre all’insegna del demenziale no-sense. Mi piace molto scrivere di questo genere e ho spiegato perché in più occasioni.

“Poi? Altri programmi?”

Vedremo, vedremo. Giugno sarà un mese all’insegna… delle stesse cose! Voglio dire, si sa già che il sabato e la domenica escono rispettivamente “Kaden” e “Isda”, mentre per il resto della settimana pensavo a fare qualcosa di nuovo, rispetto ai soliti tutorial e perché. Ad esempio, si potrebbe parlare del riscaldamento climatico e dire che è colpa dell’estate,. oppure si potrebbe parlare di come 2017 sommato faccia 10 e 10 sono anche i calciatori in campo eccetto il portiere.

Si potrebbe parlare di me, di te, del té, degli anni bisestili e del jazz. Si potrebbe anche pensare, nel senso che scrivo un articolo pensato e ognuno ci mette quel cavolo che gli pare.

E sapete cosa? Potrei creare un articolo toccabile, nel senso che creo la terza dimensione e voi potete toccare con mano ogni lettera. Attenzione però, la M morde.

E voi? Qual è il vostro programma per il prossimo mese, a parte leggermi?

Tutorial: riempire una valigia.

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Quest’uomo era normale prima di leggere questo tutorial

Mettiamo caso che siamo in partenza. Cosa si fa? Non si riempie forse la valigia? Quindi, mi stupisco che io non ne abbia ancora parlato, ma non temete: rimedio oggi all’errore.

Innanzitutto la prima cosa da dire è che bisogna avere una valigia a portata di mano, altrimenti questo tutorial non funziona.

Dove dobbiamo andare?

Se dobbiamo andare sull’Isola di Lost, credo che non serve nemmeno una valigia. Se invece la nostra destinazione è un luogo reale, dobbiamo procurarcene una capiente.

A proposito: quanto deve essere capiente la valigia?

Questo quesito ha senso perché se dobbiamo mancare solo tre giorni allora è sufficiente un borsone, altrimenti occorre la valigia del tizio in foto.

Cosa dobbiamo metterci?

Questa è la domanda cruciale: cosa mettere nella valigia? Innanzitutto credo vestiti, perché girare nudi oppure sempre con lo stesso vestito è valido solo per gli anime o i manga. Poi è sempre un bene portare sapone, shampoo, bagnoschiuma, e lo spazzolino da denti. Ma più di tutte, una cosa è fondamentale, quella che tutti i viaggiatori, gli autostoppisti e insomma tutti gli appassionati di viaggi sanno che VA messa e anzi non va nemmeno tolta dalla valigia.

NON DIMENTICATE L’ASCIUGAMANO.

Questo è il requisito fondamentale e il senso di tutto l’articolo. L’asciugamano è fondamentale: che sia per coprire il capo durante una giornata torrida po per coprirvi durante i gelidi inverni nordici o anche solo per usarlo come tappeto volante nei crepuscoli persiani, dovete portarlo con voi, altrimenti il viaggio non ha senso e potete starvi a casa.

Da questo possiamo ben dire cosa mettere ancora nella valigia: le mutande, le calze, le lamette per tagliarci… la barba, un paio di dinosauri, le cuffie, il lettore cd, il lettore mp3, le batterie, una batteria, la chitarra elettrica, pillole per il mal di testa., il vaccino contro la rabbia, quello contro il tetano, un po’ di petrolio nel caso di mancanza di benzina, i re magi, le pizze, il cibo, l’acqua e il gas per cuocere i suddetti cibi.

Secondo me possiamo anche mettere una bombola di elio, anche solo per fare le vocine divertenti durante il viaggio sul mezzo di trasporto.

Ma l’asciugamano è importante.

“ma così viene fuori la valigia di Mary Poppins”

Non si è mai veramente pronti agli imprevisti.

30 day writing challenge #27

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Scrivi qualcosa che ti dà molto fastidio in questo periodo.

