Il vero nome di Fibrizza/34

Tornarono a guardare la scena, mentre blande gocce di pioggia scendevano ancora nella notte oscura. Siccome avevano fatto conversazione, molte cose si erano perse, così il pesce spada, spada laser, stava dicendo "... infine, con un cacciavite inglese, girare quattro volte in senso orario. E mi raccomando, che siano le diciassette" "Grazie, scorbutico" ringraziarono. Si … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/34

I ricordi di Adalgisa/34

"Sei pronta, dunque, a cavalcare i millenni? Ti mostrerò come fare" Si alzò, rivelando una poltrona in pelle, con su ricamati degli orologi. Era davvero Mark Time, e Adalgisa ne fu soddisfatta. Ricordava di quella volta in cui era andata in visita a sua nonna. Lei aveva dei comodissimi sgabelli con su disegnati dei dinosauri, … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/34

Il vero nome di Fibrizza/33

Continuava a piovere, ma sembrava che quel pesce spada non avesse bisogno di ombrelli. "Qualcuno di voi ha un ombrello da prestarmi? Mi sto raffreddando" Come non detto. "Priccheppattolo" disse un'altra persona. "Abbiamo avuto segnalazioni di vibrazione, da parte dei Romeo. È vero, grande pesce spada incucinabile?" "Corretto" rispose quello. "L'ho visto sul diario di … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/33

I ricordi di Adalgisa/33

Un granello di sabbia alla volta, Adalgisa ricordava che i numeri erano infiniti. Lo aveva imparato a scuola, quel giorno in cui era assente perché proprio non riusciva ad alzarsi. Telefonò a Mariangela, che le disse per filo e per segno che i numeri non avevano mai una fine. Stettero tre giorni interi a contarli … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/33

Il vero nome di Fibrizza/32

Cominciò a piovere. "Dici di dover andare all'ufficio anagrafe" disse Giancarlo "ma ancora non ci siamo mossi dal mare. Come mai? Inoltre, sta per piovere" E in effetti tanto tuonò che piovve. La luce proveniente dal mare cominciò a farsi insistente. "Chi ha così tanta voglia da accendere una luce sotto il mare?" chiese Giancarlo. … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/32

I ricordi di Adalgisa/32

Considerato che la civiltà umana non li aveva ancora, novantanove mila anni, Adalgisa fu ancora più curiosa di suonare tutti i campanelli del mondo, ma, visto che l'età media di una donna si aggirava sugli ottanta anni, occorreva una macchina del tempo. Lo chiese a Mark Time, un altro scienziato. Somigliava tantissimo a Mark Math, … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/32

Il vero nome di Fibrizza/31

"Scusi?" La voce di Fibrizza si impegnò tantissimo a risultare gentile, ma il pescatore la guardò malissimo sin da subito. "Che cosa succede? Volete affittare la mia barca?" chiese, ché secondo lui volevano proprio quello. In fondo, stava pulendo i pesci, ma aveva escluso a priori la richiesta di averne qualcuno. "Ha indovinato" ammise Fibrizza. … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/31

I ricordi di Adalgisa/31

Adalgisa era stranita. Come mai mancava un pezzo del puzzle? Si disse che probabilmente se l'era mangiato, ma quella situazione era simile a un'altra che aveva vissuto. Era stata al mare, e mancava un pezzo di mare, appunto. "Dove sarà mai finito?" si disse, pensando ai treni, alle oche e alle patate. "Ci sarà mica … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/31

Il vero nome di Fibrizza/30

Era ormai ricominciata la ricerca. Magari aveva vinto il primo round, ma Fibrizza sapeva che gli esseri che le avevano rubato il nome non si sarebbero fermati davanti a nulla. La prima cosa che fece fu andare a fare la spesa, siccome aveva già scritto una lista abbastanza corposa. "Dunque, un etto di prosciutto, latte, … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/30

I ricordi di Adalgisa/30

"Raccontaci un'altra storia!" Finalmente aveva trovato la sua dimensione. Raccontare storie ad alcuni bambini curiosi, che, giocando a pallone, quello andò a finire tra le gambe della donna e aveva preso a raccontare, mentre lo consegnava a uno dei ragazzi, di quella volta in cui finì con il paracadute dritta in uno stadio, in piena … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/30

