La Ropa Sucia/180

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Rebecca Jones fu portata in un luogo non tanto segreto, che rispondeva al nome di villa Salcido.

In realtà, nemmeno lei riusciva a immaginare cosa aspettarsi, né aveva idea del motivo per cui l’avevano rapita.

Era lì, tenuta ammanettata con le mani dietro la schiena, che osservava una rivoltante coppietta. Lei lo stringeva a sé cingendogli la spalla, lui poggiava la sua testa sul suo petto.

Entrambi però la guardavano con aria altezzosa, che le non piaceva.

“Rebecca Jones…” iniziò Catalina. “Ho qui un tuo articolo dove ti scagli contro il riscaldamento globale. Che razza di argomento è?”

Rebecca non rispose. Posò lo sguardo sul tavolino e vide che c’era un vassoio di biscotti fatti in casa che attendeva solo di essere mangiato. Se solo non avesse le mani legate…

“Ti abbiamo rapita per farci pagare il riascatto, che sarà salatissimo” aggiunse Roberto, l’aitante runner.

Rebecca non rispose nemmeno a quell’annuncio. Di sicuro, quei biscotti non erano salatissimi…

“Strai guardando quei biscotti, vedo” disse Catalina.

“Li vuoi, vero?” chiese Roberto.

Rebecca perse la pazienza. Fissò entrambi con l’occhiata più truce che aveva al repertorio e disse “Non avrete niente di quello che chiederete. Chi troppo vuole, nulla stringe! Ramòn non ci metterà molto a salvarmi!”

“Sempre che ti voglia salvare” disse Catalina, mettendosi comosa e prendendo un biscotto. Lo masticò molto lentamente, godendo di ogni colpo di mandibola, tanto per far innervosire il suo ostaggio.

“Io non capisco che volete da me” disse Rebecca.

“Niente. Sei solo un ostaggio”

Una voce entrò nella sala che somigliava a una biblioteca, con tutti quergli armadi a muro colmi di libri e un unico lampadario di cristallo.

Rebecca si voltò e non poteva credere ai suoi occhi.

“Francisco Miranda!” esclamò.

“Proprio così” disse lui, e con grande eleganza si frappose fra Catalina e Roberto, ignorando totalmente i concetti di estraneità e inopportunità.

“Sono il Sindaco” disse lui, prendendo due biscotti. “Colui che voi avete rapito, mettendo al mio posto una marionetta”

“In realtà no, ma dettagli” corresse Rebecca.

“Come sarebbe, no? Pepa Gutierrez ha raccontato tutto quello che sapeva, ci ha svelato tutti i misteri di Villa Nueva e ancora tu ti ostini a tenere la bocca chiusa? Farai bene a parlare”

“Ah, sì? E Pepa Gutierrez da chi l’ha saputo?” chiese Rebecca Jones.

“Da Cassandra Espimas, sua compagna di cella” risposero in coro tutti e tre. Rebecca si sentì morire: davvero il suo amato Boss aveva fatto un errore di tal genere? Aveva davvero dato per scontato che Cassandra non avrebbe mai avuto compagni di cella cui raccontare la sua torbida storia?

E adesso che Francisco Miranda era lì, sfidando tutte le leggi del sorannaturale, che cosa avrebbe potuto fare lei?

“Il regno di terrore del tuo capo sta per terminare” agigunse Miranda.

“Beh, è durato solo sette giorni e già le strade sono pulite” osservò Jones.

“Beh, chi vuoi che passeggi qui? Non ci sono neanche mille abitanti” fece notare Catalina. “Questo buco di paese è talmente noioso che se non ci fossimo noi a movimentarlo sarebbe un disastro”
“Adesso chiameremo il tuo Boss” disse Roberto. “Chiederemo le dimissioni da Sindaco”

Roberto chiamò, ma non rispose nessuno.

“Non rispondi? Sono i rapitori di Rebecca” disse Alfonso a Ramòn, che era ancora in piedi a guardare oltre la finestra.

