La lumaca Teresina/6

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Teresina si butta al mare

Teresina va dunque alla città delle cozze, situata sugli scogli.

È pieno di cozze. Ma proprio che il numero raggiunge almeno le tre cifre.

Teresina, che sopporta poco l’umido e ancora meno il sale, si mette a cercare i suoi poteri in mezzo a quelle bivalve che non sono altro.

“Scusa, Cozza?” esordisce Teresina, cercando di concludere la missione il prima possibile.

“EHI! PIANO CON I TERMINI!” urla la Cozza, che tale è ma non vuole essere chiamata così, da quando gli umani le hanno appioppato un brutto paragone.

“Scusami… tu, bivalva nera dal cuore gommoso” si corregge Teresina. “Ho bisogno di trovare i miei poteri. Non ditemi che sono caduti in mare perché sarebbe poco consono alla mia natura”

“Cioè?” chiede la bivalva.

“Mi scioglierei”

“Ah, ok” dice la Cozza. “In ogni caso, non occorre che tu cada in mare, ci penserà Isda il pesce spada a recuperare i tuoi poteri, visto che sono proprio caduti nelle profondità degli abissi”

Isda, sentendosi nominata a sproposito, sbuffa. Mai che gliene vada bene una!

D’altro canto anche Teresina sbuffa. Mai che gliene vada bene una! E adesso deve affidarsi a un pesce spada per vedere recuperati i suoi poteri!

Si fa sera, si fa notte e sorge il nuovo mattino, ma Isda non è ancora sbucata.

“Allora? Che sta facendo?” chiede Teresina, arrivata al limite della pazienza.

“Un attimo di pazienza, Isda deve pure sollazzarsi coi tuoi poteri, no?” dice la Cozza, un attimo prima di essere catturata da un pescatore di passaggio.

Infine, mentre Teresina aspetta, sorge un secondo e un terzo giorno. Finalmente, al quattordicesimo, un pesce spada sbuca dalla superficie dell’acqua.

“Eccomi puntualissima” dice Isda, rilasciando un sacchetto nero della spazzatura.

“Puntualissima? PUNTUALISSIMA? Ma io l’ammazzo!” esclama Teresina, cercando di tuffarsi per uccidere Isda, e in effetti adesso che ha di nuovo i poteri può farlo senza subire danni.

Dal canto suo il pesce spada accoglie con entusiasmo la sfida, estraendo la sua personale spada laser.

“Ti disintegro, maledizione!” esclama, combattendo ad armi pari contro una lumaca dotata di tutti i superpoteri scaricati da internet, compreso quello di diventare lei stessa una spada laser, i cui colpi rimbombano sul naso di Isda e creano agitazioni sotto il mare.

Tutorial: vivere l’estate.

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In realtà questo articolo è la trasposizione scritta di questa canzone qua. 

“Qualcuno vuole un po’ di estate?”

Questo è lo slogan, preso direttamente dal testo poetico del poeta Lil Angels.

Quindi, vivere l’estate.

L’estate è un modo di pensare, un’idea, il pensiero che tutto possa andare bene e sempre col sole in fronte. E per questo dura solo tre mesi.

Per certe regioni privilegiate comincia già a marzo e finisce a novembre, ma questa è un’altra storia.

Che fare per vivere l’estate, allora?

Non c’è estate senza mare, senza spiaggia, senza gelati.

“Si rimorchia senza pietà”

E ci si prende picche senza soluzione di continuità.

Estate versione mare: si va al mare, ci si fa il bagno che può durare un’oretta o due. Poi si va al chiosco a sbafarsi la bomba calorica che risponde al nome di brioche col gelato, e si torna a casa.

Estate versione città artistiche: si prende il primo volo che capita (fosse anche il Volo 815 della Oceanic) e si va. Che sia Amsterdam, New York, Sydney, Rio de Janeiro, Tokyo oppure Bassano del Grappa comunque vale la penna viaggiare e riempire Instagram di fotografie, con gli hashtag più assurdi.

Estate versione montagna: facciamo che per quest’anno andiamo a vedere le montagne (cit.) e, facendo bene attenzione  alle porte sotterrannee e ai draghi custodi di tesori, possiamo bene apprezzare i panorami e cimentarci negli sci, senza fare però figure barbine.