Il vero nome di Fibrizza/29

“Fibrizza, è solo una lista della spesa” Lei si illuminò. Qualcuno aveva acceso una lampada da scrivania e quella la investì di luce. “Giancarlo” rispose. “Vecchio mio, quando dico che non so cosa scrivere, intendo dire che a volte forse le forbici potrebbero pure aiutarmi. Solo che sono sette anni che non succede e quindi … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/29

I ricordi di Adalgisa/29

Adalgisa aveva quella strana passione per le serrature. Andava tutte le settimane dal ferramenta, provava e testava qualsiasi maniglia o toppa che le capitava a tiro, ma non comprava mai niente. Si poteva quasi dire, o comunque era così che lei rispondeva quando glielo chiedevano, che fossero sue di diritto, checché ne diceva il ferramenta … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/29

Il vero nome di Fibrizza/28

"Di sicuro tu sei una di quelle persone che appena vedono una cimice la schiacciano, la fanno uscire, oppure la schiacciano e la fanno uscire, giusto?" fece l'autista. Fibrizza non poté non notare un certo cambio di tono, quasi di disprezzo. "Sì. Perché, che succede?" chiese lei, fingendosi ingenua. "Lo immaginavo" rispose lui, stringendo il … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/28

I ricordi di Adalgisa/28

"Non c'è di che" Fu quella la risposta che le fu data non appena lei ebbe ringraziato. Ci pensò su per diverse ore, anche mentre prendeva una bibita ai frutti di bosco pescata dal frigorifero. Di sicuro, quello era un elettrodomestico in cui c'era di che. Eccome. "Qui è pieno di roba, non è molto … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/28

Il vero nome di Fibrizza/27

Le Aston Martin erano note al dominio pubblico per essere stato il veicolo favorito da Cucuzzolo, la zucchina genovese, protagonista del ciclo di storie "Serenate in montagna", dove nessuno ascoltava i lamenti del tizio di cui sopra. Girava sempre e solo col veicolo inglese, fosse anche per salire su per i sentieri, e in effetti … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/27

I ricordi di Adalgisa/27

Ogni volta che si ordinava al ristorante, Adalgisa sentiva un fremito. "Qual è il problema, astice? Non vuoi entrare nel mio stomaco?" L'astice, ancora messo sul vassoio, era molto indeciso. Non rispondeva, e ciò dava fastidio alla ragazza, che al ristorante comunque andava rigorosamente da sola, prendendo persino il taxi. "Sai, vecchio mio? Tutto ciò … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/27

Il vero nome di Fibrizza/26

"La signora desidera altro?" chiese il cameriere. Fibrizza aveva già spazzolato quattro portate, e in cucina temevano altre ordinazioni. "No" rispose lei con la bocca piena "sto a posto così, grazie" Il fatto era che a un certo punto il bicchiere aveva preso a fischiare, proprio nel momento in cui lei cercava qualche oggetto che … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/26

I ricordi di Adalgisa/26

Adalgisa non faceva sconti a nessuno. Non era peraltro il periodo. "E questo viene ventotto e novanta, signora" disse con fare stanco a una madre di famiglia, che, oltre ad avere diversi pacchi, aveva in braccio due o tre pargoli. Uno di quelli era troppo immobile. Poi si rese conto che era un tritacarne. "C'erano … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/26

Il vero nome di Fibrizza/25

"Fibrizza?" La donna si voltò. Era lui, lo scheletro, con in mano un bastone luminoso, anche in pieno giorno. Era vestito del suo smoking migliore. "Tu!" L'essere non si scompose. Lei provò ad attraversare, ma le fu detto "Attenta, possono passare automobili e nessuno vuole che tu ti faccia male" "No? Non lo volete?" "Ma … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/25

I ricordi di Adalgisa/25

Adalgisa aveva vissuto una vita talmente piena che non esisteva una giornata in cui non faceva nulla di interessante. Ciò le ricordava, mentre era seduta sulla sua poltrona a fare zapping, quella volta in cui aveva corso la cento metri piani. Era il torneo condominiale di una strada che si trovava dall'altra parte della città … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/25

