Le avventure di Isda/41

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Isda e il tempio maledetto

Isda si sente perseguitata.

Tanti, troppi pesci spada in preda agli ormoni dovuti alla stagione dell’amore le stanno dando la caccia.

Va bene, ha avuto la vacanza col pesce palla ed è stato piuttosto interessante indire un torneo clandestino di pallavolo, ma adesso, proprio alla fine della vacanza, è cominciata la stagione degli amori.

Per questo motivo, onde non farsi trovare, si apposta fra gli scogli cercando di non farsi vedere, ma con scarsi successo. Il fatto è che le stelle marine non riescono a farsi gli affari propri e annunciano, tramite i pesci trombetta, l’ubicazione degli esemplari femminili di pesci spada e quindi va sempre a finire che è costretta a sorbirsi tutti i tipi di corteggiamento stupidi che hanno in serbo gli uomini per lei.

 Oggi, ad esempio, Isda sente un sibilo, come di qualcuno che la stia chiamando.

“Isda! Isda! Cerca di venire!”

“Che vuoi, Ghiozzo?”

Il Ghiozzo sogghigna. “C’è qualcosa che devo mostrarti assolutamente” dice, sapendo che solo in questo modo attira l’attenzione della ragazza.

Passate due ore, non si era ancora arrivati.

“Ebbene, dove mi stai portando?” chiede Isda spazientita.

“Al Tempio Maledetto, che è anche la mia casa e quella della mia famiglia” risponde il Ghiozzo, che sicuramente non è un tipo scaramantico.

Dopo un’altra ora di nuoto, ecco finalmente il tempio circondato da colonne e il tetto spiovente.

“Vedo che ciascuna di queste colonne è segnata da un trattino… che significa?” chiede il pesce spada.

“Oh, sono tutti i pesci morti disintegrati per aver osato varcare la soglia” risponde il ghiozzo. “Ma poi mio padre ha scoperto che si trattava di una Sogliola Radioattiva e l’ha sconfitta a colpi di tosse. Aveva un catarro in quel periodo che non hai idea”

“Eh, il catarro è forte” commenta Isda, perplessa.

Arrivati nella stanza del Ghiozzo, che è decorata con un arazzo raffigurante una balena sputante fuoco, quest’ultimo tira fuori una scatola di legno molto impregnata di muschio. La apre e rivela una boccetta di profumo.

“Oh, molto utile sotto il mare usare un profumo” commenta Isda.

“Silenzio, ed usalo. È il profumo Anti-Maschi che ricorda loro di stare lontano! Funziona sicuramente!”

Isda se lo prova e ringraziando il pesce esce fuori.

Neanche il tempo di uscire che una miriade di maschi pesce spada e anche qualche merluzzo le si fionda addosso, spingendo Isda a giurare vendetta.

Le avventure di Isda/38

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Isda e le tartarughe

Isda sta spiegando per bene a un altro pesce spada la sua opinione sulle coste.

” … ed è per questo che ritengo che si debba stare lontani da queste, perché più ci si avvicina, più c’è il pericolo di venire pescati”

“Ma cosa stai dicendo” risponde l’altro, scettico. Stranamente, non sono fratelli. “Le coste sono belle, e poi ci sono le tartarughe”

“Non dire stupidaggini, le tartarughe non esistono”

Isda ha un motivo ben preciso di dire che le tartarughe non esistono, ma non lo rivelerò.

 “Sì che esistono, scema!” esclama quindi il pesce spada. “Mio Poseidone, e dire che sei molto ambita fra molti dei miei simili!”

Detto quello, esorta Isda a seguirlo: “Seguimi” e insieme partono verso la costa, per inciso una dove è piena di tartarughe.

Sono creature strane: hanno un guscio, quattro zampette e una testa piuttosto piccola, e occhi giganteschi, i quali potrebbero far spuntare dei laser anche senza motivo.

“E così voi siete tartarughe” dice Isda, rivolgendosi a un esemplare, che sta passeggiando all’estremità di un pontile umano.

