La Ropa Sucia/172

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Nel frattempo, José Riquelme cominciò a fare notevoli progressi. Una volta rinunciato a ricamare, visto che non ne era proprio in grado, cominciò quindi a giocare a scacchi. Fece una sola partita, contro se stesso, e perse.

Tuttavia, quella sconfitta gli insegnò molte cose sulla strategia e adesso capiva come poteva sentirsi Ana Lucia Sanchez nel tenere le redini di quella situazione. Lui e sua madre, Sofia Riquelme, praticamente erano stati confinati in quella casa. Sua moglie Adele viveva da sola nella villetta che avevano costruito in mezzo alle due tenute rivali e il figlio che aspettava cresceva incessantemente. Forse scalciava, ma lei non ne parlava mai.

Stava aspettando un segno da parte del padre, che dal carcere poteva ancora escogitare molte cose per distruggere i Sanchez. In realtà né lui né Sofia erano ancora andati a trovarlo, quindi poteva anche prendere in considerazione l’idea che potesse rovinare anche loro.

Dal canto suo, Ezequiel non aveva ancora avuto nessuna idea per poter rovinare nessuno, nonostante l’alleanza messa in atto col muerto, suo compagno di cella.

“Questa situazione mi ricorda molto quando ero un prigioniero della dittatura”

Era già la sesta volta che lo ripeteva, ma Ezequiel non sapeva come rispondere.

D’altro canto, in un’altra cella poco distante, risposava Javier Garcia, che era stato separato dalla moglie in attesa della condanna definitiva per rapina.

“E dire che noi siamo innocenti” ripeteva dal canto suo. Era rimasto senza compagno di cella e aveva quindi preso l’abitudine di parlare da solo.

A Ezequiel mancavano quei manigoldi sconosciuti con cui era stato, era molto più semplice impartire ordini. Ma così, con un Gutierrez, che cosa mai avrebbe potuto dire?

Però poi l’idea arrivò. Era tutto così semplice che si malediceva da solo per non esserci arrivato subito.

Muerto” chiamò. Matìas si alzò dalla branda che gli apparteneva e si avvicinò al compagno, incuriosito e preoccupato al tempo stesso.

“Temo che dovremmo utilizzare i tuoi nipoti” disse Ezequiel.

“Non sono miei nipoti” buttò lì Matìas. “Per quanto mi riguarda, uno che si fa chiamare loco e un altro che non parla non sono miei nipoti, proprio no”

Ezequiel sospirò. “Sempre meglio che avere un figlio che sposa la figlia della casata rivale” osservò. “Peraltro, non l’ha neanche messa incinta, era già incinta per i fatti suoi e inoltre ha accettato di essere padre adottivo di quel bastardo”

“Dura la vita” disse el muerto.

“Comunque, mi servono proprio i figli di Pepa Gutierrez, che peraltro è stata arrestata anche lei. Chissà dove si trova”

Nel frattempo, Pepa Gutierrez fece un respiro porofondo: adorava l’aria di campagna all’aperto di prima mattina.

Era appena evasa.

“E adesso” disse lei. “attuerò la mia vendetta su questa città infame e corrotta”

La prima cosa chge fece fu prendere un taxi come se si potesse fare e andare a Villa Nueva, più precisamente a casa Salcido.

“Cerco Catalina Salcido. È in casa?” chiese una volta giunta sulla soglia, dove ad aprirle era stato Ambrogio, il maggiordomo.

Senza dire nulla, il maggiordomo andò e quella scese, in vestaglia e scarmigliata ma di una bellezza sconvolgente.

“Buongiorno, Catalina Salcido, cofondatrice del Clan dei Bianchi. IN cosa posso esserle utile?”

Pepa Gutierrez sogghignò. Era quello che voleva sentirsi dire.

“Conosco il luogo esatto dove si trova Francisco Miranda, il sindaco”

E la lavatrice continuava a girare…

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La Ropa Sucia/122

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Rosa aveva ottimi motivi per andare all’ospedale, ogni giorno, a fare compagnia alla sorella Adele, che a sua volta vegliava sul marito moribondo.