Il vero nome di Fibrizza/24

"Trasferiti?" Fibrizza represse molta ira, che stava montando e spronando un galoppo che non sarebbe piaciuto a nessuno. "Sì, eccome" rispose il Lava Scale. "Ci aspettavamo una cosa del genere da parte tua, e siamo subito corsi ai ripari. Questi ultimi ci hanno detto di far trasferire qualsiasi persona abbia a che fare con la … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/24

I ricordi di Adalgisa/24

Una volta che Adalgisa ebbe cominciato il primo libro della sua vita, non aveva mai smesso di alzarsi dalla sedia sdraio spaparanzata sul balcone di casa sua. Erano già quattro giorni che si trovava impelagata tra pagina settecento e novecentodieci, di un romanzo di duemila e passa pagine intitolato "Dinosauri spaziali e alieni volanti", un … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/24

Il vero nome di Fibrizza/23

Fibrizza rimase a riflettere dopo quel no perentorio, guardando un punto fisso nel muro, il quale però non aveva suggerimenti né consigli da fornirle. "Mia cara" esordì infine Giancarlo, aprendo la porta senza bussare "Ho finito il puzzle" "Beato te" rispose lei, con un filo di voce. Assorta com'era, il marito le perveniva come se … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/23

I ricordi di Adalgisa/23

"Allora, il progetto di crescita trimestrale che vi sto esponendo si articola in diverse fasi: la prima..." Così stava cominciando, tutto emozionato, Palindromo. Adalgisa, tuttavia, aveva un gran sonno, così si concentrò sulla matita che aveva in mano, perché quelle riunioni potevano essere anche molto lunghe. Ed era considerato lavoro! Pagata per ascoltare altri che … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/23

Il vero nome di Fibrizza/22

"Salve, vorrei una tenaglia" "Ecco a lei, sono solamente uno e cinquanta" "Perfetto, grazie, arrivederci" Fibrizza, uscendo dal negozio, tirò un sospiro di sollievo. Forse, in quella città, era rimasto qualcuno di normale disposto a vendere ciò che lei chiedeva senza aprire un sacco di parentesi inutili. Poi, il fatto che avesse comprato quell'attrezzo in … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/22

I ricordi di Adalgisa/22

"Del vino sfuso, grazie" Il vino sfuso era per Adalgisa qualcosa di degustabile. A molti non piaceva però, ma quando era sola nessuno poteva infastidirla. Le ricordava quella volta che era sull'idrovolante. Ci era salita solo in quell'occasione perché le ricordava troppo il pane raffermo. Stava dunque sorvolando qualcosa di poco decifrabile quando comparve un … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/22

100 drabble, un’estate: 15

15 - Glabro La domenica mi piace essere glabro. So che piace anche alla mia lametta. "Mi raccomando rasati" mi dice "così almeno la barba smetterà di prudere" In effetti è vero. La barba prude. La lametta, incontrando i peli della mia barba, è molto determinata. "Perché perdersi in una foresta se puoi eliminare la … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 15

100 drabble, un’estate: 13

13 - Rendita I guadagni di Roborfio McNuggero erano diventati talmente tanti che poteva permettersi di vivere di rendita. Una delle sue monete ci racconterà la sua testimonianza. "Erano circa le sette e mezza di sera, ovvero l'orario giusto per andare a prendere un aperitivo con le banconote. Roborfio però ci ha preso e ci … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 13

100 drabble, un’estate: 11

11 - Carità "Ah, per carità!" Mi piaceva? Ero davvero sicuro di quel che stavo pensando? Era come se il ghiaccio amasse il sole. Come se la fiorentina amasse la padella. Come se... "Ma figuriamoci, non è proprio il mio tipo!" Mi rigiravo sul letto, pensando a quei capelli e a quegli occhi. "Meglio amare … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 11

100 drabble, un’estate: 10

10 - Incubo Che incubo, la settimana! E andare di là, di qua, avanti, indietro, su, giù, L1, Start... "Scusa, ma di cosa stai parlando?" Finii il mio spritz. Decisi di reagire. "E invece è il mio incubo, la settimana. Mi si dà un cubo e lo devo risolvere! Ma chi ci è mai risucito?" … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 10

