Dietro le quinte tag!

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La Corte chiama e Aven risponde!

 

LE REGOLE

  • Menzionare chi ha creato il tag
  • Utilizzare l’immagine o crearne una propria
  • Rispondere alla domanda:
    In cosa consiste? Nel condividere qualcosa del nostro “Dietro le quinte …”, ovvero, elencare fino a 5 cose, fatte quando pensiamo di trovarci soli con noi stessi.
    Insomma: cosa fate quando pensate non vi stia osservando nessuno?
  • Nominare massimo 10 amici e chi li ha dieci amici 😦
  • Avvisarli

 

In realtà a me piace il teatro. Dietro le quinte è quindi il mio mondo e sarò felice di rivelare tutto quanto e…

“In realtà solo cinque cose”

E siano cinque allora!

  1. Mi metto le dita nel naso. Ebbene sì, è l’unica cosa che nessuno sa di me. Mi metto le dita nel naso, nel senso che le dita scavano dentro e non riesco poi a smettere, una volta che comincio. Insomma è una sorta di antistress che alcuni possono definire tic nervoso, ma in realtà è rilassante e dà la pace ai sensi, soprattutto l’olfatto.
  2. Parlo da solo. Ebbene, anche questo è un momento necessario per la mia crescita, perché “parlare da solo è l’unico modo per avere una conversazione intelligente” e quindi scusate tanto, devo parlare con LUI. (“Sì?” “Sì, arrosto” “Prego, figurati”)
  3. Suono la chitarra. In questi giorni ho imparato a fare un pezzettino arpeggiato di una canzone dei My Chemical Romance e mi sento potente, ma suono ormai da un anno e quindi conosco tutti gli accordi… il problema è farli LOL
  4. Scrivo. O meglio, provo! Fra cose da leggere e cose da betare il tempo di scrittura si riduce al lumicino, ma non demordo ❤ scrivere per poter mandare il mio famoso messaggio dove ne ho parlato a più riprese, e il giorno in cui smetterò sarà lo stesso in cui il mio messaggio non riuscirà più ad arrivare.
  5. Mi lavo. Credevate davvero che mi lavassi in compagnia? No, mi lavo da solo LOL c’è un separé per non fare uscire l’acqua dalla vasca e… niente, sei/sette minuti di pace in cui vorrei cantare sotto la doccia ma alla fine non riesco mai. Lavarsi è bello, soprattutto avvicina le persone, è una cosa che ho scoperto.

E voi? Vi sentite di fare questo tag?

 

 

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Intervista a Alice Jane: l’incontro del mare e della terra.

Torniamo all’angolo interviste. Oggi ho l’onore di ospitare, per il BlogTour in occasione dell’uscita del libro “L’incontro del Mare e della Terra“, l’autrice, Alice. 

Accolgo Alice nella mia stanza e la faccio accomodare, offrendole un ottimo servizio di biscotti, té e quant’altro.

È un libro che consiglio tantissimo, perché so bene come scrive Alice e quindi so quello che dico. Avevo voglia di farle qualche domanda e sono contentissimo che abbia accettato di sottoporsi a questo strano angolo.

  1. Chi è Farah?

Farah e Ondina sono parte di un intero: le ho inizialmente immaginate come lo yin e lo yang. Sono parti ed estremizzazioni romanzate di alcune parti del mio carattere. Farah è una giovane appassionata alla lettura. Legge troppo e vive troppo nelle sue fantasticherie: non ha una vera e propria percezione della realtà che la circonda. Inizialmente non è felice né triste: il suo umore dipende dalle sue letture. La malinconia, che nasconde negli occhi, nasce solo dal fatto che tutte quelle emozioni che legge non la colpiscono direttamente. Vive attraverso la lettura. Non è proprio una visione positiva della lettura a essere sincera, per quanto abbia vissuto questa fase in prima persona.

  1. Chi è Ondina?

Ondina è una sirena dal carattere diffidente e chiuso. Ondina è la notte e il gelo. La difficile vita che ha trascorso, l’ha portata a non mostrare e nascondere i suoi sentimenti. Ricordo un tempo in cui mi ero convinta di nascondere qualsiasi emozione che provassi. Ci sono riuscita per tre anni. Non penso di aver mai raggiunto “la forma perfetta”, però è una cosa davvero molto faticosa e dolorosa. Ne porto i segni ancora dietro e spesso mi è difficile dire quello che penso.

  1. Nel tuo libro si parla di catene, e di fuga da queste. È un tema che ti colpisce molto?

Mi piace spezzare le cose e poi ricostruirle. Le catene ti bloccano e non ti fanno crescere. Non dico che le catene sono sempre viste in maniera negativa ma penso che accettare una cosa senza capirla non ha alcun senso. A volte una persona ha la necessità di spezzare per poi ritrovare l’ordine. Ci sono delle eccezioni, ovviamente, sono contro la violenza e nessuno deve far del male all’altro, fisicamente e psicologicamente. Ma non credo nella definizione di “morale comune”.

  1. Qual è il momento in cui hai capito che avresti scritto questa storia?

Ho avuto un’immagine del mare nella mia testa. È la scena iniziale che ho descritto. Dopo ho costruito tutta la storia. Poi ho ripreso a leggere Andersen, qualche altra fiaba, ho fatto delle ricerche e ho ascoltato le canzoni Disney. Sono entrata completamente nell’atmosfera.

  1. Lo sai, questo è un blog comico. Raccontaci un aneddoto divertente su questa storia?

Non sono una persona molto comica, purtroppo! La cosa più divertente penso sia pensare a me cantare le canzoni di “La Sirenetta” della disney (in francese) e con la voce più stonata di questo mondo. Ma del tipo che non azzeccavo una nota nemmeno a pagamento.

Un’altra cosa divertente per me (meno per i personaggi) è quando penso a cosa scrivere. Perché sto tranquilla ad ascoltare musica e poi a un tratto arriva lì: l’idea malvagia. E spesso c’è anche una sorta di euforia in quella cattiveria, al punto che mi parte anche la risata tipica del cattivo “muahah”. Mi sento orribile dopo… un pochino.

  1. Quanto tempo hai impiegato per la prima stesura?

Ho iniziato la scrittura in contemporanea a “Il Suono del Rintocco”, il mio romanzo precedente. Quindi direi un anno e mezzo buono, più quasi un altro mezzo anno per le correzioni.

