Le avventure di Giraven/13

LE AVVENTURE DI GIRAVEN

State per leggere una storia vecchissima, riadattata per il blog. Buona lettura!

Giraven e  le canoe

Giraven, abbandonato ormai il suo dovere primario di spogliare gli alberi delle foglie, si concentra sulla caccia del Serval, che iperveloce si sposta metro dopo metro schivando tutti i tipi di raggi laser che ha Giraven nella sua faretra che sono i suoi stessi occhi: raggi viola, raggi celesti, raggi rossi, raggi neri, raggi bianchi… insomma purché siano raggi, Giraven li sa sparare, e non per finta come dice qualcuno.

Ma è ancora ignoto se cambia solo il colore o anche la particolarità di ciascuno.

In ogni caso, il Serval e Giraven si rincorrono per tutta la savana, superando ostacoli di ogni genere.

E alla fine, arrivano a un fiume non guadabile a piedi. Infatti, com’è noto, i fiumi della savana hanno una grande portata e quindi non possono essere passati a piedi, nemmeno i ruscelli. Fra le altre cose, né Giraven né il Serval hanno i piedi.

Insomma, è un fiume molto ampio e la riva si trova molto lontano.

Ma il Serval non ha tema di tutto ciò, quindi ghigna e spicca un balzo che nemmeno i canguri dall’altra parte dell’oceano. O perlomeno è quello che voleva fare, però ha anche altre frecce al suo arco.

Il Serval si è servito di tutta la sua intelligenza, e alla fine si tuffa e comincia a nuotare, servendosi delle sue zampe, dopo aver scartato razzi, pale e canoe.

Giraven, invece, data la sua stazza, non riuscirebbe nemmeno a stare a galla e ricordiamo ai lettori disattenti che dentro i fiumi della savana si nasconde una fauna che affamata cerca la mezza scusa per mordere.

“E adesso che faccio?” si chiede la povera Giraffa. Certo, se avesse avuto ancora Rigobina, ovvero l’Animale Definitivo, avrebbe avuto tutte le risposte ai suoi problemi, ma se l’era dimenticata alla caverna delle Torte, e quindi adesso rischia anche di essere inseguito dal Re Leone, che però non si chiama Simba, ma in un altro modo.

In ogni caso, c’è sempre qualche animale nella savana che non si fa gli affari propri. Uno di questi è sicuramente la Bufaga personale di Giraven.

Si da il caso che la Bufaga personale di Giraven sia un uccello che si nutre delle pulci e delle zecche della giraffa, ma dopo che aveva scoperto che Giraven lascia apposta i suoi parassiti per farla scoppiare di cibo, c’è ancora della maretta fra il piumato e l’animale.

Ma la gola non fa eccezioni, così eccola qui, a rompere di nuovo le scatole a Giraven.

“Secondo me dovresti fare una canoa” gli suggerisce la Bufaga, maliarda.

“E che me ne faccio? Mica ho le braccia per vogare, no?” obietta la giraffa.

“Sì, però il legno nasconde tanti parassiti. Quindi vedi di prenderne il necessario affinché possa nutrirmi anche di loro” dice la Bufaga, già con l’acquolina sul becco.

“Sei davvero orribile, Bufaga.”

“Sei tu che mi hai insegnato ad esserlo.”

E comincia uno scontro micidiale fra raggi laser e i riflessi della bufaga, tanto da spingere Giraven a chiedersi:

“A che serve avere un potere così se può essere schivato da tutti?”

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