100 drabble, un’estate: 6

6 - Neon L'insegna al neon sputava neon a intervalli irregolari. La notte, invece, procedeva secondo dopo secondo, a intervalli ben precisi. "Non siamo lì per osservare il neon, stolto" sussurrò Jack a Mark, accendendosi una sigaretta. "Dobbiamo prendere la roba dall'altro cartello. Saranno qui a momenti" "Chiedo scusa, Jack"esordì Mark. "Ma il cartello è … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 6

100 drabble, un’estate: 2

2 - Vanagloria "Gloria?" Gloria deglutì. Ricordo benissimo quando lo faceva perché capitava tutte le volte che sapeva essere nel torto. "Qui c'è scritto traduzione del cazzo... posso sapere perché o ti mando direttamente dal preside?" La professoressa non aveva tutti i torti. Gloria, però, scosse la testa. "Vana?" incalzò l'insegnante. "L'ho fatto perché non … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 2

100 drabble, un’estate: 1

1 - Acustico "Mi fai un acustico?" La guardai. Un acustico, così, con una chitarra elettrica. Le devo spiegare che... "Ma guarda che questa è una chitarra elettrica, non acustica" "Ok, avete sempre ragione voi chitarristi! E non vi si può dire niente!" esclamò indignata la ragazza, urlando rasi sconnesse mentre andava via. Io guardai … Continua a leggere 100 drabble, un’estate: 1

Il vero nome di Fibrizza/21

Fibrizza preparò una tisana alla menta, accompagnandola con dei biscottini alle mandorle. Giancarlo si chiese perché lo stesse facendo, ma non disse nulla. "Non ricordo più perché mi serve una tenaglia" Non appena lo disse, il marito si mise a ballare, ma lei lo ricordò. Aveva la Lucchettite, una malattia curabile solo con un pizzicotto … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/21

I ricordi di Adalgisa/21

"Sei mai stata a pesca di anguille?" Fibrizzo aveva chiesto ad Adalgisa una domanda così precisa da dover pescare il goniometro.Lei ne aveva sempre uno nella borsa, soprattutto in quel periodo. Misurò l'ampiezza della fronte di lui e spiegò "Mi ricorda quella volta in cui ero in un campo di basket. Mi serviva un ventilatore … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/21

Il vero nome di Fibrizza/20

Secondo Fibrizza c'era qualcuno che stava ostacolandola. La benzinaia sorrideva ancora, ma era un enigma tutto il suo essere. Che cosa significava il fatto che lei stessa aveva mangiato una pizza e e sfogliato un libro che non ricordava nemmeno come si intitolava? "Non te lo ricordi, eh? Va' a vedere come si chiamava. O … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/20

I ricordi di Adalgisa/20

Una volta che si provava l'altalena, non la si voleva lasciare più. Adalgisa, però, preferiva giocare a scacchi, proprio contro i sedili vuoti. "Che ci fai, da sola, arrugginita?" chiese lei, mentre l'altra chiaramente non le rispondeva. "Perché non giochiamo a scacchi ogni tanto? Fa sempre la sua abietta figura" Poi si chiese se valeva … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/20

Il vero nome di Fibrizza/19

Le macchine sfrecciavano sia nella corsia di andata, sia nella corsia di ritorno. C'era un vago sentore di sandwich e pullman erano parcheggiati appena di fronte i bagni pubblici. Quel posto aveva tutta l'aria di essere un autogrill, ma Fibrizza non aveva la minima idea del perché ci fosse finita e soprattutto come aveva fatto … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/19

I ricordi di Adalgisa/19

Una volta che Adalgisa ebbe preso la patente, non faceva altro che sfrecciare a tutta velocità. Era l'unico modo in cui aveva imparato a guidare, e nessuno le diceva niente, anche perché non c'era il tempo materiale di fermarsi a chiacchierare, poiché lei e il suo mezzo passavano in pochissimi secondi. D'altro canto, dal suo … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/19

Il vero nome di Fibrizza/18

Quel che si poteva trovare in casa era molteplice e dalle varie soluzioni: presine, pentole, sportelli di varia entità e dimensione. Tuttavia, non c'era neanche una tenaglia. Non la trovava. Giancarlo teneva una cassetta degli attrezzi ma Fibrizza ogni volta che la guardava sudava. "Giancarlo?" Il marito sbucò fuori. "Dimmi, signora" "Dove si trova la … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/18