  1. Che cosa pensi del self-publishing?

Pubblico in self quindi direi che sono favorevole. Ha i suoi svantaggi, come tutte le cose. Bisogna occuparsi della pubblicità, della correzione, della cover… insomma molto lavoro affidato all’autore. È anche vero, però, che alla fine non sei “sottoposto” a nessuno e non ti ritrovi a firmare uno di quei contratti che sono delle prese in giro e su cui molte case editrici proliferano. È una strada difficile, anche perché molte persone non conoscono il mercato o non acquisterebbero mai niente. Ho letto molti self (li recensisco anche sul mio blog) e penso ci siano testi molto validi. Poi c’è da dire che non ho intenzione di fare della scrittura il mio lavoro. Mi piace e sto bene quando scrivo: ne ho un bisogno fisiologico. Però no, ho altri progetti quindi per me il self è una grande opportunità per esprimermi. Oltretutto quanti autori nel passato si autopubblicavano a loro spese? È un sacrificio che si fa, per me ne vale la pena. Poi chissà il futuro cosa possa riservare…

  1. L’Italia è un Paese che legge poco. Credi che ci sia spazio per gli autori emergenti?

Forse il mito del “l’Italia legge poco” andrebbe un po’ ridimensionato. Mi spiego. Vivo in una piccola città del sud. L’unica attività al centro che ha preso un po’ di forma è una libreria (un anno fa circa ne è aperta un’altra). Sono molto grandi per questa città: mi ricordo quando ero piccola che l’unica libreria che c’era, aveva la grandezza di un piccolo monolocale. Non vivo in una città particolare acculturata (tutt’altro) ma penso che questo evento abbia qualcosa di significativo. Quando passo davanti alla libreria, ci vedo sempre gente dentro ed è davvero l’unico posto dove la gente al centro va: nei negozi di vestiti, ad esempio, non c’è quasi mai nessuno. Il centro della mia città è abbastanza disastro e che qualcosa emerga e duri, ha un significato.

Oltretutto anni fa erano ricchi o benestanti che leggevano, oltre a permettersi i libri, sapeva leggerli. Forse è esagerato parlare di queste cose ma questo è per dire che in realtà non c’è mai stato un grande pubblico a leggere e, a nostro modo, stiamo crescendo. Rispetto agli altri paesi possiamo essere indietro, ma qui si legge, forse anche i libri “sbagliati” ma c’è molta gente che legge. Ci si indirizza alle cose sbagliate. Per gli autori emergenti è difficile per il fatto che vi è sempre una certa diffidenza nei loro confronti e chi acquista un libro di Pinco Pallino? Magari se ha vinto un premio “tizio&sempronio” che magari una persona non ha mai sentito nominatore, sidà più fiducia al libro. La persona pensa che, qualcuno più competente di lui, abbia fregiato il libro della propria approvazione. Si segue quello che va di tendenza e per questo la lettura che va (è andata e andrà) sarà sempre quella sull’onda del marketing. L’emergente deve essere consapevole di scrivere per gli altri ma anche soprattutto per il piacere stesso di scrivere.

  1. Quali sono state le maggiori soddisfazioni nell’aver pubblicato?

Il Suono del Rintocco o L’incontro del Mare e della Terra? Per quanto riguarda il primo, punto un po’ egoista, è un orgoglio per me aver pubblicato a diciotto anni e averlo scritto dai sedici in poi. Per quanto riguarda il secondo (e penso volessi parlare direttamente di questo) sono contenta di ritornare a pubblicare, tutto sommato, un anno dopo la mia prima pubblicazione. Ma a parte questo, i miei libri mi hanno permesso di avvicinarmi e conoscere persone meravigliose. Le persone che poi hanno letto i miei scritti mi rendono davvero felice. Mi sento più vicine a loro di quanto immaginano.

  1. E se il tuo libro fosse un film? O una serie tv?

Leggendo la domanda, ho pensato subito al film. Ho pensato subito alla tragedia greca standard, e di come questa dovesse svolgersi nell’arco di un giorno. Penso che “L’incontro della Terra e del Mare” ci stia bene come un film che travolge fino alla catarsi finale. Saper usare saggiamente il poco tempo di un film, potrebbe dare davvero un bello spettacolo per questo tipo di storia. Ma è un mio pensiero, se ci fosse un regista, credo che dovrebbe avere libertà di scegliere il mezzo che più preferisca. E, se necessario, anche di rielaborare il messaggio secondo il suo gusto. Spero solo di amare la sua rielaborazione!

  1. Se c’è una cosa che non sai, è che amo il mare. È una passione che ci accomuna oppure l’hai scelto solo perché ti veniva comodo parlando di sirene?

Mi piace molto il mare e mi piace fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, possibilmente in solitudine, verso le ore del tramonto. Non amo però né il caldo, né la confusione, quindi per me di solito andare al mare è più una tortura che un piacere. Ma lo amo molto, è un amore controverso in un certo senso. Ma nonostante questo sono nata in montagna e rimango una persona di montagna.

  1. Mettiamo caso che un giorno uno voglia scrivere una fan fiction sui tuoi personaggi, che ne penseresti?

Non avrei nulla in contrario. Credo che mi lusingherebbe che qualcuno abbia deciso di fare una fan fiction sui miei personaggi. Ovviamente se mi venisse chiesto un parere, penso che potrei essere molto oggettiva: se non trovo la situazione coerente o i personaggi poco nel loro carattere (E senza spiegazioni del perché), credo che lo farei notare. Con tutta la gentilezza possibile, ovviamente. Ciò non toglie che mi lusingherebbe ugualmente.

  1. In generale, che messaggio vuoi dare, se c’è?

Vari messaggi sono contenuti in questo racconto e spero possano essere colti dal lettore. Il principale è una rivalutazione della coppia lesbica: spesso “messa in ombra” da quella maschile e che nella nostra società ha ancora poco spazio. Viene vista soprattutto da un punto di vista sentimentale e non fisico. Poi metto in mostra la figura femminile (e la sua ribellione a certi dettami), il tema della diversità e altro ancora. All’inizio di tutto ho scritto una prefazione, dove espongo alcuni dei motivi che mi hanno portato a pubblicare il libro.