“No” disse il Boss, lasciando che i raggi del sole, gli ultimi di quella lunga estate, lo lambissero. “Lascerò che si spaventino, non trovandomi. Devono capire che rapire Rebecca è stato per loro un passo falso”

E la lavatrice continuava a girare…

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Tag – conosciamoci un po’ meglio

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Eccoci dunque al consueto appuntamento con il tag decisivo!
1. Seguire il blog che ti ha nominato. (La Corte)
2. Rispondere alle sue 10 domande.
3. Nominare a tua volta altri 10 blogger.
4. Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, ESTETICA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO.
5. Informare i tuoi blogger della nomination.
6. Taggare il blog che ti ha nominato nelle risposte.

 

Ho notato che La Corte non ha ideato nuove domande, perciò risponderò alle sue stesse.

  1. Che cosa fai nella vita reale?

    Devo riuscire a pubblicare almeno un libro, partecipo al NanoWrimo di aprile, suono la chitarra e partecipo a tante iniziative carine in giro per la città. Insomma, l’obiettivo è fare lo scrittore a tempo pieno e tanto vale abituarsi.

  2. Sei ordinato/a o disordinato/a?

    Sono ordinato nel mio caos.

  3. Qual è l’oggetto più strano che hai a casa?

    LA SFERA DEL DRAGO MI SI ILLUMINA. Sì, ho la sfera di Nonno Gohan a casa. E se non sapete di cosa sto parlando non capisco perché mi leggete LOL

  4. Preferisci il cinema o la letteratura?

    Il teatro. Il teatro va su tutto, il teatro è vita, rinnova gli uomini e quant’altro.

  5. Sei superstizioso/a?

    No, e non capisco perché si debba esserlo. Un conto è fare la battutina ma un altro conto è buttare il sale in quel modo oppure evitare i gatti neri. Okay, magari i gatti neri evitiamoli perché sono allergico.

  6. Città o campagna?

    Città per viverci, campagna per le ferie.

  7. Hai un segno particolare che ti contraddistingue?

    Una voglia sulla nuca che non ho mai visto ahahaha LOL sarebbe strano il contrario. E non ho intenzione di fotografarla, deve rimanere un mistero per sempre.

  8. Ti piacerebbe diventare famoso/a?

    Sì, ma non per me stesso, ma solo perché saprei che il messaggio che sto portando sta crescendo, che è poi l’obiettivo principale di quello che sto facendo.

  9. Quante e quali lingue sai parlare?

    Solo l’italiano, non prendiamoci in giro.

  10. Hai un animale preferito? Se sì, quale?

    IL DRAGO

Parlando di animali esistenti, gli elefanti e i delfini. Sono affezionato alle giraffe perché ci ho scritto una storia su di loro e quindi non potevano non venire fuori.

Voi invece? Qual è il vostro cibo preferito?

 

Bloody Mary Challenge

Gli horror mi inquietano.

Proveremo a parlarne tranquillamente, nel pieno della giornata e in compagnia di tante persone.

LE REGOLE

  1. Nomina il creatore della Challenge e chi ti ha nominato: La Corte Bloody Ivy
  2. Usa una di queste immagini (che si possono copia & incollare da qui o qui
  3. Scrivi tre recensioni (una recensione = una invocazione a Bloody Mary) a libri o film horror spiegando il perché ti hanno colpito.
  4. Avverti Bloody Ivy tramite un commento nel suo blog per la condivisione fb e inserimento link del post nell’indice.
  5. Nomina per ognuna delle tre recensioni 6 blogger.
  6. Divertiti con l’horror!

 

Allora, io proverò a dire due paroline su

FRANKESTEIN

Uno dei classici dell’horror. Il dottor Frankestein ha provato davvero a ricreare la vita umana, senza successo. Ciò la ha sconvolto, e nelle pur poche pagine di cui è composto il libro si parla sempre di questo animo travagliato che si sente in colpa per la sua creatura, fino al tragico finale. Insomma non un bel libro, pieno di fatine e invisibili unicorni rosa. Proprio no.

SAW

Ho visto solo il quinto episodio, eh! Ma è… disturbante. Gli horror già mi suggestionano, se ci mettiamo anche questo allora stiamo a posto. La paura che una persona possa catturarti e metterti in una trappola dove comunque ti fai molto male o muori è molto… brrr. Brancamenta, esatto. Insomma qualcosa su cui discutere.

ORPHAN

Film del 2009 in cui c’è lei che è una bambina, tanto carina, che viene adottata ma poi si scopre essere un’infelice che dedica la vita a uccidere e terrorizzare. Ebbene io il film l’ho visto e devo dire che, ovviamente, ne sono rimasto molto suggestionato al punto che, alla fine, ho pensato si nascondesse in casa LOL davvero, non fatemi vedere film horror.

