Cosa direbbero gli altoparlanti

Terzo episodio dell’amarcord più nonsense che ci sia. È il primo febbraio 2014 e…

Nella vita non mi sono mai perso nulla, nemmeno il minimo rutto.

Ne ho sentite di cotte e di crude, e la gente crede che sia divertente dirmi le cose con veemenza, ma anche io ho dei sentimenti, per Diana ascoltatrice!

Ah, già, non mi sono presentato.

Sono un altoparlante.

Sì, di quelli che vivono per amplificare la voce delle persone. per questo dicevo che non mi sono mai perso il minimo rutto, in tutti i sensi.

Successe una sera che il padrone del posto, di questo posto ove lavoro, un po’ alticcio a giudicare da come puzzava l’alito, decise di accendermi e dire “Signori e Signori, vi presento la prima edizione di Ruttolandia!”

E via di rutti, dal minimo al più feroce rigurgito che abbia mai sentito, al punto da sentirmi male, e io che sono un altoparlante non dovrei avere nausee, vero?

Eppure ero disgustato, così tanto che mi guastai  e non potei che benedire il mio creatore per avermi costruito con un difetto di fabbricazione. Ma in realtà era un problema del mio compagno di viaggio, il signor Microfono.

“Ehi, Mick!” lo chiamai col nomignolo di mia invenzione. Sapevo che si sentiva male, ma il mio tono era scanzonato apposta.

“Eeeeeeh” mi rispose, cavernoso.

“Non te la passi molto bene!” esclamai di rimando.

“Vorrei vedere te nelle mie condizioni! Insomma, tutto il giorno

A essere preso, tirato, ammaccato e posato come roba vecchia! Ho o no una dignità? Per di più, io devo avvicinarmi alle bocche per funzionare! Sai che significa?”

“No” ammisi.

“Allora te lo dico io! Vuol dire che devo sorbirmi tutti i tipi di fiato! Fresco caldo, alcolico, aglioso e una volta persino di acqua!”

“Cosa?” ero allibito.

“Sì… l’odore dell’acqua è tipico” confermò senza indugio alcuno. “Andiamo, Mick, credo che tu stia esagerando” osservai, sbigottito, ma non è stato per la mia frase che tornò a funzionare, piuttosto è stato riparato e per giunta smise di lamentarsi in una grazia inaspettata, ma fu pronto per accettare qualunque tipo di alito acido che gli perveniva, ancora una volta e com’è nel suo destino. Un altro aspetto della mia vita da altoparlante?

I miei esordi nei comici, in cui ripetevo tutto e di tutto, ma io sapevo, mentre amplificavo quella voce,. Che erano tutte falsità.

Ad esempio il tizio che poi mi ha venduto a questo locale balneare si è sputtanato da solo.

Mentre se la faceva con la sua segretaria/amante focosa, ha dimenticato di tenermi acceso e Mick si è preoccupato di riprodurre fedelmente ogni ansimo e ogni sibilo di piacere. Fu molto divertente quella notte stessa vederlo scappare come un ladro, segno del fatto che ho sempre funzionato bene e svolto fedelmente il mio compito.

Da me sono passati tutti i più grandi “Pronto, prova” del mondo, che fra l’altro è anche la mai cantilena preferita.

“Un, due, tre, prova. Sssà, sssà, prova, prova, sì”.

Andiamo, come si fa a resistere?

Certo, meno felici sono i momenti in cui usano il povero signor Mick per le scorregge.

Colpa del figlio discolo, che crede che io sia un ottimo modo per evidenziare la sua imbecillità e quindi si sentiva in dovere di chiamare i suoi amici e sentire quanto forte riuscivo a riprodurre i suoi “suoni”. Certo, ma se con un padre ruttone pretendevo di avere un figlio banchiere… beh, era pura utopia.

“Insomma, la tu avita è stata turbolenta, eh?” osserva la mia amica saggia, la signorina Presa Elettrica.

“Sì, proprio così” rispondo sicuro.

Di sicuro c’è che ne avrò ancora da raccontare. Chissà cosa mi succederà domani , ad esempio?

Il Microfono riprende a parlare. Non appena ha sentito ciò che ho pensato gli è venuto in mente di dire la sua, ma temo cosa possa dire.

“Potrebbe accadere che io mi guasti di nuovo! Che bello!” esclama gaudioso.

“No, per favore, Mick!” esclamo imperioso.