 

Anche in questo caso l’intervista è finita. Ringrazio tantissimo Alice (comprate il suo libro) e vi do appuntamento al prossimo giro di domande, e se qualcuno di voi vorrebbe sottoporsi, io sarò felice di spremerlo come un limone ❤

 

Tag – conosciamoci un po’ meglio

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Eccoci dunque al consueto appuntamento con il tag decisivo!
1. Seguire il blog che ti ha nominato. (La Corte)
2. Rispondere alle sue 10 domande.
3. Nominare a tua volta altri 10 blogger.
4. Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, ESTETICA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO.
5. Informare i tuoi blogger della nomination.
6. Taggare il blog che ti ha nominato nelle risposte.

 

Ho notato che La Corte non ha ideato nuove domande, perciò risponderò alle sue stesse.

  1. Che cosa fai nella vita reale?

    Devo riuscire a pubblicare almeno un libro, partecipo al NanoWrimo di aprile, suono la chitarra e partecipo a tante iniziative carine in giro per la città. Insomma, l’obiettivo è fare lo scrittore a tempo pieno e tanto vale abituarsi.

  2. Sei ordinato/a o disordinato/a?

    Sono ordinato nel mio caos.

  3. Qual è l’oggetto più strano che hai a casa?

    LA SFERA DEL DRAGO MI SI ILLUMINA. Sì, ho la sfera di Nonno Gohan a casa. E se non sapete di cosa sto parlando non capisco perché mi leggete LOL

  4. Preferisci il cinema o la letteratura?

    Il teatro. Il teatro va su tutto, il teatro è vita, rinnova gli uomini e quant’altro.

  5. Sei superstizioso/a?

    No, e non capisco perché si debba esserlo. Un conto è fare la battutina ma un altro conto è buttare il sale in quel modo oppure evitare i gatti neri. Okay, magari i gatti neri evitiamoli perché sono allergico.

  6. Città o campagna?

    Città per viverci, campagna per le ferie.

  7. Hai un segno particolare che ti contraddistingue?

    Una voglia sulla nuca che non ho mai visto ahahaha LOL sarebbe strano il contrario. E non ho intenzione di fotografarla, deve rimanere un mistero per sempre.

  8. Ti piacerebbe diventare famoso/a?

    Sì, ma non per me stesso, ma solo perché saprei che il messaggio che sto portando sta crescendo, che è poi l’obiettivo principale di quello che sto facendo.

  9. Quante e quali lingue sai parlare?

    Solo l’italiano, non prendiamoci in giro.

  10. Hai un animale preferito? Se sì, quale?

    IL DRAGO

Parlando di animali esistenti, gli elefanti e i delfini. Sono affezionato alle giraffe perché ci ho scritto una storia su di loro e quindi non potevano non venire fuori.

Voi invece? Qual è il vostro cibo preferito?

 

Domande a Giulia Previtali.

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Ecco un’altra domenica in cui Aven ospita uno dei suoi amici. Si tratta di Giulia, stavolta, che ha pubblicato “Le profezie di Fryne” e vorrebbe parlarmene un po’.

  1. Ciao Giulia! Ecco un po’ di pasticcini. Non andremo molto di spoiler, piuttosto parlarci un po’ di Fryne. Che regno è?

 

È un regno medievaleggiante, diviso in regioni. Ogni regione ha il suo sistema di governo/ organizzazione politica. Ad esempio, Faestining è diviso in consorzi. La città natale di Ivy è governata da una sovrana illuminata. Insomma, a seconda del luogo abbiamo diversi tipi di organizzazioni e economie/commerci/razze.

 

  1. Quali sono le maggiori difficoltà per un autore che si affida ad Amazon?

 

Ammetto di non saperne molto di Amazon, in quanto non sono io che gestisco le vendite, ma la casa editrice. Certo, posso dire che le persone si fidano più di siti come la Mondadori/Ibs/feltrinelli e siti simili. Inoltre le persone preferiscono ancora nettamente il cartaceo all’ebook. Per mia esperienza, ovviamente.

 

  1. Come nasce l’idea? Insomma, quale motivo ha scaturito la nascita del tuo universo? Qual è stato il momento in cui hai capito di dover scrivere questo libro?

 

La storia di Ivy nasce da una campagna di D&D inventata dal mio master. O meglio, Ivy nasce da una campagna di D&D, poi io ho pensato al background, a cosa l’avesse portata a quel punto e cosa l’avesse portata a essere com’è. Insomma, le sue esperienze. Solo che poi ho immaginato proprio la sua avventura in generale, la sua vita e ho capito che dovevo dare una conclusione alla sua storia. Positiva o negativa che fosse.
Ivy ha tanto di me, per quanto io fatichi ad ammetterlo, e volevo scriverne. Detto così sembra bruttissimo ahahah.

 

 

  1. Chi è Ivy?

 

Ivy è una ragazza di diciassette anni – quando intraprende il viaggio – particolarmente testarda e un pochino ribelle. Insicura di se stessa, ma sicura di quello che vuole.

 

  1. Svelaci cinque cose che Ivy ama! Così, a freddo, senza pensarci!

 

Le patate. E Silver. (le altre tre si sono perse per strada, ndr)

 

  1. Nel tuo libro troviamo la tecnica del flashback. Quanto può essere d’aiuto questa tecnica, piuttosto che raccontare le vicende al presente narrativo?

 

I Flashback mi sono serviti a far capire perché tale personaggio è così. Ad esempio, Silver ne ha diversi per far capire cosa l’ha portato a diventare così. Comunque, in generale me ne sono servita per dire ciò che il personaggio non riusciva a raccontare di se stesso.

 

  1. Lo sai, questo è un blog comico. Puoi raccontare al nostro pubblico un aneddoto divertente?

 

Ivy è molto impacciata e maldestra, per quanto non lo dia a vedere. E la sua fobia più grande sono i ragni. Capiterà, prima o poi che dovrà affrontare un’aracnide. Eh insomma, smetterà decisamente di essere così sicura in battaglia e spavalda.

Manco fosse uno dei più cattivi al mondo.

 

  1. Cosa si deve aspettare uno che vorrebbe comprare il tuo libro? Cosa gli consiglieresti prima che lui parta?

 

Di prepararsi alla crescita di un personaggio: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Dalla conoscenza di se stessa, all’incontro con l’amore, alla perdita di persone importanti, alla scelta del sacrificio o della rinuncia. Percorsi necessari comunque, nella vita.

