Le avventure di Isda/42

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A qualcuno piace Isda

“Insomma, sono settimane che i pesci spada mi corteggiano e vogliono fecondare! Ma l’idea di avere ottocento mila figli mi sconforta! Ma è anche vero che se non mi concedo, mi renderanno la vita un inferno! Non ne posso più!”

Le lamentele di Isda arrivano come un stridio alle orecchie dell’Orata, che mescolando il cucchiaino dentro l’infuso alle cozze, sospira rassegnata.

“Fatti forza, Isda. Prendi questo infuso”

Seppur caldissimo, Isda lo beve in un batter d’occhio.

“Bene, adesso sei pronta per l’evento fondamentale” dice l’Orata, ma Isda, in preda alle convulsioni, non capisce di che sta parlando.

“Forza! Tutti qui per il corteggiamento! Benvenuti a tutti per la serata speciale Trova un fidanzato ad Isda!”

Segue uno strombettio dei pesci trombetta e nel frattempo, dopo che uno dei muri della casa è caduto, si presenta una platea di pesci di ogni tipo, tutti interessati a quel pesce spada che ancora si sta contorcendo rendendosi meno che mai appetibile sessualmente.

 “Isda! Mettiti in ghingheri che oggi troviamo il tuo fidanzato!” la incoraggia l’Orata, ma la sua interlocutrice è troppo impegnata a dire “Coff, coff, bleeergh” per poter reagire in un modo diverso.

“Isda, ti ho portato un mazzo di alghe verdi!” dice un Tonno, ma Isda ha ancora il fiatone.

“Isda, guarda questo balletto che ho inventato per te!” esclama il pesce palla, ma Isda pensa soprattutto alla sua lingua.

“Isda, Isda! Sai cosa dice una Cozza a un paguro? Io ti SGOMBRO! ahahahahaha!” esclama estasiata una cernia, ma uno Sgombro che sta passando di là di indigna e sbuffando “Umpf!” sgombra il campo.

“Io ti sgombro… Orata, sei seria a indire questo concorso?” chiede infine il pesce spada, riacquisendo tutte le sue facoltà, ma col palato ancora molto dolorante.

“Ma mi sembrava una buona idea! Pensa a quanti figlioletti puoi comandare, tutti dotati di spade laser!”

Isda lascia vagare la sua mente e immagina se stessa comandante di ottocentomila figli dotati di spada laser.

A ripensarci, essere madre non è una cattiva idea…

Le avventure di Isda/41

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Isda e il tempio maledetto

Isda si sente perseguitata.

Tanti, troppi pesci spada in preda agli ormoni dovuti alla stagione dell’amore le stanno dando la caccia.

Va bene, ha avuto la vacanza col pesce palla ed è stato piuttosto interessante indire un torneo clandestino di pallavolo, ma adesso, proprio alla fine della vacanza, è cominciata la stagione degli amori.

Per questo motivo, onde non farsi trovare, si apposta fra gli scogli cercando di non farsi vedere, ma con scarsi successo. Il fatto è che le stelle marine non riescono a farsi gli affari propri e annunciano, tramite i pesci trombetta, l’ubicazione degli esemplari femminili di pesci spada e quindi va sempre a finire che è costretta a sorbirsi tutti i tipi di corteggiamento stupidi che hanno in serbo gli uomini per lei.

 Oggi, ad esempio, Isda sente un sibilo, come di qualcuno che la stia chiamando.

“Isda! Isda! Cerca di venire!”

“Che vuoi, Ghiozzo?”

Il Ghiozzo sogghigna. “C’è qualcosa che devo mostrarti assolutamente” dice, sapendo che solo in questo modo attira l’attenzione della ragazza.

Passate due ore, non si era ancora arrivati.

“Ebbene, dove mi stai portando?” chiede Isda spazientita.

“Al Tempio Maledetto, che è anche la mia casa e quella della mia famiglia” risponde il Ghiozzo, che sicuramente non è un tipo scaramantico.

Dopo un’altra ora di nuoto, ecco finalmente il tempio circondato da colonne e il tetto spiovente.

