Le avventure di Isda/49

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Sembrava che fosse amore e invece era Isda

È il 14 febbraio.

Anche fra i pesci si festeggia san Valentino, e in effetti un Merluzzo e un’Ombrina si stanno incontrando in uno spiazzale romantico.

Il Merluzzo è un po’ in ansia, ma poi si rasserena vedendo il pesce che ama.

“Eccoti” la saluta sorridendo.

“Eccomi” risponde lei, altrettanto emozionata.

“Allora vogliamo andare?” e così vanno prima di tutto al parco giochi. È un paro giochi gestito da una serie di Mazzancolle molto allegre e soprattutto rompiscatole.

“Ehi, ti piace quest’attrazione? Eh? Le volete le lumache di mare? E questo scheletro di un uomo annegato? Non vi piace? Eh? Eh? Lasciateci una recensione e cinque stellette su WaterAdvisor!”

Il parco giochi, nonostante queste domande fatte a mitraglietta, è molto bello e nonostante il passaggio di un sottomarino abbastanza inquietante la coppietta passa un pomeriggio piuttosto felice, conclusosi con una bella danza di sardine, che hanno riprodotto anche le esplosioni dei fuochi d’artificio.

“Bello, molto bello” commenta l’Ombrina, addentando un sacco di cozze sgusciate. “Perché non andiamo al cinema?”

Il Merluzzo propone un film: “perché non andiamo a vedere lo Squalo?”

“Oh sì, ci recita anche uno dei miei cugini!” commenta uno squalo di passaggio.

“Ma chi ti ha chiesto niente…” borbotta il Merluzzo, ed effettivamente il cinema è anche vicino al parco giochi, per cui possono guardare il suddetto film e anche lo Squalo 2 e anche lo Squalo ha l’influenza e concludere la maratona con lo Squalo guarisce dall’influenza e diventa un templare.

“Wow, non credevo che gli squali fossero così particolari!” esclama l’Ombrina, stupefatta. “E adesso che facciamo? Casa mia o casa tua?”

Il Merluzzo sa che è in dirittura d’arrivo, e non solo, ha posto la domanda persino la donna.

“Facciamo casa mia, così ti faccio vedere la mia collezione di conchiglie” dice lui, e insieme di dirigono verso l’abitazione.

“Sai, sono stata molto bene con te e…” esita un attimo, l’Ombrina.

“Sì, anche io” risponde lui. Avvicina la bocca. “Provo molti sentimenti per te”

l’Ombrina arrossisce e decide di dargli un bacio. Le bocche sono a un passo…

“EHI! EHI! Quanto affetto, mi sta venendo il diabete!” esclama Isda, avvicinando la sua spada laser verso la coppietta.

Le avventure di Isda/46

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Isda ricercata

 “WANTED: ricercata Isda per contraffazione”

Il manifesto, così scritto, recante sotto l’immagine di un pesce spada che potrebbe non essere Isda, comincia giorno dopo giorno a invadere gli scogli subacquei e quindi tutti i pesci sono avvisati della ricerca. Per di più, sotto l’immagine, c’è la segnalazione di una lauta ricompensa, per cui persino i Cannolicchi, che sembrano innocui e ricordano dolciumi,si mettono alla sua ricerca.

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Isda sbuffa contrariata.

“Ma questa non sono io! Hanno preso l’effigie di un pesce spada qualunque e la spacciano per la mia grazia e bellezza! protesterò con chi di dov… un momento”
Isda le viene in mente che essendo ricercata non può chiedere a nessuno. Chissà di che parla la lauta ricompensa?

Al che, le viene un’idea. Isda non è l’unico pesce spada nel mediterraneo, per cui può contare sulla disposizione di milioni di suoi simili, le è sufficiente spegnere la spada laser che ha sul naso.

Per spegnerla, è molto semplice: basta solo prodursi in un movimento sinuoso. Molto sinuoso.

“Ehi, ma chi è questa bella fanciulla che balla la danza del ventre?”

“Sta’ lontano da me, maniaco!” esclama Isda, riconoscendo uno Scorfano.