 

  1. Qual è la tua idea verso le fan fiction, quelle sulla tua storia? Credi che ci sia spazio per una creazione simile?

Ne scrivo! Mi piace usare questo tipo di scrittura come alternativa! Ne scrivo soprattutto su Draco Malfoy, nel fandom di Harry Potter. Secondo me sono una buona alternativa. Io le uso quando non riesco a continuare “le originali” per intenderci.

  1. Quanto tempo si è portato via la cura della trama, lo studio storico di Fryne, insomma la creazione del tuo mondo?

 

Almeno due mesi. Per scrivere e finire in generale il libro un anno. Poi l’ho rivisto e riscritto, quindi direi in generale due anni e mezzo.

 

  1. Qual è la tua idea sul self publishing? Secondo te, può essere un sostituto o un’alternativa dell’editoria?

Sono favorevole. Non come sostituto, ma come alternativa!

  1. Puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo una narrativa semi autobiografica sui disturbi alimentari. È un progetto senza data di conclusione: ho intenzione di finirlo con le mie tempistiche.

  1. Concludi l’intervista come farebbe la tua protagonista!

“Ciao a tutti! O forse avrei dovuto dire salve? Anzi no, Buonasera! E grazie per essere stati con noi! Ricordatevi di non fare del male agli animali… soprattutto alle volpi!”

 

Scherzo. Grazie per l’intervista, Andre! #cisiaiuta 😀

Intervista a… Zanna!

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È la sala delle interviste di Aven. Davanti a lui, c’è la solita guantiera di pasticcini e in sottofondo una vecchia cover dei The Baseballs, prodotta da un grammofono. Aven attende Zanna, oggi, una delle sue scrittrici amatoriali preferite e, col tempo, diventata anche un’amica. Ha un sacco di domande che vorrebbe porle.
Zanna arriva, saluta e si siede sulle poltrone morbide e comode della sala. Entrambi sperano di non addormentarsi mentre parlano!
Ad ogni modo.
Ciao Zanna! Benvenuta qui, a “Le avventure di tutto” ^^ mettiti comoda, sarà un’esperienza divertente 😀

Cominciamo con una domanda facile. Sei qui per presentare “La luce calda del tramonto”, romanzo rosa storico che io ho letto e che personalmente lo trovo adatto a una futura pubblicazione. Quindi… com’è nata Cindy? E Peter?

*Si sistema meglio sulla poltrona e pensa che sia davvero fin troppo comod- zZzZzZzZz* Oh, Aven! Ma che piacere essere qui a rispondere alle tue domande! Prima di tutto ti ringrazio davvero tanto per avermi offerto questa guantie- ehm, possibilità e sarò più che lieta di colmare qualsiasi tuo dubbio e curiosità… Ma prima fammi dare uno scopo a quella iris fritta che vedo laggiù, solitaria, in un angolo.
10 Giugno 1945, Pasadena (CA).
Cindy Harris, la protagonista assoluta di tutta la vicenda narrata nel mio primo romanzo, nasce dalla mia primissima sperimentazione nel creare un personaggio originale. Cindy ha 17 anni all’inizio della storia, così come io avevo 17 anni quando l’ho “partorita” dalla mia tastiera e le ho dato anche altre caratteristiche fisiche e psicologiche che mi appartengono, unite ad altri aspetti che invece avrei sempre voluto vedere su di me e dentro di me. Cindy è il mio alter ego, in ogni senso, e per questo motivo la considero alla stregua di una figlia. Piena di difetti e ipocrisie, immatura, generosa, dolce e sarcastica… Cindy è un mix di dettagli e sfaccettature che difficilmente potrebbero rendere una persona noiosa… o allo stesso tempo SOPPORTABILE!
Peter Jones… anche per lui vale la stessa cosa di Cindy, ossia è anche lui un personaggio nato dal nulla ma forgiato dal mio ideale di uomo perfetto e da attori hollywoodiani che nel corso degli anni mi hanno fatta impazzire, non lo nego. Il co-protagonista del romanzo è il classico uomo tutto d’un pezzo, valoroso ufficiale e determinato, oltre ogni cosa compresa la guerra, ad amare l’unica ragazza che gli ha fatto perdere la testa in una sera di inizio estate – indovinate un po’ chi?? Esatto, 100 punti a Serpeverde! -. Peter è anche lui un personaggio totalmente umano, o almeno così spero di averlo reso. Non mi hanno mai fatta impazzire uomini e donne senza macchia, perfetti e imperituri: persone a cui va sempre tutto bene e la vita stende loro un tappeto rosso sotto i piedi. “La luce calda del tramonto”, per l’appunto, non è nulla di tutto ciò.

 

La storia si svolge soprattutto nei primissimi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche se parte proprio dal 1945. Perché proprio questo periodo storico, e non, che so, uno più moderno oppure uno più antico, addirittura?

*Il salotto delle interviste si tinge misteriosamente di un tenue color seppia* Sono da sempre stata una grande appassionata di Storia, più che altro un amante occasionale: ci sono periodi che non mi hanno mai affascinata più di tanto, altri che invece mi hanno solo incuriosita… ma il periodo che va dall’inizio del ‘900 fino agli anni ‘60 de secolo è qualcosa che in me ha sempre suscitato un amore platonico. Mi affascina la storiografia fra le due grandi guerre, che sappiamo tutti essere stato, dopo la prima rivoluzione industriale, il momento della storia umana di massimo sviluppo, con conseguenziale declino. Una montagna russa, ecco. E su questa “giostra” si sono alternate gioie e dolori, progressi e regressi che personalmente mi creano un flusso continuo di ispirazione e infinite possibilità da raccontare. Sai, Aven, quanto io ci tenga a risultare credibile e soprattutto veritiera con i contesti storici in cui faccio muovere le mie pedine, anche perché io sono sicura che da qualche parte, in qualche tempo, di storie come quelle che racconto per far sognare gli altri e me stessa saranno accadute sul serio. Ambientare una vicenda durante la Seconda Guerra Mondiale, e nello specifico “La luce calda del tramonto”, vuol dire mostrare l’amore nei suoi aspetti più tragici, ma anche la speranza nella sua forma più pura e tangibile. Pare scontato dirlo, ma fa sempre bene ricordare quanto queste due cose siano forti e capaci di smuovere mari e monti. In questo nuovo millennio si è perso un po’ il senso di certe cose…

Cindy e Peter sono due facce della stessa medaglia, anche se fra loro intercorre una differenza di età non indifferente. Cosa rispondi a coloro i quali potrebbero dire qualcosa contro questo tema?