Non c’è una cosa che mi dà fastidio nel periodo, ma sempre, ed è la supponenza intesa come il credere di sapere sempre tutto a prescindere e l’invadenza, ovvero il non riuscire a farsi gli affari propri e tenere la bocca chiusa nei momenti opportuni.

Credetemi, ho conosciuto davvero tante persone supponenti, che credono di sapere e mettere becco su cose che non solo non sanno né conoscono, ma nemmeno sono di propria competenza! Roba da non credere, e credo anche che sia uno dei mali da combattere. Quando non si sanno le cose, se non le si conoscono, ci si informa e poi eventualmente si dice la propria, non che si parli a sproposito!

Aggiungo che non sono arrabbiato con nessuno, è solo che certe cose mi infastidiscono e potei sembrare alterato.

Sua compagna è l’invadenza: questa è un male se possibile ancora peggiore! “Ehi sei andato qui/lì? Sei andato alla mostra delle x? Hai fatto questo? Hai fatto quello? Ti è piaciuto buttarti dal nono piano?” sono tutte domande che, falla oggi, falla domani, falla praticamente ogni giorno poi dà fastidio, soprattutto se piombano a bomba e gratuitamente.

Invadenza, dunque. E supponenza.

Insomma sei uno che piace essere lasciato in pace!

Ehm… sì.

Ma questo fa a pugni con altri tuoi scritti in cui dici che vorresti aprirti un po’ di più

C’è modo e modo di aprirsi. Ad esempio dire anche solo “Ciao, come va?”  sarebbe molto importante, e conversare senza appunto essere invadenti, quindi sono due cose che come potete vedere possono stare nello stesso mondo senza annullarsi a vicenda.

Infine, vorrei porre l’accento su un’altra cosa che mi dà fastidio: le doppie che si separano! Odiossissimo!

Ad esempio, la frase “Alla prossima” diventa troppo spesso “Alal prosisma!” e lì vorrei chiamare tutti i Sith che conosco e distruggere il mondo!

A parte che sembra un saluto mediorientale e non vorrei aver detto qualcosa si sbagliato in questa lingua…

30 day writing challenge #26

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Scrivi di quell’area della tua vita che ti piacerebbe migliorare

A = base x altezza ihihi xdxd

Una cosa di cui vorrei prendermi cura è la mia tendenza a sottovalutarmi. Con questo non voglio dire che voglio sopravvalutarmi, ma… valutarmi, e basta.

Sono quello che sono e non mi vergogno“, è così che ci si dovrebbe comportare, io però non ascolto questo principio e dico “Sono quello che sono e faccio cagare, e la gente mi evita per questo motivo”.

Non è a torto, quindi, se mi si viene a dire che mi piango addosso, no? Ebbene, voglio seriamente impegnarmi per uscirne fuori, e nel giorno in cui ce la farò, fare un tutorial su questo tema.

Nel frattempo però c’è un articolo da riempire, e come riempirlo se non con delle considerazioni fatte a caldo e in base a ciò che sento?

Dunque, se io mi sono chiuso in me stesso e ho finito per avere solo pensieri negativi su me stesso, è a causa dei forti problemi relazionali di cui è costellata la mia vita, condita dal sentirmi dire continuamente “Non parlare quando non sei interpellato” e “non ti immischiare, sono faccende da grandi”. Adesso che però sono io stesso “grande”, mi ritrovo spaesato e non so mai cosa dire e nemmeno come intervenire.

Per quanto riguarda le conversazioni altrui, mi s che tutto nasce dalle scuole medie, in cui i primi tempi mi chiedevano di venire con loro ed uscire, ma io rispondevo sempre “no” a causa della mia situazione familiare: secondo una regola non scritta, non si usciva mai dopo cena e di pomeriggio bisognava fare i compiti LOL e quindi, dopo un po’, non me lo hanno chiesto più e sono rimasto solo.

