Le avventure di Isda/50

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Ai tempi che Isda tirava di spada

Tutti sappiamo che Isda ha una spada laser sul naso, dove tutti gli altri suoi simili hanno una spada normale.

Ma non è stato sempre così, infatti durante tutta l’infanzia Isda era considerata una ragazza normale con sogni normali ed era persino educata.

“Ehi, ti va di imparare la scherma?” aveva chiesto una delle sue sorelle.

“Eh certo, perché no?” aveva risposto lei. Proprio un’altra persona, vero?

Così andarono insieme dal maestro tiratore di scherma, che sarebbe nientemeno che uno Sgombro dotato di spada, caduta in mare chissà da quanto tempo.

“Allora, la prima cosa da sapere sulla scherma è la posizione di guardia, che si esprime sempre prima della lotta vera e propria” esordì lo Sgombro, senza nemmeno un saluto iniziale.

Isda e la sorella cercarono di copiare il saluto prodotto dallo Sgombro. Lui lo stava eseguendo correttamente, le altre due invece erano un po’ storte perché costrette  a sollevare il naso.

 “Ehm… si può migliorare” asserì il pesce. “Adesso provate a fare una parata”

“Come si fa una parata?” chiese Isda.

“Parata si verifica quando un avversario attacca e tu rispondi chiudendoti in difesa” rispose lo Sgombro.

La sorella di Isda provò ad attaccare, ma quest’ultima subì l’attacco non parando nulla, ferendosi anche.

Lo Sgombro sospirò. “Beh, c’è molta tecnica di base” disse. “Ma deve venire fuori. Una parata è fondamentale per evitare di ferirsi com’è successo adesso”

“Sì beh, però è troppo difficile!” esclamò Isda. Improvvisamente la sorella provò ad attaccarla di nuovo, senza preavviso, e d’istinto lei parò egregiamente.

Subito dopo la parata, tuttavia, il naso di Isda si accese.

“Adesso sono una stramaledettissima Jedi!” esclamò Isda, fregandosene del fatto che prima c’è tutto il percorso da Padawan da fare.

Lo Sgombro si mise una pinna sugli occhi, rassegnato che come maestro di spada non poteva scegliere due allieve peggiori.

E da allora Isda cambiò completamente personalità, andando a bullizzare le sardine e spaventare le meduse.

Stelle cadenti?

“Esprimi un desidero, Lorenzo”

Eh già, oggi è il mio onomastico. Che desiderio posso esprimere?

“Le stelle esprimono mai desideri?” chiedo, in tono vago. “magari quest’anno una delle stelle cadenti non voleva cadere e invece per guadagnare la pagnotta cade lo stesso”

“Giusto” ribatte l’amica con cui sto guardando le stelle. “Ma le stelle sono cadenti oppure sono semplicemente di passaggio sulla Terra e trovando un pianeta si disintegrano”

“Conviene farcelo dire da una stella”

Così attendiamo che una di queste arrivi fino a noi. Accade che si presenta Ziarisa, la stella dalle copiose risa.

“Ehi, sono qui per rispondere a tutte le domande!” si presenta. Poi ride in maniera oltremodo sguaiata.

“Senti stella, qual è il tuo desiderio più grande? Diventare una supernova, immagino”

“No, è vincere alla lotteria!” esclama Ziarisa. “Ho modeste ambizioni, sapete, con miliardi di anni davanti, posso fare come voglio almeno per i primi duecento secoli”

Dopo aver detto questo, si mette a ridere sguaiata come una pazza.

“Uh, beh, in questo caso potresti avere ragione” dico io. Che strano che per il mio onomastico mi metta a parlare con una donatrice di desideri come una stella!

Ziarisa non ha però ancora finito di parlare. “Questo è il mio sogno. Poi il sogno di tutte è quello di non finire come tutte le altre proprio sulla Terra, ogni schifoso dieci agosto. Che rottura! proprio lì si deve mettere? E noi le ferie come le facciamo?”

Io e la mia amica ci guardiamo. “Allora è per questo che ogni anno cadete su di noi! Voi state solo…”

“… spostando per un villaggio vacanze in un’altra galassia, esatto” conclude per lei la stella. “Ma non tutte ci arrivano” aggiunge, per prodursi in un’altra risata esagerata.

