Test: sei un quadrupede?

Cane, gatto, cavallo, giraffa… quanta confusione! Io non ci ho mai capito niente! E magari siete anche voi dei quadrupedi!

Scopritelo con questo test.

  1. Quando ti cade una cosa per terra, è subito gattonare.

a) Sì

b) No

c) Non lo so

2. Quando il pallone si incastra sotto la marmitta, ti chini per raccoglierlo

a) Sì

b) No

c) prendo una scopa

3. Devi passare per un cunicolo stretto e…

a) Sì

b) No

c) Guardo il mondo da un oblò

4. Sta per venirvi in faccia una palla gigante 

a) Mi abbasso

b) Mi scanso

c) Sì

5. Mi spingono

a) Sicuramente cado a terra

b) No

c) Non casco mai

6. Devo allacciarmi le scarpe

a) No

b) Porto i mocassini

c) Me le allaccio calandomi

7. È l’ora della pedicure

a) Devo abbassarmi

b) Caspita, che unghia lunghe

c) Motosega

8. Si fa stretching

a) In effetti è difficile toccare le punta dei piedi con le mani

b) In effetti è facile se tu ti snodi

c) No

9. Sì o no?

a) Capra

b) Pantera

c) Fiordaliso

10. Che animale quadrupede preferiresti fra questi tre?

a) cavallo

b) zebra

c) Ippopotamo

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

SEI UNO YES MAN

La tua risposta preferita è il “Si”, sai suonare l’accordo di Si con la chitarra e il SI… lenzio è la tua arma migliore. Ma non vale la pena parlare

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

SEI UN QUADRUPEDE

Di sicuro il tuo mezzo di trasporto preferito non è la moto, e nemmeno la bici. Per ogni cose, devi buttarti a terra, e infatti l’ho esplicato molto bene nel test. Infatti, hai risposto “no” solo per depistarmi, ma in realtà hai mentito sapendo di mentire.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

SEI UN IPPOPOTAMO

Non è che tu hai fatto uno spot di recente?

 

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Test: che frutta sei?

Attenzione, qui non si parla di frutta.

“Sei squilibrato, Aven”

No, intendevo che il test non è per sapere se sei una mela o una papaya, ma se sei più da frutta secca o frutta fresca, o frutta tropicale.

Partiamo subito:

  1. Dolce o salato?  

a) Albicocca

b) zafferano

c) Equilibrio fra i sapori

2. Pan di Spagna o Pan bagnato?

a) Mela

b) pera

c) Banana

3. Banane o Lampone?

a) CHI C’ERA STASERA

b) Eh, il mitico Gianni

c) Preferisco il formaggio

4. Hai mai utilizzato un abaco?

a) Sì infatti sono rimasto traumatizzato

b) Piccioni viaggiatori

c) Ho l’influenza

5. Quando piangi, versi lacrime, vero?

a) NO TU CHE DICI, SUCCO DI PERA?

b) No, di pesca

c) No, di cocco

6. Passiamo adesso al pistacchio.

a) Aaaah, buonissimo!

b) Mi fa schifo

c) Una volta ho beccato un guscio di pistacchio vuoto

7. E le noci?

a) Sono ottime per farci le barchette

b) I gherigli sembrano cervelli. ODDIO MANGIO CERVELLI?

C) Impianto idraulico

8. Tu le tiri le noccioline alle scimmie?

a) Una volta l’ho fatto a un Nigeriano e mi hanno arrestato

b) No, la trovo la cosa inutile e senza senso

c) Pescara

9. Ci pensi tu a togliere le castagne dal fuoco?

a) perché mai dovrei farlo? Sono buone calde

b) Sì, eccome

c) Genoveffa

10. So una cosa di te: quando rispondi al telefono, dici “pronto”.

a) ODDIO È VERO SEI UN MEDIUM

b) No, veramente rispondo col mio cognome

c) La penna verde

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A

Complimenti, sei la frutta fresca! Che tu sia una banana verde, oppure una pera matura, a te piace la bella stagione, disturbare le ragazze in bikini e in generale fare festa! Complimenti, ma l’inverno sta arrivando…

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Complimenti, sei la frutta secca! Te ne vai in giro per il lungomare sgranocchiando un po’ di tutto, dai pistacchi alle noccioline ai bruscolini. Attento, però: le bucce non si mangiano.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Complimenti, non te n’è fregato niente di questo test e hai risposto C  a tutto! sei una persona indifferente ai problemi della vita e per questo ti daremo una medaglia al “Miglior Confine” 2017! Peccato che questo concorso sia scaduto un mese fa…

Abbigliamento: la maglietta della salute.