“Sì, credo” risponde quella. “Però io dico di essere una testuggine, più che una tartaruga”

“E che differenza ci sarebbe?” chiede Isda.

“E cosa ne so io?” risponde quella. “è solo che voglio essere fuori dal coro e quindi mi definisco testuggine”

“Ah, molto maturo da parte tua” dice Isda, anche se non è troppo convinta di essere nel contesto giusto per dirlo. “In ogni caso, guarda qui”

Isda accende il suo naso, che diventa una spada laser.

“Oh, molto… spettacolare?” dice la testuggine. Poi, senza aggiungere altro, si chiude dentro il suo guscio, irritando non poco Isda.

“Maledetto! Non pensavo aveste questo potere! Ma niente resiste all’implacabilità di ciò che ho in mano, o meglio sul naso!”

Tuttavia, per quanto la spada laser possa sbattere sul guscio, quest’ultimo non si distrugge nemmeno per sbaglio.

E Isda continua, e continua, e la tartaruga/testuggine rimane ferma e al sicuro nel suo guscio, mentre seduta sulla poltrona beve un tè caldo e legge il giornale del giorno.

E Isda all’esterno continua a provare a scalfire il guscio.

Le avventure di Isda/37

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Isda e il re delle triglie

Quel giorno Isda sente suonare le trombe dei pesci trombetta e i tamburi e, spinta dalla sua naturale curiosità, va a vedere di che si tratta.

“Fate largo! fate largo al nostro Re!”

Isda ne deduce che sta arrivando un Re in quelle lande. In effetti il pesce Re di triglia arriva bardato di un drappo porpora, un po’ scolorito a causa del mare.

“Ebbene” annuncia infine il Re, sedendosi su un trono intagliato sulla roccia. Isda sente qualcosa di familiare: aveva fatto lei stessa quel trono per sedersi quella volta che non le andava di nuotare. Maledetti abusivi!

“Siamo qui riuniti per dichiarare guerra…” annuncia il re di triglia. Isda si incuriosisce: rissa in arrivo fra quelle acque torbide?

“… alla poco democratica razza dei Merluzzi Imperatore. Come osano usurparmi?”

Segue un boato di approvazione e applausi, persino le cozze battono le loro valve per farsi sentire, anche se in realtà sarebbero poco utili in battaglia, visto che non sempre si schiudono.

“E come pensi di combatterli? I Merluzzi Imperatore hanno decine di razze dalla loro parte, ad esempio i ciccioni pesci palla” si intromette Isda, pensando di intervenire perché dopotutto la sedia è la sua.

“Isda!” esclama il re delle triglie, riconoscendo il pesce spada più famoso della zona. “Ci piacerebbe moltissimo se ci aiutassi nella nostra battaglia. Più che altro ci necessita la tua spada laser!”

“Eh, lo avevo capito” dice Isda. “Allora? Andiamo a fare il sedere rosso ai Merluzzi?”

Segue un boato convinto e tutti assieme vanno.

“Dove stiamo andando?” chiede Isda al re delle Triglie.

“Ma dal Merluzzo Imperatore, no?” risponde quegli, leggermente agitato.

“Sì okay, ma dove si trova?” insiste Isda, la quale pensa all’immensità del Mar Mediterraneo, che per inciso parte dallo Stretto di Gibilterra e si snoda verso oriente fino alle coste del Libano e dell’Israele

“Dove si trova? Tu chiedi dove si trova? Pensavo che lo sapessi, no?”

Isda scuote la testa e tutta la truppa si ferma. Dove bisogna andare per recapitare il Merluzzo Imperatore?

Le avventure di Isda/34

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Isda suona

“Isda! Isda! Senti questa!”

Ogni tanto passa un tonno che non vede l’ora di proporre al pesce spada un’iniziativa nata nel mare.

“Cosa c’è?” chiede Isda, spazientita. “Se è ancora una volta il corso di puzzle, non se ne parla nemmeno! L’ultima volta tutti i tasselli sono volati via a causa della corrente!””