La mia amica sorride e, dopo aver preso la stella, la rilancia nel cielo come se fosse un frisbee. Peccato che sbaglia mira e la manda dentro un buco nero.

“Sei cieca” osservo.

“Già” risponde lei.

 

Perdere l’attimo.

C’era una volta Snapurzio.

Snapurzio era capace di camminare sulle nubi. Attenzione, però: non sapeva camminare “anche” sulle nubi, ma solo su quelle, e se volesse provare a camminare ad esempio su una strada rimarrebbe incollato sull’asfalto e poi non sarebbe carino per gli spazzini raccogliere i suoi pezzi tutti appiccicati a terra. In ogni caso quest’uomo faceva sempre passeggiate e continuava a dire “Ehi, ma il cielo è sempre blu sopra le nuvole… che noia” e con le mani fatte di nuvole in tasca, osservava il paesaggio sempre uguale.

Almeno fino a quel giorno.

Infatti improvvisamente venne a lui l’Uomo Cumulonembo, che tutto spaventato, cercava le attenzioni dell’uomo.-

“Snapurzio!” Snapurzio! Hanno rapito la principessa dei fulmini! Fa’ qualcosa!”

Nel dirlo, talmente era spaventato che perdeva pezzetti di nuvole che poi si confondevano col pavimento, anch’esso di nuvole, e forse diventava neve.

Snapurzio disse sicuro: “Va bene, farò qualcosa!” e così alzò le braccia e divaricò le gambe e fece un po’ di stretching.

“Ma cosa fai?” chiese il Cumulonembo. “Fai qualcosa… per la principessa! Non fare qualcosa in generale! E poi così fai tuoneggiare”

In effetti a forza di saltelli le nuvole stavano diventando grigie.

L’Uomo Camminante allora si ricordò di dover salvare la principessa dei fulmini. Ma come fare? Per prima cosa, decise di chiedere al sole.

“Scusa Sole, tu hai visto chi l’ha rapita?” senza specificare chi o cosa.

Il Sole rispose “No. Forse è un avvenimento avvenuto di sera”

Così Snapurzio andò saltellando da una nuvola all’altra verso la Luna. Lui odiava il cielo terso, perché lo costringeva a fare questi salti oblunghi.

“Luna, hai per caso visto colei che lancia i fulmini?”

La Luna rispose con la sua solita faccia ad O stuipita e rispose “Certo, è stata rapito dall’alieno del lampo. Attento che è cattivissimo e soprattutto fatto di neon”

L’uomo così si mise a correre verso l’astronave a forma di lampione e urlò: “ALIENO! Lascia andare la principessa o incorrerai nel mio… disappunto”

In effetti non poteva incorrere in nient’altro. Che razza di poteri aveva Snapurzio?

L’alieno rispose: “NO! Anzi, sì! Anzi! No”

Il fatto era che quel malvagio parlava a lampi e cambiava idea ogni secondo, così andò avanti per ore, finché Snapurzio entrò nel castello in aria dove l’alieno teneva la principessa, la salvò, scese le scale perché nel frattempo l’ascensore risultava guasto, e l’alieno ancora ripeteva “No! Sì! No! Sì! No!”

Al che la principessa disse: “Grazie per avermi salvata, da ora in poi non farò cadere due volte un fulmine nello stesso punto”

Snapurzio obiettò “Ma guarda che già succede… non potresti…”

Ma ormai la donna era sparita. Non era riuscito a cogliere l’attimo fuggente per sposarla? Chissà!

 

Test:sei un VIP?

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Dì la verità: anche tu vuoi questo autografo! E se ti dicessi che dopo questo testo sarai un VIP tanto quanto me?

