Quel che un asparago avrebbe detto…/31

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31 … se avesse subìto la sera
La Luna e Marte. Un satellite ed un pianeta. Sghignazzavano, di sicuro erano complici in qualcosa.
L’asparago ci rifletté molto, ma alla fine decise di lasciare perdere. Piuttosto, era il significato del dispaccio che lo sconvolgeva. Che cosa poteva dire? Che cosa significava avere la sera tardi.
Passarono sei mesi. La sera prese ad arrivare anche oltre le nove dopo mezzogiorno. L’asparago fu costretto a un certo punto a prendere la sua slitta personale e tornare sulla Luna, lì dove tutto ebbe inizio.
“Devo parlarti”
L’argenteo astro gli rivolse tutta la sua attenzione.
“Non puoi fare il bello e il cattivo tempo. Che significa questo ritardo?”
“Allora non hai capito il vero significato del Natale, come temevo” disse lei. “Mesi fa ti abbiamo dato un dispaccio. Sei mai stato fuori oltre la mezzanotte?”
A quella domanda, ci dovette pensare su, poi comprese: aveva lasciato il gas acceso. Non credeva che quella dimenticanza sarebbe arrivata anche a lui.
Eppure era successo, e oltre al Natale aveva dimenticato anche il vero significato del dodici maggio.
Decise allora di giocare il tutto per tutto e andare a precipitarsi dal vecchio e saggio Peperone, che viveva a Nord.
Una volta giunto in loco, trovò tuttavia un palo che indicava tre frecce.
“Nord vero, Nord magnetico, Nord bussola” scandì sottovoce l’asparago. “Da quale parte bere?”
“Il Nord non si beve” rispose il paletto che conservava quelle direzioni. “Piuttosto, hai un asparago?”
“Io ne ho una” ed estrasse una spada.
“Mi sembrava di aver capito che tu fossi un asparago, tu stesso, presente” fece notare il palo.
“Oh, sì, hai ragione, eppure quando sono stato nello spazio mi avevano dato un dispaccio. Secondo te che cos’è la sera?”
“Io sono solo il Nord, la sera non esiste o quasi” rispose secco. “Guarda: il solo modo per capire chi sei, o che cos’è un triceratopo, secondo me puoi prendere tante barche escegliere una forbice”
Fece una pausa.
“Non subire la sera, Asparago”

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