La Ropa Sucia/296

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Analisa Islas si ritrovava nel bel mezzo di una discussione con l’enigmatico Alfredo, pronta per una nuova avventura. Non aveva mai rinunciato a quella passione, anche se era da un po’ che non ne viveva una, da quando aveva risolto il caso dello spettro degli Espimas con suo fratello. Da allora suo fratello Jùan aveva mesos in piedi un clan dei Bambini che con la sagra dell’asado stava facendo un sacco di proseliti, mentre lei era stata lasciata da tutti i ragazzi e persino Alfredo stava manifestando la volontà di intrufolarsi a Villa Sanchez piuttosto che sotto le sue sottane.

Così la ragazza sospirò, decidendo che da allora in poi avrebbe fatto vedere qualche centiomentro di pelle in più, oltre a esibirsi per un calendario come aveva fatto Catalina Salcido.

“La Villa dei sanchez è forse quella più in vista di Villa Nueva. Capirei se mi avessi detto che volevi intrufolarti a Villa Riquelme, ma Villa Sanchez è molto ma molto semplice. Basta solamente corteggiare una qualsiasi delle servitrici, ed è la prima opzione. In secondo luogo, devi corrompere Ambrogio, il maggiordomo. Come ultima possibilità, ti cali giù dal camino, fai finta di essere Babbo Natale perché il camino sfocia nella stanza della vecchia, e sei penetrato”

Analisa aveva scelto apposta di usare il verbo penetrare, magari ad Alfredo si alzava la libido.

“Credo che sarò più specifico” disse Alfredo, giocando con il suo ombrello. “A me serve conoscere una persona. Questa persona l’ho frequentata per un certo periodo di tempo, diciamo che mi ha lasciato la notte di Natale dell’anno scorso, ovvero il ventiquattro dicembre del 1983”

A tirare fuori quella data, Analisa tirò fuori tutta la sua attenzione, e anche il cameriere parve avvicinarsi. Di sicuro, aveva smesso di parlare col titolare.

“Ebbene, mi ha fatto questo bel regalo” disse lui. “ma quello che c’è stato fra di noi, io non l’ho confuso mai”

“Capisco” disse Analisa “quindi questo ventiquattro dicembre 1983…”

“Mi ha reso single” concluse per lei Alfredo. “quindi mi perdonerai se sono abbastanza diffidente con le ragazze”

“Beh, sì” rispose lei “Ma io sono Analisa Islas, mica una ragazza qualunque”

“Anche quella che mi ha lasciato non era una ragazza qualunque. Anzi,m possiamo espandere il discorso che qualsiasi ragazza non è una ragazza qualunque e ciascuna è unica a modo suo”

Analisa non trovò nulla da obiettare.

“Resta il fatto che sono stato lasciato e quindi sono giunto in questo minuscolo paesino solo due mesi fa, quando finalmente ho scoperto la sua ubicazione. Non è neanche segnalato dalle carte”

Analisa fece mente locale, mettendo insieme tutto quello che sapeva di quella famiglia: “Fa parte dei Sanchez… oddio, sarà mica…?”

“Sì” disse Alfredo, qualcosa gli diceva che la ragazza aveva indovinato. “Si tratta di Adele Sanchez”

Analisa era bianca come il latte, mentre fuori dal bar pioveva a dirotto, dopo il solito tuono delle rivelazioni. “Allora è necessario che tu vada… prima che il bambino nasca”

“Bambino?” chiese Alfredo.

“Sì” rispose lei. “Adele è incinta, ha anche sposato José Riquelme che ne ha riconosciuto la paternità”

L’uomo guardò negli occhi Analisa e non trovò alcuna forma di bugia, quindi era la verità. Fuori pioveva e le lavatrici continuavano a girare…

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