Estate versione casa: non abbiamo un soldo? Bene, mi fa piacere, perché anche io rientro in questa condizione, quindi credo proprio che passerò l’estate a crepare di caldo e a guardare film e serie tv rigorosamente in streaming, onde cancellarli dalla lunga lista di cose da guardare.

Estate versione amici: Finora abbiamo trattato tutte le varianti dell’estate da soli. Ma se per caso qualcuno di voi HA degli amici a cui non frega un cazzo della sessione estiva e di altre palle al piede, potete fare tutto quello che ho scritto sopra… in compagnia! E magari anche ciarlare e creare conversazioni!

“Aven non è che c’è un filino di polemica nell’ultimo paragrafo?”

No, è notorio che io sia pieno di amici…

No?

Le avventure di Isda/42

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A qualcuno piace Isda

“Insomma, sono settimane che i pesci spada mi corteggiano e vogliono fecondare! Ma l’idea di avere ottocento mila figli mi sconforta! Ma è anche vero che se non mi concedo, mi renderanno la vita un inferno! Non ne posso più!”

Le lamentele di Isda arrivano come un stridio alle orecchie dell’Orata, che mescolando il cucchiaino dentro l’infuso alle cozze, sospira rassegnata.

“Fatti forza, Isda. Prendi questo infuso”

Seppur caldissimo, Isda lo beve in un batter d’occhio.

“Bene, adesso sei pronta per l’evento fondamentale” dice l’Orata, ma Isda, in preda alle convulsioni, non capisce di che sta parlando.

“Forza! Tutti qui per il corteggiamento! Benvenuti a tutti per la serata speciale Trova un fidanzato ad Isda!”

Segue uno strombettio dei pesci trombetta e nel frattempo, dopo che uno dei muri della casa è caduto, si presenta una platea di pesci di ogni tipo, tutti interessati a quel pesce spada che ancora si sta contorcendo rendendosi meno che mai appetibile sessualmente.

 “Isda! Mettiti in ghingheri che oggi troviamo il tuo fidanzato!” la incoraggia l’Orata, ma la sua interlocutrice è troppo impegnata a dire “Coff, coff, bleeergh” per poter reagire in un modo diverso.

“Isda, ti ho portato un mazzo di alghe verdi!” dice un Tonno, ma Isda ha ancora il fiatone.

“Isda, guarda questo balletto che ho inventato per te!” esclama il pesce palla, ma Isda pensa soprattutto alla sua lingua.

“Isda, Isda! Sai cosa dice una Cozza a un paguro? Io ti SGOMBRO! ahahahahaha!” esclama estasiata una cernia, ma uno Sgombro che sta passando di là di indigna e sbuffando “Umpf!” sgombra il campo.

“Io ti sgombro… Orata, sei seria a indire questo concorso?” chiede infine il pesce spada, riacquisendo tutte le sue facoltà, ma col palato ancora molto dolorante.

“Ma mi sembrava una buona idea! Pensa a quanti figlioletti puoi comandare, tutti dotati di spade laser!”

Isda lascia vagare la sua mente e immagina se stessa comandante di ottocentomila figli dotati di spada laser.

A ripensarci, essere madre non è una cattiva idea…

Le avventure di Isda/41

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Isda e il tempio maledetto

Isda si sente perseguitata.

Tanti, troppi pesci spada in preda agli ormoni dovuti alla stagione dell’amore le stanno dando la caccia.

Va bene, ha avuto la vacanza col pesce palla ed è stato piuttosto interessante indire un torneo clandestino di pallavolo, ma adesso, proprio alla fine della vacanza, è cominciata la stagione degli amori.

Per questo motivo, onde non farsi trovare, si apposta fra gli scogli cercando di non farsi vedere, ma con scarsi successo. Il fatto è che le stelle marine non riescono a farsi gli affari propri e annunciano, tramite i pesci trombetta, l’ubicazione degli esemplari femminili di pesci spada e quindi va sempre a finire che è costretta a sorbirsi tutti i tipi di corteggiamento stupidi che hanno in serbo gli uomini per lei.

