Perdere l’attimo.

C’era una volta Snapurzio.

Snapurzio era capace di camminare sulle nubi. Attenzione, però: non sapeva camminare “anche” sulle nubi, ma solo su quelle, e se volesse provare a camminare ad esempio su una strada rimarrebbe incollato sull’asfalto e poi non sarebbe carino per gli spazzini raccogliere i suoi pezzi tutti appiccicati a terra. In ogni caso quest’uomo faceva sempre passeggiate e continuava a dire “Ehi, ma il cielo è sempre blu sopra le nuvole… che noia” e con le mani fatte di nuvole in tasca, osservava il paesaggio sempre uguale.

Almeno fino a quel giorno.

Infatti improvvisamente venne a lui l’Uomo Cumulonembo, che tutto spaventato, cercava le attenzioni dell’uomo.-

“Snapurzio!” Snapurzio! Hanno rapito la principessa dei fulmini! Fa’ qualcosa!”

Nel dirlo, talmente era spaventato che perdeva pezzetti di nuvole che poi si confondevano col pavimento, anch’esso di nuvole, e forse diventava neve.

Snapurzio disse sicuro: “Va bene, farò qualcosa!” e così alzò le braccia e divaricò le gambe e fece un po’ di stretching.

“Ma cosa fai?” chiese il Cumulonembo. “Fai qualcosa… per la principessa! Non fare qualcosa in generale! E poi così fai tuoneggiare”

In effetti a forza di saltelli le nuvole stavano diventando grigie.

L’Uomo Camminante allora si ricordò di dover salvare la principessa dei fulmini. Ma come fare? Per prima cosa, decise di chiedere al sole.

“Scusa Sole, tu hai visto chi l’ha rapita?” senza specificare chi o cosa.

Il Sole rispose “No. Forse è un avvenimento avvenuto di sera”

Così Snapurzio andò saltellando da una nuvola all’altra verso la Luna. Lui odiava il cielo terso, perché lo costringeva a fare questi salti oblunghi.

“Luna, hai per caso visto colei che lancia i fulmini?”

La Luna rispose con la sua solita faccia ad O stuipita e rispose “Certo, è stata rapito dall’alieno del lampo. Attento che è cattivissimo e soprattutto fatto di neon”

L’uomo così si mise a correre verso l’astronave a forma di lampione e urlò: “ALIENO! Lascia andare la principessa o incorrerai nel mio… disappunto”

In effetti non poteva incorrere in nient’altro. Che razza di poteri aveva Snapurzio?

L’alieno rispose: “NO! Anzi, sì! Anzi! No”

Il fatto era che quel malvagio parlava a lampi e cambiava idea ogni secondo, così andò avanti per ore, finché Snapurzio entrò nel castello in aria dove l’alieno teneva la principessa, la salvò, scese le scale perché nel frattempo l’ascensore risultava guasto, e l’alieno ancora ripeteva “No! Sì! No! Sì! No!”

Al che la principessa disse: “Grazie per avermi salvata, da ora in poi non farò cadere due volte un fulmine nello stesso punto”

Snapurzio obiettò “Ma guarda che già succede… non potresti…”

Ma ormai la donna era sparita. Non era riuscito a cogliere l’attimo fuggente per sposarla? Chissà!

 

Cammino cammino e mi ritrovo…

Cammino, cammino…

Il rumore dei miei passi è l’unico che si sente, in questa stradina scura e piena di gatti randagi.

A un certo punto, mi ritrovo davanti un ALIENO! Alto, magro, tre occhi neri senza pupille e dalla pelle scura, ma in effetti è tutto buio e non lo vedo bene.

“Salve, sono Myolcfjf e vengo dal pianeta omonimo. Tutti i miei simili si chiamano col nome del pianeta”

“Ah” rispondo io. “E… sei venuto qui per rapirmi?”

L’alieno, di cui ho già dimenticato il nome, ci pensa su. In effetti, è disarmato e sembra denutrito, dovrebbe essere facile sopraffarlo se mi attaccasse.

Alla fine risponde: “Non mi è chiara la tua domanda. Mettiamo che sia tu poi a rapirmi. Chi è il rapitore e chi il rapito?”

La domanda mi confonde. Io rapire un alieno?

“Comunque so anche sparare saette dal dito” aggiunge l’extraterrestre, sbattendo le palpebre solo dal terzo occhio.

“Spero che non le userai contro di me!” esclamo pieno di timore. L’alieno mi guarda stupito.

“Ah, perché? Tu non le sai fare?”

“Certo che no! Non sparo nulla dal dito!”

“Ma in che razza di pianeta sono finito?”

