Le rime… non baciate.

LOLLA

Questa storia partecipa alla sfida denominata “24 storie in 24 ore” indetta da me stesso in cui io solo sono il partecipante.

E in mezzo a questo amore

Io apro il mio cuore

“Ehi, se succedesse che non facessimo più rima?”

La proposta della parola Cuore mi stuzzica.

“D’accordo. Sono stufa di tutte queste rime baciate, baciate… ma che dobbiamo baciare? Le sillabe?”

Così Cuore e Amore si strinsero la mano e smisero di fare rima.

Il poeta maledetto si sedette sulla sedia un po’ sbilenca e, presa una penna d’oca, la intinse nel calamaio e cominciò a scrivere una poesia d’amore per la sua amata Astolfa:

Astolfa cara

è per te il mio cuore 

E ti servo il mio…

Il poeta maledetto si stupì non poco vedendo di non poter scrivere la parola “amore”.

“No, mi rifiuto di scriverla!” esclamò la penna d’oca. “E poi non fa neanche rima!”

Anche il poeta convenne. Tuttavia, bisognava pure far qualcosa.

Le Parole Cuore e Amore non facevano più rima. Il poeta maledetto venne respinto dalla bella Astolfa che sposò il solito nobile, il cuore tornò ad essere un muscolo involontario e nessuno osò più accostarlo agli argomenti romantici.

Ad esempio, tornando all’episodio del poeta, non poté dire “Mi hai spezzato il cuore”, piuttosto, affranto e in lacrime a mezzanotte sotto la finestra di Astolfa, urlò a gran voce “Mi hai spezzato il PANCREAS!”

Non contento, accettò persino un feroce gavettone dalla finestra del dirimpettaio di Astolfa, che stava dormendo.

Tuttavia, mi hai spezzato il pancreas entrò nell’immaginario comune al punto da essere detto in qualunque situazione o contesto:

“Va’ dove ti porta il pancreas”

“Si vede bene solo con il pancreas”

“Ciò che il pancreas conosce oggi, la testa comprenderà domani.”

“Ascolta il tuo pancreas. Esso conosce tutte le cose”

E così via, finché il pancreas non si stufò di essere interpellato. Aveva già il suo bel daffare nel suo ruolo di organo dell’apparato digerente!

“Sono stufo, adesso basta. CUORE! Riprendi il tuo ruolo e torna a fare rima con amore!”

Il cuore tuttavia ci pensò su. Chi poteva sostituirlo? La milza? L’intestino tenue? Il polmone destro?

Avrebbe ottenuto lo stesso effetto.

Così, Cuore e Amore tornarono a fare rima, ma il poeta maledetto venne comunque rifiutato da Astolfa.

 

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