Dieci anni di differenza. Ebbene, all’epoca una tale differenza poteva essere giudicata nella norma oppure per niente, a seconda dei contesti sociale e culturali. Nel caso di Cindy e Peter questa differenza di età è molto sentita, ma soprattutto perché Cindy nasce e cresce in un contesto abbastanza protetto, e arriva a 17 anni con una mentalità alquanto bambinesca sotto molti aspetti, seppur ci siano in lei sprazzi di maturità come raccontano alcuni episodi iniziali nella storia. Peter… beh, lui a 23 anni abbatteva aerei giapponesi a Pearl Harbor e a 27 vanta la medaglia al valore militare ed è un capitano della USAAF , senza contare che ha visto la guerra, su parecchi fronti (sì, anche quello nostrano). Quindi è ovvio che fra i due dieci anni, in realtà sono come venti o trent’anni. Alle persone che vedono un po’ questa differenza di età come un tabù dico di leggere la storia e poi di farmi sapere, e parlo da persona che nella realtà non riuscirebbe a vedere bene una diciassettenne di adesso con un ventisettenne di adesso.

Lo sai, questo è un blog comico. Puoi raccontarci un aneddoto divertente su questa storia?

Un aneddoto simpatico, per i miei personaggi, è sicuramente quando Cindy fa di tutto per impedire a sua sorella Alex di incontrarsi con Peter, combinandone di tutti i colori fino a sfiorare figuracce da Oscar con tutta la sua famiglia. Una menzione speciale va al momento del “serpente in giardino fra le foglie” e “il bigliettino con il numero di telefono ingoiato”.
Per me invece tutta la storia è stata un aneddoto simpatico… Perché è stato molto divertente impazzire per sette mesi insieme ai miei personaggi, restare chiusa in camera a scrivere in estate con 57° all’ombra, ma che erano 80° accanto ad un pc acceso anche per 12 o più ore al giorno. 🙂 Cosa non si fa per la propria passione…

Parliamo di ambientazioni. Nella tua storia si vedono grandi praterie, cavalli che corrono, e l’aviazione. Da dove nasce la tua passione per questi soggetti?

Il mio sogno è l’America. Detto questo credo che il motivo di scegliere certe ambientazioni possa essere capito alla perfezione. Ho scelto l’assolata California perché in qualche modo ricorda la mia adorata terra, il Sud, e perché ho sempre desiderato visitarla… Così come il resto degli States. Chissà, forse un giorno… Sicuramente un pellegrinaggio a Pasadena ce lo faccio, eh!

Guardami attentamente: io sono un maschio. La tua storia, diciamoci la verità, strizza l’occhio a un pubblico più “femminile”, e non lo dico io, ma la statistica. Che cosa hai provato quando hai saputo che un ragazzo avrebbe letto la tua storia?

La verità è che non sei stato l’unico uomo a leggere questa storia. È stata letta anche da un mio conoscente, un vero aviere, e ha sin da subito apprezzato tutta la storia fino alla fine. In ogni caso tu hai fatto una cosa che il mio stesso ragazzo non riuscirebbe a fare! HAI LETTO TUTTO! Quindi ode a te, Aven, e grande stima per te che sei in grado di saper apprezzare più generi diversi, compreso il romance storico.

“Ah sai, la tua storia mi ha colpito così tanto che voglio scriverci su una fan fiction!” Cosa rispondi se per caso incontrassi una persona del genere?

Oddio, ma sarebbe bellissimo! Io stessa scrissi una parodia della stessa, perculandomi alla grande da sola! Ma magari ci fosse qualcuno talmente suonato da farci su una fanfiction, mi accontenterei anche di una OS. Sarei curiosissima di vedere com’è che altre persone hanno immaginato i miei personaggi.

Guardati attorno: oggi come oggi, più che i romanzi rosa, vanno di moda i racconti erotici o quelli per adolescenti. Pensi che ci sia spazio nelle librerie per il tuo genere?

Assolutamente sì. Il mondo ha bisogno di più cultura, insieme allo svago che può dare una lettura. Il potenziale dei romance storici è proprio questo: far appassionare non solo ad una trama, ma anche alla Storia stessa. Per fortuna la mega industria del cinema americano pare stia capendo che girare film storici, anche solo semplicemente ambientati nel passato senza necessariamente usare l’espediente di guerre e tragedie, frutti bene. Questo vale anche per le serie tv, che oggigiorno stanno diventando un fenomeno sociale in crescita costante. E, guarda caso, molte storie sul genere portate su grandi e piccoli schermi sono quasi sempre trasposizioni di romanzi…

In generale, che messaggio vuoi dare, se c’è, a chi ti legge?

Di essere coraggiosi nell’amare e di non perdere mai la speranza di trovare la propria felicità, che quest’ultima sia il volto di una persona, lo scodinzolio di un cane o una cavalcata, un successo, un lavoro, un giro in alta quota o una bella fetta di torta al lime delle Keys…

 

Quali sono gli autori a cui ti ispiri?

Senza dubbio lei, Paullina Simons. Leggo le frasi più belle del suo “Il Cavaliere d’Inverno” come un mantra. Non c’è nulla che mi ispiri (e mi faccia sospirare) più di quel libro, il mio preferito in assoluto.

Qual è, invece, la musica che ti ispira?

Spesso e volentieri sono state le colonne sonore apocalittiche e strappalacrime di Hans Zimmer, come quelle del film “Pearl Harbor”, ma anche canzoni dell’epoca… dal Jazz allo Swing, che ho anche riportato in alcuni capitoli. Vedere Cindy e Peter ballare a ritmo di “Sing, sing, sing” di Benny Goodman è un’esperienza che raccomando caldamente a tutti gli appassionati degli anni ‘40 come me.

Quali sono le tue abitudini mentre scrivi? Ce l’hai una graffetta a portata di mano?

