Condivisione: Notti di rugiada.

Yun e Ruo sono sorelle, uniche superstiti della strage commessa dal cancelliere Bai Meng. Per catturare la moglie fuggiasca, temibile strega, l’uomo ha messo a ferro e fuoco i villaggi dell’impero di Fudao. Consumate dal desiderio di vendetta Yun e Ruo consacrano la propria vita a un solo obiettivo: uccidere il cancelliere e la strega affinché le anime delle vittime possano reincarnarsi. Per farlo prendono strade diverse: Yun, abile cortigiana, entra nella città di Gu per diventare un’adepta della magia nera che le permetterà di avvicinarsi alla strega; Ruo, adottata da una casata nobile, sposerà con un trucco il figlio del cancelliere. Saranno proprio queste nuove vite a incrinare le loro convinzioni. Quando si troveranno coinvolte nella guerra tra streghe e uomini, dovranno compiere una scelta: lottare fianco a fianco in memoria del loro passato o diventare nemiche per difendere il loro presente.

“Notti di rugiada”, già di per sé, mi richiama atmosfere oniriche, paradisiache, di quelle che non dicono e quando dicono lo fanno fino a sferzarti l’anima.

Ho deciso di cominciare questo articolo subito con la sinossi per sottolineare quel che ho appena detto, e credetemi, Giulia Esse ne sa a pacchi. Il punto è che ho letto qualcosa di suo su Wattpad e sapere che poi ha pubblicato mi rende felice. Ok, dico sempre così, ma la tematica in questo caso è più particolare, lascia trasportare e ve ne accorgerete quando leggerete il libro. In questa sede, vorrei soffermarmi sulla chiacchierata che abbiamo fatto, presentando questo romanzo. Buona lettura!

1 Ciao Giulia, benvenuta in questo blog! Raccontaci un po’ com’è nata questa idea.
Ciao Andrea, ti ringrazio per avermi ospitata!
Dunque, l’idea per questa storia è nata dalla lettura del libro “La metà dimenticata – Vita segreta delle
donne nella Cina di Oggi” di Xinran, che tratta della condizione femminile in Cina nell’epoca più recente.
Due personaggi in particolare di Notti di Rugiada, Jia e Lin, prendono ispirazione dalla vita e dalla
sofferenza di alcune delle donne di cui si racconta in questo libro.
Il mio desiderio, infatti, era quello di inserire la difficoltà della condizione delle donne in un contesto
fantasy/paranormale ispirato all’antica Cina.

2 Tu non sei nuova a queste ambientazioni, vero? Perché hai scelto di richiamare proprio la civiltà
orientale col tuo fantasy?

Ho trovato nella cultura orientale dinamiche e situazioni che difficilmente sono riscontrabili in quella
europea (per il fantasy, intendo soprattutto il medioevo europeo). L’ambientazione orientale mi permette
di introdurre conflitti difficili da adattare a contesti occidentali, perché ci sono lontani, spesso
incomprensibili. Inoltre, la letteratura fantasy (cinese, in particolare) porta con sé un bagaglio culturare
non da poco, basato sia sulla medicina tradizionale (ne è un esempio il famoso “qì”) che sulle leggende.
Il fantasy cinese si suddivide in tante sottocategorie che, almeno per quanto mi riguarda, fanno anche
respirare aria fresca.

3 C’è di te più in Yun o più in Ruo?
Yun e Ruo sono due facce della stessa medaglia.
Yun è ancorata al passato, ai fantasmi, non le importa né del presente, né del futuro. Tutta la sua vita è
incentrata su ciò che è accaduto prima, tanto che le sue relazioni sono sempre effimere, sfuggenti,
persino quella con sua sorella.
Ruo, al contrario, sente il bisogno di pensare al futuro, di abbandonare dietro di sé dolore e sofferenza,
per ricominciare da zero.
Devo dire che mi risulta difficile trovare qualcosa di me in loro, a differenza di altri romanzi in cui la
vicinanza con dati personaggi è più illuminante.
Probabilmente di Yun ho l’attaccamento al passato, di Ruo il desiderio di ricominciare comunque vadano
le cose.
In fondo, siamo fatti di mille sfaccettature diverse.

4 A un certo punto, le due sorelle si vedono incrinarsi le loro certezze. Mi chiedo se secondo te valga la
pena avere saldi principi in tutto ciò che si fa o possa aiutare porsi domande nella propria vita.

Questa domanda pone un dilemma difficile da sviscerare.
L’equilibrio sta al centro. Sono convinta che i principi siano fondamentali, ci aiutano a definire ciò che
siamo, ci spronano ad andare avanti, tuttavia, può arrivare un momento in cui questi principi finiscono
per diventare negativi a seconda della situazione. Quindi, è bene capire quando rispettarli e quando
aggirarli.
Ruo questo lo ha sicuramente capito.

5 Quanto tempo hai impiegato per scrivere il romanzo?
Un anno, considerando i dubbi e le interruzioni. Mesi per revisionarlo, editarlo e sistemarlo nei punti che
mi convincevano meno. Nonostante abbia una struttura semplice, è stato impegnativo.