Il signor Mick non capisce che non è fastidioso il guasto in sé, ma proprio perché è fautore di crisi depressive profonde. Poi mi riscuoto dalla fantasticheria.

Qualcuno ha acceso il “naso”, che mette in funzione tutto. Ha proprio forma di un naso umano, e io ne ho visti.

Vediamo cosa devo riprodurre.

“ATTENZIONE, PREGO!” esclamo quasi non volendo e sia una frase di rito. “SONO DI NUOVO PRONDE LE SCIAMBELLI CALDI! SCIAMBELLI CALDI!”

Lo dice con una tale forza e veemenza che mi sconvolgo nell’intimo. Qualcuno gli dia un vocabolario in testa! In ogni caso, non è nuovo a questi svarioni. “patatini fritti in vaschetta!”, “pizzetti!”, eccetera. Ha problemi col cibo, che preferisce gustare.

Insomma, vita grama, quella che vivo. Ma domani sarà meglio, vedrete.

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Posta del cuore/20

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Eccoci! Siamo pur giunti a quota venti di questa rubrica, e in questo episodio posso assicurarvi robe totalmente imprevedibili!

Caro Aven, sono il ferro da stiro. Guarda come respiro! Il fumo esce così… formoso, e sensuale… dici che ho delle possibilità? Guarda, se è impegnato ti picchio! E bada bene che sono un tipo molto caloroso!

Mmmh… è difficile! Il quesito più difficile finora. Mettiamo caso, infatti, che tu ferro da stiro voglia portare al cinema il fumo che emetti. A) innanzitutto non fai vedere nulla a quelli messi dietro e B) quando si tratterà di stare abbracciati al cinema (le coppie lo fanno… lo fanno, vero?) cosa abbracci, l’aria? Inoltre, c’è il problema grave delle montagne russe. Ogni coppia va al luna park, e quando si tratta delle montagne russe il tuo partner come starà seduto sul seggiolo?

Pensaci su, e magari riscrivimi!

ciao Aven, sono il fuoco! Mi sono innamorato del braciere. Dai, non siamo perfetti? Pensalo anche tu, e sposaci!

Casualmente ho qui una lettera simile:

Caro Aven, mi sono innamorato del fuoco, sono il Braciere. Dici che possiamo funzionare come coppia?

Direi che potete funzionare, allora. Sposatevi e vediamo come va a finire…

AVEN CI HAI INGANNATO! IL BRACIERE SI È SPENTO DOPO POCO TEMPO!

Ops. E io che ne sapevo? Pensavo che il braciere fosse ignifugo!

Sei un ignorante

Andiamo avanti.

Caro Aven, sono la tavoletta del cesso, del tuo cesso. Non so, mi piace quando vengo alzata o abbassata, mi dà un senso di pace e tepore… tuttavia non sono innamorata di nessuno, o meglio, innamorata di questa sensazione.

Interessante. Quindi tu mi hai scritto per niente, vero?

Ciao Aven. Sono il tuo cerume, e mi sono innamorato delle tue orecchie. Non permetterti mai più di separarmi dalle tue orecchie, va bene? Ormai siamo una cosa sola e il fatto che tu non ci senta più dall’orecchio destro è solo una conseguenza che possiamo accettare entrambi. Ok?

ehm… no.

alla prossima!

Ricetta: Cartoccio di pesce senza cartoccio.

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I secondi piatti di pesce sono i migliori perché, secondo il vecchio saggio:

Il pesce non appana

Dove il verbo “appanare” sta appunto nel riempire lo stomaco di cibo senza un domani, per poi smettere di muoverti a causa del grasso del tuo stomaco.

Ma come si fa un ottimo pesce al cartoccio? E soprattutto, che pesce deve essere?

Vediamo come si fa il più classico dei pesci, ovvero il merluzzo col cartoccio. Il merluzzo, come abbiamo visto nel fedele documentario “Le avventure di Isda” ha una sua personalità ben definita e riguarda soprattutto il suo nuotare ed emettere a intervalli regolari bolle dalla bocca, come se volesse parlare ma le sue parole annegano fra le correnti del mare perdendosi nel vuoto cosmico, obliandosi così fra le sabbie del tempo.

Senza perderci in chiacchiere, voglio semplicemente dire che il Merluzzo si presta bene ad essere messo nel forno. Ma, ovviamente, dobbiamo prima sfilettarlo e togliergli le lische.

Mi ricordo di un bambino che disse a sua madre: “Non mi piace il pesce, ci sono le lische” e sua madre gli disse: “E invece te lo mangi lo stesso, gliele ho le lavate le lische”.

