La Ropa Sucia/086

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“Sembra che stiano vivendo una bella vita” commentò l’uomo seduto sulla poltrona, volgendo il suo sguardo al muro squallido, nella buia solitudine del suo studio. Aveva appena ricevuto informazioni importanti da un suo scagnozzo, che casualmente si trovava a casa di Fernando e Raquel.

“Non credevo che due persone potessero amarsi così profondamente… che sia merito dell’anello?” si chiese l’uomo, profondamente turbato.

Nel frattempo anche Fernando e Raquel disquisivano sugli ultimi avvenimenti. Anzi, Raquel avvicinò Fernando mentre quest’ultimo stava potando le piante.

“Fernando, io devo dirti una cosa”

Fernando si girò verso al sua amata e l’amò ancora di più.

“Dimmi tutto” rispose lui, deglutendo. Era una calda giornata estiva e avere la prospettiva di dover subire una rivelazione pesante gli fece sentire ancora più caldo.

“Io non sono povera. Noi Garcia siamo ricchi di famiglia, solo che mio padre non spende un soldo e ci presentiamo come pezzenti. Inoltre, oltre alle nostre proprietà, abbiamo che un tesoro senza prezzo nascosto in casa, solo che nessuno è mai riuscito a trovarlo”

“Se è segreto, come mai tu lo sai?” chiese Fernando, incuriosito.

“L’ho letto in un libro nascosto in casa. Peraltro noi siamo pieni di libri da leggere, in mancanza di passatempi moderni come la radio e la televisione. Ebbene, in questo libro ho trovato un foglio di carta scritto a mano, in cui c’era scritto chiaramente che un certo fratello di mio padre ha nascosto uno scrigno, destinato a chi lo merita.”

“Ah” commentò Fernando.

“Eh” fece Raquel.

“Ih?” chiese Fernando.

“Oh” scrollò le spalle Raquel.

“Uh” rispose Fernando.

“Ypsilon” concluse Raquel. “Allora vuoi venire con me a vedere dove si trova questo scrigno?”

“Certo, mia cara” rispose lui, infilandole la lingua in bocca. Davanti a loro, il cespuglio appena potato estrasse le gambe e andò chissà dove.

Nel frattempo, una volta appurato che Ana Lucia e Alfio Gutierrez erano convolati a giuste nozze, peraltro proprio le nozze che Diego Sanchez ancora cercava di capirne l’origine nel buio della sua cella, anche i fratelli Fernandez e i fratelli Gutierrez andarono tutti e quattro verso l’ala est di villa Riquelme, prendendo la macchina di Ramòn.

“Ricordami perché stiamo andando a villa Riquelme” disse el tiburòn, borbottandolo.

“Sappiamo da fonti certe che l’Ala Est ha tutte le risposte, ecco perché è continuamente sotto ristrutturazione. Con tutte le impalcature, i calcinacci, le cose poggiate a terra e sporcizie varie a nessuno verrebbe mai voglia di andare a guardare, né di giorno né di notte, né col freddo né col caldo, né a dicembre né ad agosto. Dalle nove alle diciotto ci sono poi i muratori che ti guardano a vista e loro non ci pensano due volte a lanciarti un secchio di stucco in faccia, e poi vai a lavarti”

“Capisco” disse el tiburòn, ma non lo sentì nessuno.

Parcheggiarono proprio davanti al cancello, in modo che nessuno avrebbe potuto entrare o uscire.

“Come mai questa scelta?” chiese el loco a uno dei Fernandez.

“Ora capisco perché ti chiamano el loco” ribatté Alfonso. “Non vogliamo essere disturbati. Se dovessi scoprire ciò che ci aspettiamo di scoprire, nessuno a villa Riquelme deve entrare o uscire”

Così i quattro bussarono al cancello, dove ad accoglierli c’era uno strano maggiordomo, con dei baffi chiaramente incollati, che li fece entrare senza dire niente.

Entrarono anche dalla porta di casa come ospiti d’onore e poi Ramòn, assumendo un tono feroce, puntò il dito contro una domestica.

“Tu! Dimmi dove si trova!”

La domestica fece cadere un vaso Ming vero a terra e tremando sudando fredda rispose stentorea:“L-L’ala Est è… è… a est!”

“Perfetto, grazie!”

E la lavatrice continuava a… a girare.

2 pensieri su “La Ropa Sucia/086

  1. Raquel e Fernando sono carini xD avranno una gioia? E l’anello perché è così importante?
    Mistero…
    E comunque questa cosa degli oggetti che in realtà sono persone camuffate continua a farmi morire ahah

    "Mi piace"

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