Qui ho avuto difficoltà a mettere un’immagine, perché essendo bianca la maglietta della salute è difficile che si veda con lo sfondo bianco. Quindi facciamo che non metterò immagini e siamo tutti felici, vero? VERO?

Insomma, la maglietta della salute la metto anche io. Non c’è niente di male ad ammetterlo, anche perché comunque non mi devo presentare a nessuna sfilata di moda o che so io.

Come detto, le magliette della salute sono bianche e servono a non far stare male… il possessore. Infatti, non tutti sanno che le magliette della salute, se si chiamano così, c’è un motivo recondito. Infatti, metti caso che buschi un raffreddore? La maglia della salute di fa guarire immediatamente. Metti che hai perso una mano dopo che te l’hanno tagliata per divertimento? La maglietta della salute te la fa ricrescere!

Metti caso che la maglia stessa si ammala? Ah, no, quello no: la maglia della salute non può ammalarsi, sarebbe un controsenso.

Aven, in realtà io ho messo la maglietta della salute e non solo non mi sono ricresciuti i capelli, ma ho preso anche una bella tonsillite

Non era una maglia della salute. Chissà cosa hai indossato.

A proposito, siamo a settembre, no? Il mese del cambio di stagione. Indossare le maglie è consigliato da tre su quattro Aven diversi.

Perché, quanti siete?

Parecchi.

Ma ciò che voglio dire è che indossare la maglietta, o la canottiera, questa diventa una sporta di scudo contro i batteri. Vediamo una scena tipica:

“Comandante, dobbiamo contagiare questo tizio/a!”

“Attaccate senza pietà!”

“Comandante, ma ha la maglietta della salute!”

“Ok allora niente, ritirata!”

Vedete com’è comodo? In effetti, la paura che hanno questi batteri fa sì che le difese della maglietta della salute non siano mai state effettivamente testate, quindi o tutto quello che sto dicendo non ha riscontro nella realtà oppure la realtà non ha riscontro nella mia fantasia e quindi è disadattata.

 

Abbigliamento: il cappello.

ImmagineIL cappello. Ce ne sono altri?

In effetti sì, ce ne sono altri. Tuttavia, questo è il più bello quindi partiremo col parlare del:

Cappello da gangster

Detroit, 1930. Il proibizionismo ha fatto sì che la mafia italo-americana crescesse ed estendesse le sue molteplici braccia nelle polverose strade americane, dove i macchinoni andavano e venivano, facendo finta di non vedere che grossi carichi di alcool vernivano serviti nei bar sotterranei. In tutto questo, Paul, col cappello in testa, si sta accendendo una sigaretta. C’è freddo, di notte, e quei compiti di solito spettano ad altri. Sta aspettando il suo carico, ma ciò che vede è solo un furgoncino dei gelati.

Un momento, non è un furgoncino dei gelati. Una mezza dozzina di uomini armati lo fredda lì, sul marciapiede all’incrocia fra la 6th e la Lincoln Boulevard. Lo ritroveranno il giorno dopo, ricoperto di sangue. Del suo sangue.

Cappello di lana

C’è freddo? Bene, indossa il cappello di lana! sapessi come… fa sudare! Quando uno cammina, infatti, un pochino di sudore si forma sempre e il cappello di sicuro non contribuisce a tenere freschi i capelli. Però tiene caldo.

Cappello con la pallina sopra

Di solito vendono i cappelli con la pallina sopra. Non so ancora a cosa possa servire, anche se fonti certe mi hanno rivelato che si tratta di una spia come quelle che si trovano sulle montagne per segnalare agli aerei la loro presenza. Ebbene, la pallina sui cappelli di lana serve agli alieni per rivelare la presenza umana. Infatti si illuminano.