Mi sottovaluto perché mi auto convinco di essere di troppo, di dare fastidio, e se devo rimanere in compagnia per fare scena muta, meglio sparire direttamente, no?

“Eh ma così non dai alle persone il modo di chiederti come stai e dai più fastidio isolandoti che stando insieme anche senza dire nulla”

Questa è la risposta più comune. Non so chi abbia ragione, se me o loro, ma credetemi che riuscirò a scoprirlo!

Le avventure di Isda/38

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Isda e le tartarughe

Isda sta spiegando per bene a un altro pesce spada la sua opinione sulle coste.

” … ed è per questo che ritengo che si debba stare lontani da queste, perché più ci si avvicina, più c’è il pericolo di venire pescati”

“Ma cosa stai dicendo” risponde l’altro, scettico. Stranamente, non sono fratelli. “Le coste sono belle, e poi ci sono le tartarughe”

“Non dire stupidaggini, le tartarughe non esistono”

Isda ha un motivo ben preciso di dire che le tartarughe non esistono, ma non lo rivelerò.

 “Sì che esistono, scema!” esclama quindi il pesce spada. “Mio Poseidone, e dire che sei molto ambita fra molti dei miei simili!”

Detto quello, esorta Isda a seguirlo: “Seguimi” e insieme partono verso la costa, per inciso una dove è piena di tartarughe.

Sono creature strane: hanno un guscio, quattro zampette e una testa piuttosto piccola, e occhi giganteschi, i quali potrebbero far spuntare dei laser anche senza motivo.

“E così voi siete tartarughe” dice Isda, rivolgendosi a un esemplare, che sta passeggiando all’estremità di un pontile umano.

“Sì, credo” risponde quella. “Però io dico di essere una testuggine, più che una tartaruga”

“E che differenza ci sarebbe?” chiede Isda.

“E cosa ne so io?” risponde quella. “è solo che voglio essere fuori dal coro e quindi mi definisco testuggine”

“Ah, molto maturo da parte tua” dice Isda, anche se non è troppo convinta di essere nel contesto giusto per dirlo. “In ogni caso, guarda qui”

Isda accende il suo naso, che diventa una spada laser.

“Oh, molto… spettacolare?” dice la testuggine. Poi, senza aggiungere altro, si chiude dentro il suo guscio, irritando non poco Isda.

“Maledetto! Non pensavo aveste questo potere! Ma niente resiste all’implacabilità di ciò che ho in mano, o meglio sul naso!”

Tuttavia, per quanto la spada laser possa sbattere sul guscio, quest’ultimo non si distrugge nemmeno per sbaglio.

E Isda continua, e continua, e la tartaruga/testuggine rimane ferma e al sicuro nel suo guscio, mentre seduta sulla poltrona beve un tè caldo e legge il giornale del giorno.

E Isda all’esterno continua a provare a scalfire il guscio.

30 day word challenge #22

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Quali sono le 10 canzoni che senti più di frequente?

Questa assomiglia alla domanda delle dieci canzoni favorite, perché secondo me se sono le mie favorite è chiaro che le sento più di frequente.

Tuttavia, proverò comunque a fare una top ten delle canzoni che sento più di frequente.