Era vero, tutti la chiamavano la chica formosa. Tutti i ragazzi, quando faceva quel tragitto in bicicletta da casa sua alla clinica, la fischiavano addosso e alcuni si abbandonavano in certio commenti osceni che non le piacevano. Era vero tutto, ma a lei mancava un uomo. Ne aveva avuti tanti, e in clinica c’era un dottore niente male.

Una volta arrivata nel solito stanzino dove c’erano José e altri due pazienti, Rosa chiese ad Adele “Ma dov’è il dottor Gonzalez?”

Adele guardò il marito, che tranquillo stava leggendo il giornale, pieno di articoli sia veri che finti. C’era anche un disegnino riempitivo, fatto dalla piccola figlia dell’articolista.

“Glielo devo dire?” chiese Adele a José. QAuest’ultimo annuì, sospirando con aria stanca.

“Rosa” disse Adele. “Ti ricordi il dottor Gonzalez, che ha guarito tutte noi dalle malattie infantili?”

“Ebbene?”

Rosa non sapeva se voleva saperlo oppure no.

“Ebbene è partito, non è più a Villa Nueva”

Rosa sgranò gli occhi e guardò i due coniugi come se fossero impazziti. Al che si alzò, lasciò i vestiti nuovi di ricambio nella sala e andò a cercare quel medico carino per chiedere lumi a lui.

“Scusa, medico carino?”

Quegli si girò e sospirò. “Possibile che mi chiamiate tutte così? Ce l’avrò anche io un nome oppure no?”

“Sì beh, è perché lei è bellissimo” disse Rosa, mettendo in mostra i motivi per cui era definita formosa. “Comunque non volevo il suo numero di telefono”

“Oh, meno male! E cosa vuole dunque?”

Rosa notò che la stava guardando negli occhi nonostante i motivi per cui era definita formosa fossero bene in vista. Qualcosa non tornava.

“Volevo sapere dov’è finito il dottor Gonzalez, che fantastico è riuscito a curare tutti i bambini di Villa Nueva da trent’anni”

“Oh, è fuggito” rispose lui. “Sai, ha scoperto di essere padre di una ragazza, Clara Sanchez, che poi era Espimas, ed è fuggito”

“Ah” Rosa si ricordava di Clara. Lei e lei avevano un destino in comune: quella notte di tanti anni prima avevano scambiato le culle, e quindi per tutto quel tempo lei era stata nella famiglia Espimas, mentre Clara si era sempre considerata figlia dei Sanchez. Adesso, stando a quel che diceva il medico carino non era nemmeno figlia degli Espimas, ma figlia del medico, che adesso era scappato. E dove poteva essere andato?

Per Rosa si apriva un caso difficile da risolvere, che avrebbe risolto. Però, prima disse una cosa “Allora che ne dice se andassimo al bar giù a prendere un aperitivo?”

“Oh no, grazie…” disse lui e le voltò le spalle. Il medico carino nascondeva qualcosa.

Nel frattempo el loco aveva raccontato tutto a suo fratello, scendendo anche nei particolari della sua avventura con Analisa.

“Praticamente siamo già messi insieme. Analisa è andata dai Sanchez e si sta operando per spegnere la lavatrice”

El tiburòn guardava una mutanda messa sul divano di casa. Una mutanda femminile.

“Tu lo sai perché nostra madre e lo zio continuano a fare sesso?”

El loco era l’unico a riuscire a captare la voce bassissima e borbottata del fratello.

“Cosa c’è? Sei invidioso? Sei l’unico che non batte chiodo fra i Gutierrez, in effetti” rispose. Lui si considerava fra gli eletti perché era pronto a mettersi con Analisa, la quale vide con Pedro la lavatrice, che stava girando…

La Ropa Sucia/75

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Adele a un certo punto pensò ad Alvaro.

Non era quindi José Riquelme il padre di colui o colei che stava crescendo dentro di lei, ma era quel bellimbusto che era stato suo compagno a scuola. In effetti, i tempi coincidevano di più, anche se Adele aveva sperato tantissimo che il padre fosse José, e anche quest’ultimo aveva deciso di essere il padre e prendersene la responsabilità, accettando di sposarsi.

Il fatto era che adesso quel matrimonio era soltanto una copertura. Si trattava semplicemente di due conoscenti che avevano avuto una notte, o meglio, qualche minuto, chiusi nel bagno dei Gutierrez e che adesso stavano per partire in viaggio di nozze a Parigi.