 

Per non parlare di tutte le creepypasta che mi sono bevuto e della leggenda metropolitana di Gloomy Sunday…

 

Test: sei un quadrupede?

Cane, gatto, cavallo, giraffa… quanta confusione! Io non ci ho mai capito niente! E magari siete anche voi dei quadrupedi!

Scopritelo con questo test.

  1. Quando ti cade una cosa per terra, è subito gattonare.

a) Sì

b) No

c) Non lo so

2. Quando il pallone si incastra sotto la marmitta, ti chini per raccoglierlo

a) Sì

b) No

c) prendo una scopa

3. Devi passare per un cunicolo stretto e…

a) Sì

b) No

c) Guardo il mondo da un oblò

4. Sta per venirvi in faccia una palla gigante 

a) Mi abbasso

b) Mi scanso

c) Sì

5. Mi spingono

a) Sicuramente cado a terra

b) No

c) Non casco mai

6. Devo allacciarmi le scarpe

a) No

b) Porto i mocassini

c) Me le allaccio calandomi

7. È l’ora della pedicure

a) Devo abbassarmi

b) Caspita, che unghia lunghe

c) Motosega

8. Si fa stretching

a) In effetti è difficile toccare le punta dei piedi con le mani

b) In effetti è facile se tu ti snodi

c) No

9. Sì o no?

a) Capra

b) Pantera

c) Fiordaliso

10. Che animale quadrupede preferiresti fra questi tre?

a) cavallo

b) zebra

c) Ippopotamo

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

SEI UNO YES MAN

La tua risposta preferita è il “Si”, sai suonare l’accordo di Si con la chitarra e il SI… lenzio è la tua arma migliore. Ma non vale la pena parlare

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

SEI UN QUADRUPEDE

Di sicuro il tuo mezzo di trasporto preferito non è la moto, e nemmeno la bici. Per ogni cose, devi buttarti a terra, e infatti l’ho esplicato molto bene nel test. Infatti, hai risposto “no” solo per depistarmi, ma in realtà hai mentito sapendo di mentire.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

SEI UN IPPOPOTAMO

Non è che tu hai fatto uno spot di recente?

 

Test: che frutta sei?

Attenzione, qui non si parla di frutta.

“Sei squilibrato, Aven”

No, intendevo che il test non è per sapere se sei una mela o una papaya, ma se sei più da frutta secca o frutta fresca, o frutta tropicale.

Partiamo subito:

  1. Dolce o salato?  

a) Albicocca

b) zafferano

c) Equilibrio fra i sapori

2. Pan di Spagna o Pan bagnato?

a) Mela

b) pera

c) Banana

3. Banane o Lampone?

a) CHI C’ERA STASERA

b) Eh, il mitico Gianni

c) Preferisco il formaggio

4. Hai mai utilizzato un abaco?

a) Sì infatti sono rimasto traumatizzato

b) Piccioni viaggiatori

c) Ho l’influenza

5. Quando piangi, versi lacrime, vero?

a) NO TU CHE DICI, SUCCO DI PERA?

b) No, di pesca

c) No, di cocco

6. Passiamo adesso al pistacchio.

a) Aaaah, buonissimo!

b) Mi fa schifo

c) Una volta ho beccato un guscio di pistacchio vuoto

7. E le noci?

a) Sono ottime per farci le barchette

b) I gherigli sembrano cervelli. ODDIO MANGIO CERVELLI?

C) Impianto idraulico

8. Tu le tiri le noccioline alle scimmie?

a) Una volta l’ho fatto a un Nigeriano e mi hanno arrestato

b) No, la trovo la cosa inutile e senza senso

c) Pescara

9. Ci pensi tu a togliere le castagne dal fuoco?

a) perché mai dovrei farlo? Sono buone calde

b) Sì, eccome

c) Genoveffa

10. So una cosa di te: quando rispondi al telefono, dici “pronto”.

a) ODDIO È VERO SEI UN MEDIUM

b) No, veramente rispondo col mio cognome

c) La penna verde

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A

Complimenti, sei la frutta fresca! Che tu sia una banana verde, oppure una pera matura, a te piace la bella stagione, disturbare le ragazze in bikini e in generale fare festa! Complimenti, ma l’inverno sta arrivando…

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Complimenti, sei la frutta secca! Te ne vai in giro per il lungomare sgranocchiando un po’ di tutto, dai pistacchi alle noccioline ai bruscolini. Attento, però: le bucce non si mangiano.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Complimenti, non te n’è fregato niente di questo test e hai risposto C  a tutto! sei una persona indifferente ai problemi della vita e per questo ti daremo una medaglia al “Miglior Confine” 2017! Peccato che questo concorso sia scaduto un mese fa…

Abbigliamento: la maglietta della salute.