Quest’ultimo ridacchia: “Andiamo… so che sei Isda, ti ho riconosciuta dal manifesto. Sei ricercata, quindi cerca di non fare storie e vieni con me, ché devo riscuotere la lauta ricompensa”

Isda è costretta a riaccendere la spada laser per combatterlo, ma lo Scorfano è talmente brutto che ha paura persino di attaccarlo.

“Stai usando un super potere, eh? E va bene!” dice Isda, ma nel frattempo una squadra di polizia di Delfini accorre per catturare la ricercata.

“Ferma, Isda! sei circondata!” urla a gran voce lo sceriffo, utilizzando un megafono che è caduto in mare qualche tempo prima.

“Esci fuori con le mani alzate!” aggiunge un altro Delfino.

“Forse non ti è chiara l’anatomia di un pesce spada, Jack! Dove caspita hanno le mani?” lo riprende lo Sceriffo.

“Chiedo scusa sceriffo, è solo che nei telefilm lo dicono sempre e mi sembrava carino che…”

“Che… niente! Isda!” taglia corto il suo capo. “Vieni fuori con le mani alzate!”

“Ma… ma aveva detto…” pensa fra sé il delfino.

Isda tuttavia risponde alle forze dell’ordine: “Non mi arrenderò senza combattere!”

“Un momento! E la mia lauta ricompensa?” interviene lo Scorfano.

Lo Sceriffo si perplime un attimo, poi risponde: “Be’… una bella spaghettata a base di Isda?”

Al che, lo Scorfano si autoconvince che i Delfini incitino al cannibalismo fra pesci.

Le avventure di Isda/45

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Il buono, il brutto, Isda

La Coda di rospo corre con quanto fiato ha in corpo, cercando di sfuggire alla polizia delfina.

“Fermo! Devi risarcirci!  Hai spaventato la povera Acciughina, e adesso dovrai scontare sei mesi di prigione!”

Ma la coda di rospo non lo fa apposta: ha questo aspetto di natura, e se le acciughe sono facilmente impressionabili non può farci niente.

“Ahahaha! Preso!”

Compare un calamaro che, sparando il proprio liquido sugli occhi della coda di rospo, lo cattura.

“Bravissimo, Calamaro” dice lo sceriffo, il perfido Delfino. Si distingue dagli altri delfini perché ha un distintivo arrugginito caduto in mare da uno sceriffo vero un po’ distratto. “Riceverai una fornitura per un anno di… ma che cosa mangi tu?”

Il calamaro sta per rispondere quando arriva un pesce spada femmina dotata di spada laser.

“Isda! Sei ricercata!” esclama furibondo lo sceriffo, rivolto all’ignara pesciolina. Che pesciolina non è, visto che è enorme.

“Insomma, Delfino, ma cosa vuoi dalla mia vita? Mi fermi ogni volta che mi vedi, non è che ti sei innamorato di me?” chiede seccata Isda.

“Poseidone me ne scampi, ohibò!” esclama lo sceriffo. “Sei in arresto per possesso illegale di spada laser!”

“COSA? Ma è il mio naso!”

“Ah sì? E allora come mai nessun tuo simile porta con sé una spada laser?”

“E che devo dirti” ribatte Isda. “Tutti i miei simili sono deficienti”

Tutto il mare si ferma a guardare Isda, persino le alghe.

“Hai una bella considerazione dei tuoi simili, e tieni presente che hai migliaia e migliaia di fratelli, quindi offendi anche al famiglia” osserva il buon Calamaro.”Ed io che pensavo di fare un bene alla società catturando questa bruttura!”

“Ehi, come osi?” protesta la coda di rospo. “Devono esistere per forza i pesci belli?”

“Che ne dite di risolverla in un triello?”

La proposta dello sceriffo cade proprio a fagiolo.

“Per una volta hai detto una cosa giusta”

Così, ognuno con le sue motivazioni, Isda, il calamaro e la coda di rospo si ritrovano in uno spiazzale, e molti pesci sono accorsi a vedere.

“Assaggerete la mia spada tanto bistrattata!” esclama il pesce spada, e con uno scatto, frigge il calamaro e la coda di rospo, non lasciando loro il tempo di fare nulla.

“Caspita, scappiamo!” esclamano le sardine, che ignare di tutto compaiono inopinatamente sulla scena.