  1. Hai un paparazzi radar e stai attentissimo alla qualità delle persone che frequenti, per timore di ritorsioni

A. Vero

B. Falso

C. Sono un paparazzo

2. Il tuo giornalino preferito è quello di gossip

A. No ma conosco tutto degli attori delle mie serie tv preferite

B. No, seguo solo i tg tanto è la stessa cosa

C. SI ODDIO GUARDO VERISSIMO OGNI GIORNO

3. Hai nella tua vita fatto almeno un casting

A. Sono stato giudice per la sagra della polpetta

B. Mi hanno scartato *cries*

C. Faccio la comparsa nei tal show, 300 euro per applaudire e basta

4. Dopo mesi di attenzione, ti hanno colto in fallo. secondo te, per cosa i paparazzi ti scoverebbero?

A. A specchiarmi di fronte una macchina

B. A fare le registrazioni su Whatsapp davanti una banca ed essere sospettato di rapina

C. In atteggiamenti intimi con alcuni manichini

5. Hai un chihuaua!

A. Sì, e gli metto sempre i maglioncini carini ❤ ❤

B. Diciamo che ho un dobermann assetato di sangue

C. MA CHI QUEI SCHIFOSISSIMI TOPI CHE ABBAIANO COME SATANA?

6. Dì la verità: sei un po’ snob… eh?

A. Eh…

B. Mi fanno schifo le persone, che siano negri, ebrei, italiani o messicani

C.  Ma no, soprattutto i bambini sono dolci

7. A proposito di bambini: diciamo che un bambino ti ferma per un autografo con annesso selfie. Che fai?

A. Gli risponderei che ha sbagliato persona perché non sono un vip

B. ODDIO ANCHE LA DEDICA TI FACCIO ❤ ❤

C. Non rispondo, e piuttosto mi coloro di rosso la faccia

8. Roma o Milano?

A. Castelvetrano

B. Via Montenapoleone ❤

C. Gubbio, i cui abitanti sono 0 dopo il passaggio di don Matteo

9. Ti invitano alle feste?

A. No, hanno tutti la sessione d’esami

B. ODDIO SI SONO IL RE DELLA FESTA

C. No, casomai escono gli altri e io vedo il giorno dopo le foto

10. Hai già pensato a una villa al mare?

A. Una? Minimo tre!

B. Ho comprato un atollo in Polinesia, ti pare sufficiente?

C. E comprare una casa in campagna?

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

Sei un vip. Non ti basta altro: hai già tutto, ti manca solo il Golden Globe, l’Oscar, la stella Michelin, il Vanity Fair, la copertina su TIME… ma sei sicuro di essere un vip?

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Okay, tu sei un VIP. Hai tutto quello che manca all’opzione A, e in più hai anche un chihuaua nella borsetta. Figo, no? Puoi chiamare Paris Hilton ed essere sua amica!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Non sei un VIP, decisamente. Per te, una maratona di Star Wars solitaria vale molto più di qualsiasi contatto sociale. Non lamentarti però se alla tua morte per diabete non viene nessuno al tuo funerale… non ti si conosce!

 

Storia random.

C’era una volta un fiume.

Questo fiume era protagonista di qualcosa che avrebbe sconvolto tutti per i mesi a venire.

Un furgone, infatti, era appena passato, e trasportava materassi. O almeno sembravano materassi, in realtà erano cuscini gonfiabili di gomma e dentro erano nascosti alcuni segreti segretissimi destinati all’Uomo Hamburger.

Questi abitava in una casa a forma di panino, con delle lattughe a crescere sui davanzali delle finestra e pomodori coltivati in giardino.

“Forza… quando arrivano?” si chiese l’Uomo Hamburger, cominciando a fumare e ad emanare un forte odore di carne alla griglia. Peraltro, l’Uomo Hamburger aveva messo persino il profumo di rosmarino quel giorno.

“Quando meno te lo aspetti” si azzardò a dire una delle lattughe. “Quindi sta’ calmo, prima o poi arriveranno tutti”

E infine, come se fosse profetica, il furgone parcheggiò davanti l’Uomo Hamburger.

“Salve, ho dei materassi che sembrano cuscini gonfiabili da consegnare. Una firma qui e qui”

L’Uomo Hamburger firmò e finalmente si lanciò sui cuscini, i quali scoppiarono tutti, uno dopo l’altro.

“Ma scusa” intervenne allora la lattuga polemica “Ma allora perché ti sei sbattuto tanto per avere i cuscini, se devi scoppiarli in questo mod… eh?”

Non aveva ancora finito di porre la domanda che dai cuscini venne fuori uno strano mostro, dalla pelle gommosa e quattro occhi.