I ricordi di Adalgisa/18

Ad Adalgisa piaceva bere acqua. Quando lo confidò all'amica sua quella rispose "E allora bevi. Non scocciarmi" Lei rimosse il pezzetto di scotch che le aveva precedentemente messo sulla spalla di lei e cominciò a raccontare "Forse a te non piacerà molto, ma mi ricordo di quella volta che ero sull'altalena. Più salivo, più mi … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/18

Il vero nome di Fibrizza/17

La dottoressa Gagonista era seduta in maniera perfetta. Ricordava da lontano un angolo retto. Fibrizza doveva smetterla di guardare video sulla geometria. "Benvenuta. La stavo aspettando" annunciò altera la donna. L'altra, invece, si sedette. "Vede" esordì "grattandomi ho scoperto che il rossore che ne consegue fa venire fuori una strana scritta" "Non ho capito" ammise … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/17

I ricordi di Adalgisa/17

Se c'erano pesci, c'era sicuramente Adalgisa, soprattutto in estate, soprattutto al mare. Le piaceva nuotare, lo trovava rilassante e non era costretta, addirittura, a rispondere sempre "Foraggio" alla domanda che le stava ponendo il suo telo mare sin da quando era arrivata in quel luogo, dove finiva la terra e iniziava quella grande massa d'acqua … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/17

Il vero nome di Fibrizza/16

Manigolda, o come la chiamavano in quel periodo Fibrizza, era davvero turbata. Era sicura che il mondo le stesse mandando indizi, ma lei non era capace di riconoscerli. Decise di chiederlo alla sorella, la quale non ne sapeva nulla. "Indizi? E cosa sei, un detective?" Già. Aveva ragione, non lo era. Ma allora il silenzio … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/16

I ricordi di Adalgisa/16

Adalgisa aveva provato ad arrampicarsi su un albero. "Divertente, vero? E pensa che sono qui da prima che tu nascessi" disse l'albero. La ragazza si soffermò un attimo a pensare all'epoca in cui lei non era stata concepita. Tutto era in bianco e nero o esistevano già gli spaventapasseri? Cos'era successo? Quali erano state le … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/16

Il vero nome di Fibrizza/15

"Capito, Giancarlo? Non riesco a capire chi mi ha tolto il nome, perché lo ha fatto e c'è una bicicletta idrofoba che cerca di investirmi ma solo quando sono dentro la mia automobile!" Il marito di Fibrizza stava ancora sul divano a risolvere un sudoku e a ridere delle barzellette del giornale, che più che … Continua a leggere Il vero nome di Fibrizza/15

I ricordi di Adalgisa/15

Adalgisa una volta aveva cercato di scavarsi nel naso. "Pulizie di primavera, eh?" le chiese Frank, un ragazzo con cui era uscita. "Beh, direi" rispose lei, indifferente al tono ironico dell'altro. "Dopotutto, è il ventuno marzo, giorno in cui le rondini tornano sul tetto e..." "E nel tuo naso quante rondini ti aspetti di trovare?" … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/15

I ricordi di Adalgisa/14

Una volta Adalgisa aveva provato a superare il semaforo in quanto rosso. Un vigile la fermò. "E ti pareva! Lo fanno tutti, io non lo posso fare!" "Altolà, patente e libretto, genio del male!" esclamò il vigile. Adalgisa pensò: era vero, voleva da bambina fare il genio del male perché aveva visto in televisione un … Continua a leggere I ricordi di Adalgisa/14

Quattordici.

E un altro anno è passato. Ogni volta che torno qui, a questa foto, mi ricordo sempre che c'è stato un periodo in cui ero giovane, insicuro, superficiale. Guardate questa foto, e guardate bene. Sì, stavo osservando da tutt'altra parte. Il fotografo, conoscendomi, non ha neanche provato a farmi capire un concetto importante. La fotografia … Continua a leggere Quattordici.

Hear no evil

Raccontaci di una conversazione che non avresti dovuto ascoltare. Non ho mai origliato. ... "Per favore Aven" No, ok, ho origliato. Il fatto è che non mi ricordo mai cosa ho sentito, perché, o sono cose che non mi interessano realmente, oppure con la vita di mezzo non riesco a tenere a mente quelle che … Continua a leggere Hear no evil