Ed anche lo sceriffo Delfino, da allora deve pensarci due volte prima di arrestare Isda.

Le avventure di Isda/42

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A qualcuno piace Isda

“Insomma, sono settimane che i pesci spada mi corteggiano e vogliono fecondare! Ma l’idea di avere ottocento mila figli mi sconforta! Ma è anche vero che se non mi concedo, mi renderanno la vita un inferno! Non ne posso più!”

Le lamentele di Isda arrivano come un stridio alle orecchie dell’Orata, che mescolando il cucchiaino dentro l’infuso alle cozze, sospira rassegnata.

“Fatti forza, Isda. Prendi questo infuso”

Seppur caldissimo, Isda lo beve in un batter d’occhio.

“Bene, adesso sei pronta per l’evento fondamentale” dice l’Orata, ma Isda, in preda alle convulsioni, non capisce di che sta parlando.

“Forza! Tutti qui per il corteggiamento! Benvenuti a tutti per la serata speciale Trova un fidanzato ad Isda!”

Segue uno strombettio dei pesci trombetta e nel frattempo, dopo che uno dei muri della casa è caduto, si presenta una platea di pesci di ogni tipo, tutti interessati a quel pesce spada che ancora si sta contorcendo rendendosi meno che mai appetibile sessualmente.

 “Isda! Mettiti in ghingheri che oggi troviamo il tuo fidanzato!” la incoraggia l’Orata, ma la sua interlocutrice è troppo impegnata a dire “Coff, coff, bleeergh” per poter reagire in un modo diverso.

“Isda, ti ho portato un mazzo di alghe verdi!” dice un Tonno, ma Isda ha ancora il fiatone.

“Isda, guarda questo balletto che ho inventato per te!” esclama il pesce palla, ma Isda pensa soprattutto alla sua lingua.

“Isda, Isda! Sai cosa dice una Cozza a un paguro? Io ti SGOMBRO! ahahahahaha!” esclama estasiata una cernia, ma uno Sgombro che sta passando di là di indigna e sbuffando “Umpf!” sgombra il campo.

“Io ti sgombro… Orata, sei seria a indire questo concorso?” chiede infine il pesce spada, riacquisendo tutte le sue facoltà, ma col palato ancora molto dolorante.

“Ma mi sembrava una buona idea! Pensa a quanti figlioletti puoi comandare, tutti dotati di spade laser!”

Isda lascia vagare la sua mente e immagina se stessa comandante di ottocentomila figli dotati di spada laser.

A ripensarci, essere madre non è una cattiva idea…

Le avventure di Isda/39

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Isda contro Isda

“Che noia… il mare è sempre blu, sempre salato, e sempre pieno di pesci ignoranti”

Questi i pensieri di Isda quel giorno, mentre sospira disprezzando ogni forma di vita subacquea a parte i pesci spada.

 A un certo punto, però, un altro pesce spada le compare davanti. Ha una spada laser al posto del naso!

“Ehi ma…” comincia Isda, e l’altra ridacchia.

“Sorpresa, eh? Ebbene sì, al mondo esistono sette sosia, e questo vale anche per i pesci., Piacere… Isda”

Non è possibile. Si chiama anche lei Isda!

“E allora odierai anche tu i delfini” aggiunge Isda Uno.

“Li odio perfettamente” concorda Isda Due, anche se è argomento di discussione la possibilità di usare perfettamente in questo modo.

“Che ne dici se andiamo a  spaventare le meduse?”

“Okay, dai”

Isda Uno ha la sensazione che la Due sia troppo accondiscendente, perché lei stessa non le va mai bene nulla e trovare invece una sua simile che ha voglia di fare le dà fastidio.

“Ah, comunque siamo sorelle” dice Isda Due.

“COSA? Ma che stai dicendo?”

“Be’, non si può mica pretendere di conoscere tutta la famiglia, no? Caspita, siamo una covata di almeno un centinaio di migliaia di uova! Io, però, mi sono messa in testa di conoscervi tutti!”

“Wow” commenta Isda, alla quale non le può fregare di meno. A lei interessa solo spaventare le meduse in quel momento, e sta di fatto che ne incontrano un banco poco più in là.