Adele pensò a cosa aveva provato con Alvaro e a quello che invece era successo con José. Non c’era paragone.

José era così hombre

Al suo matrimonio era venuto fuori che era impotente, tanto da impedire la prima notte di nozze, poi sostituita con la veglia in omaggio al viejo. Ormai si trovava all’aeroporto, perciò non poteva presenziare al funerale, in cui ci sarebbero stati tutti, persino quei due enigmatici fratelli che avevano fatto la loro comparsa per la prima volta alla cattedrale di Cordova. Era incredibile come le cose accadevano e sembravano particolarmente concatenate fra di loro. Ad esempio, comparivano due fratelli di cui nessuno sapeva nulla e successivamente Fernando trovava un anello di fidanzamento molto costoso nella sua tasca. El viejo stava per dire una scomoda verità alla nonna Ana Lucia e colto da un infarto improvviso era morto stecchito mentre tutti stavano festeggiando.

Infine, com’era ovvio, lei e la sua famiglia doveva fare i conti con la lavatrice, che continuava a girare imperterrita e indifferente alle cose del mondo.

Nel frattempo, vide arrivare José, carico di bagagli.

“Finalmente! Ma quanto ci hai messo?” chiese lei. “Il gate sta per chiudere!”

“Lo so, Adele” rispose lui, ansimando. “Ma i miei genitori dovevano lavare a mano e quindi mi hanno messo a pulire”

“Capisco” mentì Adele, per poi avviarsi al gate che li avrebbe portati a Parigi, dove sarebbero rimasti due settimane.

Il funerale nel frattempo era cominciato e finito, ed era giunto il momento di dare l’ultimo saluto a nonno Alfio.

“… L’eterno riposo, dona a lui, o Signore, e splenda in lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen.” Recitò il parroco di Villa Nueva, don Sebastiàn, che aveva sentito confessioni scabrose, e guardava chi gli stava attorno con un misto di disprezzo e imbarazzo.

Tutti piangevano. I Gutierrez al completo, e poi i Sanchez, i coniugi Riquelme, e poi gli Espimas, che erano convenuti. Insomma, tutti quelli che avevano conosciuto Alfio sapevano quanto fosse stato importante per Villa Nueva e sapere che non ci sarebbe più stato nessun compleanno da festeggiare era una notizia triste, davvero. Oltre alla coppia di sposini, Pedro Sanchez mandò un pensiero a sua nonna, Ana Lucia, che era assente in quel giorno di pioggia, così strana in quel di marzo di fine estate.

Anche Ana Lucia lanciò un pensiero alla sua vecchia fiamma dei giorni ormai andati di chissà quale anno. La figlia che avevano avuto aveva poi avuto una figlia, che adesso stava col figlio del viejo.

Eppure, c’era ancora una verità che era adesso sepolta con lui: che cosa diamine poteva essere? Non era che forse conosceva il segreto della lavatrice?

Oppure, in quei mesi si faceva tanto parlare di alieni, UFO e quant’altro. E se anche Alfio fosse un extraterrestre? L’avrebbe saputo, alla fine lo aveva visto nudo.

Ma allora…?

E allora Ana Lucia continuò a sferruzzare, concentrata non tanto sul lavoro a maglia, ma su cosa el viejo doveva dirle.

Nel frattempo Catalina Salcido e il suo fidanzato Guillermo erano legati e imbavagliati a casa Garcia, alla mercé di un adirato Javier, che con la carabina era molto pericoloso.

La lavatrice continuava a girare.

Cara Valigia

Cara Valigia,

Non capisco perché,ma ogni volta che devo partire non riesci mai a chiuderti! Perché, eh? Ad esempio: devo andare in questo posto e tu mi chiedi, tanto per cominciare: “Ma dove devi andare? Perché?”

Allora io, non rispondendoti, perché so bene che per nessuno, nemmeno per una valigia, è semplice essere risvegliati, comincio a estrarre fuori dalla casa tutte le cose che mi servono per partire. Innanzitutto l’asciugamano: parto senza asciugamano? E per coprirmi la testa come farei? Per sventolarlo nel caso passasse un toro, cosa sventolerei?