Qui ho avuto difficoltà a mettere un’immagine, perché essendo bianca la maglietta della salute è difficile che si veda con lo sfondo bianco. Quindi facciamo che non metterò immagini e siamo tutti felici, vero? VERO?

Insomma, la maglietta della salute la metto anche io. Non c’è niente di male ad ammetterlo, anche perché comunque non mi devo presentare a nessuna sfilata di moda o che so io.

Come detto, le magliette della salute sono bianche e servono a non far stare male… il possessore. Infatti, non tutti sanno che le magliette della salute, se si chiamano così, c’è un motivo recondito. Infatti, metti caso che buschi un raffreddore? La maglia della salute di fa guarire immediatamente. Metti che hai perso una mano dopo che te l’hanno tagliata per divertimento? La maglietta della salute te la fa ricrescere!

Metti caso che la maglia stessa si ammala? Ah, no, quello no: la maglia della salute non può ammalarsi, sarebbe un controsenso.

Aven, in realtà io ho messo la maglietta della salute e non solo non mi sono ricresciuti i capelli, ma ho preso anche una bella tonsillite

Non era una maglia della salute. Chissà cosa hai indossato.

A proposito, siamo a settembre, no? Il mese del cambio di stagione. Indossare le maglie è consigliato da tre su quattro Aven diversi.

Perché, quanti siete?

Parecchi.

Ma ciò che voglio dire è che indossare la maglietta, o la canottiera, questa diventa una sporta di scudo contro i batteri. Vediamo una scena tipica:

“Comandante, dobbiamo contagiare questo tizio/a!”

“Attaccate senza pietà!”

“Comandante, ma ha la maglietta della salute!”

“Ok allora niente, ritirata!”

Vedete com’è comodo? In effetti, la paura che hanno questi batteri fa sì che le difese della maglietta della salute non siano mai state effettivamente testate, quindi o tutto quello che sto dicendo non ha riscontro nella realtà oppure la realtà non ha riscontro nella mia fantasia e quindi è disadattata.

 

Abbigliamento: il cappello.

ImmagineIL cappello. Ce ne sono altri?

In effetti sì, ce ne sono altri. Tuttavia, questo è il più bello quindi partiremo col parlare del:

Cappello da gangster

Detroit, 1930. Il proibizionismo ha fatto sì che la mafia italo-americana crescesse ed estendesse le sue molteplici braccia nelle polverose strade americane, dove i macchinoni andavano e venivano, facendo finta di non vedere che grossi carichi di alcool vernivano serviti nei bar sotterranei. In tutto questo, Paul, col cappello in testa, si sta accendendo una sigaretta. C’è freddo, di notte, e quei compiti di solito spettano ad altri. Sta aspettando il suo carico, ma ciò che vede è solo un furgoncino dei gelati.

Un momento, non è un furgoncino dei gelati. Una mezza dozzina di uomini armati lo fredda lì, sul marciapiede all’incrocia fra la 6th e la Lincoln Boulevard. Lo ritroveranno il giorno dopo, ricoperto di sangue. Del suo sangue.

Cappello di lana

C’è freddo? Bene, indossa il cappello di lana! sapessi come… fa sudare! Quando uno cammina, infatti, un pochino di sudore si forma sempre e il cappello di sicuro non contribuisce a tenere freschi i capelli. Però tiene caldo.

Cappello con la pallina sopra

Di solito vendono i cappelli con la pallina sopra. Non so ancora a cosa possa servire, anche se fonti certe mi hanno rivelato che si tratta di una spia come quelle che si trovano sulle montagne per segnalare agli aerei la loro presenza. Ebbene, la pallina sui cappelli di lana serve agli alieni per rivelare la presenza umana. Infatti si illuminano.