“Yu-huuu, siamo meduse! venite a vedere l’interno della nostra nuvola gommosa e gelatinosa!”

Isda sa bene che è una trappola. “Ehi! Meduse!” esclama, accendendo la sua spada laser. “Chi è più luminoso fra voi e il mio naso?”

Detto quello si avventa sui di loro e le sparpaglia agitando il anso a destra e a sinistra, sotto lo sguardo stupefatto e divertito di Isda Due.

“Niente male” commenta lei. “Ma vuoi vedere qualcosa di innovativo?”

Isda Due apre la bocca e spara un sacco di vongole, forse quelle che ha mangiato per il Natale.

“Wow” commenta Isda. “Ma non ne vedo l’utilità”

Isda Due si sente presa in castagna.

Le avventure di Isda/32

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Isda e l’orca assassina/3

Una volta appreso che l’Orca assassino ha ucciso pinguini, Isda ha solo una carta da giocare.

“Va bene” afferma. “Mostrami quello che sai fare e ci sfideremo a singolar tenzone!”

In ogni caso, tutto lo spazio marino è col fiato sospeso, in tutti i sensi: sia perché ci troviamo sott’acqua e sia perché due personalità come quelle stanno per scontrarsi in uno scontro all’ultimo sangue.

“Chi crea la bolla più grossa vince! Evitiamo di prenderci a schiaffi con le pinne, ci servono” propone l’Orca e Isda si trova d’accordo, anche se le è sempre seccato nuotare.

L’Orca, considerata la sua stazza, produce una bolla gigantesca, che a sua volta parla, canta e sa giocare discretamente a briscola.

Isda si trova quindi spalle al muro, deve creare una bolla migliore. Ma come fare? Al che, l’idea geniale, e per fortuna le è venuta proprio nel momento opportuno.

Si dà il caso che stesse passando di lì un pesce palla.

“Proprio te cercavo!” esclama lei, che quindi lo cattura e lo gonfia a dismisura, per poi togliergli l’aria e farlo svolazzare creando ampi cerchi, che a loro volta creano diverse bolle tutte di forma diversa, racchiudendo comunque un’impronta del pesce palla, che se ne va stizzito e inveendo contro i pesci spada maleducati.

L’Orca Assassina si stizzisce non poco: ha perso al sfida con un’idea geniale! “Devo ammettere che sai cavartela” ammette l’Orca. “Tuttavia, ciò non ti salverà dalla tua decapitazione!”

Isda tuttavia le rifila una pernacchia e scappa via velce, come non ha mai fatto in vita sua.

Nel frattempo che molti pesci cercano di fermarla, l’Orca ridacchia e, azionando la super velocità di cui è dotata, corre verso di lei, per inghiottirla in un sol boccone.

Tuttavia, non percorre che poche miglia marine che un Delfino le sbarra la strada.

“Alt! dovrai pagare centottanta conchiglie per aver letteralmente stuprato il codice della strada marino! Concilia?”

L’Orca sgrana gli occhi. davvero la legge nel mare funziona in questo modo?

Le avventure di Isda/29

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Isda a cavalluccio

“Sì, ma… perché i pesci nuotano? È una tale fatica, questo nuotare, nuotare… mi faccio scarrozzare un po’”

Oggi Isda non ha voglia di nuotare, come possiamo vedere, e in effetti adesso si guarda attorno per vedere se c’è qualcuno che la può portare via.

Improvvisamente, vede un cavalluccio marino sparare fiammate per saldare due scogli.

“Così va bene?” sta chiedendo a un banco di conchiglie.

“Oh grazie, Cav” dicono quelle. “Così adesso possiamo socializzare meglio!”

Isda irrompe dunque sulla scena: “Salve a tutti! Non a voi, conchiglie, ma mi riferisco a te, caro cavalluccio marino. Dimmi, ti va se mi metto sulla tua schiena e mi faccio trasportare un po’?”

Il Cavalluccio Marino si stupisce di quella richiesta. “Beh, vedi… anche no, okay? Il fatto è che sono sproporzionato essendo tu troppo grossa per un piccolino come me”

Isda non capisce questa obiezione e ribatte “Cosa c’entra, sei un cavallo, quindi trasporti tutti senza eccezioni. Avanti, nitrisci!”