Non ci ho mai fatto caso, sai? Forse l’andare a fare un giro di ricognizione su Pinterest per cogliere l’ispirazione giusta che può offrirmi la foto di un paesaggio o un ritratto… O molto semplicemente è l’andare al bagno prima di iniziare a battere sulla tastiera, perché poi non so quando ci farò ritorno… Dopo un’ora? In serata? Due giorni dopo? Chi lo sa.

Così, a freddo, raccontaci di cinque cose che piacciono a Cindy, la tua protagonista. E non vale dire Peter…

– Animali
– Gelato alla vaniglia
– ballare lo Swing
– Cantare
– La libertà.

Pensi che il tuo romanzo possa esistere anche nella vita reale? Premesso che siamo tutti per la pace e la fine delle guerre, ma fra morte ed odio, c’è ancora posto per la ragazza (o oggi per il ragazzo, anche, viste le donne nell’esercito) che aspetta il partner di ritorno dall’inferno?

Senza dubbio, ci metto la mano sul fuoco! Non tutti i vecchi valori sono andati persi, per fortuna. E il valore della vita si rivela solo a coloro che hanno capito quali sono le vere priorità.

 

Bene! Adesso per favore saluta il pubblico da casa come farebbe Cindy, e al tempo stesso convincere a leggerti 😀

E adesso provate a starmi dietro, se ci riuscite…

Grazie per il tuo tempo concesso, sai che sei sempre la benvenuta qui ❤
Grazie a te, Aven, è stato un vero onore e piacere. La prossima volta vedrò di portati io nu’ bellu babbà con panna e Nutella 😉

Intervista a Nicholas Mercurio.

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LA DEFINITIVA RUBRICA DELLE DOMANDE!

Sono le sei del pomeriggio. A casa di Aven c’è molta agitazione, perché il padrone di casa deve ospitare Nicholas Mercurio, autore di un ciclo fantasy che lui stesso ha comprato. E, adesso, Aven deve intervistarlo. Che fare, a parte lo spazio tè, caffè e biscotti?

Davanti a loro, il Signore dei Giusti, di cui è appena uscito anche il cartaceo, il Segno del Corvo, le Fiamme di Agasor, il Tramonto dei Giusti e le Rose di Elgand; tutti libri fantastici, che compongono una collana facente parte di un mondo che respira.

Ci sediamo e cominciamo la nostra intervista:

  1. Ciao, Nicholas! Ci conosciamo da anni e finalmente sono riuscito a proporti un’intervista. Rompiamo un po’ il ghiaccio! La prima domanda da fare è: perché il self publishing? Cosa risponderesti a coloro che potrebbero dirti che è come se ti dessi un cinque da solo?

Ciao, Andrea. Grazie per lo spazio che hai deciso di dedicarmi nel tuo blog, che seguo con ammirazione. In primis, desidero lanciare un messaggio: io non consiglio a nessuno il selfpublishing perché è una strada molto complicata. Non si tratta soltanto di pagare qualcuno per farsi editare il libro, trovare un’ottima copertina e soprattutto promuoversi. È anche doversi confrontare con una realtà editoriale che è irta di difficoltà. Chi intende seguirla deve assolutamente essere consapevole che non è facile.
Guarda, io non posso cambiare il loro giudizio. Se la pensano così io non posso farci nulla. Sono sempre il primo a darmi uno zero.

 

 

  1. Chi è Argail di Lytel, protagonista a cui facciamo riferimento? Come nasce? Perché nasce? Insomma, raccontaci qualcosa che proviene da dietro le quinte e che sveli per noi.

Argail di Lytel è un Guardiano dei Draghi, uno sgominatore di stregoni e uomini, appartenente a un Ordine che è stato fondato secoli fa. È nato ne “Le Rose di Elgand” e la sua serie è la “Saga dell’Ultimo”, disponibile su Amazon in ebook. Ma ben presto uscirà anche il cartaceo.

 

  1. Hai già scritto parecchio. Cosa risponderesti a Tizio Qualunque che vorrebbe prendere ispirazione da te per creare una fan fiction sul tuo mondo?

Ecco, questo è un discorso abbastanza complicato. Sarebbe un onore che qualcuno avesse questa intenzione, ma tengo molto ai miei libri. Se una persona dovesse presentarsi con un fanfiction sul mio mondo, io la leggerei con piacere. Ovviamente spetterà a me giudicarla.

 

 

  1. Hai rapporti con altri self-publisher? Fate scherzi come “suona il citofono e scappa” oppure lasci che vivano la loro carriera senza intasarli troppo?

A volte chiedo loro qualche consiglio, ma lascio che loro vivano la loro carriera. Ho sempre pensato che il lavoro sia una cosa, l’amicizia un’altra. Ci sono casi specifici in cui sono amico di qualche altro collega.

 

  1. Quali sono state le maggiori difficoltà ad autopubblicarti?

La copertina. La copertina è una stronza, e perdona il francesismo. A dire il vero, lo è a ogni libro.

  1. Il tuo mondo è in continua espansione e io ne sono diretto testimone, in quanto sono tuo cliente abituale. Ma, per chi dovesse entrare per la prima volta nel tuo complicato universo, cosa consiglieresti, a parte di portare con sé almeno uno stiletto?

Consiglierei di non aspettarsi un finale dove tutti vivono felici e contenti. Purtroppo il mondo non è così, e basta guardarlo. Durante la stesura de la Saga dell’Ultimo, ci sono stati svariati attacchi terroristici in Europa e nel Medio Oriente. Ho cercato di spiegare il perché si diffondano l’odio e la paura, il dissenso e la cupidigia.

  1. A tuo avviso, il self-publishing avrà futuro in Italia?

Ormai è un presente. Che piaccia o meno alle case editrici, è così e sarà così ancora per molto tempo. Io ho scelto di autopubblicarmi perché ci tengo tanto a miei libri e alle mie saghe. Se posso essere sincero mi dispiacerebbe essere messo negli scaffali vicino a titoli abbastanza discutibili.

 8. In generale, cosa pensi del self-publishing? Ti senti di consigliarlo?

Come ho spiegato prima non è una passeggiata. Anzi, è una strada piena di difficoltà e bisogna sempre avere la risposta pronta e affrontare le questioni con calma e consapevolezza dei propri mezzi

9. Lo sai, questo è un blog comico. O almeno, tenta di esserlo: una storia seria come la tua stride forte con il messaggio che voglio mandare. Tenendo bene a mente questo, te la senti di raccontare un aneddoto divertente sui Guardiani dei Draghi?