Cappello da nuoto

Più che altro, è un copricapo chiamato cuffia, quindi lo saltiamo.

Cappello di paglia

C’è un ragazzo, in un villaggio, che dopo aver conosciuto un ragazzo pieno di amici in un bar, che ha deciso di entrare nella sua ciurma. Così il ragazzo coi capelli rossi, che ha rifiutato la sua proposta, gli ha dato il proprio cappello di paglia, che un giorno restituirà. Spero.

Cappello per cappelli

Dici che il cappello sente freddo, così esposto alle intemperie? Bene, ecco arrivare il CAPPELLO PER CAPPELLI! Lui sì che tiene caldo!

Scappellamento a destra

Prematurata, tarapia tapioca, col vicesindaco.

Cappello da scout

Infine, come nei peggio sceriffi, c’è il cappello da scout. Largo, imponente, e che a volte si allarga o si restringe.

ma gli scout sono belli

Sì, ma vogliamo parlare delle sieste che si possono fare con questi cappelli?

 

Posta del cuore/13

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Che bello Agosto, vero?

Mare, vacanze, divertimenti… si vede che il dolce far nulla fa nascere gli amori, vero? E allora smisto un po’ la posta del cuore. Vediamo che mi dite, voi che potete innamorarvi!

Perché, tu non puoi innamorarti?”

No, il massimo che ho attirato è stata una zanzara particolarmente seccante. Per il resto, tutte NO roboanti che hanno fatto tremare i muri.

Ma comunque.

Ciao, sono il Mare. Mi sono innamorato delle barche, ma loro sembrano non gradire la mia invadenza. Che posso fare?”

In effetti la tua invadenza inghiottisce le barche, se capisci cosa intendo. Non so, puoi provare ad accarezzare la loro chiglia senza fare loro del male, e te ne saranno grate. Invece, se provassi a entrare nei loro oblò… non credo che a loro piaccia.

Ciao Aven, sono un castello di sabbia. Voglio provare a chiedere alla paletta di uscire… secondo te accetta?”

Dipende. Se è già impegnata col secchiello, se invece ha ricevuto picche credo di sì.

“Ciao Aven, sono il cocco e sono bello. Ma perché nessuno mi compra?”

Perché essendo tu bello, tutti ti vogliono e nessuno ti prende, come si suol dire!

“Caro Aven, perché più ti sforzi di non guardare più vedi ragazze in bikini ovunque?”

Perché forse siamo in spiaggia ed è normale che sbucano fuori? Ma poi cosa c’entra con la posta del cuore?

“perché c’è una che sta leggendo e voglio chiederle cosa sta leggendo”

Beh, se hai lo sguardo dell’osservatore professionista puoi sbirciare la copertina e leggere. Spero che tu sappia leggere!

“Aven, secondo te la Panna può innamorarsi del gelato al pistacchio?”

Sei la Panna?

“No, sono un cono”

E allora cosa ti importa. La Panna ti ha chiesto una buona parola, lo so! Ma io SO che la panna è corteggiata dal biscottino e così deve andare, e il pistacchio oltretutto è impegnato col gelato gusto stracciatella!

Ecco, l’ho detto.

Stelle cadenti?

“Esprimi un desidero, Lorenzo”

Eh già, oggi è il mio onomastico. Che desiderio posso esprimere?

“Le stelle esprimono mai desideri?” chiedo, in tono vago. “magari quest’anno una delle stelle cadenti non voleva cadere e invece per guadagnare la pagnotta cade lo stesso”

“Giusto” ribatte l’amica con cui sto guardando le stelle. “Ma le stelle sono cadenti oppure sono semplicemente di passaggio sulla Terra e trovando un pianeta si disintegrano”

“Conviene farcelo dire da una stella”

Così attendiamo che una di queste arrivi fino a noi. Accade che si presenta Ziarisa, la stella dalle copiose risa.

“Ehi, sono qui per rispondere a tutte le domande!” si presenta. Poi ride in maniera oltremodo sguaiata.

“Senti stella, qual è il tuo desiderio più grande? Diventare una supernova, immagino”

“No, è vincere alla lotteria!” esclama Ziarisa. “Ho modeste ambizioni, sapete, con miliardi di anni davanti, posso fare come voglio almeno per i primi duecento secoli”

Dopo aver detto questo, si mette a ridere sguaiata come una pazza.

