La Ropa Sucia/327

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Pepa Gutierrez stava dormendo con un tizio che nessuno vedeva da due mesi. Era Rodrigo, l’ex fidanzato bello di Analisa Islas.

“Ma…”

La voce di Ambrogio svegliò i due dormienti, reduci da due amplessi.

Pepa si innervosì parecchio e portandosi il lenzuolo sul suo petto strepitò “Porta la colazione qui e non fare domande!”

Ambrogio non fece domande e eseguì il comando, poi uscì, sconvolto da quello che aveva visto.

“Ma chi era, miseraccia?” chiese Rodrigo, ancora col fiatone per essersi spaventato. “Non si usa bussare nelle camere da letto?”

“Non nelle telenovelas” rispose Pepa. “In ogni caso, guardati le tue robuste e possenti spalle da Ambrogio”

Rodrigo esibì un ghigno coi suoi denti perfetti. “Robuste e possenti spalle, eh? E come faccio a guardarle? Non pocco mica girare il collo…”

Pepa ridacchiò. “Oh, ma allora te le guardo io…”

Pepa gli si avvicuinò e cominciò a massaggiarli le sudette spalle, e le scapole, a piene mani. Lentamente, comne se volesse godere di tutti quei momenti, riservati solo ai ricchi che non avevano niente da fare.

Non seppe resistere, lei, e cominciò a baciarlo ovunque, bombardando a tappeto cdon la sua tenpesta d’amore. Era sempre alla ricerca, Pepa, di persone come lui: il Muratore, el muerto, adesso Rodrigo… tutte persone con un fisico ben posizionato e in grado di far interessare Pepa.

L’ultima cosa che andava a pensare Pepa era che in quella stessa stanza fosse osservata: tuttavia lo era, anche se si trattava del primo piano di una villa, c’era qualcuno alla finestra che osservava. Quel qualcuno era el muerto, Matìas Gutierrez, il quale stava tenendo sotto scaqcco sua figlia e Diego Sanchez, e dietro pagamento aveva unito quelle due anime. Aveva sborsato un milione di dollari americani prelevandoli dal fondo cassa della sua famiglia, e quel bvuco finznanziario non era stato ancora scoperto.

Matìas ribolliva di rabbia, quindi doveva dire assolutamente quella copsa a qualcuno. Altrimenti sarebbe andata a finrie che avrebbe spaccato il vetro e avrebbe colpiuto malamente quel Rodrigo di cui non conosceva né il nome né l’ascendenza, né il luogo di origine. Tuttavia, era convinto che si chiamasse Rodrigo: ne aveva la faccia.

A ripensarci, Matìas poteva anbche romper eil vetro: tanto, in ogni caso, era comunque casa sua e quindi le spese sarebebro ricazdute su di lui. Se invece non gli sarebbe andato di pagare, le spese le avrebbero affrontate i figli di suo fratello, che in due un cervelòlo non lo raggiungevano.

Così, ragionando in questo modo e dimenticando come effettivamente si era arrampicato nella sua stessa villa, ruppe con un pugno il vetro e con urlo belluino si avventò nelal camera da letto della sua compagna, che era stata l’ex moglie proprio del pipa.

“Malnato!” esclamò el muerto, che colpì con il pugno insanguinato e pieno di schegge di vetro il povero Rodrigo, il quale fu anche lui sanguinante e pieno di schegge di vetro. Adesso non era più così affascinante. Qualcuno avrebbe potuto dire che Matìas avesse studiato sin dall’inizio quel momento, ma in effetti tutto poteva essere, perché le lavatrici continuavano a girare…

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