“No! Per chi mi hai preso? Sei pazza?” chiede scandalizzato il cavalluccio.

“No, non sono pazza. Ora nitrisci!”

“No, non lo farò!”

“Ho detto NITRISCI, stupido!”

“Adesso ti metti a fare anche la voce grossa?”

“Eh voglio dire, sono un pesce spada grosso, posso fare la voce che voglio, no?” afferma Isda. “Se non vuoi nitrire, ti salgo addosso e mi porterai finché voglio… anzi, adesso ti imbriglio pure, perché sei il mio cavallo!”

Al che il cavalluccio marino, spaventato dal bullismo di Isda, scappa via, ma quella prende a inseguirlo.

 “No, ma che fai? Aspettami!”

Alla fine, Isda sta facendo comunque la cosa che odia di più, ovvero nuotare.

“Ehi, che fai? Eccedi di velocità?” chiede ad un certo punto un delfino poliziotto. Isda sbuffa. Quanto sono insopportabili!

“Ma tanto il codice della stra non esiste sul mare! Dai, fammi passare, che ho perso il mio cavallo!” esclama disperata Isda, ma il delfino è inamovibile ed anzi rincara la dose.

“Mi dispiace, ma il codice del mare parla chiaro. A chi viaggia per più di cinquanta nodi scatta la multa di sessanta conchiglie, è la legge!”

Isda deve quindi trovare sessanta conchiglie. Ce la farà?

Le avventure di Isda/22

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Isda consigliera

“Isda! Isda! Ho bisogno di un consiglio!”

La voce del Merluzzo Imperiale, essendo già di suo molto potente, non può non essere sentita da Isda, che fino a quel momento stava facendo i fatti suoi coltivando un nuovo hobby, ovvero quello di prendere in giro il Gambero Meccanico, che, ahilui, si guadagna il pane aggiustando le vetture dei pesci che vanno in macchina perché scoccia nuotare.

Così, fra un “Metti quella vite lì, non lì!” e un altro, il merluzzo Imperatore fa un balletto simpatico per farsi vedere dal pesce spada, la quale però sa di essere reclamata e lo ignora apposta.

“Allora Isda! Vuoi ascoltarmi o no?” insiste ancora il Merluzzo, che però non ottiene molti effetti, ma solo quello di far cambiare ad Isda il mood delle sue prese in giro: da leggere sono diventate a veri e propri insulti su tutti i meccanici.

“ISDA! GUARDA! Stanno svendendo alcuni poteri magici laggiù!” esclama infine il Merluzzo Imperiale, e finalmente ottiene la completa attenzione di Isda, che si guarda attorno in preda all’emozione ma poi, rendendosi conto di essere stata gabbata, squadra sospettosa il povero pesciolino.

“Vuoi che ti infilzi? Non sai che sono una spada molto pericolosa?”

“Ed io sono un Imperatore, quindi non ti conviene eliminarmi” ribatte sicuro il pesce. “Comunque, anche se nella mia regalità infinita dovrei essere saggio ed autorevole, ho comunque bisogno di un consiglio”

“Spara”

Il Merluzzo Imperatore guarda Isda.

Isda guarda il Merluzzo Impertore.

Immagino che anche tu stia guardando questi due pesci, in attesa della questione che il pesce voleva porre alla nostra protagonista.

Il problema è che lo ha dimenticato.

“Non me lo ricordo più” ammette il Merluzzo. “Brava, sarai contenta immagino! Tre ore per acquisire la tua attenzione e la possibilità di fare del bene vola via assieme alle correnti!”

“Ma… ma…” Isda non ricorda più nemmeno quello che stava facendo prima di prestare attenzione al Merluzzo. Al che, non le rimane altro che redarguire quel capo di stato:

“Ti dico solo una cosa: non disturbare i pesci che prendono in giro i Gamberi Meccanici, soprattutto se i questi gamberi hanno una chiave inglese fra le chele”

Ed è allora che finalmente il merluzzo Imperatore si sente arricchito ma il crostaceo, offeso per gli insulti, si è già messo a colpire indiscriminatamente ogni cosa che vede.