“Vedo che ciascuna di queste colonne è segnata da un trattino… che significa?” chiede il pesce spada.

“Oh, sono tutti i pesci morti disintegrati per aver osato varcare la soglia” risponde il ghiozzo. “Ma poi mio padre ha scoperto che si trattava di una Sogliola Radioattiva e l’ha sconfitta a colpi di tosse. Aveva un catarro in quel periodo che non hai idea”

“Eh, il catarro è forte” commenta Isda, perplessa.

Arrivati nella stanza del Ghiozzo, che è decorata con un arazzo raffigurante una balena sputante fuoco, quest’ultimo tira fuori una scatola di legno molto impregnata di muschio. La apre e rivela una boccetta di profumo.

“Oh, molto utile sotto il mare usare un profumo” commenta Isda.

“Silenzio, ed usalo. È il profumo Anti-Maschi che ricorda loro di stare lontano! Funziona sicuramente!”

Isda se lo prova e ringraziando il pesce esce fuori.

Neanche il tempo di uscire che una miriade di maschi pesce spada e anche qualche merluzzo le si fionda addosso, spingendo Isda a giurare vendetta.

Le avventure di Isda/40

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Quando Isda è in vacanza

“Isda, ci serve il tuo aiuto qui!”

“Isda, perché non rispondi alle lettere al posto mio?”

 Isda qui, Isda là, Isda si rende conto che non ne può più.

“Basta! Ho bisogno di una vacanza!” esclama infuriata, così va a consultare l’agenzia di viaggi del signor Tonno, il quale ha le mani in pasta ovunque. Ed è strano essendo sott’acqua. Poi beh, c’è da dire che il Tonno con le mani in pasta va sempre alla ricerca del cappero.

“Benvenuta Isda, sapevo che saresti venuta” dice il Tonno. “Oggi ho delle offerte davvero interessanti!”

Il pesce spada osserva bene e in effetti ci sono grotte molto interessanti e a poco prezzo, e per chi avrebbe voluto spendere un sacco di soldi ci sono anche diversi relitti anche antichi pronti per essere abitati.

 “Okay, prendo questo relitto” dice Isda, indicando una nave una nave affondata da poco e quindi ancora fresca e disabitata.

“I relitti recenti sono i più costosi… saggia scelta” afferma il Tonno, il quale conta le conchiglie con cui il pesce spada ha pagato e sogna anche lui una bella vacanza priva di grissini.

Al che, Isda va a vedere il luogo in questione e si rende conto che effettivamente è un posto isolato, privo di gente fastidiosa e soprattutto senza i pesci trombetta chiassosi.

“Aaaah, ora sì che ci siamo!” esclama tutta contenta entrando da un oblò. Le camere sono anche spaziose, piene di arredamenti e anche alcune alghe pronte per essere lanciate al primo bussare inopportuno.

Tuttavia, uno strano rumore, come di doccia, pervade l’aria. Qualcuno sta usando il bagno… il suo bagno, che ha pagato a caro prezzo.

“CHI SEI? VIENI FUORI, PALLONE GONFIATO!” esclama Isda furiosa, facendo staccare un bel po’ di alghe muschiose dalle pareti.

Il detto pallone gonfiato si gonfia, appunto, e parla con voce soffocata: “Perché hai detto la parola con la G?”

Isda risponde: “Quale, gonfiare?”

Il pesce palla si gonfia ulteriormente e Isda capisce che sarebbe stata una lunga vacanza.

Le avventure di Isda/39

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Isda contro Isda

“Che noia… il mare è sempre blu, sempre salato, e sempre pieno di pesci ignoranti”

Questi i pensieri di Isda quel giorno, mentre sospira disprezzando ogni forma di vita subacquea a parte i pesci spada.

 A un certo punto, però, un altro pesce spada le compare davanti. Ha una spada laser al posto del naso!

“Ehi ma…” comincia Isda, e l’altra ridacchia.

“Sorpresa, eh? Ebbene sì, al mondo esistono sette sosia, e questo vale anche per i pesci., Piacere… Isda”

Non è possibile. Si chiama anche lei Isda!

