Insonnia.

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Per questo racconto mi sono ispirato al singolo dei Green Day “Brain Stew”, reperibile all’interno dell’album “Insomniac”, rilasciato dalla Reprise Records nel 1995. 

Se la signora di sotto non smette di parlare al telefono non riesco a dormire.

Se l’orologio sulla mensola non smette di ticchettare, col cavolo che Morfeo mi abbraccia.

Se le pecore sono perfettamente contabili, non riuscirò proprio a chiudere un occhio. Figuriamoci due.

“Guarda, adesso ce ne andiamo!”

Ma che dici, pecora? Io ti devo contare! Sei già stata segnalata?

“Ma che ne so!”

Detto quello, la pecora esce dal foglio e se ne va. Magari bruca le piastrelle del pavimento. Sono ottime con un po’ di maionese. O fritte.

Niente. Anche le pecore hanno deciso di ribellarsi, e anche se il mio corpo è stanco e i miei occhi non vedono l’ora di chiudersi, il mio cervello è coinvolto in un party a base di drink, Obbligo o Verità e endorfine.

Mi immagino, il cervelletto, bere queste endorfine da una lunga canna senza mai fermarsi mentre altri lo incitano e alla fine dire “Che botta!”

E che dire dell’Ippotalamo? Quello non vede l’ora di schiacciare! Ad esempio c’è il mio midollo osseo che è talmente… osseo da non potergli resistere. E poi, lo dice la parola stessa, Ippotalamo: ovvero un ippopotamo nel talamo.

Il che, di conseguenza, vede lui, il midollo e un ippopotamo in una cosa a tre che non voglio neanche immaginare. Che razza di festa.

Le sinapsi, i neuroni, l’amigdala… tutti assieme senza capire quale corpo sia di chi, tutto a base di bottiglie anche rotte, selfie strani e musica ad alto volume. Quella riesco a sentirla anche io.

La mia mente riproduce una strana canzone, i quali accordi si ripetono ossessivamente. Sol diesis, Fa diesis, Fa, Mi, Re Diesis… e poi di nuovo, e ancora, e ancora una volta…

“Che c’è? non riesci a dormire, eh?”

L’orologio mi ride in faccia. Penso di avere sete, di sicuro la mia faccia è sconvolta. Nel frattempo il mio cervello non vuole saperne di chiudersi. Ma che ore sono?

“E ti pare che te lo dico?” chiese sardonico l’orologio. “Tutte le volte che dici vado a dormire e poi non ci vai… beh, sarà una lunga notte. Hai visto la lancetta dei secondi come scorre veloce?”

“Mi sto allenando per la maratona!” esclama la lancetta, che in effetti ticchetta ancora più veloce. Poi si illumina, combatte qualche spirito che avrebbe voluto impossessarsi di lei e torna a ticchettare.

E ticchetta. E ticchetta ancora. Anche il rubinetto nel bagno comincia a sgocciolare. Ma perché ha cominciato a farlo?

“Boh, mi andava” risponde dal bagno il rubinetto. Non credo di potercela fare. A un certo punto sento la testa pesante.

“BI BIP BI BIP BI BIP”

Ma porc…! Sono già le sette! Avrò dormito un minuto?

“Eh, te l’ho detto che non ti avrei fatto vedere l’orario!”

La sveglia farà una brutta fine, me lo sento.

 

 

 

 

 

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