6 Hai una playlist associabile alla trama?
Le colonne sonore in stile orientale valgono? Perché più che canzoni vere e proprie, associo sempre
questo romanzo a qualcosa del genere. Niente parole, solo musica, principalmente con strumenti
tradizionali quali zither e flauti.

7 Quanto è stato difficile per Yun e per Ruo ambientarsi nelle loro realtà?
Yun si è ambientata più facilmente. Grazie alle sue capacità da erborista diventare una cortigiana non è
stato così traumatico. Ha potuto vivere nel pieno della notte, suonando il liuto, ascoltando poesie e
quando è entrata nella città di Gu si è adattata perché non era sola, è stata difesa e protetta da quello
che per lei è diventato un fratello.
Per Ruo è stato più difficile, perché da semplice ragazza di villaggio è diventata parte di una casata
nobile. Anche nella dimora del marito ha dovuto affrontare le complicazioni tipicamente femminili di
dover condividere con mogli e concubine.

8 Qual è stata la ricerca più strana che hai fatto?
Sicuramente quella sui fantasmi affamati e sulla magia del gu, attorno a cui ruota la storia.
Il gu è associato alla magia nera cinese, il gu viene anche considerato il “veleno supremo”. Secondo la
preparazione tradizionale del gu bisogna unire serpenti, centipedi e scorpioni in un contenitore chiuso. Si
divoreranno tra loro finché non rimarrà un solo sopravvissuto. Il gu è utilizzato principalmente per
manipolare la volontà, creare malattie e causare la morte.
Invece, per quanto riguarda i fantasmi affamati esiste una festa a loro dedicata. Durante il settimo mese
del calendario lunare i cancelli del mondo ultraterreno si aprono, permettendo alle anime dei morti di
scendere sulla terra. Le anime degli antenati trascorreranno un mese a vagare nel mondo dei viventi,
visitando i familiari, banchettando oppure andando a caccia di vittime.
Decisamente particolari come ricerche!

9 Visto che siamo… qui, sai dirmi se c’è qualche aneddoto divertente legato a questa storia?
Doveva essere un’altra storia.
So che detto così è incomprensibile, ma in realtà in principio Notti di rugiada era un fantasy basato
sull’incarnazione reale di una fenice e di un drago, ma durante il percorso ho cambiato rotta e ho
trasferito il nome alla storia di Yun e Ruo.
Forse non è esattamente divertente, ma è un aneddoto!

10 Parliamo un po’ del perfido cancelliere Bai Meng. Dà l’idea di non essere un totale malvagio, ma si è
solo lasciato trascinare dagli eventi. Sbaglio?

Corretto!
Nella storia sembra che ci siano due cattivi: Meng e Jia. Infatti, Yun e Ruo li credono tali. Ma lo sono
davvero?
Per quanto riguarda Meng, lui è semplicemente figlio della sua epoca. È costretto a mostrarsi filiale
verso un genitore che lo disprezza. Prima generale dell’impero, poi primo ministro. Il suo temperamento è gentile, ma qualunque temperamento è costretto a mutare se la società ti impone di farlo. Ti trasforma
e sei costretto ad adattarti per sopravvivere.
Infatti, la storia non si incentra solo sulla condizione femminile, ma anche su quella degli uomini, che non
hanno poi così tanta libertà di scelta.

11 Dare alle persone la possibilità di usare la magia e/o controllarla può solo portare alla devastazione?
La magia del gu, in particolare, viene considerata una magia negativa perché strappa via la volontà del
destinatario. Nel romanzo diventa uno scudo capace di difendere dal mondo in cui le donne, comunque,
questa volontà non possono esprimerla a prescindere.
In generale, invece, se una magia può essere controllata, ha la capacità di portare benefici.

12 Non è il tuo primo libro. Sei di casa ormai nelle terre celestiali?
Notti di Rugiada è il terzo libro in uscita, ma nel cassetto ho dei romanzi già pronti che usciranno con
delle case editrici.
Non so se mi sento ancora pienamente a casa, ogni volta è un salto nel vuoto, un lavoro continuo per
portare avanti al promozione e la solitudine, nel caso del self, si fa sicuramente sentire, anche se le
soddisfazioni sono tangibili.
Spero sicuramente che da una pubblicazione a un’altra i miglioramenti ci siano!

13 Tu vieni da Wattpad. Cosa porti con te da quell’esperienza, ti è utile nel mondo del self?
Prima di Wattpad avevo con la scrittura un rapporto diverso (mi iscrissi qualche mese dopo aver firmato
con una casa editrice, per usarlo come vetrina/plaestra), più intimo, perché era un mondo solo mio. Con
Wattpad mi sono aperta a un piccolo pubblico e devo dire che, nonostante l’esperienza non sia stata del
tutto positiva, alcuni lettori mi hanno seguita in self. Sicuramente Wattpad ti insegna a promuovere, il più
possibile, la tua storia e a trovare strategie, quindi questo ha aiutato.

14 Ahimè, lo spazio è tiranno. Ti ringrazio davvero tanto per aver accettato il mio invito 😀
Grazie a te per avermi ospitata e per queste splendide domande!

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