Dopodiché, posso prendere le magliette: possono essere di tutti i tipi. All’ora della partenza ne spuntano davvero di ogni specie, forma e colore. Soprattutto, una maglia che erto sicuro di avere buttato, ma che è tornata impunemente ad occupare il mio guardaroba!

Tant’è vero che me lo chiedi tu stessa, valigia: “Ma questa maglia non l’avevi buttata?”

“Ssssh! Zitta, sbirra!” Esclama la maglia.

Va beh. Come diceva la mia professoressa delle scuole medie “Vestitevi a cipolla!”; quindi aggiungo un bel costume da cipolla, in onore dei vecchi tempi.

“Immagino l’odore” mi dici. È vero, ma metti caso che serve fare un soffritto in piena autostrada! Con 40° all’ombra, le auto possono essere ottime padelle!

Dopo le maglie e l’asciugamano, posso passare certamente a lamette, deodoranti, dentifrici, calze, pantaloni, occhiali, case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale.

Ora è il momento di chiuderti, o valigia, che è un po’ il motivo per cui ti sto scrivendo questa lettera. Provo una volta… niente.

Provo una seconda… e lanci tutti i vestiari!

Provo una terza, ma ti ribelli. Non buoi chiuderti!

Quando imparerò a non portarmi da casa… tutta la casa? E poi, non è che tu, valigia, una volta entrata nel gate tiri fuori tutto, magari lanciando lontano per prima la mia amata tazza di Pac-Man?

Comunque, se vuoi la verità, ti dico: l’anno prossimo mi compro una piscina.

Da migliore amico a peggior nemico.

Marco e Giulio erano amici. Si erano conosciuti al bar, fra un due di picche e l’altro.

Si erano conosciuti una sera. Avevano preso lo stesso alcolico, quindi era stato facile fare amicizia e vedersi sempre nello stesso locale, tutte le settimane.

“Ma tu prendi sempre lo stesso alcolico?” chiese Marco a Giulio. Quest’ultimo si ritrovò piuttosto spiazzato dalla domanda. In che senso? perché quella domanda proprio in quel momento? E poi, che cosa rispondere? E poi aveva notato che anche lui era monotematico in quella materia, quindi non aveva molto da criticare, se quella fosse stata una critica.

Al che gli rispose “Sì, ma tu mi copi tutte le settimane”

Ecco perché divennero migliori amici: sempre lì a scherzare su tutte le materie, a farsi da spalla, ad andare in giro e giocare al calcetto. Una volta erano anche stati rapiti dagli alieni nello stesso momento e si sono ritrovati nella stessa astronave.

Insomma erano diventati inseparabili.

Ad un certo punto, però, proprio nel momento in cui Marco e Giulio stavano per scoprirsi fratelli perduti, Giulio quella settimana prese un alcolico diverso.

“Ma… ma… non mi hai fatto compagnia!” esclamò Marco. “Che cosa sei diventato? Un traditore?”

Giulio si atterrì. “M-ma che stai dicendo?”

“Sì, sei diventato un traditore! Ed io, l’uomo Triangolo, sono venuto per ucciderti! In realtà abbiamo fatto amicizia solo per studiare le tue mosse!”

Giulio capì che era giunto il momento anche per lui di gettare la maschera. “E va bene! L’hai voluto tu, Marco Uomo- Triangolo! Io, l’Uomo-Sedia, ti sconfiggerò!”

Il triangolo fatto uomo cercò di tagliare la sedia, ma quest’ultima aveva avuto il brevetto di volo per tutte le volte che a scuola la facevano volare, per cui riuscì a schivare tutti i colpi e rispondere con le sue quattro gambe.

“Maledetto!” esclamò il triangolo.

“E non hai ancora assaggiato il mio schienale infernale!”

Il barista, che non sopportava, o sopportava poco i litigi nei suoi bar, decise di spruzzare addosso ai litiganti un po’ di birra alla spina, che si trovava sempre reperibile ed era elettrizzata quando usciva fuori dal barile dov’era contenuta.

“Allora! La finite o no?” disse il barista, frenando i bollenti spiriti dei due supereroi con della birra schiumante fresca.