 Oggi, ad esempio, Isda sente un sibilo, come di qualcuno che la stia chiamando.

“Isda! Isda! Cerca di venire!”

“Che vuoi, Ghiozzo?”

Il Ghiozzo sogghigna. “C’è qualcosa che devo mostrarti assolutamente” dice, sapendo che solo in questo modo attira l’attenzione della ragazza.

Passate due ore, non si era ancora arrivati.

“Ebbene, dove mi stai portando?” chiede Isda spazientita.

“Al Tempio Maledetto, che è anche la mia casa e quella della mia famiglia” risponde il Ghiozzo, che sicuramente non è un tipo scaramantico.

Dopo un’altra ora di nuoto, ecco finalmente il tempio circondato da colonne e il tetto spiovente.

“Vedo che ciascuna di queste colonne è segnata da un trattino… che significa?” chiede il pesce spada.

“Oh, sono tutti i pesci morti disintegrati per aver osato varcare la soglia” risponde il ghiozzo. “Ma poi mio padre ha scoperto che si trattava di una Sogliola Radioattiva e l’ha sconfitta a colpi di tosse. Aveva un catarro in quel periodo che non hai idea”

“Eh, il catarro è forte” commenta Isda, perplessa.

Arrivati nella stanza del Ghiozzo, che è decorata con un arazzo raffigurante una balena sputante fuoco, quest’ultimo tira fuori una scatola di legno molto impregnata di muschio. La apre e rivela una boccetta di profumo.

“Oh, molto utile sotto il mare usare un profumo” commenta Isda.

“Silenzio, ed usalo. È il profumo Anti-Maschi che ricorda loro di stare lontano! Funziona sicuramente!”

Isda se lo prova e ringraziando il pesce esce fuori.

Neanche il tempo di uscire che una miriade di maschi pesce spada e anche qualche merluzzo le si fionda addosso, spingendo Isda a giurare vendetta.

Le avventure di Isda/40

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Quando Isda è in vacanza

“Isda, ci serve il tuo aiuto qui!”

“Isda, perché non rispondi alle lettere al posto mio?”

 Isda qui, Isda là, Isda si rende conto che non ne può più.

“Basta! Ho bisogno di una vacanza!” esclama infuriata, così va a consultare l’agenzia di viaggi del signor Tonno, il quale ha le mani in pasta ovunque. Ed è strano essendo sott’acqua. Poi beh, c’è da dire che il Tonno con le mani in pasta va sempre alla ricerca del cappero.

“Benvenuta Isda, sapevo che saresti venuta” dice il Tonno. “Oggi ho delle offerte davvero interessanti!”

Il pesce spada osserva bene e in effetti ci sono grotte molto interessanti e a poco prezzo, e per chi avrebbe voluto spendere un sacco di soldi ci sono anche diversi relitti anche antichi pronti per essere abitati.

 “Okay, prendo questo relitto” dice Isda, indicando una nave una nave affondata da poco e quindi ancora fresca e disabitata.

“I relitti recenti sono i più costosi… saggia scelta” afferma il Tonno, il quale conta le conchiglie con cui il pesce spada ha pagato e sogna anche lui una bella vacanza priva di grissini.

Al che, Isda va a vedere il luogo in questione e si rende conto che effettivamente è un posto isolato, privo di gente fastidiosa e soprattutto senza i pesci trombetta chiassosi.

“Aaaah, ora sì che ci siamo!” esclama tutta contenta entrando da un oblò. Le camere sono anche spaziose, piene di arredamenti e anche alcune alghe pronte per essere lanciate al primo bussare inopportuno.

Tuttavia, uno strano rumore, come di doccia, pervade l’aria. Qualcuno sta usando il bagno… il suo bagno, che ha pagato a caro prezzo.

“CHI SEI? VIENI FUORI, PALLONE GONFIATO!” esclama Isda furiosa, facendo staccare un bel po’ di alghe muschiose dalle pareti.

Il detto pallone gonfiato si gonfia, appunto, e parla con voce soffocata: “Perché hai detto la parola con la G?”

Isda risponde: “Quale, gonfiare?”