Cappello da nuoto

Più che altro, è un copricapo chiamato cuffia, quindi lo saltiamo.

Cappello di paglia

C’è un ragazzo, in un villaggio, che dopo aver conosciuto un ragazzo pieno di amici in un bar, che ha deciso di entrare nella sua ciurma. Così il ragazzo coi capelli rossi, che ha rifiutato la sua proposta, gli ha dato il proprio cappello di paglia, che un giorno restituirà. Spero.

Cappello per cappelli

Dici che il cappello sente freddo, così esposto alle intemperie? Bene, ecco arrivare il CAPPELLO PER CAPPELLI! Lui sì che tiene caldo!

Scappellamento a destra

Prematurata, tarapia tapioca, col vicesindaco.

Cappello da scout

Infine, come nei peggio sceriffi, c’è il cappello da scout. Largo, imponente, e che a volte si allarga o si restringe.

ma gli scout sono belli

Sì, ma vogliamo parlare delle sieste che si possono fare con questi cappelli?

 

Posta del cuore/13

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Che bello Agosto, vero?

Mare, vacanze, divertimenti… si vede che il dolce far nulla fa nascere gli amori, vero? E allora smisto un po’ la posta del cuore. Vediamo che mi dite, voi che potete innamorarvi!

Perché, tu non puoi innamorarti?”

No, il massimo che ho attirato è stata una zanzara particolarmente seccante. Per il resto, tutte NO roboanti che hanno fatto tremare i muri.

Ma comunque.

Ciao, sono il Mare. Mi sono innamorato delle barche, ma loro sembrano non gradire la mia invadenza. Che posso fare?”

In effetti la tua invadenza inghiottisce le barche, se capisci cosa intendo. Non so, puoi provare ad accarezzare la loro chiglia senza fare loro del male, e te ne saranno grate. Invece, se provassi a entrare nei loro oblò… non credo che a loro piaccia.

Ciao Aven, sono un castello di sabbia. Voglio provare a chiedere alla paletta di uscire… secondo te accetta?”

Dipende. Se è già impegnata col secchiello, se invece ha ricevuto picche credo di sì.

“Ciao Aven, sono il cocco e sono bello. Ma perché nessuno mi compra?”

Perché essendo tu bello, tutti ti vogliono e nessuno ti prende, come si suol dire!

“Caro Aven, perché più ti sforzi di non guardare più vedi ragazze in bikini ovunque?”

Perché forse siamo in spiaggia ed è normale che sbucano fuori? Ma poi cosa c’entra con la posta del cuore?

“perché c’è una che sta leggendo e voglio chiederle cosa sta leggendo”

Beh, se hai lo sguardo dell’osservatore professionista puoi sbirciare la copertina e leggere. Spero che tu sappia leggere!

“Aven, secondo te la Panna può innamorarsi del gelato al pistacchio?”

Sei la Panna?

“No, sono un cono”

E allora cosa ti importa. La Panna ti ha chiesto una buona parola, lo so! Ma io SO che la panna è corteggiata dal biscottino e così deve andare, e il pistacchio oltretutto è impegnato col gelato gusto stracciatella!

Ecco, l’ho detto.

Stelle cadenti?

“Esprimi un desidero, Lorenzo”

Eh già, oggi è il mio onomastico. Che desiderio posso esprimere?

“Le stelle esprimono mai desideri?” chiedo, in tono vago. “magari quest’anno una delle stelle cadenti non voleva cadere e invece per guadagnare la pagnotta cade lo stesso”

“Giusto” ribatte l’amica con cui sto guardando le stelle. “Ma le stelle sono cadenti oppure sono semplicemente di passaggio sulla Terra e trovando un pianeta si disintegrano”

“Conviene farcelo dire da una stella”

Così attendiamo che una di queste arrivi fino a noi. Accade che si presenta Ziarisa, la stella dalle copiose risa.

“Ehi, sono qui per rispondere a tutte le domande!” si presenta. Poi ride in maniera oltremodo sguaiata.