“La Terra!”

“Aaaah” l’alieno adesso capisce. “Ovvio, ovvio. Comunque, non sono qui per rapirti, ma per mettere in guardia chiunque trovo dalla probabile apparizione dell’Uomo Sveglia!”

“CASPITA!” La possibilità che esista un super eroe che interrompe il sonno della gente mi terrorizza ancora più dell’alieno che spara saette.

“Già… è un uomo orribile, pronto a vibrare ogni qualvolta suona l’orario che lui ha preimpostato. Che ore sono?”

Rispondo “L’una del mattino”

“Precise?”

“Sì, per…”

DRIIIIIIIIIN.

Un suono lungo, penetrante, di unghie che strisciano sulla lavagna, stupra le orecchie.

“È LUI!” esclama disperato l’alieno. “Nessuno è al sicuro! Nemmeno all’una! È un uomo cattivo e spietato e niente serve a fermarlo! Salvatevi voi che…”

“E BASTA!” l’urlo di una signora stufata sovrasta quello dell’Uomo Sveglia che viene sconfitto da una secchiata d’acqua.

“Non credevo fosse stato così facile…” osserva l’alieno, rinfrancato. “Ok. Bastava una secchiata d’acqua. Okay. Ciao, allora, eh” e va via con la sua navicella, pervenuta in quel momento.

“Ciao” rispondo, non afferrando bene ciò che è appena avvenuto.

Il sassolino nella scarpa.

Immagine

Tralasciando le scarpe di un arancione improbabile, i sassolini (vedi freccia) saltano e si infilano dentro la scarpa in questo modo.

Mentre cammino, è molto probabile che un sassolino si infili dentro le scarpe.

“ma com’è possibile? Le scarpe sono chiuse, a meno che non siano sassi spettrali non hanno modo di entrare”

Ah no? Sentiamo allora la testimonianza del sassolino che ho appena fatto fuoriuscire dalla mia scarpa:

“Erano circa le 11:00 del mattino. Eravamo annoiate, stanche, insomma ci andava di prendere una boccata d’aria calda che solo un calzino chiuso dentro una scarpa che cammina può dare. Bene, improvvisamente vedemmo questo paio di scarpe avvicinarsi alla nostra postazione.

Io dissi a Frank “Frank, è la nostra occasione!” e Frank mi rispose “Esatto, l’occasione fa il sasso ladro!”

Il trucco è attendere che la scarpa si posizioni in maniera abbastanza vicina a noi, ché noi non possiamo muoverci, ma solo saltare, quindi abbiamo solo un’occasione per poterci infilare.

La scarpa, come se ci avesse ascoltato, si posizione perfettamente e lo spostamento d’aria dovuto alla camminata ci fa sobbalzare. Bene, fatto questo ci sentiamo assolutamente grandi e invincibili, tanto che poi cerchiamo di infilarci dentro le scarpe stesse, beandoci dell’afrore contenuto. L’unico problema per noi sono i piedi: essi non vogliono saperne di averci fra i piedi, così fanno di tutto per scalciarci ma una volta che siamo entrati… sapete, non è che poi possiamo uscire, no? Bene, allora i piedi minacciano se continuate a darci fastidio, ci fermiamo e il padrone si toglierà la scarpa davanti  tutti!” al che non ci spaventiamo minimamente di quella minaccia, ma poi… eh! Purtroppo poi va sempre a finire che ce ne dobbiamo andare, fino a dover attaccare un altro incauto. Sapete, una volta siamo finiti dentro i sandali. Che giorno meraviglioso, vero Frank?”

“Esatto!”

 Quindi, come abbiamo visto i sassi sono pericolosi e vi consiglio di suggerire ai sindaci strade lastricate e luminose.

“Non temere, saremo presenti anche in quel caso!”

Accidenti!

Tutorial: imparare la differenza fra camminare e nuotare

Prendiamo ad esempio questa canzone:

Canzone non molto elevata culturalmente

Noterete ad un certo punto si dice “fate attenzione alla differenza fra camminare e nuotare e nel finale 2 volte i saluti”

Ecco che accorro quindi, rivolto a tutti coloro che si confondono fra questi due verbi della prima coniugazione, che si somigliano tanto, ma alla fine sono quanto mai diversi.

CAMMINARE

La camminata è quella che facciamo coi piedi. Ovvero, essenzialmente coi piedi, perché poi si può benissimo dire “M’incammino verso casa, và”; ma in realtà si prende la macchina.

Oppure, “cammino da solo”, ma quella è una metafora della vita. O anche, semplicemente, camminare con le mani tenendo i piedi all’insù, giusto per provare una cosa nuova.