“No, cosa c’entra” ribatte il Tonno. “Stavolta vogliamo fare un corso di musica! A te che strumento piace?”

“Quello che fa SILENZIO, e comunque non è la tua voce” dice Isda. Fa per andarsene, ma il Tonno insiste, presentandole anche un bando.

“Dai, sarà divertente! Suona!”

Isda infine le viene in mente di aver sempre voluto suonare la chitarra elettrica, e con sempre intende negli ultimi secondi, perché le è partito un flashback. Una volta aveva sentito una nave da crociera che ha ospitato una band rock, e quindi ad Isda le è pervenuto quel suono elettrico.

“Ci sto, dammi una chitarra elettrica” dice. Il Tonno però tituba.

“Ehm… no, non sono previste” mormora dispiaciuto. “Abbiamo solo strumenti a percussione”

“Ti percuoto io allora, e allora sì che imparerete a suonare, suonandotele!” esclama Isda furibonda, e la questione si chiude lì.

Tuttavia, qualche giorno dopo, Isda passa accanto a una caverna e sente risa, colpi di bongo e ti tamburo, e anche di batteria.

“Ehi, cos’è questo suono?” si chiede e, sentendosi in colpa per aver maltrattato il Tonn, entra e va a vedere.

In effetti, un sacco di pesci producono un sacco di suoni. Il Pesce Palla, perdipiù, è felice nel vedere che se salta, il bongo produce suoni diversi.

Isda, colma d’invidia, fa per entrare, ma viene bloccata dal Tonno stesso.

“Ma come? Non ci hai snobbato? Adesso puoi suonare solo uno strumento”

“Ah sì? E quale?” chiede Isda, incuriosita. Si aspetta un suono degno di lei, uno strumento d’avanguardia utilizzato in tantissimi bar.

“Il citofono” dice tagliente per una volta  il Tonno, e poi, con un colpo di pinna particolarmente violento, va via.

Le avventure di Isda/33

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Isda e la patata di mare

Isda non è un pesce spada che si interessa del mondo che la circonda, piuttosto preferisce spaventare i pesciolini accendendo la sua spada laser.

Tuttavia ogni tanto dei pesci particolarmente rompiscatole le sottopongono alcune questioni che lei deve risolvere, per qualche strano motivo. Ad esempi oggi Isda sta nuotando tranquilla e sfaccendata, osservando come le crepe dei fondali marini siano particolarmente buie, quando un pesce spada maschio la avvicina.

“Ho trovato la donna che è stata salvata dal’oceano” dice il tipo. Isda guarda il pesce spada con aria scettica.

“Stai cercando di sedurmi con le tue qualità che sono…?”

“Oh, oggi non ho portato le mie qualità, ma una patata di mare”

“Cosa? Di solito le patate di mare sono vuote dentro” risponde Isda, ma la patata di mare emette un sibilo scandalizzato.

“Come osi? Noi patate di mare abbiamo un sacco di cose dentro! Guarda!”

Dal sifone interno escono fuori alcuni relitti, un tostapane, una sedia volante che nel frattempo saluta il pubblico, un telecomando, un sacchetto bianco, uno nero, una tastiera, uno scheletro, e anche un altro pesce spada.

“Oh” commenta Isda, colpita dalla varietà di quegli oggetti. “E tu così pensi di conquistarmi? Perché hai trascurato l’unica cosa che mi interessa?”

“E quale sarebbe?” chiede il corteggiatore.

“La frittura di pesce! calamari, polipetti, gamberetti tutti fritti!”

Il corteggiatore non ci aveva pensato e rimane allibito. “Oh no!” pensa fra sé. “E adesso come faccio? Mi avevano consigliato la patata di mare perché aveva dentro di sé un sacco di oggetti inutili, ma adesso mi rendo conto che il frutto misto è l’unico modo per ottenere il cuore di Isda!”

Tuttavia ormai il danno è stato fatto e Isda dedica tutta la sua attenzione alla patata di maree, scandagliandola dentro il suo apparentemente infinito sacco, con quest’ultima che ride subendo il solletico.

