I ricordi di Adalgisa/3

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Al mare.
“Caciucco per tutti!” esclamò la madre di Filippo, servendo la pietanza in tavola. Adalgisa, dal canto suo, la osservò malcelando disgusto.
“Che ti prende?” chiese Filippo, osservando la fidanzata preoccupato. Voleva davvero sapere cosa le prendeva, ma non sapeva dire chi prendeva cosa.
“Non mi piace l’aglio, c’è un odore fortissimo”
“Ah beh, ma è il gioco dell’estate! Trova l’aglio e lo scarti”
Trovare l’aglio e scartarlo era più un’azione da vampiri, secondo la ragazza, ma non rispose nulla, lasciando vagare la sua mente a un ricordo ben preciso.
Una volta si trovava al bar. Joe, il nerboruto barista nero che conosceva bene, stava servendo una birra alla spina a un altro avventore. Sembrava un bel ragazzo. Joe notò che Adalgisa lo stava osservando e con la sua tipica voce cavernosa le suggerì “Prova, secondo me ci sta”
La ragazza si chiese chi ce lo portava, lui, a immischiarsi, ma tentò comunque l’approccio. Perché rifiutare un consiglio da un barista che la sapeva lunga?
“Scusa, senti” esordì, un po’ titubante. L’uomo sembrava decisamente cupo.
“Non posso sentire” rispose “sono un vampiro”
“In realtà mi hai risposto, quindi il suono delle mie parole ti arriva correttamente alle orecchie”
Seguì un momento di silenzio.
“Sei un Vampiro? Davvero?”
“No, per finta” sospirò l’interlocutore. “Bevo sangue e posso essere ucciso s emi infili un paletto di legno nel cuore”
“Perché dovrei? E che tipo di legno?”
L’uomo ci pensò su, arricciando le labbra. “Non ne ho idea. Perché non provare?”
Aprì la bocca. “Ti assaggio, sarai più buona di questa birra senza spina?”
“Ehi!” protestò il barman.
“Chiedo scusa, ma ciò che mi hai servito non corrisponde ai miei gusti personali, non avertene a male”
La birra, che ancora giaceva dentro il boccale, lo sentì e venne fuori dal boccale, creò una grossa bolla attorno al vampiro e poi tornò dentro il contenitore di cui sopra.
Adalgisa sgranò gli occhi ma suggerì a Joe di conservare per bene quella magia.
“Così impara a insultarmi!” esclamò offeso il boccale.

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