Ebbene, facciamo sì che ci siano più pesci e meno lische, tutti assieme crediamo in un mondo ittico migliore!

Per sfilettare il pesce dobbiamo seguire lo scheletro, quindi mi sembra molto semplice da fare.

Ma come? Non hai appena detto che vuoi che le lische si eliminino però poi ti servono per sfilettare?

Ehm… andiamo avanti.

Una volta sfilettato per bene e solo quelli come noi sanno fare, apriamo il forno già riscaldato e infiliamo tutto dentro. Tutto il merluzzo, non vorrei che infilassi anche il tagliere, il coltello e tua nonna, che erano nella stanza.

Dopo una decina di minuti il merluzzo dovrebbe essere pronto. Che poi te lo dice lui stesso, dall’aldilà: “Sono pronto per essere mangiato”.

E buon ap… OH NO HO DIMENTICATO DI METTERE IL CARTOCCIO!

Perché le settimane hanno sette giorni?

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“Sette giorni…”

Questa frase la ripetono anche i muri, ma la ripropongo per sottolineare l’argomento che sto per proporre oggi. Cosa sto per proporre oggi?

Ci sono sette giorni. Una settimana ha sette giorni. Perché? E perché da Domenica a Domenica ci sono sette giorni e da sabato a lunedì ce ne sono solo due? Eh?

Complotto alieno?

Vediamo un po’.

LUNEDI: A CHE SERVE. Il Lunedì serve per riprendersi. Ne abbiamo già parlato, è il primo giorno e tutto quanto. Ma ciò che non ho detto è che serve a qualcuno per orientarsi su che giorno siamo dopo le sbronze domenicali.

 MARTEDI: IL SUO HABITAT. Il martedì vive soprattutto nelle grandi tangenziali imbottigliato nel traffico. Ecco l’atmosfera esatta del martedi. A meno che non sia “grasso”, allora occupa da solo tutta la settimana, perché grasso.

MERCOLEDI: VIVERE AL CENTRO. Siamo ormai a metà settimana, è il momento giusto per cominciare una dieta senza il trauma del weekend, oppure far fruttare quell’abbonamento in palestra dove non ti conosce nessuno ma versi comunque soldi.

GIOVEDI: VIAGGIO A GIOVE E RITORNO. È il giorno di Giove. Bisogna andare su Giove, tutti i giovedì, e sono sicuro che anche voi ne avete sentito il bisogno. E ora, a meno di non trovare traffico, sono sicuro che entrerete sulla Terra in tempo per il…

VENERDI: IL GIORNO SPOILER. Di solito in questo giorno ci si organizza per il sabato e la domenica, ovvero uscire con gli amici a bere, e fare le foto che poi dovranno testimoniare cosa in effetti fatto in questi giorni perché tu non lo ricorderai affatto. Per chi non ha amici, invece, questo giorno non ha alcun significato, come lo zero elevato a potenza di zero.

SABATO: ANCHE DI LUNEDI SERA È SEMPRE SABATO SERA. Infatti, cosa abbiamo detto finora? Non abbiamo scritto finora: “sabato, sabato, sabato, sabato…” eccetera? E non c’è mai un altro giorno! Che poi, a voler pensarci bene, tutti i giorni sono uguali agli altri, il sole sorge comunque a est e tramonta ad ovest e sono tutti composti da ventiquattro ore… quindi cos’è che cambia un lunedi da un sabato?

DOMENICA: IL GIORNO DEI GOAL. Una volta era così. Tutti piazzati con la radiolina a sentire Tutto il calcio minuto per minuto per sentire, alle quindici, le dirette dai campi.

“Oh, mi dici il risultato di Fiorentina-Foggia?”

“Ma perché non ti compri una radiolina invece di rompere le scatole?”

E invece le rompo le scatole.

Questo è quello che penso. Questo è il motivo per cui la settimana ha sette giorni, e tutti hanno la loro utilità.

“Sì, ma… sette giorni, ok? Potrei venire lì a massacrarti all’istante se preferisci”

Oh… ok.

Test: sei un quadrupede?

Cane, gatto, cavallo, giraffa… quanta confusione! Io non ci ho mai capito niente! E magari siete anche voi dei quadrupedi!

Scopritelo con questo test.