“Non la conquisterai mai, caro mio” dice una stella di mare. “Isda ha donato il suo cuore alla propria spada laser”

“Ma allora” ribatte il pesce spada. “Dovrò diventare un suo avversario nella scherma?”

Le avventure di Isda/32

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Isda e l’orca assassina/3

Una volta appreso che l’Orca assassino ha ucciso pinguini, Isda ha solo una carta da giocare.

“Va bene” afferma. “Mostrami quello che sai fare e ci sfideremo a singolar tenzone!”

In ogni caso, tutto lo spazio marino è col fiato sospeso, in tutti i sensi: sia perché ci troviamo sott’acqua e sia perché due personalità come quelle stanno per scontrarsi in uno scontro all’ultimo sangue.

“Chi crea la bolla più grossa vince! Evitiamo di prenderci a schiaffi con le pinne, ci servono” propone l’Orca e Isda si trova d’accordo, anche se le è sempre seccato nuotare.

L’Orca, considerata la sua stazza, produce una bolla gigantesca, che a sua volta parla, canta e sa giocare discretamente a briscola.

Isda si trova quindi spalle al muro, deve creare una bolla migliore. Ma come fare? Al che, l’idea geniale, e per fortuna le è venuta proprio nel momento opportuno.

Si dà il caso che stesse passando di lì un pesce palla.

“Proprio te cercavo!” esclama lei, che quindi lo cattura e lo gonfia a dismisura, per poi togliergli l’aria e farlo svolazzare creando ampi cerchi, che a loro volta creano diverse bolle tutte di forma diversa, racchiudendo comunque un’impronta del pesce palla, che se ne va stizzito e inveendo contro i pesci spada maleducati.

L’Orca Assassina si stizzisce non poco: ha perso al sfida con un’idea geniale! “Devo ammettere che sai cavartela” ammette l’Orca. “Tuttavia, ciò non ti salverà dalla tua decapitazione!”

Isda tuttavia le rifila una pernacchia e scappa via velce, come non ha mai fatto in vita sua.

Nel frattempo che molti pesci cercano di fermarla, l’Orca ridacchia e, azionando la super velocità di cui è dotata, corre verso di lei, per inghiottirla in un sol boccone.

Tuttavia, non percorre che poche miglia marine che un Delfino le sbarra la strada.

“Alt! dovrai pagare centottanta conchiglie per aver letteralmente stuprato il codice della strada marino! Concilia?”

L’Orca sgrana gli occhi. davvero la legge nel mare funziona in questo modo?

Le avventure di Isda/31

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Isda e l’orca assassina/2

Ciò che l’orca assassina odia più di tutto il resto, è che le si debbano toccare le sue conchiglie. Per questo l’Orca ha chiesto in cambio la vita stessa di Isda, in cambio del favore che le ha fatto, ed anche bello grosso: infatti, il delfino non si sarebbe piegato alle logiche della corruzione e avrebbe preteso sessanta conchiglie senza se e senza ma, senza ovviamente l’aiuto dell’Orca.

“Ti prego, Orca” dice Isda, per giustificarsi e magari non essere mangiata “La mia vita mi serve per…”

“Fai silenzio!” esclama l’Orca. “Adesso sarai mangiata sulla pubblica piazza!”

“LA PUBBLICA PIAZZA? ABBIAMO ANCHE UNA PUBBLICA PIAZZA?” urla Isda, in preda all’isteria.

“Certo che ne abbiamo una. Ma dove vivi, sotto il mare?” chiede l’Orca, che in effetti è un po’ rimbambita. Al che, chiama a raccolta tutti i suoi amici più vicini per vedere la fine ingloriosa di un pesce spada che ha una spada laser al posto del naso.

Isda se ne ricorda proprio in quel momento. Lei HA una spada laser sul naso, e la accende, iraconda e proprio nel momento in cui l’Orca sta per chiamare il boia che l’avrebbe sfilettata seguendo lo scheletro.