“Senti stella, qual è il tuo desiderio più grande? Diventare una supernova, immagino”

“No, è vincere alla lotteria!” esclama Ziarisa. “Ho modeste ambizioni, sapete, con miliardi di anni davanti, posso fare come voglio almeno per i primi duecento secoli”

Dopo aver detto questo, si mette a ridere sguaiata come una pazza.

“Uh, beh, in questo caso potresti avere ragione” dico io. Che strano che per il mio onomastico mi metta a parlare con una donatrice di desideri come una stella!

Ziarisa non ha però ancora finito di parlare. “Questo è il mio sogno. Poi il sogno di tutte è quello di non finire come tutte le altre proprio sulla Terra, ogni schifoso dieci agosto. Che rottura! proprio lì si deve mettere? E noi le ferie come le facciamo?”

Io e la mia amica ci guardiamo. “Allora è per questo che ogni anno cadete su di noi! Voi state solo…”

“… spostando per un villaggio vacanze in un’altra galassia, esatto” conclude per lei la stella. “Ma non tutte ci arrivano” aggiunge, per prodursi in un’altra risata esagerata.

La mia amica sorride e, dopo aver preso la stella, la rilancia nel cielo come se fosse un frisbee. Peccato che sbaglia mira e la manda dentro un buco nero.

“Sei cieca” osservo.

“Già” risponde lei.

 

Perdere l’attimo.

C’era una volta Snapurzio.

Snapurzio era capace di camminare sulle nubi. Attenzione, però: non sapeva camminare “anche” sulle nubi, ma solo su quelle, e se volesse provare a camminare ad esempio su una strada rimarrebbe incollato sull’asfalto e poi non sarebbe carino per gli spazzini raccogliere i suoi pezzi tutti appiccicati a terra. In ogni caso quest’uomo faceva sempre passeggiate e continuava a dire “Ehi, ma il cielo è sempre blu sopra le nuvole… che noia” e con le mani fatte di nuvole in tasca, osservava il paesaggio sempre uguale.

Almeno fino a quel giorno.

Infatti improvvisamente venne a lui l’Uomo Cumulonembo, che tutto spaventato, cercava le attenzioni dell’uomo.-

“Snapurzio!” Snapurzio! Hanno rapito la principessa dei fulmini! Fa’ qualcosa!”

Nel dirlo, talmente era spaventato che perdeva pezzetti di nuvole che poi si confondevano col pavimento, anch’esso di nuvole, e forse diventava neve.

Snapurzio disse sicuro: “Va bene, farò qualcosa!” e così alzò le braccia e divaricò le gambe e fece un po’ di stretching.

“Ma cosa fai?” chiese il Cumulonembo. “Fai qualcosa… per la principessa! Non fare qualcosa in generale! E poi così fai tuoneggiare”

In effetti a forza di saltelli le nuvole stavano diventando grigie.

L’Uomo Camminante allora si ricordò di dover salvare la principessa dei fulmini. Ma come fare? Per prima cosa, decise di chiedere al sole.

“Scusa Sole, tu hai visto chi l’ha rapita?” senza specificare chi o cosa.

Il Sole rispose “No. Forse è un avvenimento avvenuto di sera”

Così Snapurzio andò saltellando da una nuvola all’altra verso la Luna. Lui odiava il cielo terso, perché lo costringeva a fare questi salti oblunghi.

“Luna, hai per caso visto colei che lancia i fulmini?”

La Luna rispose con la sua solita faccia ad O stuipita e rispose “Certo, è stata rapito dall’alieno del lampo. Attento che è cattivissimo e soprattutto fatto di neon”

L’uomo così si mise a correre verso l’astronave a forma di lampione e urlò: “ALIENO! Lascia andare la principessa o incorrerai nel mio… disappunto”

In effetti non poteva incorrere in nient’altro. Che razza di poteri aveva Snapurzio?

L’alieno rispose: “NO! Anzi, sì! Anzi! No”

Il fatto era che quel malvagio parlava a lampi e cambiava idea ogni secondo, così andò avanti per ore, finché Snapurzio entrò nel castello in aria dove l’alieno teneva la principessa, la salvò, scese le scale perché nel frattempo l’ascensore risultava guasto, e l’alieno ancora ripeteva “No! Sì! No! Sì! No!”