“Benvenuto, Bjorzof, signore dei Panini Volanti ” disse l’Uomo Hamburger. “Vai e vendica tutti noi hamburger dalla tirannia della carne bianca!”

In effetti, da quanto era salita al potere la temibile Regina Bianca, gli Uomini Hamburger erano confinati tutti in villette squadrate con orticello e lattughe alla finestra, e nient’altro. Invece i petti di tacchino, di pollo e quant’altro giravano con le auto lussuose.

Bjorzof, che ancora non si era capito di che forma fosse fatto, volò al cospetto della Regina Bianca, la quale stava ridendo della carne rossa.

“Siete così rossi, e buffi! Ricordate che però noi bianchi siamo più facili da digerire!”

“Questo lo pensi tu, Regina Bianca!”

Una voce riempì il vuoto della sala del trono, il cui trono era fatto di ossa di pollo allo spiedo.

“Oh no, Bjorzof!” esclamò la regina, coprendosi col suo mantello di pelle di pollo.

Bjorzof sputò un sacco di fiamme perché la carne rossa piccante era buonissima e la Regina Bianca venne sconfitta.

è una storia banalissima e senza senso, Aven

Perché invece le altre sono da Oscar, vero?

L’Uomo Broccolo e la U.

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L’Uomo broccolo non era un super eroe carnivoro, anzi la sua dieta era proprio vegana.

Per questo la sua idea era quella di vivere sempre in salute mangiando solo broccoli e nel momento in cui incontrò la U fui costretto a partire per la tangente!

“Sei grassa! devi dimagrire!” ordinò l’Uomo broccolo alla U.

Quest’ultima stava facendosi i fatti propri quando sentì questo insulto.

“Come osi? Non sai che sono la U e sono tondeggiante proprio per questo? Anche come suono, vedi? U

“Fatto sta che sei grassa! devi dimagrire!”

E così, suo malgrado, la U cominciò una dieta ferrea a base di broccoli e un vago accenno di frutta, ma solo se esotica.

“Mangerò anche il famoso frutto della passione?” chiese speranzosa la U.

“No, fa ingrassare” ribatté l’Uomo Broccolo.

La prima, seconda, la quattordicesima settimana… la U si tenne a stecchetto, e non solo, fa anche un ossessivo esercizio fisico, e tutte le altre lettere la prendono in giro.

“Ma che cavolo fai?” chiese la S.

“Mi tengo in forma” rispose la U, tenuta bene a vista dall’Uomo Broccolo.

Alla fine, dopo sei mesi di esercizi, la U si sentì parecchio dimagrita.

“Ehi! Mi sento benissimo!”

Si guardò allo specchio.

“Ehi! ma sono diventata una I!”

L’Uomo broccolo però era partito per un’altra avventura.

“E adesso? Va beh, non è che ci siano molte parole con la U”

///

“Pierino, recita uno scioglilingua con quante più U possibili”

“Frigali iccellini bli
frillan si e gii sill’iva
ipupe griccioni e gri
irlano sotto i tioni
bittano iova e gisci
a Istica sigl’isci.
in iomo già ibriaco
ilila con i lipi.
imidi muri bii
risicchiano la lina.”

“PIERINO! Hai cannato proprio la vocale richiesta!”

“Ma maestra… è come se la … fosse dimagrita!”

///

La U sentì questo incidente e si sentì non poco in colpa, ma l’Uomo broccolo si era proprio reso irreperibile.

Come finirà questa storia?

a) la U trova l’Uomo Broccolo e lo cuoce dentro un pentolone per farci la minestra

b) L’Uomo Broccolo trova la U e la fa rinsecchire ancora fino a farla diventare un’asta

c) Arriva la S e sinuosa diventa una vocale

Le avventure di Isda/48

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Gli squali preferiscono Isda

Come al solito gli Squali non riescono a farsi i fatti propri e, fra un pasto umano e un altro, si ritrovano a fare il punto della situazione.

“Allora, siamo qui per parlare dei pesci spada. Avete visto? hanno una spada sul naso!”

“Sono milioni di anni che hanno una spada sul naso e te ne accorgi ora? No, ma complimenti” dice un altro squalo. “Quello che voglio far notare alle signorie vostre è che c’è un pesce spada… LASER! Ed è anche un bel pezzo di femmina, come può esserlo solo una femmina della sua specie. Che dite, ho qualche speranza con lei?”