“Ora affronterai me, Super Isda, il Pesce Jedi che ha seguito la vita della… corrente!” esclama orgogliosa, facendo poi scappare un branco di merluzzi, i quali ricordano bene il pesce Jedi, che per giocare con loro ha fatto finta di essere il pesce con la lampada sopra e si sono spaventati a morte.

“Come osi? Vedrai allora il folle potere dell’Orca Assassina, che ha assassinato…”

“Chi? Quanti?” chiede Isda, notando un attimo di esitazione nel suo nemico.

“Un sacco di… di… PINGUINI!”

Isda sgrana gli occhi. “Impossibile” dice, anche se non è tanto convinta. “I Pinguini non vivono nel Mediterraneo”

“Però io sono stata nei Poli, e adesso sono qui in vacanza assieme ai fratelli” ribatte l’Orca.

E adesso?

Le avventure di Isda/29

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Isda a cavalluccio

“Sì, ma… perché i pesci nuotano? È una tale fatica, questo nuotare, nuotare… mi faccio scarrozzare un po’”

Oggi Isda non ha voglia di nuotare, come possiamo vedere, e in effetti adesso si guarda attorno per vedere se c’è qualcuno che la può portare via.

Improvvisamente, vede un cavalluccio marino sparare fiammate per saldare due scogli.

“Così va bene?” sta chiedendo a un banco di conchiglie.

“Oh grazie, Cav” dicono quelle. “Così adesso possiamo socializzare meglio!”

Isda irrompe dunque sulla scena: “Salve a tutti! Non a voi, conchiglie, ma mi riferisco a te, caro cavalluccio marino. Dimmi, ti va se mi metto sulla tua schiena e mi faccio trasportare un po’?”

Il Cavalluccio Marino si stupisce di quella richiesta. “Beh, vedi… anche no, okay? Il fatto è che sono sproporzionato essendo tu troppo grossa per un piccolino come me”

Isda non capisce questa obiezione e ribatte “Cosa c’entra, sei un cavallo, quindi trasporti tutti senza eccezioni. Avanti, nitrisci!”

“No! Per chi mi hai preso? Sei pazza?” chiede scandalizzato il cavalluccio.

“No, non sono pazza. Ora nitrisci!”

“No, non lo farò!”

“Ho detto NITRISCI, stupido!”

“Adesso ti metti a fare anche la voce grossa?”

“Eh voglio dire, sono un pesce spada grosso, posso fare la voce che voglio, no?” afferma Isda. “Se non vuoi nitrire, ti salgo addosso e mi porterai finché voglio… anzi, adesso ti imbriglio pure, perché sei il mio cavallo!”

Al che il cavalluccio marino, spaventato dal bullismo di Isda, scappa via, ma quella prende a inseguirlo.

 “No, ma che fai? Aspettami!”

Alla fine, Isda sta facendo comunque la cosa che odia di più, ovvero nuotare.

“Ehi, che fai? Eccedi di velocità?” chiede ad un certo punto un delfino poliziotto. Isda sbuffa. Quanto sono insopportabili!

“Ma tanto il codice della stra non esiste sul mare! Dai, fammi passare, che ho perso il mio cavallo!” esclama disperata Isda, ma il delfino è inamovibile ed anzi rincara la dose.

“Mi dispiace, ma il codice del mare parla chiaro. A chi viaggia per più di cinquanta nodi scatta la multa di sessanta conchiglie, è la legge!”

Isda deve quindi trovare sessanta conchiglie. Ce la farà?

Le avventure di Isda/28

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Isda e i problemi delle acciughe

Povera Donzella! Non sa di chi si è innamorata!

Isda, più cerca di dimenticare, più le viene in mente quella strana dichiarazione d’amore. Insomma, che fare? Lei non provava nessun sentimento e questa nuova situazione la fa stare abbastanza in ansia.

La distrazione è tale che Isda entra in un denso banco di acciughe.

“Che succede?” si chiede ad un certo punto, accendendo la spada laser per farsi strada fra i pesciolini. “Che cosa fate qui ad intralciare il passaggio? perché non siete sulle pizze, com’è giusto che sia?”