Al che la principessa disse: “Grazie per avermi salvata, da ora in poi non farò cadere due volte un fulmine nello stesso punto”

Snapurzio obiettò “Ma guarda che già succede… non potresti…”

Ma ormai la donna era sparita. Non era riuscito a cogliere l’attimo fuggente per sposarla? Chissà!

 

Storia random.

C’era una volta un fiume.

Questo fiume era protagonista di qualcosa che avrebbe sconvolto tutti per i mesi a venire.

Un furgone, infatti, era appena passato, e trasportava materassi. O almeno sembravano materassi, in realtà erano cuscini gonfiabili di gomma e dentro erano nascosti alcuni segreti segretissimi destinati all’Uomo Hamburger.

Questi abitava in una casa a forma di panino, con delle lattughe a crescere sui davanzali delle finestra e pomodori coltivati in giardino.

“Forza… quando arrivano?” si chiese l’Uomo Hamburger, cominciando a fumare e ad emanare un forte odore di carne alla griglia. Peraltro, l’Uomo Hamburger aveva messo persino il profumo di rosmarino quel giorno.

“Quando meno te lo aspetti” si azzardò a dire una delle lattughe. “Quindi sta’ calmo, prima o poi arriveranno tutti”

E infine, come se fosse profetica, il furgone parcheggiò davanti l’Uomo Hamburger.

“Salve, ho dei materassi che sembrano cuscini gonfiabili da consegnare. Una firma qui e qui”

L’Uomo Hamburger firmò e finalmente si lanciò sui cuscini, i quali scoppiarono tutti, uno dopo l’altro.

“Ma scusa” intervenne allora la lattuga polemica “Ma allora perché ti sei sbattuto tanto per avere i cuscini, se devi scoppiarli in questo mod… eh?”

Non aveva ancora finito di porre la domanda che dai cuscini venne fuori uno strano mostro, dalla pelle gommosa e quattro occhi.

“Benvenuto, Bjorzof, signore dei Panini Volanti ” disse l’Uomo Hamburger. “Vai e vendica tutti noi hamburger dalla tirannia della carne bianca!”

In effetti, da quanto era salita al potere la temibile Regina Bianca, gli Uomini Hamburger erano confinati tutti in villette squadrate con orticello e lattughe alla finestra, e nient’altro. Invece i petti di tacchino, di pollo e quant’altro giravano con le auto lussuose.

Bjorzof, che ancora non si era capito di che forma fosse fatto, volò al cospetto della Regina Bianca, la quale stava ridendo della carne rossa.

“Siete così rossi, e buffi! Ricordate che però noi bianchi siamo più facili da digerire!”

“Questo lo pensi tu, Regina Bianca!”

Una voce riempì il vuoto della sala del trono, il cui trono era fatto di ossa di pollo allo spiedo.

“Oh no, Bjorzof!” esclamò la regina, coprendosi col suo mantello di pelle di pollo.

Bjorzof sputò un sacco di fiamme perché la carne rossa piccante era buonissima e la Regina Bianca venne sconfitta.

è una storia banalissima e senza senso, Aven

Perché invece le altre sono da Oscar, vero?

La lumaca Teresina/9

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L’uomo lavico innamorato

Teresina, la lumaca con tutti i poteri possibili, guarda adirata l’Uomo lavico, che sghignazza. Non è una cosa possibile, perché teoricamente Teresina dovrebbe avere lo scontro in vantaggio, ma d’altro canto l’ultima sua affermazione avrebbe scioccato tutti.

“Cosa vuoi dire, che ignoro l’ambiente lanciandoti addosso del ghiaccio?” chiede Teresina.

“Esatto, e adesso soccombi sotto i poteri del mio fuoco!” esclama l’essere.

“In realtà sarebbe magma”

“Dettagli!” esclama infine l’uomo, attaccando la lumaca con un sasso caldissimo, ma quest’ultima riesce a difendersi lanciando ancora del ghiaccio.

“Maledizione! Allora non vuoi proprio capire!” esclama adirato l’Uomo lavico, il quale si avventa su Teresina, ma quella attiva il super potere dell’invisibilità incorporea e anche questa volta si salva. “Devi salvaguardare il ghiaccio! Fra poco non ce ne sarà più nemmeno un grammo nel mondo e tu continui a consumarlo!”