“Non è finita qui” pensarono fra loro Marco e Giulio. Per una volta, tornarono d’accordo.

 

 

 

 

 

Merry Christmas!

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Per oggi un articolo un po’ più breve, solo per augurarvi un buon Natale e n felice anno nuovo!

Facciamo un po’ il punto sulla situazione attuale: ad oggi ho più di due follower, mi leggete in tanti e mi piacerebbe, come sempre, ringraziarvi e parlare con ciascuno di voi, anche solo per sapere come mi trovate, come vi divertite e se questo banner vi piace!

Di sicuro uscirebbero, fra le tante, le seguenti risposte:

a) Ti troviamo su internet;

b) Non ci divertiamo, riflettiamo sul tuo disagio e non commettiamo per dignità;

c) Il banner fa schifo, sembra disegnato da qualcuno che non ha mai visto n paesaggio in vita sua

No?

Ma allora, come può essere “buono” questo Natale? Non giocando a Tombola come al solito, risparmiatecelo!

Dobbiamo mangiare tanti pandori mlmlml ❤

Ecco, questo sì, è buono e giusto.

Io ho deciso di regalarti dei soldi, perché comprerò i tuoi due libri

Ah, benissimo, grazie!

Io invece non mi aspettavo tanta negligenza. Proprio a Natale, non stai parlando di nulla!

Eh, ma si sa, a Natale si hanno sempre delle cose da fare,. Ad esempio, spacchettare i numerosi regali che mi pervengono. Quest’anno ho ricevuto una buccia d’arancia, ad esempio. Poi, ho ricevuto duecento lire bellissime che servono per il prossimo ritorno della Lira… penso.

Poi vediamo, ho ricevuto n piatto di plastica, una penna scarica, una penna USB piena di virus e un SOL da chitarra.

Non male no? E voi, cosa avete trovato sotto l’albero?

Io voglio regalarvi una canzone, da fare col giro di Sol:

È Natale oggi tutti insieme

Diciamo le cose tanto sceme

Perché bene o male

tanto non si va al mare

E quindi alziamo i pandori

Aspettando giorni un po’ migliori

Vi auguro vacanze eccezionali

E questi articoli memoriali

E le rime sono finite

Buon Natale!

Tutorial: fare l’autostop.

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D’accordo, ma la guida terrestre per autostoppisti?

Questo è un articolo difficile. Non ho mai fatto l’autostop, se si escludono tutte le volte che ho fatto fermare gli autobus.

Ma io, per dovere di cronaca, farò un articolo del genere.

Innanzitutto partiamo col dire che cos’è un autostop. Si verifica tutte le volte che alziamo il pollice o l’indice e facciamo fermare la macchina, magari dicendo prima con n cartello dove dobbiamo andare: che sia Berlino, Madrid o Castelvetrano il prescelto vi porterà ovunque, purché sia sulla rotta.

Ma allora, come fare autostop correttamente?

a) scegliete una strada trafficata: che siano auto, moto, bici o elefanti deve essere trafficata, altrimenti non vi noterà nessuno.

b) dite chiaramente dove volete andare: certo, non Via dei matti numero 0, che poi è il mio indirizzo di casa, ma qualcosa che ci somiglia, altrimenti rischierete di dire “Agrigento” e invece vi ritrovate in Danimarca senza capirne il motivo.

c) In accordo col punto b, darebbe preferibile scegliere piloti che parlino la vostra stessa lingua. Se siete turisti in terra straniera, parlerete a gesti.

d) Assicuratevi del codice penale del pilota, che sia una brava persona e non vi porti in un mulino abbandonato, farvi sdraiare su un tavolo e poi tagliuzzarvi per poi far cadere i vostri pezzi in mare. Certo, obietterete che anche costui potrebbe pensare la stessa cosa di voi, ma voi siete disperati e senza mezzi, chi vi crede?

e) Soprattutto, assicuratevi che il mezzo prescelto sia una macchina con porta bagagli. No perché l’altra volta uno ha chiesto un passaggio a un aereo circolare e non è più tornato…

Veniamo all’esempio pratico:

“Scusi Arcimboldo, devo andare in via Pacco Postale numero 42, può?”

“Certo, messere”

*al primo incrocio*

“ma… è già questa la via Pacco Postale! Avremo fatto sì e no trenta metri! Ma che ha in testa lei?”