NUOTARE

“Il nuoto è la camminata dei pesci”

Questo è quello che disse il filosofo tedesco Vattelapeschken, parlando comunque di un’altra cosa.

Prendendo per buona questa massima, allora possiamo dire che camminare e nuotare sono la stessa cosa.

Invece no!

No, perché esistono vari tipi di nuoto:

  1. Stile libero, che poi libero non è: si va su Libero e si nuota con lo stile di questo… giornale (?)
  2. A rana, un genere che in Francia non è mai andato molto in voga perché loro le rane le mangiano;
  3. Dorso, ovvero “Nuotare facendo il morto a galla”, ideale per chi non vuole vedere dove va finendo per massacrarsi contro le rocce.
  4. Farfalla, uno stile che crea più casini che altro, con tutta quella schiuma. A parte che prima di partire bisogna nuotare “a bruco”, perché ovviamente le farfalle non è che nascono così, a schiocco.
  5. Cagnolino, lo stile preferito dei cagnolini. Ah, lo fanno anche gli umani?
  6. Nuoto pinnato, ovvero lo stile in cui ci si piazza una pinna finta sulla schiena e si fa finta di essere un pescecane, per un divertimento assicurato!
  7. Delfino. Attenti a non utilizzare questo stile in Giappone, là i delfini li mangiano
  8. Misti, per coloro i quali sono indecisi.

Come potete vedere, quindi, una cosa è camminare (e soprattutto ha uno stile solo e riconoscibilissimo: infatti non è che puoi dire “Aven sta camminando a rana!” Come cammina una rana? Saltella, poi) e una cosa è nuotare.

Capito, Cecchetto? Adesso possiamo riprendere a fare il Gioca Jouer.

Tutorial: come si cammina

Ogni tanto mi viene da pensare: ma la giornata tipo dei piccioni?

Buonsalve! Oggi vediamo un po’ come si cammina. L’arte del camminare non è così scontata come sembra e richiede molta attenzione, pratica e anni di allenamento sulla neve e sulla sabbia, di serra e di mattina, sette giorni su sette.

Comunque.

Innanzitutto bisogna essere in posizione eretta, poiché camminare da seduti è molto difficile, anzi diciamo pure che è impossibile. Non tanto per la posizione seduta, ma per colpa della sedia o della poltrona, che impedisce qualsiasi abilità motoria.

“Non mi piace chi cammina, sono geloso. E se poi tutti camminano e io rimango solo? Eh?”

Così si è espresso il Divano alla mia destra.

Quindi, ci si alza.

Dopo averlo fatto, e credetemi che in questo periodo serve una grande forza di volontà per alzarsi, si deve porre una delle due gambe davanti all’altra. Poi, l’altra gamba. Esatto, è come se i due piedi cercassero di superarsi a vicenda, come nemmeno nella moto GP.

“Ahahaha, piede destro! sono avanti io!”

“Eh no, piede sinistro! Stai mangiando la mia polvere ora!”

Così, facendo attenzione ad eventuali dislivelli sulla superficie che aspettano solo di far inciampare il povero camminatore ignaro, si comincia ad avanzare, senza sbattere sulle porte, preferibilmente. So per esperienza che eventuali ferite sul muso possono essere molto fastidiose.

Vediamo adesso alcune delle Frequently Asked Questions:

“Voglio fare il passo più lungo della gamba. Posso?”

No. Per quanto ci si sforzi, nessun passo è più lungo della gamba. Perlomeno, non le mie gambe.

“Le mie gambe non camminano. Perché?”

Probabilmente non hai dato loro l’impulso della camminata. Per camminare, bisogna volerlo, altrimenti si sta fermi come stoccafissi.

“Le mie gambe invece formicolano”

Le cose sono due: o un formicaio sta passando sulle tue gambe oppure le hai tenute troppo a lungo piegate. Il formicolio è il loro modo di svegliarsi dall’intorpidimento.

“No, in realtà mi sono seduto su un formicaio e un formichiere ha cominciato ad annusarmi”

Ah, ok.

“Camminando mi sono fatto male alla faccia. Come mai ci si fa male pur camminando con le gambe?”

Probabilmente sei inciampato. Capita quando non si guarda dove si mettono i piedi.

“Dopo la mia camminata ho guardato le scarpe e adesso sono marroni.”

Probabilmente hai pestato una cacca. Non preoccuparti, sono soldi che arrivano!

Insomma, questo è più o meno il mio punto di vista su come si cammina. Mi piacerebbe discuterne con voi e vedere se avete le mie stesse esperienze!