Storia random.

C’era una volta un fiume.

Questo fiume era protagonista di qualcosa che avrebbe sconvolto tutti per i mesi a venire.

Un furgone, infatti, era appena passato, e trasportava materassi. O almeno sembravano materassi, in realtà erano cuscini gonfiabili di gomma e dentro erano nascosti alcuni segreti segretissimi destinati all’Uomo Hamburger.

Questi abitava in una casa a forma di panino, con delle lattughe a crescere sui davanzali delle finestra e pomodori coltivati in giardino.

“Forza… quando arrivano?” si chiese l’Uomo Hamburger, cominciando a fumare e ad emanare un forte odore di carne alla griglia. Peraltro, l’Uomo Hamburger aveva messo persino il profumo di rosmarino quel giorno.

“Quando meno te lo aspetti” si azzardò a dire una delle lattughe. “Quindi sta’ calmo, prima o poi arriveranno tutti”

E infine, come se fosse profetica, il furgone parcheggiò davanti l’Uomo Hamburger.

“Salve, ho dei materassi che sembrano cuscini gonfiabili da consegnare. Una firma qui e qui”

L’Uomo Hamburger firmò e finalmente si lanciò sui cuscini, i quali scoppiarono tutti, uno dopo l’altro.

“Ma scusa” intervenne allora la lattuga polemica “Ma allora perché ti sei sbattuto tanto per avere i cuscini, se devi scoppiarli in questo mod… eh?”

Non aveva ancora finito di porre la domanda che dai cuscini venne fuori uno strano mostro, dalla pelle gommosa e quattro occhi.

“Benvenuto, Bjorzof, signore dei Panini Volanti ” disse l’Uomo Hamburger. “Vai e vendica tutti noi hamburger dalla tirannia della carne bianca!”

In effetti, da quanto era salita al potere la temibile Regina Bianca, gli Uomini Hamburger erano confinati tutti in villette squadrate con orticello e lattughe alla finestra, e nient’altro. Invece i petti di tacchino, di pollo e quant’altro giravano con le auto lussuose.

Bjorzof, che ancora non si era capito di che forma fosse fatto, volò al cospetto della Regina Bianca, la quale stava ridendo della carne rossa.

“Siete così rossi, e buffi! Ricordate che però noi bianchi siamo più facili da digerire!”

“Questo lo pensi tu, Regina Bianca!”

Una voce riempì il vuoto della sala del trono, il cui trono era fatto di ossa di pollo allo spiedo.

“Oh no, Bjorzof!” esclamò la regina, coprendosi col suo mantello di pelle di pollo.

Bjorzof sputò un sacco di fiamme perché la carne rossa piccante era buonissima e la Regina Bianca venne sconfitta.

è una storia banalissima e senza senso, Aven

Perché invece le altre sono da Oscar, vero?

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La iena isterica.

“Aahahahahahahaah!”

La iena impazzisce e ride.

“Che hai?” chiedo guardandolo dall’alto del mio collo da giraffa, cercando di essere gentile.

“Ahahahahah! Che hai! Quanto sei spiritoso! Ahahahaha!”

Più che altro sembra una risata isterica che una risata divertita. Ma continuo con l’indagine.

“Iena, cos’è che ti diverte?”

“Ahahahahahah! Mi diverte! Davvero, dovresti fare il comico! Ahahahaah! Tu comico! Una giraffa! No, sul serio, troppo forte! TROPPO FORTE SUL SERIO! AHAHAHAHAH OGGI SONO IN GRAN FORMA!””

Sì, lo so che sono una giraffa. Eppure, voglio capire perché la iena ride per tutto: per quel cespuglio, per se stessa, per tutto quello che dico.

Anche se ad esempio mi metto a spiluccare qualche foglia, lei ride.

“Ahahahahahaha! Questa non l’avevo mai vista!” Quasi non riesce a respirare dalle risate. Davvero, che problemi ha?

A un certo punto arriva il rinoceronte. “Ma che cosa succede qui?”

“Ahahahahah QUI! No, ma mi volete fare morire!”

E poi arriva una gazzella. “Perché la iena ride? È forse stupida?”

“Ahahahah la iena stupida! Ahahaha… no, aspetta, ma sono io una iena! Non sono stupida, ehi!”

La gazzella sogghigna. È riuscita a ferire i sentimenti del quadrupede che adesso la guarda famelica.

“Ritratta il tuo insulto e io farò finta che tu non lo abbia mai detto.”

Il tono della voce è molto minaccioso e tagliente come il vento nordico, così diverso da quello che era stata la vocetta stridula di prima.

“No che non lo ritraggo, perlomeno adesso ti sei calmata e io posso far riposare i miei cuccioli” dice la gazzella.

“Cuccioli che però possono essere già stati mangiati dal leone! Li lasci incustoditi! sei stupida?”

L’affermazione della iena gela il sangue alla gazzella, che scappa via veloce e lascia la prima ridacchiare divertita come una sbruffona.

“Il leone… uhuhuhuh, mangia i cuccioli, è una bellissima barzelletta” e torna a scompisciarsi dalle risa.

La giraffa e il rinoceronte si ripromettono di non dare più retta alla iena.

30 day writing challenge #28

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Scrivi di 5 cose che ti fanno morire dal ridere.

Ovviamente non sono solo le cinque seguenti cose che mi fanno morire dal ridere, ma vi fornirò questi esempi giusto per conoscermi meglio, e farvi capire su cosa si basa la mia stessa comicità. Voglio dire: chi mi ha ispirato?