Le avventure di Isda/19

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Isda e la fortezza

Isda, nella sua pur lunga vita da pesce spada, non ha mai vistato nessuna fortezza e non l’ha mai desiderato. Tuttavia, desidera esserlo.

“Voglio essere eccellente nella fortezza, in modo che niente possa scalfirmi!” esclama ad alta voce, e tutti i pesci che stanno passando la guardano come se fosse pazza.

“Ma cosa fai, parli da sola?” chiede una stella marina.

“Silenzio! Devo essere forte!”

Non avendo compreso bene il significato di fortezza, Isda decide di frequentare una palestra. Fa le flessioni poggiandosi sulla spada laser, fa jogging, utilizza i pesi e fa anche gli addominali, ma non riesce a diventare una fortezza con tanto di ponte levatoio.

Così, vedendo che non trova i risultati sperati, va a consultare il Cinopontico, che tutto sa e conosce, e solo per il fatto che non è molto conosciuto, quindi ha avuto tutto il tempo per studiare.

“Ehi, Cinipnotico! Come mai non riesco a essere forte?”

Il Cinopontico guarda perplesso quel pesce spada che non solo non saluta, ma sbaglia anche il nome.

“Beh, non sei forte… perché non lo sei”

Quanta saggezza in poche parole! Isda si sente parecchio fortificata, e adesso può dichiarare guerra ai pesci martello, com’è sua intenzione da sempre.

Sì, è vero che non l’ho mai detto, ma prima o poi doveva venire fuori.

Isda va appositamente nel quartiere dei pesci martello e li sfida gridando: “Venite ad attaccarmi se ne avete il coraggio!”

Gli squali martello non la considerano neanche.

“Allora? Non volete testare la mia superforza?”

Un paio di squali, loro malgrado, rapiscono Isda e la piantano come un quadro su uno scoglio.

“Adesso sai come ci si sente ad essere una stella marina? Eh? Eh?” dice una stella marina, nel vedere Isda inchiodata.

“Ma… ma… io sono fortissima, me l’ha detto il Cianoptico!”

Il problema è che il Cinopontico l’ha solo presa in giro e adesso se la ride sotto i baffi.

Le avventure di Isda/18

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Isda e l’invidia

E poi, in qualche modo, accade.

Isda stava spaventando un banco di sardine con la sua spada laser divertendosi in quell’ordinaria amministrazione, quando improvvisamente passa di lì un altro pesce spada.

È bello, lucidissimo e non ha bisogno del laser al posto della spada, poiché brilla di luce propria.

“Oh mio Poseidone…” pensa fra sé Isda, perdendosi nella luce di quel pesce spada. Non solo, a un certo punto gli si accendono anche i fari che ha sugli occhi e azione quindi l’applicazione sottomarino, in modo da illuminare il fondale!

Quello spettacolo dura poco, perché in effetti il pesce spada passa senza dare conto a nessuno continuando beatamente a farsi i fatti propri.

Isda comincia ad agitarsi non poco. Ha bisogno di sfogarsi con qualcuno e bullizzare le sardine non la soddisfa più. Così, nuotando veloce fra le correnti, gli scogli e gli squali annoiati, arriva in un bar aperto da un Grongo, famoso per il fatto che quando parla borbotta o grugnisce.A dimostrazione di ciò, il bar in questione non ha nemmeno un’insegna, o comunque Isda non può credere che il locale si chiami “Grgregrgrg”.

Una volta entrata, chiede la sua bevanda preferita, ovvero la bottiglia vuota di whisky, fra le tante che cadono ogni giorno a mare.

Il grongo barista versa un po’ di whisky invisibile in un bicchiere rotto e Isda comincia a bere avidamente.

“Che poi, non so se l’avete vista, ma è così… antipatica! E tutti gli vanno dietro! Luminosa, troppo appariscente, viziata come poche… che scenda da quel piedistallo e che impari a camminare assieme a noi poveri mortali! Non è vero, mio buon Pagro?”

“Secondo me sei solo invidiosa di quel pesce spada luminoso. E, per inciso, non ti pagherò da bere. Sono un PAGRO, non un PAGO!”

“Ma chi ti ha chiesto niente, brutto Pagro minacciato!”  esclama Isda, andandosene indignata e invidiosa, imitando il Grongo.