“Uh, beh, in questo caso potresti avere ragione” dico io. Che strano che per il mio onomastico mi metta a parlare con una donatrice di desideri come una stella!

Ziarisa non ha però ancora finito di parlare. “Questo è il mio sogno. Poi il sogno di tutte è quello di non finire come tutte le altre proprio sulla Terra, ogni schifoso dieci agosto. Che rottura! proprio lì si deve mettere? E noi le ferie come le facciamo?”

Io e la mia amica ci guardiamo. “Allora è per questo che ogni anno cadete su di noi! Voi state solo…”

“… spostando per un villaggio vacanze in un’altra galassia, esatto” conclude per lei la stella. “Ma non tutte ci arrivano” aggiunge, per prodursi in un’altra risata esagerata.

La mia amica sorride e, dopo aver preso la stella, la rilancia nel cielo come se fosse un frisbee. Peccato che sbaglia mira e la manda dentro un buco nero.

“Sei cieca” osservo.

“Già” risponde lei.

 

Perdere l’attimo.

C’era una volta Snapurzio.

Snapurzio era capace di camminare sulle nubi. Attenzione, però: non sapeva camminare “anche” sulle nubi, ma solo su quelle, e se volesse provare a camminare ad esempio su una strada rimarrebbe incollato sull’asfalto e poi non sarebbe carino per gli spazzini raccogliere i suoi pezzi tutti appiccicati a terra. In ogni caso quest’uomo faceva sempre passeggiate e continuava a dire “Ehi, ma il cielo è sempre blu sopra le nuvole… che noia” e con le mani fatte di nuvole in tasca, osservava il paesaggio sempre uguale.

Almeno fino a quel giorno.

Infatti improvvisamente venne a lui l’Uomo Cumulonembo, che tutto spaventato, cercava le attenzioni dell’uomo.-

“Snapurzio!” Snapurzio! Hanno rapito la principessa dei fulmini! Fa’ qualcosa!”

Nel dirlo, talmente era spaventato che perdeva pezzetti di nuvole che poi si confondevano col pavimento, anch’esso di nuvole, e forse diventava neve.

Snapurzio disse sicuro: “Va bene, farò qualcosa!” e così alzò le braccia e divaricò le gambe e fece un po’ di stretching.

“Ma cosa fai?” chiese il Cumulonembo. “Fai qualcosa… per la principessa! Non fare qualcosa in generale! E poi così fai tuoneggiare”

In effetti a forza di saltelli le nuvole stavano diventando grigie.

L’Uomo Camminante allora si ricordò di dover salvare la principessa dei fulmini. Ma come fare? Per prima cosa, decise di chiedere al sole.

“Scusa Sole, tu hai visto chi l’ha rapita?” senza specificare chi o cosa.

Il Sole rispose “No. Forse è un avvenimento avvenuto di sera”

Così Snapurzio andò saltellando da una nuvola all’altra verso la Luna. Lui odiava il cielo terso, perché lo costringeva a fare questi salti oblunghi.

“Luna, hai per caso visto colei che lancia i fulmini?”

La Luna rispose con la sua solita faccia ad O stuipita e rispose “Certo, è stata rapito dall’alieno del lampo. Attento che è cattivissimo e soprattutto fatto di neon”

L’uomo così si mise a correre verso l’astronave a forma di lampione e urlò: “ALIENO! Lascia andare la principessa o incorrerai nel mio… disappunto”

In effetti non poteva incorrere in nient’altro. Che razza di poteri aveva Snapurzio?

L’alieno rispose: “NO! Anzi, sì! Anzi! No”

Il fatto era che quel malvagio parlava a lampi e cambiava idea ogni secondo, così andò avanti per ore, finché Snapurzio entrò nel castello in aria dove l’alieno teneva la principessa, la salvò, scese le scale perché nel frattempo l’ascensore risultava guasto, e l’alieno ancora ripeteva “No! Sì! No! Sì! No!”

Al che la principessa disse: “Grazie per avermi salvata, da ora in poi non farò cadere due volte un fulmine nello stesso punto”

Snapurzio obiettò “Ma guarda che già succede… non potresti…”

Ma ormai la donna era sparita. Non era riuscito a cogliere l’attimo fuggente per sposarla? Chissà!