Il pesce palla si gonfia ulteriormente e Isda capisce che sarebbe stata una lunga vacanza.

Le avventure di Isda/39

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Isda contro Isda

“Che noia… il mare è sempre blu, sempre salato, e sempre pieno di pesci ignoranti”

Questi i pensieri di Isda quel giorno, mentre sospira disprezzando ogni forma di vita subacquea a parte i pesci spada.

 A un certo punto, però, un altro pesce spada le compare davanti. Ha una spada laser al posto del naso!

“Ehi ma…” comincia Isda, e l’altra ridacchia.

“Sorpresa, eh? Ebbene sì, al mondo esistono sette sosia, e questo vale anche per i pesci., Piacere… Isda”

Non è possibile. Si chiama anche lei Isda!

“E allora odierai anche tu i delfini” aggiunge Isda Uno.

“Li odio perfettamente” concorda Isda Due, anche se è argomento di discussione la possibilità di usare perfettamente in questo modo.

“Che ne dici se andiamo a  spaventare le meduse?”

“Okay, dai”

Isda Uno ha la sensazione che la Due sia troppo accondiscendente, perché lei stessa non le va mai bene nulla e trovare invece una sua simile che ha voglia di fare le dà fastidio.

“Ah, comunque siamo sorelle” dice Isda Due.

“COSA? Ma che stai dicendo?”

“Be’, non si può mica pretendere di conoscere tutta la famiglia, no? Caspita, siamo una covata di almeno un centinaio di migliaia di uova! Io, però, mi sono messa in testa di conoscervi tutti!”

“Wow” commenta Isda, alla quale non le può fregare di meno. A lei interessa solo spaventare le meduse in quel momento, e sta di fatto che ne incontrano un banco poco più in là.

“Yu-huuu, siamo meduse! venite a vedere l’interno della nostra nuvola gommosa e gelatinosa!”

Isda sa bene che è una trappola. “Ehi! Meduse!” esclama, accendendo la sua spada laser. “Chi è più luminoso fra voi e il mio naso?”

Detto quello si avventa sui di loro e le sparpaglia agitando il anso a destra e a sinistra, sotto lo sguardo stupefatto e divertito di Isda Due.

“Niente male” commenta lei. “Ma vuoi vedere qualcosa di innovativo?”

Isda Due apre la bocca e spara un sacco di vongole, forse quelle che ha mangiato per il Natale.

“Wow” commenta Isda. “Ma non ne vedo l’utilità”

Isda Due si sente presa in castagna.

Le avventure di Isda/38

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Isda e le tartarughe

Isda sta spiegando per bene a un altro pesce spada la sua opinione sulle coste.

” … ed è per questo che ritengo che si debba stare lontani da queste, perché più ci si avvicina, più c’è il pericolo di venire pescati”

“Ma cosa stai dicendo” risponde l’altro, scettico. Stranamente, non sono fratelli. “Le coste sono belle, e poi ci sono le tartarughe”

“Non dire stupidaggini, le tartarughe non esistono”

Isda ha un motivo ben preciso di dire che le tartarughe non esistono, ma non lo rivelerò.

 “Sì che esistono, scema!” esclama quindi il pesce spada. “Mio Poseidone, e dire che sei molto ambita fra molti dei miei simili!”

Detto quello, esorta Isda a seguirlo: “Seguimi” e insieme partono verso la costa, per inciso una dove è piena di tartarughe.

Sono creature strane: hanno un guscio, quattro zampette e una testa piuttosto piccola, e occhi giganteschi, i quali potrebbero far spuntare dei laser anche senza motivo.

“E così voi siete tartarughe” dice Isda, rivolgendosi a un esemplare, che sta passeggiando all’estremità di un pontile umano.

“Sì, credo” risponde quella. “Però io dico di essere una testuggine, più che una tartaruga”

“E che differenza ci sarebbe?” chiede Isda.

“E cosa ne so io?” risponde quella. “è solo che voglio essere fuori dal coro e quindi mi definisco testuggine”

“Ah, molto maturo da parte tua” dice Isda, anche se non è troppo convinta di essere nel contesto giusto per dirlo. “In ogni caso, guarda qui”

Isda accende il suo naso, che diventa una spada laser.