Al che, Teresina viene colta da un sospetto, forse fondato, forse no.

“Un momento. Tu vuoi che io non consumi il ghiaccio perché ne sei innamorato?”

L’Uomo lavico si sorprende. Effettivamente ha sempre avuto un debole per i ghiacciai e le cose fredde. Inoltre, ha sempre avuto la netta sensazione di essere ricambiato, dato che ogni volta che lui si avvicina il ghiaccio si scioglie dall’emozione. Ma lei come ha fatto a capirlo? Non resta che eliminarla!

L’Uomo lavico estrae una spada fiammeggiante da chissà dove, ma improvvisamente sulla scena compare una donna ghiacciata, nel senso che è composta da solo ghiaccio.

“Ehi, ma che stai facendo, Uomo lavico? Te la prendi con una lumaca innocente?” chiede.

“Non è mica tanto innocente, ha tutti i poteri magici!” si giustifica quello, ma la donna ghiaccio prende con sé Teresina appena prima che la spada potesse affondare sul corpo del povero gasteropode, e infatti affonda sulla roccia incandescente, che si lamenta commentando “Ahi! Ma perché mio hai fatto male?”

Teresina, nel frattempo, adesso si trova al polo.

“Che ci faccio al polo?” chiede lei alla donna ghiacciata.

“Mi chiamo Ice e voglio che tu risolvi un problema per noi” risponde criptica.

La lumaca Teresina/4

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Aspettando Teresina

“Uffa! Ma quando viene Teresina? Sono ore che l’aspettiamo!”

La tartaruga e il millepiedi non vedevano l’ora di fare jogging con la lumaca, ma questa era leggermente in ritardo.

“Che si sia dimenticata?” ha chiesto ancora la tartaruga, che nel suo palmarès vantava la vittoria sulla lepre, ma da allora più nulla. E solo perché poi la lepre si era addormentata sul traguardo.

“No, non credo” scuote la testa il millepiedi. A differenza del centopiedi, lui prendeva le cose molto sottogamba, moltiplicato mille. “Anzi, rilancio: l’attesa di Teresina è essa stessa Teresina”

“Cosa intendi dire?” ha chiesto la tartaruga.

“Che anche se aspettiamo, è come se fosse fra di noi” ha spiegato il millepiedi.

“Capisco, o meglio, non capisco, ma lo accetto” ha sospirato l’altra. “Probabilmente è stata rapita dagli alieni”

“Non rapirebbero mai Teresina, a che servirebbe rapire una lumaca? Casomai, ne potrebbero aver rapite tante, per poterci fare una zuppa di lumache” ha osservato il millepiedi, più macabro che mai.

“Sarebbe orribile, e Teresina non merita questo trattamento. Ad ogni modo, se non arriva cominceremo a fare jogging senza di lei. Non è che adesso può fare la superstar solo perché ha una storia tutta per lei”

“Hai ragione” concorda il millepiedi, cominciando a strisciare nel suo solito modo. Il fatto è che a differenza della tartaruga, lui può arrampicarsi anche sui muri e così successe.

“Ma dove stai andando? Quello è un muro!” esclama la tartaruga.

“Oh, hai ragione, ma che posso farci: di solito è Teresina a correggermi” dice quello, per poi scendere. “Certo, mi manca: credi che possiamo essere una bella coppia?”

“Non farmi venire in testa certe immagini!” esclama la tartaruga. È vero, è un po’ irritabile. “Adesso andiamo, l’importante è tenersi in forma”

Per tenersi in forma intendevano correre per diversi centimetri senza fare pause.

Infine, eccola, Teresina, appena scesa dalla Luna e coperta quindi di polvere di stelle, tanto da brillare come se fosse un diamante.

“Oh, ti hanno fatto santa?” chiese la tartaruga, piena di veleno.

“Non hai nient’altro di intelligente da dire?” risponde di rimando Teresina. “Guarda cosa faccio!”

Rivolgendosi a un ragno nero spaventevole, lo investe della luce che aveva ancora addosso e lo ha fatto scappare.