Le avventure urgenti del leone/9

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Giacomino il leone si sentiva un po’ sperduto, anche perché sembrava proprio che tutti avessero bisogno di lui, anche se effettivamente, nel momento della verità, l’emergenza non era proprio tale.
Non lo era mai.
Stava di fatto che un giorno, mentre si cibava di una carcassa, arrivò immantinente un meteorite. come se sapesse dove trovare il leone.
“Eccoti, finalmente” disse quello, simulando indifferenza perché aveva distrutto tutta l’area. Un’area pazzesca, calcolabile con la circonferenza e il raggio, se non ricordo male.
“Che c’è, meteor?” chiese lui.
“Molto semplice, c’è un problema urgentissimo e mi devi aiutare”
“Sicuro”
Giacomino si alzò sulla pietra incandescente, ché tanto anche la savana lo era quindi non sentì differenza, e partirono insieme verso un litorale.
Il mare andava e veniva e sembrava totalmente privo di emergenze. Giacomino disse “Non mi sembra ci sia nessun pericolo”
“No?” rispose il meteorite. “Ma lo sai sotto il mare quante specie di squali ci abitano?”
“No, non lo so. Tu lo sai?”
“No, nemmeno io, ma ti chiedo di sconfiggerli perché ho paura di loro”
La richiesta del corpo celeste era talmente assurda che Giacomino si spaventò non poco. Divenne persino un leone bianco.
“Non avrai mai a che fare con gli squali, su!”
“No? Sono un corpo celeste, nel caso te lo fossi dimenticato, quindi celeste il cielo, celeste il mare!”
Giacomino perse il filo del discorso, e andò a ricercarlo nella sua savana.

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