Le avventure della grammatica/14

Le barre spaziatrici si bloccano

“Sai una cosa? Stai facendo un ottimo lavoro. Oscuro, forse, silenzioso, anche, ma lo stai facendo”

È molto raro che il signor Crusca si metta elogiare qualcheduno. A lui non va mai bene niente: e l’accento si mette qua, e l’apostrofo è diverso dalla congiunzione, e la maiuscola non va a proprio piacimento… queste cose, no? Insomma, è una vera e propria palla al piede e nessuno vorrebbe un capo come lui, che è capace anche di toglierti una brioche smangiucchiata perché la stai mangiando oltre l’orario di lavoro, che comunque è passato da trenta secondi.

Quindi, in questo contesto, il signor Crusca e i complimenti sono un binomio opposto.

Eppure, adesso me ne ha fatto uno. Io, la Barra Spaziatrice, bottegaia a tempo perso, ho ricevuto un complimento dall’inflessibile signor Crusca, colui il quale si impunta persino per una doppia “scrita” male.

“MA CHE CAZZO FAI? A FRUSTATE TI PRENDO!” ecco cosa esclamerebbe se vedesse il succitato “scrita”.

Quindi ho tutti i motivi per lusingarmi. “A cosa si riferisce?”

“Al fatto che lei mette sempre uno spazio fra una parola e l’altra. In questo modo, tutto ciò che si legge è molto comprensibile. Pertanto, anche se il suo lavoro tecnicamente non si vede, è molto prezioso”

“Ma…” mi sembrava strano. Mi sta facendo i complimenti per il mio lavoro naturale. È come se dicessi a un cameriere “Ottimo lavoro, mi ha portato la pizza che avevo ordinato”. Come minimo me la spiaccicherebbe in faccia.

Il signor Crusca se ne va dopo avermi fatto i “complimenti”, servendosi di una mongolfiera.

“Oh, ma mi vendicherò… eccome se mi vendicherò”

Il giorno dopo

“Ehi, ma perché non hai fatto neanche una volta lo spazio in questo testo? Non si capisce un cavolo!”

L’editore mi ha fatto nero.

“Brutto somaro! Dopo ogni parola va almeno un pochino di spazio! Torna a fare il tuo tema!”

Persino lo scolaretto in classe.

Il mondo intero ha sofferto le conseguenze dello sciopero dello spazio e tutti si ritrovano a soffocare mentre si legge, perché tutta una parola va letta tutta d’un fiato. Riuscite a leggere “Precipitevolissimevolmente” senza dover tirare il fiato? Ecco, adesso applicatelo a un testo intero.

Chiaro che il signor Crusca perda le staffe.

“CHI È CHE BATTE LA FIACCA?”

Tutti, persino i coccodrilli, indicano la Barra Spaziatrice, che sta fumando beatamente affacciata alla finestra.

“Ah-haaa! Barra Spaziatrice! Da oggi in poi sarà la nostra conservatrice delle briciole che facciamo cadere a terra! contenta?”

Non è contenta, ma le bricioline sarebbero cadute lo stesso.

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