“Oh, molto… spettacolare?” dice la testuggine. Poi, senza aggiungere altro, si chiude dentro il suo guscio, irritando non poco Isda.

“Maledetto! Non pensavo aveste questo potere! Ma niente resiste all’implacabilità di ciò che ho in mano, o meglio sul naso!”

Tuttavia, per quanto la spada laser possa sbattere sul guscio, quest’ultimo non si distrugge nemmeno per sbaglio.

E Isda continua, e continua, e la tartaruga/testuggine rimane ferma e al sicuro nel suo guscio, mentre seduta sulla poltrona beve un tè caldo e legge il giornale del giorno.

E Isda all’esterno continua a provare a scalfire il guscio.

Le avventure di Isda/37

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Isda e il re delle triglie

Quel giorno Isda sente suonare le trombe dei pesci trombetta e i tamburi e, spinta dalla sua naturale curiosità, va a vedere di che si tratta.

“Fate largo! fate largo al nostro Re!”

Isda ne deduce che sta arrivando un Re in quelle lande. In effetti il pesce Re di triglia arriva bardato di un drappo porpora, un po’ scolorito a causa del mare.

“Ebbene” annuncia infine il Re, sedendosi su un trono intagliato sulla roccia. Isda sente qualcosa di familiare: aveva fatto lei stessa quel trono per sedersi quella volta che non le andava di nuotare. Maledetti abusivi!

“Siamo qui riuniti per dichiarare guerra…” annuncia il re di triglia. Isda si incuriosisce: rissa in arrivo fra quelle acque torbide?

“… alla poco democratica razza dei Merluzzi Imperatore. Come osano usurparmi?”

Segue un boato di approvazione e applausi, persino le cozze battono le loro valve per farsi sentire, anche se in realtà sarebbero poco utili in battaglia, visto che non sempre si schiudono.

“E come pensi di combatterli? I Merluzzi Imperatore hanno decine di razze dalla loro parte, ad esempio i ciccioni pesci palla” si intromette Isda, pensando di intervenire perché dopotutto la sedia è la sua.

“Isda!” esclama il re delle triglie, riconoscendo il pesce spada più famoso della zona. “Ci piacerebbe moltissimo se ci aiutassi nella nostra battaglia. Più che altro ci necessita la tua spada laser!”

“Eh, lo avevo capito” dice Isda. “Allora? Andiamo a fare il sedere rosso ai Merluzzi?”

Segue un boato convinto e tutti assieme vanno.

“Dove stiamo andando?” chiede Isda al re delle Triglie.

“Ma dal Merluzzo Imperatore, no?” risponde quegli, leggermente agitato.

“Sì okay, ma dove si trova?” insiste Isda, la quale pensa all’immensità del Mar Mediterraneo, che per inciso parte dallo Stretto di Gibilterra e si snoda verso oriente fino alle coste del Libano e dell’Israele

“Dove si trova? Tu chiedi dove si trova? Pensavo che lo sapessi, no?”

Isda scuote la testa e tutta la truppa si ferma. Dove bisogna andare per recapitare il Merluzzo Imperatore?

Le avventure di Isda/36

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Isda scrive e legge

Isda non è mai stata una che ha paura. Nuotando nell’infinito mare, sfida chiunque a duello e molte volte vince lei, altre volte viene presa a pernacchie e altre volte ancora viene brutalmente sconfitta e conficcata in un oblò di un relitto, com’era successo una volta.

D’altra parte, nel mondo subacqueo di oggi è importantissimo tenere gli occhi bene aperti, e infatti quel giorno Isda vede, con la spada laser accesa, una scritta su un cartello. Tuttavia, non è tradotta nella lingua dei pesci, ma in quella umana, che Isda non capisce.

“Dannazione” commenta, sforzandosi di non ridere della lettera G, che è la più strana di tutte, “e voi volete dirmi che questi segni sono parole?”

“Certo che sì!” esclama entusiasta il Tonno. “e da oggi parte il corso di scrittura e lettura per pesci, che ho organizzato io stesso! Perché SO leggere e scrivere, voi no!”