  1. Jim Carrey, attore che ho seguito in molti suoi film e che merita l’appellativo di mio attore preferito: ho guardato “Scemo + scemo“, “The Truman Show“, “Yes Man“, “The Mask”, “Bugiardo Bugiardo“, “il Grinch“, “Una settimana da Dio“, i due “Ace Ventura” e anche uno dei suoi primi monologhi a teatro. Niednte da dire, solo… spumeggiante!
  2. Paolo Villaggio, del quale ho visto tutti i Fantozzi e in pratica la sua esagerazione, la sua ironia e la voce narrativa ha impresso molto sul mio modo di raccontare le cose. Ho visto anche il film di Fracchia, ma lo considero comunque un gradino sotto ai Fantozzi.
  3. Scary Movie, tutti e… quattro. Vero, esiste anche un quinto episodio ma non mi è piaciuto e voglio avere un bel ricordo di questa saga. Tutti e quattro, dunque, i film sono bellissimi e geniali, anche se a dire il vero il secondo mi sembra un po’ inferiore agli altri. Ottimo il primo col personaggio di Rey che vale da solo la visione; il terzo è il mio film preferito di sempre e il quarto è una grandiosa parodia della guerra dei mondi. Insomma una bella maratona ci sta e va fatta!
  4. Aldo Giovanni e Giacomo, di cui ho visto tutto, ho amato tutto, almeno fino ad Anplagghed. Poi non so cosa sia successo ma quest’ultima parte della loro carriera non mi piace così tanto come. E mi dispiace, perché tutto ciò che hanno fatto adesso sta servendo loro di vivere di rendita, secondo me. Tuttavia, tutte le loro battuite sono e restano iconiche e molto del mio dire è accompagnata quasi sempre da una loro battuta.
  5. Sio, aka Simone Albrigi. Chiunque ne abbia sentito parlare, lo conosce anche come Scottecs, un disegnatore che ha cominciato con le avventure dell’Uomo Scottecs, per poi arrivare a libri, giornalini, scrivere storie per Topolino e insomma è l’uomo che voglio diventare. Nel senso che lui fa ridere in questo modo, io nel mio e spero davvero di collaborare insieme. Anzi Sio se stai leggendo (magari T_T) tienimi in considerazione!

Questo è quanto!

Trilogia dell’insalata/3

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Insalata di riso

Lo so cosa state pensando, il pomodorino sopra di me serve a sparare raggi laser.

“Perché? Non è così?”

Ehm… no, pomodorino.

Eh, lo so che ti saresti messa a piangere, ma che posso farci?

“Brutti maledetti chicchi di riso! Assaggerete la vendetta del mais!”

I chicchi gialli del mais si infilano tutti dentro una mitragliatrice e…

PORCA MISERIA CI ATTACCANO! DISPORSI A TETRAGONO!

Ci disponiamo nella figura geometrica succitata, qualunque essa sia,

“Che razza di tattica…” commentano i piselli.

Io li guardo e dico loro”Perché, voi che sei esperti che mi dite?”

“Noi ci rifugiamo nel baccello antiatomico! vero, ragazzi?”

Un Siii generale mi fa cascare le braccia. Ci fa cascare le braccia, a noi chicchi di riso.

“Ma se bastano un paio di dita per aprire un baccello, per favore!”

E con questo li zittisco. Non è finita, perché noi insalate di riso siamo piene di qualsiasi cosa. Oltre ai piselli, al pomodorino e al mais abbiamo anche wurstel, cubetti di prosciutto, tonno, maionese, cicche di dinosauro, un’ancora arrugginita, un bisturi e un sacco di isole qua e là.

Tutta questa bella gente vorrebbe dire la sua, ma ahimè, i chicchi di mai hanno preso tutto lo spazio. Che fare, allora?

“Dobbiamo chiamare un esperto di mais” dice la maionese.

“Secondo me vengono dal futuro” afferma invece un altro ingrediente, John Titor.

“Secondo me invece hanno solo bisogno di attenzione” dichiara l’uovo sodo, che sicuramente non è strapazzato.

In ogni caso, questa pioggia di mais non accenna a terminare, quindi bisogna costruire un robot con noi ingredienti.

Innanzitutto dobbiamo fare dell’uovo sodo un corpo in grado di avere un paio di mani a forma di olive e la testa a forma di carota tagliata a cerchio.

Poi, come superpotere, noi stessi, chicchi di riso, verremo catapultati dalla bocca dell’uovo sodo e saremo in grado di sterminare il mais fastidioso!

“Pronti ragazzi?” chiedo in generale.

“No, aspetta, qualcuno ci sta mangiando!”

In effetti un cucchiaio si avvicina pericolosamente.

“Uhm… proviamo questa insalata di riso… a quanto pare c’è molto da gustare”

“E vi siete dimenticati di NOI!”

Oh no! È la voce dei sottaceti!

“Chiedo scusa, cosa sono i sottaceti?” chiede ingenuo il wurstel.

“Che bella domanda! Nessuno lo sa! Nessuno sa da cosa è composto quel dannato barattolo che per aprirlo devi prima sacrificare un gallo blu alla mezzanotte del 29 febbraio 3015! Sono… cose, che stanno a galla!”

“Ah”

insomma, per fortuna il cucchiaio ci mangia e nessuno ci pensa più, né al mais, né ai sottaceti.