“Mi scusi ma non mi andava di camminare, così ho aspettato tre ore e mezza che qualcuno mi desse un passaggio”

State attenti a chi date passaggi.

Test: che fiocco di neve sei?

E soprattutto, sei un fiocco di neve?

Vediamo adesso, subito, dal momento che sta nevicando.

  1. Ti vedi bianco come il latte?

a) No, rosso come il papavero

b) No, viola come le viole

c) No, blu come i puffi

2. Ascolti le playlist piuttosto che gli album?

a) No, ascolto solo i citofoni

b) No, ascolto solo il rumore della pioggia

c) No, ascolto solo le monete

3. Da piccolo facevi le raccolte di figurine?

a) Sì, ma lo faccio ancora oggi

b) Avevo l’album di figurine di Lupin

c) Sì, solo che le figurine le facevo io con le foto tipo stalker

4. Hai un account Instagram?

a) No

b) Sì ma faccio solo le stories

c) No

5. Ti conosco: hai una lavastoviglie a casa ma non vuoi ammetterlo.

a) Lupo Mannaro

b) Provincia di Sassari

c) In realtà ho un’ammissione ma non voglio lavastoviglie

6. Prometto di amarti e onorarti, finché…

a) Non finisce lo champagne

b) Non ne trovo un altro più bello che problemi non ha

c) Non pensi di ammalarti

7. Che cosa ne pensi del Natale?

a) Oddio lo adoro!

b) La vera domanda è: che cosa pensa il Natale di me?

c) Curricula

8. Secondo te, i manga giapponesi:

a) Sono sempre esistiti

b) In realtà sono cinesi

c) Non li so leggere, c’è sempre scritto fine all’inizio

9. Da quant’è che non vedi il sole?

a) Non vedo il sole da quando sono nato, visto che se lo vedessi mi accecherei

b) davvero, oh! Ultimamente fa solo brutte giornate

c) Lavagna

10. Ultima domanda: sei uno spazzolino da denti?

a) Ma il test non era sui fiocchi di neve?

b) Sì, devo fare coming out

c) Non credo, anche se a volte odoro di menta

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A 

Sei un fiocco di neve di tipo DENTRICE! Attento, non “dentice”, che quello è un pesce, ma dentrice. Questo denota la tua capacità di condensarti quando c’è freddo e cadere in maniera fastidiosa oppure no a seconda dell’umidità. Quindi sei una persona umida? Non lo so, è il test che lo dice!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Sei un fiocco a ROSETTA! Esatto, le rosette che trovi in qualsiasi panificio! Bello caldo, pronto per essere sfornato e in generale soddisfacente al palato! Non male!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Se la NEVE TONDA! Quella classica, quella che si usa per disegnare e per fare i pupazzi di neve! Questo vuol dire che sei una persona classica e infatti giri ancora con la tuba e le ghette!

Aven guarda che ci sono anche altri tipi di fiocchi di neve

Impossibile, tre opzioni, tre risposte.

Posta del Cuore/27

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Benvenuti! Benvenuti in questo nuovo mirabolante episodio della Posta del Cuore! In questo momento siamo tutti in trepidante attesa delle feste natalizie, vero? E non solo, si comincia anche stasera per la veglia dell’Immacolata! Burraco e spaghettata per tutti?

In questo clima di festa, però, non dimentichiamoci delle persone che amiamo, come testimoniano le lettere di questa settimana.

Ciao Aven, secondo te vale la pena invitare la mia ex per il veglione di questa sera?

Beh, se vuoi adattare il clima di famiglia col tempo che c’è fuori, fai benissimo.

No guarda che la mia ex è una vacca

In questo caso la mungi, ci fai la mozzarella e continuerete a mangiare pizza all’infinito!

Caro Aven, buon Natale a te e famiglia!

OH NO È GIÀ COMINCIATA AIUTO

Aven, ho un sacco di problemi! Abbiamo già montato l’albero ma… mi fa gli occhi dolci e io quasi quasi sto per cedere alla sua corte! Che posso fare?