“Appena scopro che non è vero ti uccido” sussurra Isda. Poi ad alta voce dice “Bene, dove posso frequentare?”

“Ma qui, ma qui. Sono corsi individuali che possono essere sostenuti sul momento. Prendi ad esempio questo scoglio”

“EHI” urla una stella marina, dato che il tonno l’ha cacciata malamente per farsi spazio.

“Scusa stella marina, dobbiamo imparare e visto che non hai le mani al massimo puoi fungere da cancellino” dice il Tonno.

“Vaffanculo!” esclama disgustato la stella marina, e avrebbe voluto fare un gestaccio col medio, ma non può. Le tocca solo andarsene con tutta la dignità possibile per una stella marina.

Rimasti soli con solo alcune bivalve ad ascoltare, il Tonno dice a Isda “Adesso calma e focalizzati sullo scoglio. Scrivi piano piano, seguendo le mie istruzioni, in fondo si tratta solo di tracciare qualche linea e vedrai che saprai fare anche la G! Okay?”

Isda annuisce e tutta sudata prova a fare esattamente come dice il suo maestro. Infine viene fuori una scritta dai caratteri troppo larghi e piena di dislivelli, ma grammaticalmente corretta.

“Okay” dice il Tonno, soddisfatto dopo sedici ore di fatica, con in aggiunta anche il modo di leggere. “vediamo adesso come te la cavi a interpretare le lettere”

Isda si concentra e scandisce bene le sillabe: “Uhm… una S… Sc… Sce… sc si legge “sh”, vero? Scem… scemo… ch… “chi” si legge chi, questo lo ricordo… scemo chi… leg… ahahah, e dai, queste g… SCEMO CHI LEGGE! CE L’HO FATTA! HO SCRITTO SCEMO CHI LEGGE! SCEMO… chi…”

Isda si rende conto del senso di ciò che ha scritto e si adira non poco. “Tonnoi? Che cosa mi hai fatto scrivere?”

Ma Ii tonno è già andato via.

Le avventure di Isda/35

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Isda canta

Isda non è una gran chiacchierona, di solito preferisce la fisicità e lo scontro a un dialogo diplomatico. Tuttavia, capitano certe giornate in cui è particolarmente allegra e allora le viene voglia di cantare.

Lasciatemi cantare, con la spada laser in mano… lasciatemi cantare, sono un pesce spada” così canticchia quest’oggi, in mezzo a tanti altri pesci.

“Isda! Ma hai una voce bellissima!” esclama estasiata una Murena.

“Isda! Ma hai incantato persino le barche!” aggiunge un Nasello.

“Adesso ti sarà ancora più difficile respingere gli ammiratori” commenta un po’ cattivello il Pesce Porco, che pensa solo a quello. “Quindi verranno verso di te e… e io non voglio essere responsabile di quello che succederà”

“Sì va bene, d’accordo” taglia corto Isda “ma nessuno che mi dice dove posso frequentare un corso di canto qui, nei fondali marini”

“Qualcuno ha detto TONNO?”

Il Tonno spunta dal nulla, pieno di entusiasmo e un sacco di volantini.

“C’è un corso tenuto dal pomodoro di mare, un trimestrale sostenuto dal Riccio femmina, poi un altro con i grandi maestri Cernia e Donzella, e poi…”

Isda capisce che forse dovrebbe tenere lezioni da autodidatta e se ne va per la sua strada. Il Tonno è veramente insopportabile.

“Pssst! Isda!”

La voce squillante del Pesce Trombetta attira l’attenzione del pesce spada.

“Sì, dimmi” chiede cortesemente. Fino a quel momento, i Pesci Trombetta non l’hanno mai disturbata e non c’è motivo di attaccarli.

“Ti va di fare un duetto io e te? Io suono una sinfonia jazz e tu mi accompagni con la voce. Ci stai?”

Isda si ringalluzzisce e in quattro e quattr’otto mettono su un duetto niente male, che riesce anche ad attirare un banco di sardine, con somma gioia di Isda, che così le può spaventare con la spada laser, ed eventualmente mangiarle, per poi offrirle al nuovo amico con cui ha passato un bel pomeriggio a cantare.