  1. Still Counting, dei Volbeat. I Volbeat sono stati una piacevole scoperta dello scorso anno, e adesso che ho molti dei loro album me li ascolto a ripetizione, ma va da sé che ho alcune canzoni preferite e questa va alla numero uno perché semplicemente è la prima che mi è venuta in mente.
  2. 80, dei Green Day. Questa è molto vecchia, fa parte dell’album Kerplunk ma è molto valida, fin troppo per uno che ha superato l’adolescenza da un pezzo (il testo è molto adolescenziale). E se qualcuno mi ascolta mi dia uno schiaffo!
  3. Easter, dei Theocracy.Glory, Glory, hope is alive!” era ovvio che ci fosse questa canzone visto che siamo ancora nel periodo di Pasqua.
  4. Till Death done us apart, dei Sonata Arctica. Questa fa parte dell’ultimo loro album uscito lo scorso ottobre e devo dire che è semplicemente stupende e pensata su misura per me. Andiamo, quando si dice “Once upon a time there’s a boy who wrote a fairytale”, a chi si riferisce?
  5. Rock the Nation, dei Freedom Call. Questa canzone invita a prenderla alla leggera, che tempi migliori sicuramewnte verranno e non avere in generrale paura del futuro.Molto catchy e coinvolgente e voglio troppo bene ai Call per eslcuderli da questa top ten
  6. Hearts on Fire, degli Hammerfall. Gli Hammerfall fanno spesso canzoni molto corpose e il loro uso della chitarra mi piace molto. Già solo il titolo viene voglia di ascoltarla a ripetizione, non credete?
  7. Keep in to myself dei Zebrahead. Ora che si appropinqua l’estate, è logico che io ascolti questa canzone qui, che è molto estiva, bella fresca e leggera, da ascoltare appunto al mare. Inoltre, è stata la OST della scorsa estate, quindi fate un po’ voi!
  8. Amen degli Halestorm. Amen! L’ultimo anno degli Halestorm non è stato purtroppo all’altezza del precedente, ma questa canzone è molto tirata e sentita, quindi la ascolto e la metto qua, nel caso che qualcuno l’apprezzi.
  9. Emerald Sword dei Rhapsody of Fire. La canzone da cui è partito tutto, la mia passione per il metal e per tutti gli altri gruppi. E stavo solamente guardando un AMV di One Piece, saga di Thriller Bark! È proprio vero che le cose capitano quando meno ce le si aspetta…
  10. The Seven Angels degli Avantasia. Vero, questa canzone dura quattordici minuti, ma ditemi voi se non vale al pena. Ditemelo!

30 day word challenge #21

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Quali sono le tre lezioni che vorresti che i tuoi figli imparassero da te

eccoci giunti all’ultima decina di questo “mese” che ho passato a spiattellare tutto su di me. Oggi la Challenge mi chiede una cosa molto interessante. Premetto subito che ho una mezza idea di mettere dei nomi ai miei figli, ma anche se ho questa mezza idea mancano proprio loro, i figli.

Ma come si fanno i figli? Con un partner femminile, no? E se la partner femminile non c’è, non credo che possa avere dei discendenti molto presto, vero?

Ad ogni modo, essere padre è un’eventualità fra le tante che la vita mi offre, e se lo fossi sarebbero queste tre cose che i miei figli devono assolutamente sapere, anche a costo di ripeterglielo sempre e sempre:

1.I soldi non sono tutto. Che i miei figli, Teodorico Daniele (la D. nel nome, non so se mi spiego) e Isabella Dalila (anche lei la D nel nome!)  non scappino da questo principio e non cadano nella tentazione ossessiva del denaro! È vero, è il dio di questa società ma i miei figli non ne saranno schiavi e farò di tutto perché non accada. La felicità è altrove, è impossibile pensare basare la propria vita su dei pezzi di carta e metallo!

2. Siate umili, la superbia non porta da nessuna parte. Una cosa che mi fa soffrire è quando mi chiudo in me stesso a causa dei ceffoni che ho ricevuto. Dire “Odio il genere umano” pur facendone parte è una frase molto triste. Quindi, figli miei, siate consapevoli di voi stessi ma allo stesso tempo sappiate che c’è gente che ha bisogno di voi. Quindi perché non provare a dare una mano a cambiare il mondo?

3. Lo street food palermitano è il cibo migliore rispetto a qualsiasi cosa. Questo è indubbio e oggettivo, e non ho bisogno di aggiungere altro.

“Grazie papà”

CHI HA PARLATO?