“E allora odierai anche tu i delfini” aggiunge Isda Uno.

“Li odio perfettamente” concorda Isda Due, anche se è argomento di discussione la possibilità di usare perfettamente in questo modo.

“Che ne dici se andiamo a  spaventare le meduse?”

“Okay, dai”

Isda Uno ha la sensazione che la Due sia troppo accondiscendente, perché lei stessa non le va mai bene nulla e trovare invece una sua simile che ha voglia di fare le dà fastidio.

“Ah, comunque siamo sorelle” dice Isda Due.

“COSA? Ma che stai dicendo?”

“Be’, non si può mica pretendere di conoscere tutta la famiglia, no? Caspita, siamo una covata di almeno un centinaio di migliaia di uova! Io, però, mi sono messa in testa di conoscervi tutti!”

“Wow” commenta Isda, alla quale non le può fregare di meno. A lei interessa solo spaventare le meduse in quel momento, e sta di fatto che ne incontrano un banco poco più in là.

“Yu-huuu, siamo meduse! venite a vedere l’interno della nostra nuvola gommosa e gelatinosa!”

Isda sa bene che è una trappola. “Ehi! Meduse!” esclama, accendendo la sua spada laser. “Chi è più luminoso fra voi e il mio naso?”

Detto quello si avventa sui di loro e le sparpaglia agitando il anso a destra e a sinistra, sotto lo sguardo stupefatto e divertito di Isda Due.

“Niente male” commenta lei. “Ma vuoi vedere qualcosa di innovativo?”

Isda Due apre la bocca e spara un sacco di vongole, forse quelle che ha mangiato per il Natale.

“Wow” commenta Isda. “Ma non ne vedo l’utilità”

Isda Due si sente presa in castagna.

Le avventure di Isda/38

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Isda e le tartarughe

Isda sta spiegando per bene a un altro pesce spada la sua opinione sulle coste.

” … ed è per questo che ritengo che si debba stare lontani da queste, perché più ci si avvicina, più c’è il pericolo di venire pescati”

“Ma cosa stai dicendo” risponde l’altro, scettico. Stranamente, non sono fratelli. “Le coste sono belle, e poi ci sono le tartarughe”

“Non dire stupidaggini, le tartarughe non esistono”

Isda ha un motivo ben preciso di dire che le tartarughe non esistono, ma non lo rivelerò.

 “Sì che esistono, scema!” esclama quindi il pesce spada. “Mio Poseidone, e dire che sei molto ambita fra molti dei miei simili!”

Detto quello, esorta Isda a seguirlo: “Seguimi” e insieme partono verso la costa, per inciso una dove è piena di tartarughe.

Sono creature strane: hanno un guscio, quattro zampette e una testa piuttosto piccola, e occhi giganteschi, i quali potrebbero far spuntare dei laser anche senza motivo.

“E così voi siete tartarughe” dice Isda, rivolgendosi a un esemplare, che sta passeggiando all’estremità di un pontile umano.

“Sì, credo” risponde quella. “Però io dico di essere una testuggine, più che una tartaruga”

“E che differenza ci sarebbe?” chiede Isda.

“E cosa ne so io?” risponde quella. “è solo che voglio essere fuori dal coro e quindi mi definisco testuggine”

“Ah, molto maturo da parte tua” dice Isda, anche se non è troppo convinta di essere nel contesto giusto per dirlo. “In ogni caso, guarda qui”

Isda accende il suo naso, che diventa una spada laser.

“Oh, molto… spettacolare?” dice la testuggine. Poi, senza aggiungere altro, si chiude dentro il suo guscio, irritando non poco Isda.

“Maledetto! Non pensavo aveste questo potere! Ma niente resiste all’implacabilità di ciò che ho in mano, o meglio sul naso!”

Tuttavia, per quanto la spada laser possa sbattere sul guscio, quest’ultimo non si distrugge nemmeno per sbaglio.

E Isda continua, e continua, e la tartaruga/testuggine rimane ferma e al sicuro nel suo guscio, mentre seduta sulla poltrona beve un tè caldo e legge il giornale del giorno.