Lo squalo innamorato chiede lumi ai suoi compari, ma quelli non sanno come rispondere.

“Non so, voglio chiederti questo: fra una sana cena a base di uomini crudi, e un appuntamento con Isda con cena a base di uomini crudi, tu cosa sceglieresti?”

“Sceglierei fare ottocentomila uova con Isd… ops” lo squalo bianco sbianca. “Ho proprio detto fare figli? Oh no, sono innamorato davvero di Isda!”

Nemmeno a dirlo, ecco che arriva proprio lei, circondata dal suo manipolo di amiche.

“Avete sentito? Pare che gli squali uccidano la gente e si vantino per questo… quanto sono stupidi, ahahaha!”

“Oooh… Isda ci ha detto stupidi…” commenta lo squalo innamorato.

“Appunto! Dobbiamo attaccarla!” esclamano gli altri, che vanno in cerca di qualcuno da uccidere, perché a loro brucia l’insulto.

“No, ma che fate?”

Lo squalo corre verso di loro, ma viene fermato da una balena di passaggio.

Una volta passata quella carovana, non vede più nessuno.

“Ehm… dove siete?” chiede atterrito lo squalo, sia ai suoi amici che alla bellissima Isda.

“Ma come, non hai visto che è successo?” chiede la stella marina. “Isda ha detto che avrebbe ritirato l’insulto se e solo se tu riesci a conquistarla!”

“Ah! facile, allora”

“Sì, ma utilizzando parole che non abbiano le vocali, però!” ridacchia la stella marina.

E adesso?

Posta del Cuore/12

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E ancora una volta, andiamo avanti con la posta del cuore! Ogni giorno ricevo quintali di messaggi e piano piano sto selezionando le migliori, che ripropongo a voi, che siete curiosi come un caimano durante la stagione degli amori!

“Mio caro Aven. Caro il mio Aven. Aven, caro mio. Mi sono innamorato di una tipa! Questa qui mi chiede sempre lumi su come scrive, mi chiede di correggere, di commentare con lei, e parliamo praticamente solo di questo! Come posso fare per chiederle di uscire?”

se parlate solo di quell’argomento, ti vede solo come un correttore di bozze. Al prossimo picche, caro!

“Ciao Aven, sono un Bazooka. Anzi, un Bazooka innamorato! L’altra volta ho visto un faro lampeggiare e oddio, vorrei tanto colpirlo con la mia forza esplosiva! Qualche consiglio?

Be’, direi di colpirlo con la tua forza esplosiva! Però poi non lamentarti se non ci saranno più fari lampeggiare…

“Sono un Diamante, il migliore amico delle donne. Ogni tanto mi schizzano con l’acqua, le altre pietre invidiose di me. Io però sono innamorato dell’asciutto! Che posso fare?”

Eh, gli amori osteggiati sono quelli che ci fanno sognare di più. Ma tu non demordere, che prima o poi verrà il momento in cui sarai completamente asciutto!

“Noi consonanti siamo vittime delle vocali. Tuttavia una di noi, per inciso la R, si è innamorata della U, e adesso fanno Ru Ru aq tutte le ore! Come possiamo fare per separarle?”

E perché dovreste separarle? Ru Ru è un ottimo rumore!

“Non riesco a decifrare questa diagonale”

E cosa c’entra con l’amore?

“Mi sono innamorato di questa sensazione di perplessità”

Contento te.

“Sono un Governo. Ho delle Terrazze, fuori. Ma quanto sono belle? Posso fregarmene del popolo, sono disposto a questo, per poterci parlare un giorno, e chiedere loro semplicemente com’è il mondo fuori!”

Ma… dovresti essere il primo a saperlo!

Comunque, anche per oggi è finita. See ya!

Le avventure di Isda/47

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Inutile piangere sull’Isda versata

Le meduse ancora una volta escono sconfitte dal solito duello con Isda, e adesso raccolgono morte e ferite.

“Isda ci maltratta, non è una vera sportiva!” dice una medusa, la quale ha perso il potere elettrico.

“Lo so, lo so…” li cura il Capo Medusa.