  1. Quando ti cade una cosa per terra, è subito gattonare.

a) Sì

b) No

c) Non lo so

2. Quando il pallone si incastra sotto la marmitta, ti chini per raccoglierlo

a) Sì

b) No

c) prendo una scopa

3. Devi passare per un cunicolo stretto e…

a) Sì

b) No

c) Guardo il mondo da un oblò

4. Sta per venirvi in faccia una palla gigante 

a) Mi abbasso

b) Mi scanso

c) Sì

5. Mi spingono

a) Sicuramente cado a terra

b) No

c) Non casco mai

6. Devo allacciarmi le scarpe

a) No

b) Porto i mocassini

c) Me le allaccio calandomi

7. È l’ora della pedicure

a) Devo abbassarmi

b) Caspita, che unghia lunghe

c) Motosega

8. Si fa stretching

a) In effetti è difficile toccare le punta dei piedi con le mani

b) In effetti è facile se tu ti snodi

c) No

9. Sì o no?

a) Capra

b) Pantera

c) Fiordaliso

10. Che animale quadrupede preferiresti fra questi tre?

a) cavallo

b) zebra

c) Ippopotamo

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

SEI UNO YES MAN

La tua risposta preferita è il “Si”, sai suonare l’accordo di Si con la chitarra e il SI… lenzio è la tua arma migliore. Ma non vale la pena parlare

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

SEI UN QUADRUPEDE

Di sicuro il tuo mezzo di trasporto preferito non è la moto, e nemmeno la bici. Per ogni cose, devi buttarti a terra, e infatti l’ho esplicato molto bene nel test. Infatti, hai risposto “no” solo per depistarmi, ma in realtà hai mentito sapendo di mentire.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

SEI UN IPPOPOTAMO

Non è che tu hai fatto uno spot di recente?

 

Posta del cuore/19

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Eccoci qui, e chi l’avrebbe mai detto? Nuovo episodio di questa rubrica che sta appassionando molte persone, e altre persone si appassioneranno oggi perché oggi si parlerà soprattutto d scoperte!

Esatto, perché ho intenzione di celebrare il Columbus Day raccogliendo tutte le lettere d’amore che parlano di scoperte!

Cominciamo subito:

Caro Aven, ho scoperto una sedia bellissima. Davvero bella, comoda, e poi vibra… come posso fare per corteggiarla e magari attaccarmi a lei? Per inciso, sono il cuscino”

ciao Cuscino! Be’, ti suggerirei di andare a legarti alla sedia! Così, volente o nolente, dovrà accettarti! dici che così penalizzi il libero arbitrio dlela sedia stessa? ma chiediamolo a lei:

ADORO quando i cuscini si siedono su di me

Visto? Passiamo ad altro:

ciao Aven, sono la tua tastiera. Ebbene, ho un orgasmo tutte le volte che le tue dita mi colpiscono. Aaaah… sìììì… continua…

ODDIO MI STA FACENDO SCHIFO

Caro Aven, sono la tua lametta. Devo dire che ogni volta che mi approccio al tuo collo c’è il mento che mi fa l’occhiolino! Che posso fare per conoscerlo meglio?

Puoi ad esempio, ogni domenica che mi faccio la barba, non ferirlo come fai di solito. sai, di solito non ferire è meglio che ferire, quindi i tagli non sono molto graditi. Fai questo e vedrai come cadrà ai tuoi piedi.

Caro Aven, c’è una cosa che non avevo mai visto e che voglio farti sapere! Sono lo shampoo, e mi sono innamorato del bagnoschiuma. Come posso fare per conoscerlo meglio? Voglio dire, come più che amici…

Ma io so che il bagnoschiuma è impegnato col sapone. Come facciamo? Chiediamolo al sapone!

ADORO avere le relazioni a tre

Va beh, allora nessun problema. Avanti un altro!

Ciao Aven, sono la tua moneta portafortuna da dieci centesimi. voi farmi diventare come il decino di zio Paperone, ma siccome c’è quella caramella alla menta che costa proprio dieci centesimi di cui mi sono innamorata perdutamente, non è che puoi…

NO MAI! Anzi, sì… le caramelle alla menta mi piacciono.

Aven… ma come le tue dita mi colpiscono… mmmhhh… ancora…

ODDIO BASTA

 

 

 

 

Ricetta: pollo arrosto al forno.

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Prendiamo un pollo e lo facciamo arrosto.

Tutto qui. Fine articolo, grazie ciao buona giornata.

No, dai, scherzo. Che faccio a fare un banner anche bello se poi non lo uso? Vediamo allora cosa possiamo dire del pollo arrosto al forno.