E Isda all’esterno continua a provare a scalfire il guscio.

Le avventure di Isda/36

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Isda scrive e legge

Isda non è mai stata una che ha paura. Nuotando nell’infinito mare, sfida chiunque a duello e molte volte vince lei, altre volte viene presa a pernacchie e altre volte ancora viene brutalmente sconfitta e conficcata in un oblò di un relitto, com’era successo una volta.

D’altra parte, nel mondo subacqueo di oggi è importantissimo tenere gli occhi bene aperti, e infatti quel giorno Isda vede, con la spada laser accesa, una scritta su un cartello. Tuttavia, non è tradotta nella lingua dei pesci, ma in quella umana, che Isda non capisce.

“Dannazione” commenta, sforzandosi di non ridere della lettera G, che è la più strana di tutte, “e voi volete dirmi che questi segni sono parole?”

“Certo che sì!” esclama entusiasta il Tonno. “e da oggi parte il corso di scrittura e lettura per pesci, che ho organizzato io stesso! Perché SO leggere e scrivere, voi no!”

“Appena scopro che non è vero ti uccido” sussurra Isda. Poi ad alta voce dice “Bene, dove posso frequentare?”

“Ma qui, ma qui. Sono corsi individuali che possono essere sostenuti sul momento. Prendi ad esempio questo scoglio”

“EHI” urla una stella marina, dato che il tonno l’ha cacciata malamente per farsi spazio.

“Scusa stella marina, dobbiamo imparare e visto che non hai le mani al massimo puoi fungere da cancellino” dice il Tonno.

“Vaffanculo!” esclama disgustato la stella marina, e avrebbe voluto fare un gestaccio col medio, ma non può. Le tocca solo andarsene con tutta la dignità possibile per una stella marina.

Rimasti soli con solo alcune bivalve ad ascoltare, il Tonno dice a Isda “Adesso calma e focalizzati sullo scoglio. Scrivi piano piano, seguendo le mie istruzioni, in fondo si tratta solo di tracciare qualche linea e vedrai che saprai fare anche la G! Okay?”

Isda annuisce e tutta sudata prova a fare esattamente come dice il suo maestro. Infine viene fuori una scritta dai caratteri troppo larghi e piena di dislivelli, ma grammaticalmente corretta.

“Okay” dice il Tonno, soddisfatto dopo sedici ore di fatica, con in aggiunta anche il modo di leggere. “vediamo adesso come te la cavi a interpretare le lettere”

Isda si concentra e scandisce bene le sillabe: “Uhm… una S… Sc… Sce… sc si legge “sh”, vero? Scem… scemo… ch… “chi” si legge chi, questo lo ricordo… scemo chi… leg… ahahah, e dai, queste g… SCEMO CHI LEGGE! CE L’HO FATTA! HO SCRITTO SCEMO CHI LEGGE! SCEMO… chi…”

Isda si rende conto del senso di ciò che ha scritto e si adira non poco. “Tonnoi? Che cosa mi hai fatto scrivere?”

Ma Ii tonno è già andato via.

Le avventure di Isda/35

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Isda canta

Isda non è una gran chiacchierona, di solito preferisce la fisicità e lo scontro a un dialogo diplomatico. Tuttavia, capitano certe giornate in cui è particolarmente allegra e allora le viene voglia di cantare.

Lasciatemi cantare, con la spada laser in mano… lasciatemi cantare, sono un pesce spada” così canticchia quest’oggi, in mezzo a tanti altri pesci.

“Isda! Ma hai una voce bellissima!” esclama estasiata una Murena.

“Isda! Ma hai incantato persino le barche!” aggiunge un Nasello.

“Adesso ti sarà ancora più difficile respingere gli ammiratori” commenta un po’ cattivello il Pesce Porco, che pensa solo a quello. “Quindi verranno verso di te e… e io non voglio essere responsabile di quello che succederà”

“Sì va bene, d’accordo” taglia corto Isda “ma nessuno che mi dice dove posso frequentare un corso di canto qui, nei fondali marini”

“Qualcuno ha detto TONNO?”