“Fra poco lo saremo, sulle pizze” dice un’acciuga “ma prima dobbiamo risolvere un problema importante”

Isda si colpisce. “È raro che voi abbiate qualche problema. Che cosa vi angustia?”

“ISDA! Finalmente abbiamo un parere esterno” esclama un’altra acciuga. “Speravo proprio che passassi di qui”

“Ma chi ti conosce?” chiede il pesce spada. L’acciuga la ignora ed espone il suo problema. “Orbene, SIAMO O NO CUGINI DELLE SARDINE?”

Isda rimane pietrificata dalla maestosità della domanda.

“Incredibile! Non credevo che qualcuno avrebbe mai osato chiedere quello che non deve essere mai chiesto!” commenta allibita. “È una domanda che sarebbe dovuta rimanere chiusa per sempre nei fondali del Mediterraneo! Ma chi è stato a porla?”

“Un Dentice di passaggio che ha confuso me e questa sarda solitaria” risponde l’acciuga colpevole. “Il fatto è che ci siamo perdute e quindi il Dentice ha provato a darci indicazioni, ma poi fra una cosa e l’altra il discorso è finito sulla parentela”

Isda è colta da un improvviso flash su una starna specie nata fra una relazione da un’acciuga e una sarda. Una cosa strana nominata Acciarda.

Isda reprime un brivido e torna a parlare alle acciughe e alla sarda solitaria impaurita: “Ascoltatemi bene, non siete cugine! Adesso fate quello che vi riesce meglio, sparite!”

E le acciughe spariscono, arricchite dal nuovo sapere però impoverite da una parentele possibile e un po’ desiderata.

Le avventure di Isda/27

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Isda e l’amore

Isda e il Pesce Donzella stanno ristorandosi dando fastidio alle stelle marine, quando ad un certo punto quest’ultima chiede:

“Isda, posso farti una domanda?”

Lei, temendo che le si chiedesse quanti fratelli avesse esattamente, sbuffò sonoramente. “Ve l’ho già detto almeno cinquantamila volte! ne ho così tanti che ho perso il conto, quindi mi considero figlia unica!”

“Non volevo chiedere quello” ribatte risentita la Donzella.

“Allora mi vuoi chiedere se preferisco morire alla griglia o in un cartoccio al forno?”

“No, nemmeno quello” risponde seriamente la Donzella. “Tu credi nell’amore?”

Isda, spiazzata da quella domanda particolare, deve prima fare mente locale sulla definizione di amore.

“Certo che sì” risponde infine. “Ad esempio, amo inseguire le sardine e disperderle. È amore questo, vero?”

“No, intendevo quello” dice la Donzella. “Intendo dire… ti sei mai innamorata?”

“Perché mi fai questa domanda? Ti sei innamorata anche tu?”

La Donzella arrossisce. “Beh, sì… da poco” dice sbrigativa. Al che Isda fa accendere la sua spada laser e, incuriosita, alimenta in sé lo spirito da pettegola che da sempre la contraddistingue.

“Uh!E dimmi, com’è? Eh? È bello, vero? Grande, muscoloso, pieno di carne succulenta e soprattutto spara raggi laser dalla bocca, vero? vero?”

“Ah” dice la Donzella. “Pesci con meno qualità non li vedi neanche, vero? Comunque sì, è un pesce molto interessante, vivace, gioioso ed estremamente attraente”

Isda annuisce e riflette su chi può essere. “Beh, non può essere uno Squalo, quelli cervello non ne hanno. E comunque sì, a me interessano solo i pesci con un certo standard”

La Donzella arriccia la bocca e risponde: “Oh beh, allora non capiresti”

“Cosa non capirei? Chi ti piace? E dai, hai già dato un sacco di indizi! vedrai che te lo trovo e gli metto una buona parola!”

La Donzella scuote la testa. “beh, in effetti te la sei già data la buona parola, perché… sono innamorata di te”

Isda  rimane di sasso e scappa via, senza una parola, senza altra reazione, lasciando la Donzella sospirare innamorata.