Ovvio, e lo faccio su Argail. “Quando un uomo incappucciato incontra un drago incazzato, il drago incazzato è un drago morto”. Ma non solo i draghi. Anche le persone

10. Veniamo adesso a John Ronald Reuel Tolkien, il padre del fantasy. Quanto, da uno a dieci, hai preso ispirazione da lui? E, quando lo hai letto per la prima volta, pensavi che un giorno avresti creato un mondo, con le dovute proporzioni?

Guarda, io non amo prendere ispirazione da nessuno perché il mio mondo è mio e deve essere esclusivamente mio. Che si parli di Tolkien o chiunque altro poco importa. Non voglio assolutamente affermare quanto sia immenso il mio mondo rispetto a un altro autore. Se si parla poi di Tolkien bisogna solo avere rispetto.

11.“Nicholas, i tuoi racconti mi hanno emozionato così tanto che anch’io voglio creare un mondo dal nulla!” mettiamo caso che ti arrivi questa domanda da un giovane di belle speranze. Cosa gli risponderesti?

Di leggere tanto. Un ottimo scrittore deve essere un superbo lettore. Questa è la base. Gli consiglierei di non arrendersi alla prima difficoltà o se qualcuno gli fa notare che sta sbagliando.

12. Il tuo mondo comprende anche una playlist, attualmente in fase di elaborazione. Puoi svelarci qualcosa in anteprima? Che colonna sonora sarà, o ti aspetti?

Sulla colonna sonora voglio citarti la produzione “Age of Chronicles”, che mi ha proposto di realizzarla sul Signore dei Giusti. Io ho accettato dopo averci pensato molto attentamente. Sicuramente faranno un ottimo lavoro perché ho già ascoltato delle loro composizioni.
Oltretutto, uscirà il cartaceo de il Signore dei Giusti, dopo quasi tre anni dalla sua pubblicazione. Ed era ora.

13. Parlaci un po’ dei prossimi progetti futuri! Possiamo realmente aspettarci un “Argail va in città” oppure “La Saga del Penultimo” o anche “I baobab di Elgand”?

 Argail adora i kebab e il sushi, sai? A parte gli scherzi, ho concluso il primo libro de “L’Ombra delle Rose”, “Il Figlio del Mare”, che uscirà questa estate sia in ebook che in cartaceo. Aspettatevi di tutto. Ora sono concentrato sul secondo volume e molto altro.

Grazie Nicholas per il tempo accordatomi e vi invito caldamente a reperire i suoi libri!

Grazie ancora, carissimo. Buona giornata.

 

L’intervista si chiude. Nicholas se ne va, esattamente com’è venuto, come un vento che soffia sui capelli, come quel vento che spira sul suo mondo.

Io mi sento edificato. Non so lui…

 

 

 

Perché il 26/12 è santo Stefano?

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Natale 2, eh? Un giorno in più di abbuffate e tombole e tombole in abbuffata, eh?

Ma perché il 26 dicembre è santo Stefano? Cioè, cosa ha fatto santo Stefano di male per capitare proprio sotto natale? O forse, dovremmo dire, perché proprio lui?

Ci serviva un giorno in più di festa perché oggettivamente un giorno solo per festeggiare il Natale è troppo poco”

E ci può stare come spiegazione.

santo Stefano è stato il primo martire, guarda caso gli hanno tirato le pietre. La festa cade il 26 dicembre perché altrimenti non sapevano dove collocarla

Esattamente, sotto gli occhi di un giovane san Paolo peraltro.

Il 26 dicembre viene dopo il 25 dicembre, tanto è quasi tutto rosso il calendario, un giorno in più non se ne accorge nessuno

Ma se spostassimo santo Stefano il 24 invece che il 25?

Ma non sarebbe più prima di Natale e festeggiare Santo Stefano prima di Natale fa troppo strano per l’uomo moderno che ha bisogno di rassicurazioni

Hai ragione, tanto più che se già si svolge la vigilia di Natale non possiamo dare retta ad altre festività

Ho provato a spostare santo Stefano al 27 dicembre ed era scomodo, perché poi il 26 che fai? Non è più festa, e ti giri i pollici. Ho provato allora a farlo scivolare al 28 dicembre ma ormai era troppo lontano dal Natale. È perfetto lì dove sta, al 26

sì, ma… non mi convince. E allora perché non spostiamo anche il natale per avere 29 Natale 30 santo Stefano e 31 feste e bagordi?

Fare tre banchetti consecutivi non è opportuno per il corpo umano, rischi di arrivare al primo gennaio dalle forme e dimensioni di un pianeta

Anche questo è vero…

E poi 25 nella Tombola è Natale, come lo cambi?

E poi ci ho anche fatto l’ambo l’altra volta…

Davvero? E cosa hai vinto?

ORECCHINI PACCHIANI *rombo di tuono*

Insomma, il 26 dicembre non è spostabile. Buona festa!

 

Test: Sei Babbo Natale?

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Oh oh oh, Merry Christmas!

Con questo articolo chiariremo se sei babbo natale oppure no. E cosa c’è meglio di un test?

  1. Non ti fanno un regalo da…

a) Non me ne hanno mai fatti

b) Da ieri

c) Mi fanno sempre regali, tranne a Natale

2. Quando vedi una renna…

a) La prima cosa che mi viene da fare è cavalcarla, senza se e senza ma

b) Sostieni di essere in Lapponia

b) Me la mangio

3. La tua voglia di assumere Elfi è aumentata in questo periodo

a) vero

b) gli Elfi non si fanno assumere, combattono il male

c) E comunque sono partiti tutti per il Reame Benedetto

4. Hai la barba

a) Difficile, visto che sono una donna

b) Sì

c) Ho i baffi, va bene lo stesso?