Come spesso accade, abbiamo bisogno delle seguenti cose:

  • Un pollo
  • Un arrosto
  • Un forno
  • Delle patate. E che vuoi, mangiarlo senza contorno?

Ebbene, il pollo ce lo abbiamo già, pronto da cucinare. L’arrosto… pure, anche se dobbiamo crearlo, mettendoci anche le erbe aromatiche adatte.

Per creare l’arrosto dobbiamo per prima cosa accendere i fornelli

Ah, sì! Beh, quello mi sembra facile, a parte che è sufficiente dirglielo e loro appaiono guizzanti. Così poi possiamo mettere il nostro pollo sulla padella e piano piano assistere alla sua trasformazione, da rosa a bianco, e ogni tanto girarlo. No, perché altrimenti si carbonizza.

Una volta fatto questo, faremo questo lavoro anche col forno, ovvero… sentite questa *rullo di tamburi*

Facciamo tornare rosa il nostro pollo e lo cuoceremo al forno!

*pe pe peee*

Incredibile, vero? E questa cosa è possibile solo tornando indietro nel tempo, con la macchina del tempo comprata dall’orologiaio in stazione. Una volta fatto, possiamo decorare il nostro pollo con le patate: che siano fritte, bollite o al forno l’importante è che siano fresche e gialle,perché se sono verdi stanno diventando brutte, o lo sono già:. per non parlare del fatto che ospiteranno vermi di lì a poco.
Eccoci pronti per il nostro pollo arrosto al forno, allora! prima di mangiare,. però, vorrei sottolineare un’altra cosa:

Il pollo non va maltrattato. Se ne accorge. Voi stessi ve ne accorgerete che se ne accorge per il fatto che non vorrà più staccarsi dalla padella, nella fase in cui lo stiamo arrostendo.

Va beh ma un po’ è colpa della padella che non è antiaderente!

No. La colpa è del pollo che preferisce stare attaccato alla padella per non essere mangiato da voi!

Tutorial: andare alle fiere e spendere tutto.

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Questo sono io dopo il giorno passato al Palermo Comicon. Un poveraccio, sì, ma con una valigia piena di desideri esauditi.

Lo scorso settembre si è svolto il Palermo Comicon, un convegno per nerd dove ci si veste in cosplay e si compra tutto quello che c’è da comprare, per poi sparire nel nulla.

La prima cosa da fare è capire dove si trova questo evento. Siccome io sono povero, posso permettermi di andare un giorno solo, anche perché poi in effetti diventa pesante, e in ogni caso la Fiera in questione si trova dall’altra parte della città, rispetto a dove abito. Per riflesso, posso dire che io abito dall’altra parte della città rispetto a dov’è la Fiera. Infine, rispetto a casa mia e la Fiera, la Cattedrale si trova proprio a metà strada o quasi.

Comunque.

Una volta individuata la zona, si decide di andarci con i mezzi pubblici, quindi ci si alza all’alba per essere lì in tempo utile e comprare un biglietto per entrare per primi, e rimanere lì tutto il giorno.

Il giorno perfetto per andarci è infatti il sabato, ché non è il primo giorno e nemmeno l’ultimo, e c’è più gente e magari si può stare anche in compagnia, se uno ha la compagnia. Se invece uno vuole stare da solo, si hanno molte più possibilità. Ad esempio, si può decidere di fare un corso gratis di dama, oppure di… spendere tutto.

Tutti i tuoi risparmi, i soldi dei nonni, gli stipendi, tutto convertito in borse, gadget, tazze di PacMan doppioni, cibo a quantità industriale e manga.

A fine giornata, avremo speso tutto, e solo allora piangeremo lacrime amare. Tuttavia, la soddisfazione di avere un angolo nerd per la casa sarà senza pari, fino al giorno in cui affitteremo uno stand tutto nostro e venderemo i libri che abbiamo scritto.

Fino ad allora, continueremo a spendere.

“Ma abbiamo già zero euro!”

ABBIAMO? DOBBIAMO VENDERLO!

 

Perché ci si saluta?

Ciao, Aven!

Così mi salutano, anche nella vita reale.

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Fa molto America presentare il banner a puntata già iniziata.

Il saluto è micidiale, è un rito. Sono sicuro che siamo tutti d’accordo su questo punto. Inoltre, salutare qui nel sud vale a dire anche fare la vasata, ovvero avvicinare la guancia destra a quella dell’altro che si sta salutando, perché non basta la stretta di mano o agitare la mano come fanno le nobili dell’ottocento.