“Bisogna fare qualcosa, darle una lezione!” esclama furibonda un’altra medusa. “Qualcuno ha un’idea?”

“Possiamo creare uno zeppelin di meduse e poi creare il più grande fulmine che il mondo subacqueo si sia mai visto!”

“GENIALE!” esclama entusiasta un pesce di passaggio, anche se non si è riuscito ad identificarlo.

“Le parole dei pesci sconosciuti valgono più di qualsiasi cosa, perciò faremo questo e attaccheremo con queste fattezze!”

Il tempo di organizzarsi, di prendere lezioni dalle sardine, che sono campionesse di coordinazione e simmetria, e lo zeppelin più gelatinoso del mondo prende forma, pronto a colpire con un fulmine.

///

Isda sta giocando a scherma con le amiche e qualche sorella quando una grossa ombra copre il fondale.

“C’è brutto tempo fuori” commenta lei, mentre tenta un affondo.

“NO! È UNO ZEPPELIN!”

Isda guarda in alto ed effettivamente uno zeppelin gelatinoso arriva verso di lei.

“Ma cosa… AAAAH!”

Un grosso fulmine colpisce Isda in pieno, facendola diventare alla griglia.

///

“D… dove sono?” sussurra Isda, in preda alla confusione.

“Bentornata fra noi, Isda” saluta un pesce spada. “Isda, io sono tua madre”

“COSA? Ma è impossibile! Come fai a riconoscerci? Siamo migliaia!”

“Silenzio Isda, e adesso bevi questa pozione”

Isda la guarda e in effetti c’è una tazza molto ammuffita davanti a lei, bella calda.

Isda la beve tutta d’un fiato e improvvisamente, sviene di nuovo.

///

“C… cos’è successo?”

“Hai bevuto la Comesichiama troppo in fretta e hai cominciato a fumare come un vulcano”

“Oh… ma come si chiama la Comesichiama?”

La madre di Isda però se ne va e si rifiuta di rispondere. Che cosa ha bevuto la povera ragazza?

Posta del Cuore/11

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Benvenuti a una nuova puntata della Posta del Cuore, la posta più cuorosa che ci sia!

“C’è tipo questa ragazza, la mia compagna di banco, che non vuole mettersi con nessun compagno di classe né di scuola e cerca l’amore fuori. Come posso convincerla che sbaglia e che l’amore è molto più vicino di quanto lei creda?”

Semplice: non la convinci.

“Mio caro Aven, non so più a chi rivolgermi! Sono andato al Polo Sud per studiare da vicino la neve e il ghiaccio, e ho portato con me la penna per scrivere! Il problema è che adesso la penna non vuole più andare via! Mi cade sempre in mezzo ai ghiacci e si sbaciucchia col Polo Sud stesso! Che faccio? CHE FACCIO?”

Non sei per caso tu stesso che ti sei innamorato del Polo Sud e fai cadere la penna per incolparla?

“Ad ogni modo penso che se io infilassi una siringa dentro un versetto di un libro questi si doperebbe”

E cosa c’entra con l’amore?

“Diventa appunto un versetto d’amore, anche se prima si parlava di Gorbug il cannone Distruttore”

Uhm… okay. Andiamo avanti!

“Aven… non mi riconosci? Sono la tua bionda preferita”

Chi? Claire di Lost?

“Uhuhuhu… ma no, sciocchino! Sono la BIRRA! Agitami, e ti farò passare dieci minuti in completa allegria!”

Ma sì, dai, my only love ❤

“AIUTO AVEN MI SONO INNAMORATA DI UN MOSTRO PELOSO E DEFORME!”

Che sia Chewbecca?

“Aven, non vorrei dirlo, ma mi sa che il mio telefono si è innamorato dello 0% di batteria. Com’è possibile, infatti, che dopo appena tre giorni si scarica?”

Beato te che ci arrivi, a tre giorni!

“Aven, sono il tuo pigiama. Una volta ho visto sul tuo tavolo una boccetta di antidoto. Non è che me la faresti conoscere?”

Certo che no, così poi mi conduci all’insonnia, visto che l’antidoto su un pigiama è un antidoto al sonno!

 

Bene, e questo è tutto 😀