La seggiovia sull’oceano.

Può capitare, a volte, che l’oceano si lamenti. Perché è umido, perché a volte si agita causando disagi alle navi, oppure semplicemente perché sente troppi pesci dentro dio sé e allora finisce col sentirne la presenza.

“Ebbene, non capisco perché ti lamenti” dice il vento all’oceano. “Almeno tu sei fisico e materiale, io ci sono e non ci sono allo stesso tempo”. L’oceano risponde “Ebbene, non può più essere questa situazione, voglio risolvere almeno un problema che mi affligge. Ad esempio, tu sapevi che ogni volta che le navi passano su di me soffro il solletico? “
“Ah” risponde il vento. “Quindi è così che si crea la schiuma”
“Esatto. Quindi da ora in poi voglio che le persone passino su di me tramite seggiovia!”
L’esclamazione dell’oceano atterrisce tutti quelli in ascolto:  il vento, i pesci e persino uno scoglio sperduto su un’isola deserta, il quale spalanca la bocca. “Ma è impossibile! Impossibile quanto una pista di sci al posto delle scale nei condomini!” risponde seccato il vento. “Ed io che pure ti ascolto”.
Fatto sta che l’oceano continua a lamentarsi, e a volere la seggiovia su di sé, al che chiede lumi proprio allo scoglio: “Senti scoglio, non è che sia un’idea scema, vero?”
Lo scoglio risponde: “Vediamo,. dobbiamo chiederlo alle cozze”
Lo scoglio prova a svegliare le cozze chiuse, ma si sa, sono dormiglione e non è semplice aprirle con la sola voce. Al che l’oceano si adira e si ingrossa, scatenando violente onde. Questo fenomeno attira l’attenzione di una nave da crociera, e nello specifico di due persone che, notando l’andirivieni del mare, commentano: “È come stare sulla seggiovia, vero?”  “Eccome, vecchio mio!”
Mai parole furono più magiche.
L’oceano si placa immediatamente e va a raccontare il tutto al vento, che annoiata sta sbuffando ancora sulla superficie increspata.
“Ehi vento!Gli uomini hanno già la seggiovia su di me! Basta che io mi agiti e guarda come dondolano, nemmeno stessero ballando il twist!”
“Fantastico” risponde il vento. “Quindi hai smesso di lamentarti?”
“Un po’, ma sento ancora tipo mostri marini enormi nuotare dentro di me e credimi, certe volte scambio il loro passaggio per movimenti di meteorismo!”
“Fa’ attenzione a non agitarti in mia presenza, allora” risponde il vento.E così, da allora, tutte le volte che passiamo col mare agitato, questo effetto prende il nome di “Effetto seggiovia”
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La leggenda del Pirata scemo/2

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Oddone dovette quindi affrontare un mostro marino enorme, dotato di una sola, grande bocca e forse nessun occhio. Tuttavia, Oddone fece la domanda più intelligente che si possa fare in quel momento, mentre il mare era scatenato e un serpente enorme affamato spalanca la bocca per nutrirsi di lui e del galeone:

“Scusa, ma dove li hai gli occhi?”

Ebbene, il mostro marino non capì la domanda e ci rifletté così tanto che esplose in mille pezzi, proprio nel momento in cui un fulmine stava minacciando l’albero maestro del galeone. L’effetto che ne conseguì fu talmente devastante che Oddone rimase sconvolto per parecchi minuti.

Non ci fu altro tempo, perché alla fine arrivò un’onda enorme che spinse lui e la sua imbarcazione su un’isola deserta, qualunque fosse.

Il galeone si era incagliato bene, e finì che credette di essere parte stessa dell’isola. Oddone, invece, era misteriosamente caduto faccia a terra sulla sabbia. Subito dopo, venne raggiunto da un gruppo di cannibali, che fece strani versi.

“Che cosa succede? Io sono il Pirata Oddone, leggenda dei sette mari!” esclamò lui, tutto fiero. Credette di aver scoperto un’isola, ma non sa che ce l’ho messa io apposta.

I cannibali continuarono a fare strani versi e, dopo averlo preso come un sacco di patate, come tale lo portarono sul calderone per cucinarlo in salmì.

“Ma che state facendo? Non potete mangiarmi! E inoltre, come sapevate che sarei arrivato, tanto che avete già acceso il calderone?”

I cannibali non risposero, ma a salvare il povero Oddone da quella situazione arrivò una misteriosa figura da chissà dove.

“Eccomi, non permetterò che Oddone muoia! Anche se è un pirata scemo, ha diritto di vivere! Parola di Donna Pannocchia, la dona che spara chicchi di pop corn dalle dita!”

Detto quello, la dona pannocchia sparò effettivamente chicchi di pop corn dalle dita, spaventando i poveri cannibali e disperdendoli.

Oddone ne prese alcuni e se ne nutrì,. mentre ringraziava con la bocca piena la Donna Pannocchia, che rispose: “Sì però adesso continuerai a fare il pirata. Come mai non hai pensato a formare un ciurma?”