Il Tonno spunta dal nulla, pieno di entusiasmo e un sacco di volantini.

“C’è un corso tenuto dal pomodoro di mare, un trimestrale sostenuto dal Riccio femmina, poi un altro con i grandi maestri Cernia e Donzella, e poi…”

Isda capisce che forse dovrebbe tenere lezioni da autodidatta e se ne va per la sua strada. Il Tonno è veramente insopportabile.

“Pssst! Isda!”

La voce squillante del Pesce Trombetta attira l’attenzione del pesce spada.

“Sì, dimmi” chiede cortesemente. Fino a quel momento, i Pesci Trombetta non l’hanno mai disturbata e non c’è motivo di attaccarli.

“Ti va di fare un duetto io e te? Io suono una sinfonia jazz e tu mi accompagni con la voce. Ci stai?”

Isda si ringalluzzisce e in quattro e quattr’otto mettono su un duetto niente male, che riesce anche ad attirare un banco di sardine, con somma gioia di Isda, che così le può spaventare con la spada laser, ed eventualmente mangiarle, per poi offrirle al nuovo amico con cui ha passato un bel pomeriggio a cantare.

Le avventure di Isda/34

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Isda suona

“Isda! Isda! Senti questa!”

Ogni tanto passa un tonno che non vede l’ora di proporre al pesce spada un’iniziativa nata nel mare.

“Cosa c’è?” chiede Isda, spazientita. “Se è ancora una volta il corso di puzzle, non se ne parla nemmeno! L’ultima volta tutti i tasselli sono volati via a causa della corrente!””

“No, cosa c’entra” ribatte il Tonno. “Stavolta vogliamo fare un corso di musica! A te che strumento piace?”

“Quello che fa SILENZIO, e comunque non è la tua voce” dice Isda. Fa per andarsene, ma il Tonno insiste, presentandole anche un bando.

“Dai, sarà divertente! Suona!”

Isda infine le viene in mente di aver sempre voluto suonare la chitarra elettrica, e con sempre intende negli ultimi secondi, perché le è partito un flashback. Una volta aveva sentito una nave da crociera che ha ospitato una band rock, e quindi ad Isda le è pervenuto quel suono elettrico.

“Ci sto, dammi una chitarra elettrica” dice. Il Tonno però tituba.

“Ehm… no, non sono previste” mormora dispiaciuto. “Abbiamo solo strumenti a percussione”

“Ti percuoto io allora, e allora sì che imparerete a suonare, suonandotele!” esclama Isda furibonda, e la questione si chiude lì.

Tuttavia, qualche giorno dopo, Isda passa accanto a una caverna e sente risa, colpi di bongo e ti tamburo, e anche di batteria.

“Ehi, cos’è questo suono?” si chiede e, sentendosi in colpa per aver maltrattato il Tonn, entra e va a vedere.

In effetti, un sacco di pesci producono un sacco di suoni. Il Pesce Palla, perdipiù, è felice nel vedere che se salta, il bongo produce suoni diversi.

Isda, colma d’invidia, fa per entrare, ma viene bloccata dal Tonno stesso.

“Ma come? Non ci hai snobbato? Adesso puoi suonare solo uno strumento”

“Ah sì? E quale?” chiede Isda, incuriosita. Si aspetta un suono degno di lei, uno strumento d’avanguardia utilizzato in tantissimi bar.

“Il citofono” dice tagliente per una volta  il Tonno, e poi, con un colpo di pinna particolarmente violento, va via.

Le avventure di Isda/33

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Isda e la patata di mare

Isda non è un pesce spada che si interessa del mondo che la circonda, piuttosto preferisce spaventare i pesciolini accendendo la sua spada laser.

Tuttavia ogni tanto dei pesci particolarmente rompiscatole le sottopongono alcune questioni che lei deve risolvere, per qualche strano motivo. Ad esempi oggi Isda sta nuotando tranquilla e sfaccendata, osservando come le crepe dei fondali marini siano particolarmente buie, quando un pesce spada maschio la avvicina.