5. Ti vesti di rosso

a) porta fortuna

b) In realtà a pois

c) Scacchi verde e arancioni

6. Quando ridi, il tuo suono è come se fosse un “Oh oh oh”

a) Non sembra, è proprio questo

b) Accordatore

c) Venezia

7. Il tuo strumento favorito è la campanella

a) Forse

b) Bologna

c) Arcivescovo

8. Ogni anno fai la lista delle persone brave o patetiche che hai incontrato negli ultimi dodici mesi

a) Sì, decisamente

b) Pastasciutta

c) Vado

9. Hai un berretto addosso in testa

a) Ti credo, sento freddo

b) No, casomai è la mia testa ad essere sotto il berretto

c) No, casomai è il berretto ad essere sotto la testa

10. Non rispondi mai alle lettere?

a) Per inciso, chi è che ormai oggigiorno scrive le lettere?

b) Tanto non mi caga nessuno

c) Una vodka liscia, grazie

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

Sei Babbo Natale! Il tuo unico mese è dicembre e infatti lavori a tutto spiano, e solo una notte l’anno! E allora cosa aspetti? Dai tante strenne a tutti i bimbi buoni! E soprattutto, fallo davanti gli sguardi invidiosi dei bimbi cattivi!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Non sei Babbo Natale, ma qualcuno che lo frequenta! Ce ne sono diversi: Frosty il pupazzo di neve, Rudolph la renna e gli elfi vari. Chi sei fra questi? Il test non lo dice, in fondo era preparato per capire se fossi Babbo Natale, non uno dei suoi conoscenti.

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Sei la Befana! Cosa fai qui? Torna al 6 Gennaio da dove provieni!

Posta del Cuore/29

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Eccoci pronti per un nuovo episodio della Posta del Cuore!

Come dite? Siamo nella settimana natalizia? Ma allora tutte le mail saranno rivolte ai regali da fare!

Ma vediamo insieme le lettere che ho ricevuto, neanche fossi Babbo Natale:

Caro Aven, sono Babbo Natale. Ebbene sì, adesso sono io che scrivo a te. Tu mi hai scritto solo una volta, e avevi 6 anni, e non ti ricordi quasi nulla di quello che mi dicesti. Ma io non mi sono dimenticato di te, infatti leggo ogni giorno il tuo blog. Ti scrivo perché mi sono innamorato. Il problema è che non so di cosa mi sono innamorato! Forse della mia barba? Della renna? Non lo so! Aiutami!

Guarda, fra tre giorni sarà la Vigilia. Io ti suggerirei di concentrati a consegnare i regali giusti a tutti i bambini buoni del mondo, e di lasciare le questioni sentimentali a chi se ne intende.

Ciao, Aven. Sono il Panettone. Mi sono innamorato del Pandoro, perché è affascinante con questo velo che ha in testa, e quindi vorrei chiedergli di uscire, e magari gli offro anche un anello di canditi, con l’uvetta a fare da rubino. Che faccio? Lo faccio?

Anche no! I pandori non si toccano!

Non so cosa regalare alla mia ragazza

Nemmeno io. Per fortuna la mia ragazza è immaginaria e quindi non si arrabbierà se non le porto niente, ma tu forse ce l’hai in carne ed ossa. Perché non le compri una spada laser?

Ma non capirebbe il riferimento a Star Wars!

Allora lasciala.

Ma sa fare delle lasagne buonissime!

Allora assumila come chef.

Mio caro Aven, mi sono innamorato sul serio delle videocassette. Il problema è che non se ne trovano più in giro! Come posso fare?

Non fare. Innamorati dei blu-ray, quelli si trovano.

Ma scusa ma che razza di consigli dai? Lasciati, cambia obiettivo… insomma sei Cupido o no?

Ma… ma… ho finito le frecce!

 

Test: canditi o uvetta?

Ci sono i canditi

Ecco la frase più ricorrente sulla mia bocca in questo periodo di feste e sublimata a frase definitiva per qualsiasi cosa che non mi piace. Devo mangiare il panettone? Ci sono i canditi. Devo stendere i panni? Ci sono i canditi. Devo fare il regalo a qualcuno? Ci sono i canditi.

E quindi, cosa c’è di meglio di un test per chiarire questo imbroglio?

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Buon Natale!

  1. Con cosa impiccheranno Geordie?

a) Con una corda d’oro

b) La corda verrà impiccata da Geordie

c) La pena di morte è stata abolita

2. Fa’ quel che vuoi, ma dammi…

a) Cento grammi di carbonara

b) Cento grammi di amatriciana

c) la Francia

3. A che ora danzano le streghe di Gabry Ponte?

a) Alle 15.16

b) La minore

c) Durante il Ballo del Ceppo

4. E Radio Tirana trasmette musiche balcaniche, mentre danzatori…

a) Cecoslovacchi

b) Danzatori?

c) C’entra qualcosa la pentola a pressione

5. Questa stanza non ha più pareti, ma…

a) Pareti

b) Wallpaper

c) 42

6. Secondo voi, è meglio un uovo oggi che una gallina domani oppure gallina vecchia fa buon brodo?

a) Secondo me i tortellini

b) 42

c) Alberi

7. Siamo di Pitagora e di Casadei, cresciuti con una morale cattolica e con…

a) Un momento, io sono ateo

b) I cibi macrobiotici

c) 42

8. Quanto fa Otto per otto?

a) 42

b) Ottoperotto è il cane dei Bassotti

c) 88

9. È meglio Gabri Ponte o gli Eiffel 65?

a) Bah, secondo me la versione di Prezioso di Voglio Vederti Danzare è una figata

b) Mi dispiace Aven mi piacciono i Metallica

c) 42

10. L’ultima domanda: è vero che il Pandoro è superiore al panettone?

a) Sì

b) Ovvio

c) Claro que sì

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

Sei un candito! Che tu sia arancione, verde o giallo, ti nascondi dentro i panettoni attentando al sapore e al gusto dello stesso! E nessuno può farci niente! Però il tuo killer instinct ti spiana la strada a una bella carriera da centravanti. Cosa? Hai già 38 anni e quindi saresti a fine carriera? Ma come?

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Sei l’uvetta! Perfida, di colore scuro, ti nascondi non solo nel panettone,m ma anche nella pasta con l’anciova e nella pasta con i broccoli arriminati, per non parlare della pasta con le sarde! Insomma sei ovunque, e…

Ma porca miseria, ne avessi mangiata una di queste paste!

Ah già che tu sei di Bolzano…

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Sei il pandoro! Morbido, bianco, senza canditi né uvetta, libero da qualsiasi fastidio… lasciati dare un morso!