La Ropa Sucia/349

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Il Commissario aveva al telefono Ambrogio. I due erano amici da un bel po’, ma nessuno dei due avrebbe mai voluto che l’altro rivelasse l’identità del maggiordomo, sopita e proibita da rivelare. Infine, l’ufficiale decise di perdonare l’amico e di dirgli qualche parola di conforto, anche semplicemente cambiando argomento. “D’accordo. Siamo tutti stressati. Piuttosto, chi devo arrestare? El loco o el tiburòn?”

“Arresta l’altro” disse enigmatico Ambrogio, contento di poter rispondere a una domanda con sicurezza.

“Sarà fatto, messere”

Il Commissario aveva un sacco di mezzi per poter agguantare e sconfiggere molti criminali, e in effetti li usò trutti per scovare e arrestare il vandalo che aveva imbrattato tutti i muri di Villa Nueva. Era stato riconosciuto con l’identità di Ramiro Paulo Gutierrez, il quale però aveva un alibi.

“È sotto custodia da noi, agenti. Come può avere fatto ciò di cui lo accusate?” aveva risposto il Boss del Clan dei Neri.

“Beh, anche voi state coispirando e vi ricordiamo che mettere sottochiave Ramiro Paulo e sua cugina Rocìo sarebbe anche sequestro di persona” disse l’agente.

“Oh, perdonatemi se siamo malvagi” ridacchiò il Boss, accendendosi un sigaro. “A quanto pare, la lavatrice continua a girare. È giunto il momento!”

Davanti agli agenti, e davanti a suo fratello, la cognata e la propria compagna. Agitò un campanello che nessuno aveva visto prima.

“È l’unico modo di salvare Miguel Espimas” disse subito dopo. “Voglio sfidare a duello Ambrogio, e racontare a tutti ciò che è successo quel giorno

Davanti a quella verità, gli agenti non poterono far altro che rimandare l’arresto di qualche ora, momenti che furono impiegati dall’annuncio stesso per poter fare il giro delle famiglie di Villa Nueva e il pueblo stesso.

“Oh, così è giunto il momento” disse el loco, dopo ave rfinito di leggere il giornale e guardando Roberto Mendosa legato e imbavagliato, nudo, sul letto nuziale che avrebbe dovuto ospitare lui e Rosa, che invece era ammanettata al polso del figlio del pipa. “Allora sfiderò anche te a duello”

“Non è nemmeno giunta la sagra dell’asado” osservò triste Rosa, la chica formosa.

“Meglio così, in effetti” disse suo marito. “Villa Nueva potrà godersi la sagra in santa pace, dopo aver risolto l’enigma della lavatrice, che non può essere risolto senza la chiave dei Garcia”

Il tutto era osservato dalla signora Ana Lucia, che davanti a Violetta e suo figlio Pedro, per la prima vcolta, non sapeva che cosa dire.

“Ho dato la disponibilità del nostro giardino pe ril duello, ama a parte questo non so proprio che cosa pensare. Ci sarà tutta l’alta società, mentre quelli alti meno di un metro e cinquanta dovranno stare a casa”

“Sarà contento il Clan Grigio dei Bambini” mormorò Violetta.

“E anche Rodrigo, il nano di Villa Nueva” disse Ana Lucia, ricordando un certo Rodrigo il nano che gironzolava per il paesello a rubacchiare dalle taverne.

“È morto due anni fa, nonna” osservò Violetta. Ana Lucia perse un punto nel suo lavoro a maglia. La situazione stava precipitando, e ormai c’era aria di guerra, forse anche fratricida. Quello che poteva fare lei, come nonna, era osservare gli eventi e, magari, fare qualcosa per fermare la lavatrice: forse i Riquelme non avevano tutti i torti nel lavare i panni a mano, ma ormai le lavatrici che girtavano erano due…

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