Prova a spostare quelle due palline che sembrano occhi, dai. Pensa ad invitare il tuo albero al cenone della Vigilia. Va bene che sta nell’angolino come gli asociali, ma farlo sedere accanto a noi mi pare anche troppo, vero?

Caro vecchio mio, sono innamorato delle montagne e vorrei far loro un regalo. Che ne dici di un pandoro?

Te lo sconsiglio. Le montagne innevate sembrano già pandori, no?

Caro Aven, Natale con chi vuoi! E io voglio una bella teglia di pasta al forno, non so tu

SOTTOSCRIVO

Sono le Picche e mi sono innamorato dei Fiori. Che faccio?

Non fargli vedere il tuo 2 e stai a posto. Vedi, questo messaggio capita proprio a fagiolo perché dicevo che stasera si giocava a burraco, per cui l’amore fra i semi delle carte è un argomento interessante e avvincente

Ciao Aven! Noi giochiamo a Baccarà, facciamo male? E, a proposito, mi sono innamorato delle mie forchette

Sarà un piacere quando affonderai loro nei cibi e mangerai, no?

 

Test: Cioccolato al latte o fondente?

Benvenuti in questo nuovo test!

In questo periodo si avvicina Natale. A Natale che succede? Si regalano i giocattoli ai bambini, i calzini agli adolescenti e i dopobarba agli adulti. Tuttavia, non c’è cenone che non preveda una quantità di cioccolato!

Aven, il cioccolato si mangia a Pasqua

Silenzio. Voi che team siete? scopriamolo con questo test!

  1. Siete davanti a un bivio senza indicazioni. Come fate per procedere?

a) Non procedo, mi limito a buttare rutti sonori e torno indietro

b) Guardo i topi: i topi sanno sempre dove andare

c) Noto che lì accanto c’è una bici: la prendo e faccio impennate senza motivo

2. La tipa che vi piace in realtà frequenta altre compagnie e hai forti sospetti che abbia una tresca, non con te. Come reagisci?

a) È un argomento che torna spesso… non è che tu abbia ricevuto una delusione di recente, Aven?

b) Non me ne frega nulla

c) Minestrone

3. Il lupo perde il pelo…

a) Ma non l’aspirapolvere

b) Ma non la quinta sagra del manicotto di Urbino

c) SI MA NON CASH

4. Se ti offrissero di partire per la Luna:

a) Accetteresti, ma ti fermeresti per farti un selfie con dietro la Terra

b) No, andrei su Marte

c) ODDIO DOVE QUANDO

5. Una fiaba e una favola sono la stessa cosa?

a) No

b) Sì

c) Le cuffie

6. Secondo te, i pedoni:

a) Sono pedine giganti

b) Dovrebbero essere aboliti e prendere solo i mezzi pubblici

c) Hanno ragione loro

7. Meglio i Queen o i Pink Floyd?

a) I Genesis, stolto

b) I Dik Dik, stolto

c) I Giganti, stolto

8. Se voleste suonare uno strumento, cosa suonereste?

a) il citofono

b) il triangolo

c) il tamburo

9. Cosa serve per calmare gli effetti collaterali di un attacco di Dissennatore?

a) Il cioccolato

b) Devi rispondere “cioccolato”

c) La risposta giusta è la A

10. Cosa sprizza da tutti i pori?

a) La tristezza

b) La gioia

c) Il sudore

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A

Complimenti, sei CIOCCOLATO FONDENTE! Nero, morbido, croccante, con la nocciola, Novi, tutto bellissimo e non ne puoi fare a meno e lui non può fare a meno di te! Bravo, adesso vai a mangiare!

MAGGIORANZA DI RISPOSTE B

Complimenti, sei CIOCCOLATO AL LATTE! Chiaro, morbido, croccante, con la nocciola, Novi, tutto bellissimo e non ne puoi fare a meno e lui non può fare a meno di te! Bravo, adesso vai a mangiare!

Ah, ma forse ho copiato la stessa risposta…

MAGGIORANZA DI RISPOSTE C

Complimenti, a te IL CIOCCOLATO NON PIACE! Proprio ne fai a meno, e non vorresti averne a che fare nemmeno in cartolina! Bianco, nero, al latte, alla nocciola, tutto bruttissimo e anche lui ti rifugge! Bravo, adesso vai a mangiare l’insalatina!