Perché ci si saluta?

SITUAZIONE 1

Ginopaolo e Fedenico sono amici da tanti anni, tanto da andare in pizzeria anche una volta ogni due mesi, per quanto sono amici. Si scambiano gli auguri pe ri compleanni,. a Natale, a Pasqua e anche per santa Brigida.

“Ciao Ginopaolo!”

“Che piacere, Fedenico!”

Ecco, questo è quello che ci aspetteremmo tutti, vero? Invece, senza saluto…

“Mio caro Ginopaolo, il BTP Bund è sceso ancora”

“Ah beh, c’era da aspettarselo”

Come vedete, è un po’ butto andare dritto al punto della situazione, che in questo caso è l’economia, ma vediamo allora la

SITUAZIONE 2

La signora Soccorsa è andata dal fruttivendolo per comprare un broccolo.

“Buongiorno Fruttivendolo! Mi serve un broccolo!”

E il fruttivendolo

“No, in realtà sarebbe buonasera, visto che è già passato mezzogiorno”

Ma a te non viene di dire buonasera quando il sole splende in alto, vero? Eppure lo si dice, e si finisce per confondersi dando spago a chi come il fruttivendolo è molto pignolo.

Senza saluti invece:

“Fruttivendolo, un broccolo subito!”

“Ecco signora!”

vedete? Tutto semplice e immediato.

SITUAZIONE 3

“Carlogio se n’è andato senza salutare”

” È un cafone”

Carlogio sta semplicemente questo tutorial, m,a ritrovandosi a un party, se n’è andato senza salutare nessuno andandosene via come un ladro. Gli altri, che non leggono il mio blog, lo insultano senza motivo. Ecco perché, nella situazione senza saluti:

“Ma dov’è Carlogio? Non sarà stato mica catturato dal gabinetto mutante che c’è nel locale?”

“OMMIODDIO DOBBIAMO SOCCORRERLO!”

“No tranquilli ragazzi, se n’è solo andato”

“Ah, meno male. Comunque andiamo dal gabinetto mutante!”

Vedete? Nessuno viene preso per cafone e la serata può continuare senza altre allusioni a Carlogio, spostando l’attenzione sui gabinetti mutanti.

 E NEL FINALE DUE VOLTE I SALUTI! FATELO BENE! GIOCA JOUER!

Quindi ho eliminato anche il Gioca Jouer facendo un favore all’umanità.

Detto questo, non saluto e rimando all’articolo di ieri. Leggetelo ❤

Ciò che fanno i gatti.

Apro una rubrica che parla di amarcord, ovvero storie vecchissime che ho scritto in passato e che ci terrà compagnia ogni venerdi. Spero vi piaccia 🙂 

Questa è datata 24 luglio 2013.

È incredibile! Ogni giorno ne accade una! Ad esempio non trovo più il mio lettore!

« Ehi, non trovo più il mio lettore mp3 » dico a mia madre, come se fosse mia sorella. Quando sono arrabbiata non capisco più niente.

“Eh, sarà da qualche parte!” risponde lei, troppo indaffarata per darmi attenzioni. Ma si tratta del mio lettore! Io non posso vivere senza! Poi come faccio a non prestrarle attenzione? Dovrò per forza ascoltarla non appena mi rivolgerà la parola!

“Toh, eccolo” lo trovo infine. “ma perché ce l’ha il gatto?” mi chiedo, senza aspettarmi risposta alcuna.

“Si vede che la canzone che stavi ascoltando gli piace!” dice mia madre, che finendo quello che stava facendo è venuta a curiosare. In effetti, il nostro micio si è raggomitolato rilassandosi sulle note di Hotel California degli Eagles.

“E come avrebbe fatto ad accenderlo?” le chiedo.

“Sai, smanettando si fanno cose impensabili!”

Non le sarà uscita male questa dichiarazione? In ogni caso, devo ammettere che ha ragione.

“Hmmm… però è troppo grazioso così! Che ne dici se facessimo una foto?” le chiedo, estraendo la mia  compatta personale.

“D’accordo” dice lei, andandosene.

E così, adesso, ho come screen saver del cellulare questa foto del mio micio che ascolta la buona musica. L’ho cresciuto bene, no?

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La mia padrona mi ha appena fatto una foto. Lo so, sono adorabile. E poi ADORO la musica che ascolta, mi rilassa, ecco.

Tutto molto bello, certo, ma… dove sono i miei croccantini?