“Ho trovato la donna che è stata salvata dal’oceano” dice il tipo. Isda guarda il pesce spada con aria scettica.

“Stai cercando di sedurmi con le tue qualità che sono…?”

“Oh, oggi non ho portato le mie qualità, ma una patata di mare”

“Cosa? Di solito le patate di mare sono vuote dentro” risponde Isda, ma la patata di mare emette un sibilo scandalizzato.

“Come osi? Noi patate di mare abbiamo un sacco di cose dentro! Guarda!”

Dal sifone interno escono fuori alcuni relitti, un tostapane, una sedia volante che nel frattempo saluta il pubblico, un telecomando, un sacchetto bianco, uno nero, una tastiera, uno scheletro, e anche un altro pesce spada.

“Oh” commenta Isda, colpita dalla varietà di quegli oggetti. “E tu così pensi di conquistarmi? Perché hai trascurato l’unica cosa che mi interessa?”

“E quale sarebbe?” chiede il corteggiatore.

“La frittura di pesce! calamari, polipetti, gamberetti tutti fritti!”

Il corteggiatore non ci aveva pensato e rimane allibito. “Oh no!” pensa fra sé. “E adesso come faccio? Mi avevano consigliato la patata di mare perché aveva dentro di sé un sacco di oggetti inutili, ma adesso mi rendo conto che il frutto misto è l’unico modo per ottenere il cuore di Isda!”

Tuttavia ormai il danno è stato fatto e Isda dedica tutta la sua attenzione alla patata di maree, scandagliandola dentro il suo apparentemente infinito sacco, con quest’ultima che ride subendo il solletico.

“Non la conquisterai mai, caro mio” dice una stella di mare. “Isda ha donato il suo cuore alla propria spada laser”

“Ma allora” ribatte il pesce spada. “Dovrò diventare un suo avversario nella scherma?”

Le avventure di Isda/32

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Isda e l’orca assassina/3

Una volta appreso che l’Orca assassino ha ucciso pinguini, Isda ha solo una carta da giocare.

“Va bene” afferma. “Mostrami quello che sai fare e ci sfideremo a singolar tenzone!”

In ogni caso, tutto lo spazio marino è col fiato sospeso, in tutti i sensi: sia perché ci troviamo sott’acqua e sia perché due personalità come quelle stanno per scontrarsi in uno scontro all’ultimo sangue.

“Chi crea la bolla più grossa vince! Evitiamo di prenderci a schiaffi con le pinne, ci servono” propone l’Orca e Isda si trova d’accordo, anche se le è sempre seccato nuotare.

L’Orca, considerata la sua stazza, produce una bolla gigantesca, che a sua volta parla, canta e sa giocare discretamente a briscola.

Isda si trova quindi spalle al muro, deve creare una bolla migliore. Ma come fare? Al che, l’idea geniale, e per fortuna le è venuta proprio nel momento opportuno.

Si dà il caso che stesse passando di lì un pesce palla.

“Proprio te cercavo!” esclama lei, che quindi lo cattura e lo gonfia a dismisura, per poi togliergli l’aria e farlo svolazzare creando ampi cerchi, che a loro volta creano diverse bolle tutte di forma diversa, racchiudendo comunque un’impronta del pesce palla, che se ne va stizzito e inveendo contro i pesci spada maleducati.

L’Orca Assassina si stizzisce non poco: ha perso al sfida con un’idea geniale! “Devo ammettere che sai cavartela” ammette l’Orca. “Tuttavia, ciò non ti salverà dalla tua decapitazione!”

Isda tuttavia le rifila una pernacchia e scappa via velce, come non ha mai fatto in vita sua.

Nel frattempo che molti pesci cercano di fermarla, l’Orca ridacchia e, azionando la super velocità di cui è dotata, corre verso di lei, per inghiottirla in un sol boccone.

Tuttavia, non percorre che poche miglia marine che un Delfino le sbarra la strada.

“Alt! dovrai pagare centottanta conchiglie per aver letteralmente stuprato il codice della strada marino! Concilia?”

L’Orca sgrana gli occhi. davvero la legge nel mare funziona in questo modo?